Aborto e Omosessualità nel Terzo Reich - All rights reserved.www.lager.it 22 Dicembre 2002 "Per non dimenticare la Shoah"
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ABORTO e OMOSESSUALITA' nel Terzo Reich

Creare un dipartimento speciale per combattere l'aborto e l'omosessualità: diventò una parola d'ordine, fu il passo fermo dei nazisti compiuto nella direzione dello sterminio degli omosessuali . Fu preceduto dalla notte dei lunghi coltelli . Il 30 giugno del 1934 in Germania le SS di Himmler massacrarono le SA , le truppe d'assalto, e arrestarono il loro capo Ernst Rohm, la più potente personalità della Germania nazista dopo Hitler.
Rhom , il ministro della Giustizia, Frank , il pur coniugato leader dell'Hitlerjugend, von Schirach, il futuro ministro dell'Economia, Funk , e l'aiutante di Hitler, Brückner , erano tutti omosessuali .
Il principio a monte è tassativo: le donne devono fare figli di razza ariana da dare al Fuhrer, i maschi devono accoppiarsi con loro e basta, la riproduzione umana deve essere normata e obbedire al criterio della purezza . «L'abbraccio fraterno» tra uomini è da combattere furiosamente, nonchè quello amoroso tra donne. Cominciò così in Germania la persecuzione efferata contro gli omosessuali .
Il 28 giugno del 1935 l'invasione dello Stato si spinge oltre ogni confine possibile, si apposta nelle menti dei perseguitati Il paragrafo 175, che riprende l'ostracismo secolare ai danni degli omosessuali e che assume questo nome nel secondo Reich con Bismark, viene integrato da Hitler. Il paragrafo 175/A firmato dal fuhrer arrivò a sanzionare perfino le «fantasie omosessuali»: sogni, pensieri, desideri, baci, abbracci, carezze, affettuosità.
Nel luglio del 1934, poche settimane dopo l'assassinio di Röhm, Hedmund Heines, i fratelli Strasser e gli altri leader delle SA, il giurista Rudolf Klare, esperto del partito nazista per la "questione omosessuale", in un convegno internazionale di eugenetica organizzato a Zurigo precisa la posizione ufficiale dello NSDAP e dello Stato tedesco sul problema , proponendo l'obiettivo di una "purificazione sociale" mediante lo sterminio degli omosessuali e il carcere forzato per le lesbiche (che, a onor del vero, anche il vituperato "Paragrafo 175", sino ad allora, aveva letteralmente ignorato).
Il 26 ottobre il capitano delle SS Joseph Meisinger creò la «Sezione SD II-S», il dipartimento speciale per combattere l'aborto e l'omosessualità , controllato dal terribile RSHA, l'Ufficio di coordinamento dei "servizi di sicurezza" del Reich (Gestapo, SS, Polizia criminale) agli ordini di Heinrich Himmler e del futuro "boia di Praga", Reynard Heidrich.
Nel febbraio del '37, Himmler in un discorso segreto ai comandanti delle SS, parlerà senza mezzi termini di eliminazione totale degli omosessuali , anche appartenenti alle stesse SS, e nel novembre 1941 emanerà - senza tuttavia pubblicarlo sulla Gazzetta Ufficiale del Reich per evitare "malinterpretazioni" - un "decreto del Führer" contro i rapporti omosessuali tra membri delle SS e della polizia (punibili con la pena capitale), esteso, infine, nel '42, a tutti i civili tedeschi.
Quanti omosessuali - contraddistinti generalmente con un triangolo rosa, secondo la barbara "classificazione a triangoli" desunta, peraltro, dai sistemi delle Inquisizioni medievali e rinascimentali - morirono nei lager ?
Le cifre esistenti sono senz'altro inferiori alla realtà .
Per la distruzione di gran parte dei documenti sulle varie "soluzioni finali" operata dai nazisti nel '44-45, la reticenza di molti , nel dopoguerra, a parlare di questi temi (dagli stessi omosessuali , timorosi di chiedere i risarcimenti del governo in una Germania Ovest dove il vecchio "Paragrafo 175" è rimasto in vigore sino al 1969, a una Chiesa cattolica che, pur ingiustamente colpita dal Reich dal '34 in poi, all'insegna anche di un nuovo "Kulturkampf" antigay, ha avuto però paura di alzare il velo sul fenomeno omosessualità al suo interno); e la confusione nelle classificazioni degli internati (molti dei condannati per "reati sessuali" in realtà erano semplici oppositori del regime o nemici personali dei vari gerarchi); così come diversi omosessuali, all'opposto, furono internati con imputazioni politiche o come soli "criminali comuni".
Gli studiosi olandesi parlano di 50-80.000, i francesi di 200.000, la Chiesa austriaca e autori canadesi di 250.000 e oltre; mentre lo stesso Himmler, in un discorso del febbraio 1940, si era vantato di aver sterminato già un milione di omosessuali.
Nel documentatissimo libro "Homocaust" (Milano, Kaos edizioni, 1991), Massimo Consoli, il più attento studioso della materia, parla di un totale di circa 46.000 casi , dati su cui concorda la maggior parte degli storici. Questi dati riguardano, però, i soli individui formalmente condannati in applicazione dell'articolo 175
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