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 Nella primavera del 1928 Hitler, stanco di vivere nelle pensioni, affitta un appartamento e invita la sorellastra Angela Raubal, rimasta vedova, a raggiungerlo. Angela arriva con le due figlie, Friedl e Angela, detta Geli, una ragazza di vent'anni, con lunghi capelli biondi, allegra e molto attraente. Lo zio quarantenne se ne innamora perdutamente e Geli lo ammira per il suo potere: soltanto questo è certo, tutte le altre sono ipotesi. Nonostante non ricambi l'amore dello zio, Geli diventa la sua amante. Hitler non compie un passo senza di lei, e ciò nuoce alla sua immagine. Il Gauleiter del Wiirttenberg ha il coraggio di rimproverarlo e la sua carriera è finita. Nel 1929 Hitler si trasferisce in un grande e prestigioso appartamento nel centro di Monaco. Geli ha la sua camera. Un giorno Adolf scopre o ha il dubbio che esista una relazione tra Geli ed Emil Maurice, suo autista e guardaspalle. Lo licenzia sui due piedi. Tutto procede tra alterne vicende fino al 17 settembre 1931, quando Geli si uccide. Padre Stempfle riuscirà a recuperare e a consegnare a Hitler lettere che lui aveva scritto alla nipote. Stempfle è il solo a conoscere i segreti della relazione. E stato detto che Hitler volesse sposare Geli ma che la giovane si oppose, ed è stato anche asserito che Geli desiderasse regolarizza-re la loro posizione ma che ragioni di opportunità politica « Hitler doveva mostrare di dedicarsi esclusivamente alla Germania, rinunciando a ogni interesse personale » avessero reso inattuabile tale progetto. Si è anche detto che Geli fosse stata disgustata dalle perversioni sessuali di Hitler. Non si è neppure escluso che Geli sia stata uccisa, per conto di Himmler o di Martin Bormann, il bieco aiutante-despota nella segreteria personale di Hitler diretta da Hess che diverrà potentissimo quando il suo capo volerà in Inghilterra. Anche quando si lascerà andare a confidenze, nei bunker del quartier generale dell'esercito, nel 1942, Hitler non parlerà mai di Geli: «E una fortuna, per molti uomini pubblici, quella di non essere sposati. C'è un punto in cui la donna non può capire l'uomo. Ciò dipende dal fatto che nella vita coniugale non sempre l'uomo riesce a trovare il tempo al quale la donna crede di aver diritto. Finché si tratta dei mariti delle altre donne, ciascuna di esse dice: "Io non capisco che cosa pretenda sua moglie, io non sarei certamente come lei! ", ma nei confronti del proprio marito tutte le donne sono egualmente irragionevoli. Bisogna anche capirle: una donna che ama il proprio marito vive soltanto per lui. Solo quando ha dei figli si accorge di avere altre prospettive.
Così la donna pretende che anche suo marito viva soltanto per lei. Ma l'uomo è schiavo dei suoi pensieri, è dominato dai suoi compiti e dai suoi doveri. E vi sono momenti in cui è costretto a dire: «Che m'importa di mia moglie, che m'importa di mio figlio! ».
«Quando penso che in tutto il 1932 potei restare a casa mia solo pochissimi giorni! E anche allora non ero padrone di me stesso.» «"Tu non mi stai mai vicino", si lamenta la donna quando suo marito si lascia prendere d'improvviso dai pensieri. Certo, non bisogna chiudersi sempre in se stessi. Anche il dolore della separazione dà alla donna una specie di benessere, perché poi viene la gioia di rivedersi. Quando un marinaio ritorna a casa, è come se i due sposi celebrassero un'altra volta le loro nozze. Dopo mesi di assenza il marinaio ha qualche settimana di piena libertà. Io non potrei avere neanche questo. Mi sentirei sempre rinfacciare da mia moglie: "E io?"» «La cosa più tormentosa, la cosa che ci fa provare un senso di rimorso, è che si vorrebbe accontentare la propria moglie. Io sarei costretto a vedermi sempre di fronte un viso afflitto e corrucciato, oppure dovrei trascurare i miei doveri! Perciò è meglio non sposarsi. L'aspetto peggiore del matrimonio è proprio questo: che crea dei diritti e delle rivendicazioni. Ecco perché è molto meglio avere un'amante. Così si aboliscono gli oneri, e tutto diventa un regalo. Naturalmente ciò vale soltanto per gli uomini eccezionali. Non credo che un uomo come me possa ancora sposarsi.»
Neppure col fedele Goebbels Hitler parlerà mai di Geli. Durante un pranzo gli racconterà del suo primo amore, a diciassette anni, per Fraulein Stephanie, che non aveva mai avvicinato e alla quale aveva inviato poesie senza trovare il coraggio di firmarsi. Un Hitler del tutto inedito. Goebbels scrive che Hitler gli confidò anche che partito per Vienna dopo la morte della madre lasciò fratelli e sorelle senza sue notizie fino al 1922: in effetti la sola corrispondenza assidua che si conosca è quella con Josef Popp, presso il quale abitava a Monaco.
Hitler terrà fede alle sue convinzioni: sposerà Eva Braun soltanto quando tutto sarà perduto, appena prima di ucciderla.
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