|
Subito dopo la cattura , l'efficiente apparato burocratico-militare nazista organizzò il trasporto dei militari italiani nei campi di concentramento. L'obiettivo di Hitler era duplice : eliminare dallo scacchiere di guerra uomini che, eventualmente schierati sul fronte opposto, avrebbero potuto creare problemi alle sue armate e, nello stesso tempo (elemento ancora più importante), recuperare braccia giovani e forti, a costo zero, da impiegare nella macchina produttiva tedesca impegnata allo spasimo a sostegno dello sforzo bellico.
L'8 settembre «si trasformò in un eccellente affare per il Terzo Reich . I tedeschi ricavarono infatti un enorme bottino : armi , materiale di ogni genere e uomini . Ironizzando si potrebbe parlare dell'ultima vittoria delle forze armate tedesche. Il guadagno più importante fu costituito proprio dagli uomini che come prigionieri di guerra o lavoratori coatti raggiunsero il Reich offrendo così la possibilità -cosa che stava particolarmente a cuore alla Wehrmacht - di rendere disponibili tedeschi da impegnare al fronte».
La Germania ha milioni di uomini disseminati sui vari fronti , e la manodopera scarseggia sempre più , sia nelle fabbriche sia nei campi . Il paese è impegnato allo spasimo e da tempo cerca forze qualificate, manovali da impiegare come braccianti o da istruire, donne e ragazze da sfruttare per fabbricare carri armati , aerei , proiettili , cannoni e anche prodotti alimentari destinati all'esercito e alla popolazione delle città bombardate dagli angloamericani . Da molti anni esiste un'organizzazione di lavoratori civili volontari di varie nazioni europee, ma ormai non bastano più . Pertanto, l'improvvisa apparizione sul mercato del lavoro dei nuovi schiavi italiani , che è possibile impiegare senza dover pagare loro alcuna mercede stabilita per contratto, viene salutata dagli imprenditori con cinica gioia .
La maggior parte dei soldati italiani fu deportata nei territori del Reich nei giorni immediatamente successivi alla cattura . Gli spostamenti avvennero via ferrovia e via nave, in condizioni disumane. Le numerose testimonianze di chi viaggiò in treno parlano di vagoni merci pieni fino ali'inverosimile, che non venivano aperti per giorni e giorni , dove mancavano cibo e acqua e persino la possibilità di soddisfare i bisogni corporali : insomma , un incubo. Ma andò ancora peggio ai militari catturati nelle isole , che per raggiungere la terraferma dovettero sorbirsi anche uno o più spostamenti via mare con molti naufraghi . Furono emanati ordini precisi che stabilivano che lo spazio sulle navi dovesse essere utilizzato «fino ai limiti estremi senza tener conto di alcuna considerazione di comodità e sicurezza».
Le ss e la Feldgendarmerie portavano via gli zaini migliori , soprattutto quelli degli ufficiali , nella speranza di far bottino (anche le gavette e le coperte erano oggetto di preda) e chi tentava di difendersi o di resistere alle offese veniva legato, minacciato con le pistole, schernito. Nelle stive alcuni energumeni , armati di bastoni , stipavano fino all'inverosimile gli italiani via via che giungevano. Il carico era enorme : si stava in piedi uno accanto all'altro, stretti e pigiati , senza possibilità neppure di muoversi , e già dai primi momenti l'aria era divenuta irrespirabile... Sul volto dei più vicini si leggeva l'ansia per il pericolo incombente e silenzioso; ma più che il timore di poter morire in quella bara dava angoscia il pensiero di dover trascorrere ore e ore senza aria , senza luce, gli uni ammassati sugli altri , senza poterci muovere, nel lezzo che diveniva di momento in momento più orribile. Una fatalità si aggiunse. Quella medesima nave che li portava verso il Pireo era giunta alcuni giorni prima a Lero carica di viveri (farina , patate, piselli secchi , carrube...). Gli internati italiani l'avevano scaricata e, affamati , non avevano esitato a mangiare crudo ciò che riuscivano a sottrarre. Anche nella stiva, appena discesi , nonostante gli ufficiali si opponessero con tutte le loro forze, alcuni soldati racimolarono della farina che per la polvere e la sporcizia era divenuta completamente nera , la impastarono con un po' d'acqua lurida ed ebbero la forza di mangiarla . Ne derivò che la quasi totalità dei soldati fu presa da coliche e diarree violentissime, né c'era alcun modo, naturalmente, di giungere ai gabinetti : l'accesso al ponte, oltre che vietato, era impossibile, le corde erano state tolte e una scaletta di ferro che portava a un boccaporto era divenuta già dai primi momenti un grappolo umano senza che alcuno potesse tuttavia eludere la sorveglianza della sentinella tedesca . E così le stive si mutarono in una specie di fetida cloaca .
|