All rights reserved.22 Dicembre 2002 "Per non dimenticare la Shoah"
SEI IN > INTERNATI MILITARI ITALIANI > LA STORIA
 GLI I.M.I DI CLAUDIO SOMMARUGA
DOCUMENTI D'ARCHIVIO DI CLAUDIO SOMMARUGA

L'8 settembre 1943 è una delle date simbolo del secondo conflitto mondiale. E' il giorno dell'armistizio, della fine delle ostilità fra l'Italia e gli eserciti alleati . L'atto ufficiale fu firmato il 3 settembre a Cassibile, in provincia di Sìracusa , dai generali Castellano e Bedell Smith , ma venne reso noto solo cinque giorni più tardi . A dare l'annuncio al paese fu il maresciallo Pietro Badoglio, a cui, il 25 luglio dello stesso anno, dopo la destituzione di Mussolini , il re aveva conferito l'incarico di capo del governo : «II governo italiano [questo il testo letto alla radio da Badoglio], riconosciuta l'impossibilità di continuare l'impari lotta contro la schiacciante potenza avversaria , nell'intento di risparmiare ulteriori e più gravi danni alla nazione , ha chiesto l'armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate angloamericane . La richiesta è stata accolta . Conseguentemente ogni atto di ostilità contro le forze angloamericane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo. Esse però reagiranno a eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza».
La notizia dell'armistizio fu accolta con gioia dalla popolazione . Molti si illusero che segnasse la fine della guerra : dovettero ricredersi . Le parole di Badoglio gettarono l'Italia nel caos più completo e scatenarono l'immediata reazione della Germania nazista: mentre il re e il governo lasciavano Roma per rifugiarsi a Brindisi , i tedeschi (che avevano giù subodorato quello che essi definivano «il tradimento») scatenarono la controffensiva e procedettero all'occupazione delle regioni centro-settentrionali della penisola . Il nuovo corso degli eventi colse di sorpresa il regio esercito, acquartierato in Italia e in diversi angoli d'Europa . In pochi giorni le truppe italiane, prive di ordini precisi , furono facile preda delle ben più organizzate (e meglio equipaggiate) milizie naziste . La confusione del momento e il senso di sgomento provato dai soldati italiani . «Ci si interrogava l'un l'altro, ufficiali , sottufficiali e truppa . Era chiaro che la guerra era terminata e che non dovevamo più combattere chi , sino a quel momento, era stato il nostro avversario. Ma fu l'ultima parte del proclama di Badoglio che ci lasciò allibiti : verso chi reagire se non contro i nostri alleati? Le richieste via radio, le interrogazioni tra i vari comandi, fra arma e arma , i consigli , i suggerimenti contribuirono, minuto dopo minuto, a creare maggiore confusione . Ogni comando la pensava in modo diverso. Intanto, non lontano da noi, da Cefalonia e Corfù, si udiva il rombo del cannone... I tedeschi, in quel periodo non molti , per la verità , non persero tempo. Sebbene in numero irrilevante rispetto alle nostre forze, seppero destreggiarsi in una situazione che non sarebbe divenuta così precaria per i nostri comandi se fosse stata preceduta da informazioni tempestive e più avvedute, dando il tempo di prendere decisioni ragionate... Isolati , senza contatti , ogni reparto agì di propria iniziativa , nel modo che tutti oggi conoscono, con il sacrificio quasi totale, sopraffatti dalle truppe tedesche sopraggiunte in forze».
Oltre alla disorganizzazione, alle carenze strutturali del regio esercito e all'incapacità dei comandi italiani di gestire la situazione, in quell'occasione pesò anche il comportamento disonesto degli ufficiali tedeschi . «Un fattore determinante fu poi quello del mancare alla parola data da parte dei generali di Hitler, i quali promisero in perfetta malafede ai loro ex alleati che li avrebbero rimpatriati una volta avessero consegnato le armi . Fuori dalla madrepatria gli eventi non avrebbero preso il corso che presero senza il perfido inganno, l'imbroglio sleale e l'abuso vergognoso della fiducia che troppi ufficiali italiani ancora riponevano nei vecchi compagni d'armi».
Nella «retata» organizzata dai nazisti caddero migliaia e migliaia di soldati .
«Consegnarono le armi circa 416 mila italiani , nella zona di Roma e nell'Italia meridionale ne furono disarmati circa 102 mila , nella Francia meridionale non più di 59 mila e nei Balcani e nelle isole del Mediterraneo orientale circa 430 mila . Complessivamente furono disarmati quindi 1 milione e 7 mila italiani . Il resto dell'esercito regio, per lo meno 2 milioni e 700 mila uomini , andò a casa , si unì ai partigiani o si trovava nell'Italia meridionale nel territorio occupato dagli alleati e rimase per il momento ancora sotto le armi».
Tra i disarmati una parte accettò di restare al servizio dei tedeschi o di passare alle milizie fasciste, un'altra riuscì in qualche modo a sottrarsi alla prigionia , mentre una terza , quella più numerosa conobbe la tragica esperienza della deportazione : tra soldati e ufficiali (26.500), circa 716 mila uomini , secondo il calcolo dello storico ed ex deportato Claudio Sommaruga, vennero internati nei lager del Terzo Reich .

Comitato riconoscimenti ex IMI
L’articolo 1, commi 1271 – 1276, della legge finanziaria per l’anno 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) ha previsto la concessione di una medaglia d’onore ai cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra nell’ultimo conflitto mondiale, che abbiano titolo per presentare l’istanza di riconoscimento dello status di lavoratore coatto, nonché ai familiari dei deceduti.
Il legislatore italiano, dopo aver sancito che “La Repubblica italiana riconosce a titolo di risarcimento soprattutto morale il sacrificio dei propri cittadini deportati ed internati nei lager nazisti nell’ultimo conflitto mondiale”, ha individuato nella medaglia d’onore un opportuno riconoscimento simbolico.
La legge ha inoltre stabilito che, al fine di individuare gli aventi diritto al riconoscimento, fosse istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, un Comitato, presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri o da un suo delegato, costituito dai rappresentanti dei Ministeri della Difesa, degli Affari esteri, dell’Interno e dell’Economia e delle Finanze, dell’Associazione nazionale reduci dalla prigionia, dall’internamento e dalla guerra di liberazione (ANRP) e dell’Associazione nazionale ex internati (ANEI), nonché da un rappresentante dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM).
Per la formulazione delle istanze di concessione delle medaglie d’onore da parte degli interessati occorre fare riferimento ad una apposita modulistica ed è possibile conoscere lo stato dell’iter di ogni istanza tramite opportune interrogazioni alla specifica banca dati creata - presso il Dipartimento per il coordinamento amministrativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri - per la classificazione e gestione delle istanze pervenute.
La concessione della medaglia d’onore agli aventi diritto è formalizzata con l’emanazione di appositi Decreti del Presidente della Repubblica, che, negli elenchi allegati, riportano i nominativi degli insigniti.
Le medaglie d’onore, coniate dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato sono inviate alle Prefetture competenti per territorio per la relativa consegna.
Le cerimonie sono organizzate in sede locale il giorno 27 gennaio di ogni anno, in occasione della commemorazione della “Giornata della Memoria”, mentre nello stesso giorno, al Palazzo del Quirinale, si svolge una celebrazione a livello nazionale.
Le stesse Prefetture possono procedere alla consegna anche in data diversa, al fine di soddisfare con maggiore frequenza le aspettative degli interessati. (Dal sito del Governo)
Procedura e documentazione


Argomenti correlati (in Pdf da stampare liberamente e ad uso esclusivamente didattico. Sono esclusi usi impropri con finalità commerciali)
Lista ufficiale Stalags - in tedesco
Lista ufficiale Oflags - in tedesco
Ubicazione dei Campi - In francese
Claudio Sommaruga e i Lager nazisti
La Liberazione dell'ex I.M.I Claudio Sommaruga
Gli I.M.I di Claudio Sommaruga
Archivio I.M.I di Claudio Sommaruga
Internati militari nel Reich o Prigionieri di guerra? di Claudio Sommaruga
Gli I.M.I, Patrioti con le stellette di Claudio Sommaruga
Una Storia Affossata di Claudio Sommaruga
Il Libro Bianco dell'A.N.R.P.
Il Liibro "Partenza per il soldato" di Angelo Tucci

All rights reserved.22 Dicembre 2002 "Per non dimenticare la Shoah"