LEBENSBORN e l'Eugenetica razziale nazista

Per molti anni alcuni aspetti dettati dai programmi nazionalsocialisti sono stati, e in verità poco discussi, ignorati dalla maggioranza di storici e ricercatori che forse erano impegnati nel definire esattamente le cifre del genocidio generato dai nazisti per oltre dieci anni. Eppure questo aspetto, che ora andremo ad analizzare, è il risultato perverso ai vertici della crudeltà nazista. Sicuramente, e ne siamo consapevoli, i Campi di concentramento resteranno per sempre nella mente di chi li ha vissuti e non solo, di chi faceva parte attiva di un meccanismo ideato e studiato nei minimi particolari per restare indelebile nel tempo. Si è scritto e parlato molto dei sopravvissuti ai Lager nazisti, alle atrocità subite, ma si è parlato poco dei bambini, della loro infanzia rubata , segnata da un sfregio che ti opprime quotidianamente e che non ti dà pace. Le guerre portano lacerazioni sociali irrimarginabili nel tempo, situazioni che si rispecchiano in un presente ostile ed incerto.
E' forse uno dei più perversi capitoli hitleriani nominato e conosciuto come "Lebensborn" (Sorgente di vita), erano Istituti dove il Terzo Reich allevava dalla nascita gli "ariani puri". Fu un progetto ideato nel 1935 da Heinrich Himmler Reichfuhrer delle Ss per "arianizzare" la popolazione del Reich, attraverso l'unione pianificata fra "perfetti esemplari della razza" e donne, anche straniere, che offrivano sufficienti garanzie di "purezza". Poiché la Norvegia era considerata terra ”ariana” d'elezione, al momento dell'invasione i militari nazisti furono incoraggiati in prima persona da Hitler a fare il maggior numero di figli con donne norvegesi. Dopo la conquista del paese norvegese, entrarono non meno di 350 mila soldati tedeschi considerati l'élite della purezza "ariana", e ad ogni donna norvegese incinta, in grado di provare le origini ariane del proprio bambino, aveva diritto a sostegno finanziario e a un trattamento privilegiato. Tra il 1940 e il 1945, da donne norvegesi e soldati nazisti si stima nacquero dai 10 ai 12 mila bambini, 6 mila dei quali ospitati nelle istituzioni citate con il termine Lebesborn. Qui ricevevano un'alimentazione particolare e venivano educati alla mentalità nazista. Dal 1941 in poi questi bambini vennero automaticamente considerati tedeschi, allo scopo di trasferirli nel Terzo Reich per iniettare una dose di purezza nordica tra la popolazione di provata fede nazista. Sarebbero divenuti i superuomini del nazismo, i prototipi in carne e ossa della follia hitleriana di una razza purissima, così grandi, forti, biondi e con gli occhi azzurri. Il sogno di Himmler si stava materializzando. Il tutto era circondato dalla massima segretezza: spesso i nazisti facevano passare i Lebensborn come bordelli per ufficiali, in modo da mascherare quello che realmente accadeva dietro quelle mura. Gli "asili" erano gestiti direttamente dalle Ss: da loro arrivavano i finanziamenti, a loro dovevano rispondere i dirigenti. Sebbene l'operazione "Lebensborn" sia iniziata con tanto entusiasmo e con progetti futuri di dominazione globale di una razza perfetta , ben presto all'orizzonte si intravedono l'eclissarsi di un nuovo aspetto dello svolgimento della guerra, e così con le prime sconfitte della Wehrmacht e con la crescente rabbia delle popolazioni scandinave nei confronti del «nemico invasore», il progetto rallenta il suo obiettivo. Poco prima della fine del conflitto, migliaia di documenti riguardanti i Lebensborn furono distrutti: così sparirono le carte che legavano i bambini alle loro famiglie di origine.
A pagare sono prima di tutto proprio loro, le «donne di Hitler »: inserite nelle liste pubbliche di «traditrici della Patria», sono abbandonate dalla famiglia, perdono il proprio lavoro, diventano oggetto di inaudite violenze. Da subito, il governo norvegese non le tutela. Al contrario: a fine maggio del 1945 sono circa mille le arrestate nella sola Oslo, rinchiuse in Campi di smistamento e di concentrazione. Ma l'esecutivo fa di più: nell'agosto dello stesso anno approva una legge retroattiva secondo la quale ogni donna «sposatasi nei cinque anni precedenti con un nemico tedesco, perderà immediatamente la cittadinanza». E i sondaggi di opinione confortano il legislatore: tre cittadini su quattro sono favorevoli a una loro punizione, caldeggiata anche da quasi tutti i media. Dopo la guerra, una commissione norvegese stabilì che i bambini dovevano rimanere in Norvegia. Qui, a causa del “vergognoso” atteggiamento delle madri, che si erano accoppiate con soldati nazisti, i Lebensborn Kinder subirono ogni sorta di abuso. I bambini dei Lebensborn subirono destini diversi: alcuni rimasero con le famiglie di adozione e in qualche caso non conobbero mai la verità, altri furono restituiti alle madri, altri ancora furono affidati a orfanotrofi, molti ebbero una sorte drammatica, trasferiti in ospedali psichiatrici picchiati e maltrattati. Vissero una vita all'insegna della discriminazione. Una donna nata in uno di questi Istituti racconta oggi la sua storia e quella di migliaia di bambini strappati ai propri genitori e dati in adozione, per chiudere con un passato di cui non vuole più vergognarsi ma su cui ha voluto far luce.
Gisela Heidenreich è partita alla ricerca della propria identità e di quel padre che la madre le aveva a lungo nascosto. Il viaggio per il Lebensborn in Norvegia, in cui è nata come figlia illegittima di due tedeschi, si trasforma in un confronto diretto con l'anziana madre, mai disposta a rivelare più di quanto non scoprisse la figlia stessa.
Almeno il 90 per cento degli ex bambini di Lebensborn non ha mai conosciuto chi li ha messi al mondo e si presume che ora si rivolgeranno direttamente all'archivio di Stato. Tra tanti casi, spicca per notorietà quello di Anni-Frid Lyngstad, la cantante degli Abba cresciuta in Svezia dove sua madre, che l'aveva concepita durante una relazione con un soldato della Wehrmacht, era fuggita all'indomani della liberazione. Nei primi giorni di marzo 2007, 154 norvegesi , 4 svedesi ed un tedesco, hanno presentato un ricorso contro il governo norvegese alla Corte europea dei diritti dell'uomo. L'accusa? Violazione dei diritti umani. Il governo non li avrebbe tutelati dopo la guerra, bensì si sarebbe comportato nei loro confronti in modo pesantemente discriminatorio. Quelli che furono i bambini del Lebensborn chiedono al governo norvegese 250 mila euro, il prezzo di un' infanzia perduta. Il governo avrebbe in passato offerto loro limitati risarcimenti, senza mai ammettere la propria responsabilità per i casi di discriminazione. La Corte europea per i diritti dell'uomo deciderà se accogliere o meno il ricorso.
Concludendo con le parole di Edwin Black nel suo "La guerra contro i deboli", narra che la natura umana non è immutabile, o incapace di miglioramento, in senso genetico e sociale. Questo progresso avverrà come risultato della sostituzione del doloroso processo della selezione naturale con un controllo consapevole socializzato. Abolendo la selezione naturale, siamo oggi in grado di sostituirla con un metodo più efficace, che procede con maggiore rapidità e certezza. Il processo attraverso il quale questo progresso biologico può essere raggiunto artificialmente, con il minimo disturbo alle vite personali, consente a tutte le persone che prendono parte alla produzione dei figli e che hanno il miglior equipaggiamento genetico di ottenere il materiale riproduttivo appropriato per l"inseminazione artificiale". L'esordio dell'eugenetica non risale alla Germania nazista, ma ai ventisette Stati americani che la adottarono dal 1907 al 1979 sterilizzando non meno di centomila (100.000) persone.
Se volete approfondire l'argomento citiamo i libri "Figli di Hitler" edito da Boroli Editore e Razza, Sangue e Suolo edito da Cliopress, vedi Bibliografia
Nel Portale "La Storia siamo noi" troverete molte altre informazioni e nella linkografia la pagina qui presente

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