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La nostra storia ha inizio il 10 maggio 1901, quando con una lettera circolare Giovanni Laterza (1873-1943) annuncia la nascita della Casa Editrice Gius. Laterza & Figli. La società di famiglia era stata fondata nel 1885 da Vito Laterza a Putignano, un paese sito tra Bari e Taranto, e si occupava di commercio di cartoleria; si era poi trasferita a Taranto per approdare infine, nel 1889, a Bari, dove qualche anno più tardi (1896) si amplierà con la nascita della Libreria e della Tipografia.
Giovanni Laterza si propose inizialmente di farsi editore «di servizio» per gli autori baresi e pugliesi, con particolare attenzione ai temi della cultura tecnica, economica, commerciale, giuridica. Ma, di fronte alla difficoltà di creare un programma editoriale con le sole risorse locali, egli cercò subito altrove referenti autorevoli. Decisivo per i destini della Casa Editrice è, nel dicembre 1901, l’incontro con Benedetto Croce; lo rievoca così Croce stesso, nel Proemio alla «Critica» nel suo XLII anno (1944), rivolgendosi con tono affettuoso e commosso a Giovanni, scomparso l’anno prima: «Nacque allora di colpo in te verso di me una fiducia intera, e questa fiducia, accompagnata da costante pazienza, non tanto mi piaceva per sé stessa, quanto era da me giudicata documento del tuo sicuro intùito, perché avevi saputo leggere nel fondo della mia anima (e di ciò ti ero grato) il mio completo disinteresse, cioè il mio unico interessamento per le cose che tenevo buone e utili».
Croce tracciò nel giro di pochi mesi quella che di fatto è stata, ed è ancora oggi, la «mappa genetica» della Laterza; fu lui, nel giugno del 1902, ad invitare chiaramente Giovanni Laterza ad abbandonare il progetto di pubblicare opere letterarie: «Credo poi che fareste bene ad astenervi almeno dall’accettare libri di romanzi, novelle e letteratura amena: e ciò per comparire come editore con una fisionomia determinata: ossia come editore di libri politici, storici, di storia artistica, di filosofia, ecc.: editore di roba grave».
Il programma iniziale di Giovanni Laterza assume, quindi, una connotazione del tutto diversa: l’editore locale si ritrova proiettato in un orizzonte europeo; l’editore di libri tecnici e di letteratura diventa editore di saggistica di cultura; l’editore avventizio a caccia di occasioni di pubblicazione si trasforma in editore selettivo ed esigente. E nel giro di pochi anni viene rifondata la «Biblioteca di Cultura Moderna», la prima collana della casa editrice, e nascono i «Classici della Filosofia Moderna» (1906), le «Opere di Benedetto Croce» (1908), gli «Scrittori d’Italia» (1910), i «Filosofi Antichi e Medievali» (1915). Dal 1906, inoltre, Laterza cura l’edizione della rivista «La Critica», diretta anch’essa da Croce.
Casa Editrice Gius. Laterza & Figli S.p.A. via di Villa Sacchetti 17 00197 Roma - Tel. 06 454 65 311 - Fax. 06 322 38 53 -
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IL CONFINO FASCISTA. L'arma silenziosa del regime
a cura di Camilla Poesio
 L'uso del confino segnò un passaggio importante nell'instaurazione della dittatura fascista e nella progressiva distruzione dello Stato di diritto: con il suo utilizzo vennero meno i diritti degli oppositori politici e fu degradata la loro dignità personale e quella dei loro familiari. Divenuto strumento centrale, sebbene non unico, della repressione politica, il confino risultò un provvedimento molto duro a causa delle difficili condizioni di vita cui furono sottoposti i confinati. Questi si trovavano quasi improvvisamente a essere soggetti senza garanzie poiché, secondo l'ottica fascista, si erano dimostrati cittadini non degni di quello Stato la cui sicurezza e il cui ordine erano stati da loro stessi messi in pericolo e minacciati. Per la sua procedura, più veloce e agile rispetto a quella di un processo penale ordinario, questa misura fu facilmente applicabile: per essere assegnati al confino era sufficiente un mero sospetto di pericolosità. Fondandosi sul giudizio e sull'arbitrarietà, pertanto, il confino poteva colpire tutti i potenziali oppositori, reali o presunti che fossero.

ARRIVANO GLI ALLEATI! - Amori e violenze nell'Italia
a cura di Maria Porzio
 1° ottobre 1943, l'esercito anglo-americano entra a Napoli. Inizia una lunga convivenza con i militari stranieri che si rivela difficile e controversa. Soprattutto per le donne. Considerate, di volta in volta, traditrici o eroine, oggetti di violenze o degne di sostegno, indotte alla prostituzione o salvate da felici matrimoni. La vicinanza «con lo straniero, con il 'diverso', creò un clima particolarmente favorevole alla 'promiscuità', all'innamoramento che coinvolse le donne di tutti gli strati sociali. Mentre molti uomini erano stati catapultati dalla guerra oltre i confini delle proprie città, dei propri Paesi, sperimentando abitudini, costumi, fisionomie differenti, la diversità s'impose alle donne nelle proprie case, nei contesti di sempre, seppur profondamente stravolti dalla guerra».
Maria Porzio interpreta le relazioni tra 'occupanti' e 'occupati' e rilegge quegli anni nelle città centro-meridionali attraverso i rapporti tra donne e uomini.

SENTINELLE DELLA PATRIA - Il fascismo al confine orientale 1918-1941
a cura di Annamaria Vinci
 «Il fascismo dell'area orientale costruisce la sua specifica identità e le sue forme di autorappresentazione attraverso una definizione che si struttura ben presto nella formula del 'fascismo di confine', di grande pregnanza simbolica. Frontiera raggiunta con le armi e, nel contempo, limite per ulteriori avanzamenti e per altre conquiste, la metafora del confine diventa un vessillo che viene agitato con prepotente determinazione: per rassicurare la patria e per minacciare i suoi nemici (interni ed esterni, reali o inventati), per esibire un desiderio di potenza e di revanche a nome dell'intera nazione. Con quel vessillo, il fascismo locale intende proiettarsi sul palcoscenico della storia italiana come soggetto assolutamente speciale e indispensabile, in serrata concorrenza con gli altri fascismi della periferia nazionale»: è il confine che va dal Friuli Venezia Giulia fino ai lembi della Dalmazia, uno dei ‘laboratori' del progetto totalitario fascista, quello che Annamaria Vinci analizza in queste pagine.

LO STORICO E IL TESTIMONE - Il campo di lavoro nazista di Starachowice
a cura di Christopher R. Browning
 Uno straordinario libro sulla vita e la morte in un campo di lavoro nazista, viste con gli occhi dei sopravvissuti. Questo libro diverrà un classico. Saul Friedländer, Premio Pulitzer 2008
In un'aula di tribunale di Amburgo, l'8 febbraio 1972, Walther Becker, agente di polizia in pensione, attende il suo verdetto. È sotto processo per il ruolo svolto nella liquidazione del ghetto ebraico di Wierzbnik in Polonia il 27 ottobre 1942, nel corso del quale circa 4.000 ebrei sono stati mandati a morte nelle camere a gas di Treblinka, 60-80 uccisi sul posto e circa 1.600 inviati in tre campi di lavoro nella vicina Starachowice. Decine di sopravvissuti testimoniano la partecipazione di Becker all'operazione nazista. È stato visto uccidere, picchiare numerosi ebrei e ordinare che altri venissero ammazzati. In sua difesa, l'anziano signore dichiara che si è trattenuto per quarantacinque minuti nella piazza del mercato, dove gli ebrei sono stati rastrellati e caricati sul treno, per poi allontanarsi senza far nulla.
Il giudice crede a lui. I testimoni oculari sono secondo il giudice poco attendibili. Non hanno le caratteristiche di un teste «'ideale', ossia di un osservatore 'indifferente, attento e intelligente' che guarda agli eventi in modo 'disinteressato e distaccato'». Il verdetto decreta l'assoluzione e Becker esce dal tribunale da uomo libero.
«Fu un marchiano errore giudiziario, amplificato dalla ricusazione di tutte le testimonianze giudicate secondo forzati e irragionevoli parametri di perfezione, ad attirare la mia attenzione sugli ebrei di Wierzbnik e sui campi di lavori forzati industriali di Starachowice. Se Becker era sfuggito alla giustizia tedesca, sentivo che almeno meritava di finire nell'inferno degli storici».

IL VOLONTARIO
a cura di Marco Patricelli
 È l'unico a essersi fatto rinchiudere volontariamente ad Auschwitz e tra i pochi a essere riuscito a evadere. Ha combattuto il nazismo ed è finito stritolato tra le fauci dello stalinismo. Questa è la storia del 'più coraggioso tra i coraggiosi'.
Il tenente di cavalleria Witold Pilecki nel 1940 ha 38 anni. Sotto falso nome si lascia arrestare, come fosse per caso, nel corso di una retata della Gestapo ed entra ad Auschwitz per raccontare al mondo cosa accade: il suo è il primo documento dai campi arrivato agli alleati. È abile, astuto e fortunato. Evade rocambolescamente nel 1943, poi si batte nell’insurrezione eroica e disperata di Varsavia del 1944, ma finisce nuovamente prigioniero dei tedeschi fino alla fine della guerra. Quando torna in Polonia, sa già che gli ideali per i quali ha speso i suoi anni e i suoi affetti non hanno trovato terreno fertile nella sua patria. È il tempo dell’Armata Rossa e dell’indottrinamento sovietico: tutto quello che Pilecki ha fatto non conta nulla per le autorità comuniste. È un uomo scomodo, un ‘traditore’, un ‘agente imperialista’, un ‘nemico del popolo’ da eliminare. Il suo destino è segnato: condannato tre volte a morte, viene giustiziato il 25 maggio 1948. Su di lui e su quello che ha fatto cala il silenzio. La damnatio memoriae è assoluta, vietato persino pronunciare il suo nome. Ancora oggi, a venti anni dalla caduta del Muro di Berlino, i familiari ignorano dove sia sepolto.
Vincitore del Premio Acqui Storia 2010 nella sezione storico-divulgativa, con la seguente motivazione: «Il libro si propone di riabilitare la figura di un coraggioso patriota polacco, Witold Pilecki, che, dopo avere volontariamente sperimentato l'"inferno sulla terra" del Lager nazista, è rimasto vittima del regime comunista e, di conseguenza, per troppo tempo, anche di una ingiusta e ingiustificata damnatio memoriae. Dando per scontato lo sfondo storico costituito dai grandi avvenimenti che vanno dalla spartizione della Polonia all’occupazione sovietica (e oltre), l’Autore privilegia una ricostruzione incentrata sul protagonista e sulle sue drammatiche vicende biografiche, utilizzando con sagacia le fonti (e le testimonianze) superstiti.»

TRIESTE 45
a cura di Raoul Pupo
 Trieste ’45, confine orientale. Su un piccolo fazzoletto di terra si sovrappongono due guerre - quella che viene dall’est e quella che viene dall’ovest -, due occupazioni jugoslava e angloamericana e due liberazioni, concorrenziali l’una all’altra. È la prima crisi internazionale del dopoguerra, annuncio di future rivalità continentali, mentre sul campo, dopo anni di tensioni ma anche di collaborazione contro il nemico comune, un movimento resistenziale, quello jugoslavo, fagocita l’altro, quello italiano, cui ha cercato di imporre obiettivi e modelli di lotta. L’urto dividerà a lungo le memorie di una società in cui già da tempo convivono aspirazioni nazionali e politiche antagoniste. Trieste ’45, laboratorio privilegiato, non solo per la politica internazionale e per le relazioni fra movimenti di liberazione, ma anche per il complicato rapporto fra il PCI e il partito com unista jugoslavo, perché dietro la crisi sui confini si gioca la più ampia partita dello scopo finale democrazia o rivoluzione? da proporre alla Resistenza in Italia. Trieste ’45, luogo storico della tragedia delle foibe: variante locale a danno degli italiani di un processo generale che coinvolse tutti i territori in cui il movimento partigiano comunista jugoslavo prese il potere in quel maggio di sangue e del quale solo ora risultano più netti i contorni. Finalmente Raoul Pupo affronta temi e interrogativi che riguardano l’Italia intera, ma che per lungo tempo sono stati discussi quasi esclusivamente all’ombra di quella ‘periferia scontrosa’.

VITA E MORTE NEL TERZO REICH
a cura di Fritzsche, P
 Fino a che punto i tedeschi divennero nazisti? Quanti di loro lo furono veramente? Molto e molti di più di quanto finora si sia pensato. Peter Fritzsche scruta la loro vita privata, ne esamina le lettere, i diari, le conversazioni, mostrando quanto fossero tormentati da quello che stava accadendo. Scopre i loro diversi punti di vista, il desiderio, il fascino e lo sgomento con cui affrontarono la rivoluzione nazista. «Come vasto progetto di rinnovamento politico, sociale e razziale, il nazionalsocialismo offriva al popolo tedesco diverse modalità di partecipazione. I tedeschi guardarono alle politiche naziste con paura, opportunismo e carrierismo e con diversi gradi di convinzione ideologica. E l’elenco potrebbe allungarsi ulteriormente per includere la pigrizia, l’indifferenza e l’ignoranza».
Vita e morte nel Terzo Reich è un’agghiacciante descrizione molto più inquietante della visione di un popolo terrorizzato e ipnotizzato, un libro straordinario nel quale sono magistralmente narrate le vicende di un regime che intendeva ricostituire una nazione e, nel corso di questo processo, trasformò l’Europa in un campo di sterminio.

AGGRESSORE E VITTIMA - Per una storia integrata dell'Olocausto
a cura di Saul Friedländer
 «Mi è chiaro già da molto tempo che si scrivono soltanto storie parziali dell’Olocausto. Ma dobbiamo comprendere l’accaduto nella sua totalità. Non si tratta unicamente di politica e dei provvedimenti di nazionalsocialisti e collaborazionisti in tutta Europa. Anche le vittime erano parte di questa storia con la loro vita e la loro morte». In queste pagine, la summa degli studi di Saul Friedländer, il più importante storico della Shoah, premio Pulitzer 2008.
«Nessuno aveva ancora illustrato l’incredibile processo di perdita di civiltà di una nazione con una grande tradizione culturale in questo modo: con una assillante insistenza, da una molteplicità di prospettive e con una eccezionale ricchezza di sfumature, senza aver mai perso né il senso dell’essenziale né l’empatia per le vittime, né quel sentimento iniziale di smarrimento che assale lo storico o chiunque si avvicini al tema dell’Olocausto».
Dalla Postfazione di Norbert Frei

FASCISMO e ANTISEMITISMO . Progetto razziale e ideologia totalitaria
a cura di Francesco Germinario
 «Il vento gelido dell’antisemitismo non lascia immune il sistema ideologico fascista, costringendolo a rivedere paradigmi teorici e definizioni concettuali, in un rapporto, ideologico prima che politico, sempre più stretto con il nazismo». Francesco Germinario indaga, alla luce di nuove ipotesi interpretative come la ‘nazificazione del fascismo’ , la relazione tra ideologia fascista e antisemitismo e si confronta con i maestri della storiografia del Novecento.
Indice argomenti : Introduzione - Ringraziamenti - 1. L’antisemitizzazione del razzismo - 2. Origini dell’antisemitismo fascista - 3. Paolo Orano, Giovanni Preziosi e Telesio Interlandi - 4. La critica fascista alla tradizione razzialista italiana - 5. Razzizzazione della nazione e nazificazione del fascismo - 6. Tra «razzismo biologico» e «razzismo spirituale» - 7. Il «razzismo spirituale» e la domanda di un totalitarismo perfetto - Indice dei nomi.
L'Autore : Francesco Germinario svolge attività di ricerca per la Fondazione “Luigi Micheletti” di Brescia. È autore di saggi sul pensiero politico di Sorel, la cultura di destra del Novecento e l’antisemitismo. Tra i suoi ultimi volumi, Da Salò al governo. Immaginario e cultura politica della destra italiana (Torino 2005) e Destra, sinistra, fascismo. Omaggio a Zeev Sternhell (a cura di, Brescia 2005).

LIPARI 1929 - Fuga dal Confino
a cura di Luca Di Vito, Michele Gialdroni
 “Nella notte dal 27 luglio al 28 luglio sono evasi da Lipari i confinati ex deputato Emilio Lussu, prof. Carlo Rosselli e Francesco Fausto Nitti.” IL POPOLO D’ITALIA, 8 SETTEMBRE 1929
Bum bum: nella calda notte di luglio si odono dei rumori sordi, come di martellate provenienti dal fondo marino. Un’ombra nera si profila, là a ottanta metri verso il porto. Cosa sarà? Non può essere, quello non è il luogo dell’appuntamento. Eppure il cuore ci dice che sono loro, che non possono essere che loro. Carlo Rosselli .
Il mare era calmissimo. Ad un tratto, appena percettibile, il palpito di un motore. Un motoscafo si avvicinò. Il segnale era il nostro. Emilio Lussu .
È una notte senza luna quella del 27 luglio 1929. Sono le 21.30 quando un motoscafo si avvicina alla costa di Lipari. L’imbarcazione, motori spenti, è ancora immersa nell’oscurità quando tre ombre, che hanno eluso la sorveglianza della Milizia fascista e dei Carabinieri, la raggiungono a nuoto. Braccia amiche issano a bordo i tre uomini. Il motoscafo riparte. Una settimana dopo, a Parigi, Gaetano Salvemini accoglie Carlo Rosselli, Emilio Lussu e Francesco Fausto Nitti evasi dal confino. Sono gli stessi uomini che, pochi giorni dopo, fondano Giustizia e Libertà. Lipari 1929 è la storia di quella fuga, un collage narrativo dei ricordi, delle lettere e dei dispacci dei protagonisti dell’impresa, dei testimoni e dei sorveglianti. Una voce narrante accompagna l’alternarsi di entusiasmi e delusioni dei confinati, spiega i retroscena internazionali, chiarisce le strategie.
«Abbiamo lavorato come registi di un documentario, tagliando e ritagliando le immagini a disposizione: sono il montaggio e la sequenzialità a dare un senso alla narrazione. Un documentario a parole che lavora sul contrasto dei punti di vista, sul contrappunto del detto e del non detto, sull’ironia della distanza del narratore e sulla tensione morale che sola ha reso possibile una tale impresa.»
Indice argomenti : Avvertenza - Personaggi principali e testimoni - Introduzione - 1. Un mondo a parte (marzo-dicembre 1927) - 2. Piani per l’avvenire non ne faccio (estate 1927-gennaio 1928) - 3. Il dove, il come, il quando (febbraio-maggio 1928) - 4. Nelle mani di un eroe (giugno-inizio settembre 1928) - Intermezzo Il tentativo di fuga di Magri e compagni (luglio 1928) - 5. Lo scarafaggio blu (settembre-novembre 1928) - 6. Mare grosso (novembre-dicembre 1928) - 7. Entra in azione Caio (dicembre 1928-aprile 1929) - Intermezzo Di nascosto scrivo - 8. Una scatola di sigari per il capitano Oxilia (marzo 1929-8 luglio 1929) - 9. Stasera fuggiremo (9-27 luglio 1929) - 10. La notte degli equivoci (27 luglio 1929) - Intermezzo La gente mormora - 11. L’Africa finalmente (28 luglio-1° agosto 1929) - 12. Un abbraccio fraterno (agosto 1929) - Titoli di coda Note - Bibliografia - Archivi consultati - Elenco delle illustrazioni - Ringraziamenti .

LE MIE ULTIME PAROLE - Lettere dalla Shoah
a cura di Zwi Bacharach
 Le lettere qui raccolte sono state scritte dalle vittime dell’Olocausto e hanno raggiunto i propri destinatari per vie tortuose e spesso impensate. Ciascuna di loro, ingenua, disperata, incredula, rassegnata, è testimonianza unica e senza filtri della Shoah e del suo impatto brutale sulla vita di milioni di individui; persone comuni che, fino a un attimo prima di perdere tutto, cullavano ambizioni, progetti, amori. Le hanno scritte sulla soglia delle case da cui venivano strappati, con la consapevolezza della morte incombente, o con gli occhi ancora pieni dell’orrore toccato ad altri. La loro sofferenza e le loro storie, annotate in fretta e furia un attimo prima che fosse troppo tardi, sono una memoria indimenticabile degli abissi che possono travolgerci. Ma sono anche il segno del fallimento del progetto nazista di trasformare gli ebrei in non uomini: fino all’ultimo respiro chi ha scritto queste parole ha mantenuto la sua dignità e la speranza di non essere dimenticato.
Indice : Premessa - Sulle lettere di Israel Gutman - Introduzione di Zwi Bacharach - Nota all’edizione italiana di Fiorella Gabizon - L’Olocausto riflesso nell’esperienza personale di Zwi Bacharach - LE LETTERE - Epilogo di Zwi Bacharach - Indice dei nomi - Indice dei luoghi - Indice analitico

DIASPORA - Storia degli ebrei nel Novecento
a cura di Anna Foa
 Il Novecento che racconto comincia dal 1880 circa e finisce con gli anni Settanta del Novecento. Si apre con l’emigrazione in America e si chiude con la perdita d’importanza dell’Europa e l’affermarsi sempre maggiore del mondo ebraico americano e di Israele. In questo arco di tempo il mondo ebraico muta e la diaspora europea tende a scomparire nei numeri, nella forza culturale, nell’identità, nel progetto. L’emigrazione in America, il sionismo, la rivoluzione russa, la Shoah, la nascita di Israele: le cesure che costellano il Novecento ebraico sono altrettanti passaggi epocali per la storia di tutti. Nel corso del secolo, a partire dalla fine dell’Ottocento, gli ebrei esprimono una forza simbolica travolgente, inedita, alimentata non solo dall’antisemitismo e dalla persecuzione, ma dall’essere stati al tempo stesso artefici di una straordinaria creatività e oggetto del più radicale degli annullamenti. E ancora, dall’essere stati un intreccio tra la volontà di essere uguali agli altri e una durevole percezione di sé come identità sul confine. Nella realtà di oggi, cosa resta di questa storia? Quanto ne è stato distrutto irrimediabilmente dalla violenza, quanto ne è stato logorato poco a poco dal volger del tempo?
ndice : Introduzione - I. Le due Europe: ebrei d’Occidente ed ebrei dell’Est - II. Antisemitismi - III. Tradizione e modernità - IV. Il sionismo - V. La Shoah - VI. La nascita dello Stato di Israele - VII. Le nuove identità - Conclusioni - Riferimenti bibliografici - Indice dei nomi dice dei nomi

IL RAZZISMO IN EUROPA - Dalle origini all'Olocausto
a cura di George L. Mosse
 Un libro importante su quella che Mosse definisce una malattia contagiosa: «Il razzismo può cambiare vittime, ma i suoi sentimenti e i suoi effetti rimangono sempre uguali. E oggi rischiano una nuova esplosione, anche in paesi che sembravano meno esposti». Paolo Mastrolilli, “Avvenire”Storia del razzismo dalle origini allo sterminio nazista, il volume di Mosse ricostruisce le idee, i comportamenti, le politiche, gli eccidi, permettendo per la prima volta di comprendere a fondo una mentalità sempre viva.
Argomenti trattati : Le origini I. Le basi settecentesche II. Dalla scienza all'arte: la nascita degli stereotipi III. Nazione, lingua e storia IV. Da Gobineau Parte seconda La penetrazione V. L'Inghilterra dà il suo contributo VI. La scienza della razza VII. Il mistero della razza VIII. Gli ebrei: mito e contro-mito IX. Cristianesimo infetto X. La nascita del nazionalsocialismo Parte terza L'esecuzione XI. Guerra e rivoluzione XII. Dalla teoria alla pratica XIII. Razzismo e assassinio XIV. Una conclusione che non conclude Note Indice dei nomi .

PECCATI DI MEMORIA
a cura di Michele Battini
 Questo libro racconta la storia del grande processo istruito dagli Alleati contro l’intero comando militare dell’apparato nazista in Italia operativo dal 1943 al 1945, processo che, accuratamente preparato sulla base giuridica e tecnica di quello di Norimberga, non fu però mai celebrato. Celebrarlo, infatti, avrebbe comportato da un lato il pericolo di mettere in crisi il reinserimento della Germania federale nella comunità europea, dall’altro avrebbe significato, per la classe politica del nostro paese, l’imbarazzante rischio di vedere perseguiti anche i crimini di guerra italiani. Il risultato fu che al suo posto vennero celebrati pochi e marginali dibattimenti e la questione fu ridotta alla dimensione di alcune responsabilità individuali. Per risolvere l’enigma di quell’atto mancato di giustizia e capire i limiti di quei processi minori, Michele Battini analizza la situazione politica del dopoguerra, i rapporti fra il nostro paese e gli Alleati, il doppio gioco del governo italiano di allora. Da quella vicenda scaturì una memoria della guerra e del totalitarismo selettiva e parziale, che servì ad avviare la democratizzazione dell’Europa, a scapito però di un’autentica denazificazione.
Argomenti trattati : Processi e lezioni di storia Ringraziamenti La decostruzione della memoria Perché non fu celebrato il grande processo ai criminali di guerra Intorno al processo Kesselring Oblio giudiziario e peccati di memoria La pace brutale e il consenso di Norimberga Lo specchio di Vichy Epilogo senza conclusione Note Indice dei nomi .

FASCISMO E ANTIFASCISMO
a cura di Enzo Collotti
 Con questo volume entriamo nel cuore del dibattito sui fascismi, attraverso un quadro ampio e circostanziato degli orientamenti più recenti della storiografia. Una discussione senza pregiudizi ideologici che affronta sia le questioni di metodo sia i revisionismi storici relativi a Germania, Austria, Francia, Spagna, Polonia, Russia e Giappone, passando poi al tema del fascismo e dell'antifascismo italiano e al modo in cui i mass media - giornalismo, cinema, Tv - lo hanno rappresentato. I contributi sono firmati da alcuni tra i più importanti studiosi della materia: A. Boldrini, E. Collotti, F Colombo, G. Crainz, A. Del Boca, G. De Luna, M. Ferretti, G. Fink, F. Gatti, M. Isnenghi, A. Parisella, C. Pavone, V Pisanty, P.P. Poggio, G. Ranzato, L. Rapone, G. Rochat, G. Santomassimo, K. Stuhlpfarrer, T Szarota, Ph. Videlier, L. Violante, W Wippermann.
Argomenti trattati : Prefazione di Enzo Collotti - Nota bibliografica e redazionale - Saluto di Arrigo Boldrini - Intervento di apertura di Luciano Violante - Parte prima Considerazioni preliminari - Nazioni, rimozioni, revisionismi, storia o politica? di Claudio Pavone - Sul negazionismo di Valentina Pisanty - Parte seconda Dimensione comparata - Fascismo e antifascismo nel dibattito in Germania di Wolfgang Wippermann - L'Austria: la trasmissione del passato nazista di Karl Stuhlpfarrer - Il negazionismo in Francia: Faurisson e non solo di Philippe Videlier - Ripensare la guerra di Spagna di Gabriele Ranzato - I polacchi e il collaborazionismo di Tomasz Szarota - Nazismo, guerra e Resistenza. Il revisionismo e il paradosso della memoria russa di Maria Ferretti - Una grande rimozione: il fascismo giapponese di Francesco Gatti - Parte terza Critica della storiografia italiana - Antifascismo e storia d'Italia di Leonardo Rapone - La polemica sull'8 settembre e le origini della Repubblica di Mario Isnenghi - La Resistenza di Giorgio Rochat - Temperie culturali e sviluppi della storiografia. Cattolici, Chiesa, Resistenza di Antonio Parisella - Il colonialismo italiano tra miti, rimozioni, negazioni e inadempienze di Angelo Del Boca - Il razzismo negato di Enzo Collotti - La ricezione di Nolte in Italia di Pier Paolo Poggio - Il ruolo di Renzo De Felice di Gianpasquale Santomassimo - Parte quarta Aspetti della comunicazione visiva - Comunicazione e memoria di Furio Colombo - La storia sempre "nuova" dei quotidiani e la costruzione del senso comune di Giovanni De Luna - I programmi televisivi sul fascismo e la Resistenza di Guido Crainz - Sanguinare per finta: fascismo e antifascismo nel cinema italiano del dopoguerra di Guido Fink - Gli autori - Indice dei nomi .

IL PODESTA' EBREO
a cura di Ilaria Pavan
 «Inizia il cammino nel buio più fitto, solo guidati dalle pile intermittenti dei tre o quattro contrabbandieri. […] Buio, freddo, piove. […] Un’improvvisa sciabolata di luci, delle urla, un fucile puntato al petto: Achtung! Sono gli svizzeri.» Nella notte del 19 novembre 1943, Renzo Ravenna e la sua famiglia varcano clandestinamente il confine italo-svizzero, costretti alla fuga dalle persecuzioni razziali. A rendere unica la loro vicenda, tristemente simile a quella di tanti altri ebrei, è un particolare importante: Renzo Ravenna amico fraterno di Italo Balbo era stato podestà in carica a Ferrara dal 1926 al 1938, primo e unico ebreo a ricoprire un ruolo simile nell’Italia di Mussolini. I dodici anni del suo podestariato attraversano le diverse fasi del ventennio fascista e la sua vicenda umana e politica si fonde con la parabola di Balbo, la storia di una città alla ricerca dell’antico splendore e il rapporto complesso e sfuggente ad ogni semplificazione fra ebraismo e Regime, fino all’abominio delle leggi razziali. In pagine di grande suggestione narrativa, rivive un episodio emblematico e finora inesplorato della nostra storia, riscoperto e raccontato sulla base di inediti documenti d’archivio pubblici e privati.

LO STATO EDUCATORE
a cura di Gabriele Turi
 Gli intellettuali, al tempo stesso soggetti politici e strumenti del potere, vivono profonde contraddizioni nell’Italia del ’900. Il fascismo è il primo movimento politico che coglie l’importanza dei ceti medi intellettuali, dai docenti ai liberi professionisti, per acquisire il consenso: con una politica culturale articolata il regime dà vita a numerose istituzioni prima fra tutte l’Accademia d’Italia cui affida il compito di elaborare una ‘cultura fascista’ capace di organizzare e modernizzare i diversi filoni della cultura di destra da tempo esistenti nel paese. Il volume si concentra sui nodi problematici del rapporto tra politica e cultura, sul controllo esercitato sulla scuola o sulle accademie fino alla persecuzione antiebraica del 1938, su alcuni protagonisti dell’opera di organizzazione culturale come Gentile, ma evidenzia le contraddizioni del regime e i dissensi che esso registra anche per l’influenza di Croce e delle forze antifasciste. Una vicenda iniziata con la supremazia dell’intellettuale proclamata nel 1895 da D’Annunzio, si conclude con l’asservimento al potere di molti ‘chierici’ e la faticosa ricerca di nuovi spazi di autonomia scientifica e civile. L’esperienza fascista è così inserita in una prospettiva culturale e politica che si interroga sulle continuità della storia italiana del ’900.
Argomenti trattati : Premessa Parte prima La presenza del fascismo I. Nascita e metamorfosi dell’intellettuale II. La «marcia su Roma» degli intellettuali III. Forza e consenso IV. Le professioni liberali V. Le accademie, un esempio di uniformazione graduale VI. Uomo «nuovo», di razza italiana Parte seconda Consensi e dissensi VII. L’intellettuale Gentile VIII. L’illusione pedagogica di Ernesto Codignola IX. Tra Croce e Gentile: la «conciliazione» di Luigi Russo X. All’ombra del regime: l’itinerario di Ernesto Sestan XI. Resistenze possibili XII. Mobilitazione e crollo. 1940-1945 Note Indice dei nomi.

IL FASCISMO E GLI EBREI - Le leggi razziali in Italia
a cura di Enzo Collotti
 Il bel volume di Enzo Collotti argomenta e illustra lucidamente la meticolosità della persecuzione antisemita. Simonetta Fiori, “la Repubblica”Collotti scandaglia la storia nazionale individuando al suo interno il progredire e il regredire, per flussi e riflussi, dell’antisemitismo. Uno studio brillante ed esaustivo sulla pagina più nera del Novecento italiano. Daniele Rocca, “L’Indice” Un libro più efficace di un trattato nel dire la banalità del male. Titti Marrone, “Il Mattino” Sanzioni, obblighi, espulsioni, privazioni, fino all’internamento e alla deportazione: l’Italia non fu seconda a nessuno per la meticolosità e la severità delle misure imposte agli ebrei.
Argomenti trattati : 1. Ebrei e antisemitismo tra emancipazione, nazionalismo e fascismo - 2. Razzismo anticoloniale e antisemitismo - 3. La campagna contro gli ebrei. Prima fase: la propaganda - 4. La campagna contro gli ebrei. Seconda fase: dal censimento alle leggi razziste - 5. Le leggi contro gli ebrei e la società italiana - 6. La guerra e l’ulteriore progressione dell’emarginazione degli ebrei - 7. Continuità e salto di qualità: l’occupazione tedesca e la Repubblica sociale italiana - 8. Il bilancio della tragedia. Gli ebrei in Italia dopo il 1945 - Bibliografia ragionata - Appendice - Indice dei nomi

L' ORDINE DEL TERRORE - Il campo di concentramento
a cura di Wolfgang Sofsky
 Sofsky riesce nell’impossibile: dare una spiegazione razionale dei campi di concentramento senza perdere di vista la sofferenza umana. La sua analisi della brutalità organizzata aggiunge un elemento importante alla nostra comprensione del potere totalitario. Ralf DahrendorfNella fredda semplicità delle sue descrizioni Sofsky ci restituisce i contorni e i contenuti di una realtà che molti vorrebbero lasciarsi alle spalle. “Panorama”Molti sono i libri sui lager. L’ordine del terrore è diverso dagli altri, è unico. È un’analisi scientifica, in qualche modo fredda, della struttura del campo nazista volta a dimostrare la sua assoluta unicità. “Corriere della Sera”Una straordinaria analisi del campo di concentramento nazista che punta dritto verso il cuore di tenebra dell’uomo. “Il Giornale”
Argomenti trattati : Parte prima Introduzione: I. Prologo; II. Potere assoluto; III. Breve storia dei campi di concentramento. Parte seconda Spazio e tempo: IV. Settori e pianta del lager; V. Confini e ingressi; VI. Il blocco; VII. Il tempo del lager; VIII. Il tempo dei prigionieri. Parte terza Strutture sociali: IX. Il personale delle SS; X. Classi e classificazioni; XI. Delega del potere e autogoverno; XII. L'aristocrazia; XIII. Massa, mercato nero, distruzione della socialità; Parte quarta Lavoro; XIV. Lavoro e schiavitù; XV. I beneficiari; XVI. Situazioni di lavoro; Parte quinta Violenza e morte; XVII. Il «Muselmann»; XVIII. L'epidemia; XIX. Punizioni terroristiche; XX. Violenza gratuita e pratiche di crudeltà; XXI. La selezione; XXII. La fabbrica dello sterminio. Epilogo; Note; Bibliografia .

IN GUERRA SENZA ARMI - Storie di donne 1940-1945
a cura di Anna Bravo, Anna Maria Bruzzone
 Una guerra che fa appello alle donne e ne teme la femminilità, che le porta fuori dalla famiglia e le vincola a garantirne la sopravvivenza; che le vede agire e subire, affrontare arresti, violenze, deportazione, sviluppare una resistenza non armata tanto rischiosa quanto decisiva per l'esito dello scontro.
A partire dall'osservatorio di Torino e delle campagne piemontesi e attraverso narrazioni biografiche e documenti d'archivio, questo libro racconta storie che la storia non ha saputo raccontare, e si interroga sulla guerra come scorciatoia o barriera alla modernizzazione, su violenza o rifiuto della violenza, sul perché si scrive tanto su resistenza armata e strategie politiche, tanto poco su resistenza civile e lotte spontanee; tanto di uomini, tanto poco di donne.
Argomenti trattati : I. Vivere in guerra II. Madri III. Bambine IV. Corpi e cuori V. A tu per tu con la violenza VI. Il manicomio, esperienza del limite VII. Vincere, perdereIndice completo .

DA WEIMAR A HITLER
a cura di Martin Broszat
 Come il partito nazionalsocialista guadagnò quell’appoggio di massa che lo portò alla conquista del potere, dalle ipoteche che gravavano sulla Repubblica di Weimar alle responsabilità dei ceti dirigenti.
Argomenti trattati : Parte prima Sconfitta e rivincita - I. Il colpo di stato del I 923 - II. Berlino nell'autunno 1930 - Parte seconda Il nazionalsocialismo e la Repubblica di Weimar - I. I presupposti storici del nazionalsocialismo - II. Hitler e la NSDAP nel periodo di stabilizzazione della Repubblica - III. Il movimento di massa nazionalsocialista nella crisi economica e istituzionale - IV. I nazionalsocialisti alla conquista del potere - V. Hitler diventa cancelliere. Gli ultimi passi verso l'avvento della dittatura nazista - Conclusione - Documenti - La situazione delle fonti e lo stato della ricerca - Cronologia e tabelle - Indice dei nomi .

BREVE STORIA DEL SIONISMO
a cura di Michael Brenner
 Dal 1897, anno del primo Congresso sionista promosso da Theodor Herzl, a oggi, la storia del movimento che ha ispirato la migrazione degli ebrei in Palestina e ha dato origine allo Stato di Israele, al centro di uno dei più complessi conflitti del mondo contemporaneo.
Argomenti trattati : I. La società ebraica in mutamento: i prodromi del sionismo politico - II. Un nazionalismo internazionale: la topografia del primo sionismo - III. Dalla visione alla realtà: l’immigrazione ebraica in Palestina - IV. Un sionismo o molti sionismi? La formazione dei partiti sionisti - V. Il lungo cammino verso lo Stato ebraico: la Palestina come mandato britannico - Epilogo Sionismo o post-sionismo? L’idea sionista dopo la fondazione dello Stato di Israele - Tavola cronologica - Riferimenti bibliografici - Ulteriori letture - Indice dei nomi

L' ECONOMIA EUROPEA TRA LE DUE GUERRE
a cura di Charles H. Feinstein, Peter Temin, Gianni Toniolo
 Una completa e aggiornata storia economica d'Europa tra le due guerre mondiali. Al centro della narrazione sta la grande depressione degli anni 1929-33 con le crisi finanziarie che l'accompagnarono. Questi eventi sono visti da un lato come le estreme conseguenze economiche della prima guerra mondiale e dall'altro come causa del nazionalismo economico degli anni Trenta e della seconda guerra mondiale. Il libro si chiude con un capitolo sull'Europa postbellica e sulle lezioni che essa può trarre dalla storia del periodo compreso tra le due guerre mondiali.
Argomenti trattati : I. La crescita nel periodo tra le due guerre in una prospettiva secolare; II. Gli effetti della Prima guerra mondiale; III. Le crisi degli anni Venti; IV. Produzione, produttività e progresso tecnico negli anni Venti; V. I movimenti internazionali dei capitali negli anni Venti; VI. Gli inizi della Grande Depressione; VII. La disoccupazione; VIII. Il mondo frammentato degli anni Trenta; IX. Il progresso industriale e la ripresa; X. Epilogo: passato e presente; Guida a ulteriori letture; Bibliografia; Indice analitico; Indice delle figure e delle tabelle .

IL SOGNO DEL "GRANDE SPAZIO" - Le politiche d'occupazione nell'Europa nazista
a cura di Gustavo Corni
 Tra il 1938 e il 1945 la Germania, sotto la guida di Hitler e del regime nazionalsocialista, si rese protagonista di una politica estera di conquista di uno spazio vitale, incurante di qualsiasi diritto. Dall’Atlantico al Volga, le popolazioni coinvolte subirono una lunga scia di distruzioni e sfruttamento. In queste pagine rivive la fase più drammatica della storia europea, ricostruita attraverso le finalità, le specifiche caratteristiche delle politiche di occupazione nei singoli paesi e gli effetti che ebbero sulla popolazione. Un variegato caleidoscopio di comportamenti e intrecci non privi di ambiguità fra occupanti e occupati, spesso irriducibili allo schema resistenza/collaborazionismo.
Argomenti trattati : 1. Piani e progetti dell’espansionismo tedesco 2. Forme e tipologie delle occupazioni 3. Lo sfruttamento economico dell’Europa occupata 4. Stato razziale e spostamenti di popolazioni 5. Collaborazione e collaborazionismo 6. La resistenza Appendice documentaria Bibliografia essenziale Cartine Indice dei nomi .

IL REGIME DEGLI EDITORI - Libri, scuola e fascismo
a cura di Monica Galfré
 L’alleanza tra editoria e regime fascista ha nella scuola il suo terreno privilegiato: negli anni in cui nasce la moderna industria editoriale, produzione e diffusione dei libri di testo riflettono non solo ambizioni e limiti del totalitarismo, ma anche caratteristiche e dinamiche del mercato librario italiano. Attraverso la ricchissima documentazione di archivi editoriali e istituzionali, il volume ricostruisce una realtà vasta, frammentata e poco conosciuta, che vede la larga partecipazione del mondo della cultura. Un settore cruciale, nel quale gli interessi dell’imprenditoria privata si compenetrano con quelli statali, fino a incidere sulla politica scolastica e sugli equilibri editoriali complessivi.
Argomenti trattati : 1. Riforma Gentile e riforma dell’editoria 2. Libera iniziativa, mercato protetto 3. Crisi e razionalizzazione editoriale 4. Bonifica imperiale e unificazione del mercato 5. I limiti della defascistizzazione Note Indice dei nomi di persona e delle case editricii .

RITROVARE SE STESSI - Gli ebrei nell'Italia postfascista
a cura di Guri Schwarz
 Uno studio non convenzionale della condizione degli ebrei nell’Italia del secondo dopoguerra: la memoria della Shoah, il sionismo, il ruolo della comunità ebraica nella vita della Repubblica.
Argomenti trattati : Parte prima La riorganizzazione della vita ebraica I. Echi della Shoah II. Un ‘nuovo’ gruppo dirigente III. Le seduzioni del sionismo IV. La vivacità dell’associazionismo giovanile V. Un’identità da rifondare: cittadinanza e appartenenza Parte seconda Il cammino della memoria I. Vuoti di memoria II. Usi pubblici del passato recente III. Gli anni della guerra fredda: retoriche ufficiali e celebrazioni pubbliche IV. L’Unione delle Comunità Israelitiche Italiane e la storiografia sull’antisemitismo fascista V. Per una critica dell’autorappresentazione ebraica Conclusione Note Indice dei nomi .

L'INVERNO PIU' LUNGO , 1943/44 - Pio XII, gli ebrei e i nazisti a Roma
a cura di Riccardi Andrea
 Ai tempi in cui Roma è città aperta e alla mercé dei tedeschi, tra le mura e i vicoli della città si consuma una guerra di fuggiaschi e nascondigli. È una guerra nascosta e cruenta che porta i civili in prima linea: cittadini, uomini e donne di chiesa, Pio XII in persona. Né potrebbe essere diversamente visto che Roma, di fatto e per comune sentire, non è più la capitale dell'effimero regime fascista della Repubblica sociale ma in tutto e per tutto la città del papa. E come lui non combatte l'occupazione ma nemmeno cede; resiste, si impegna a sopravvivere, aiuta i ricercati a nascondersi. Gli occupanti tedeschi lo avvertono e impongono il regime duro. In una Roma assediata dove le croci uncinate sostano sotto le finestre del papa, i nazisti catturano quasi duemila ebrei; muoiono nei campi di concentramento, alle Fosse Ardeatine. All'incirca diecimila, invece, sopravvivono nascondendosi in case private, nei conventi e nelle parrocchie, negli ospedali, nelle istituzioni e nei territori della Santa Sede. Taluni di quelli che sono venuti in aiuto ai perseguitati sono stati riconosciuti come 'giusti'. Di molti si è persa ogni traccia. Lungo queste pagine Andrea Riccardi richiama dall'oblio la storia di uomini e donne comuni che, quando il male ha bussato alle loro porte, hanno mostrato un grande coraggio, hanno condotto una vita fuori dell'ordinario e sono poi tornati, semplicemente, a quella di ogni giorno.

HITLER E L'ENIGMA DEL CONSENSO
a cura di Yelavich Susan
 Perché proprio Hitler? In che modo è stato possibile che un individuo così mediocre, un signor nessuno, sia arrivato ad esercitare un influsso tanto drammatico sui destini di uomini e nazioni, a scatenare un secondo conflitto mondiale e istigare il più terribile genocidio di tutti i tempi? In questo libro Ian Kershaw si interroga sulla natura e sui meccanismi del potere dittatoriale di Hitler e analizza la straordinaria forza carismatica che dapprima fece di lui il tamburino delle masse nazionaliste, l'uomo capace di offrire a più di tredici milioni di tedeschi la speranza della salvezza nazionale, e infine Io trasformò nel Führer.

LO SFASCIO DELL'IMPERO - Gli italiani in Etiopia 1936-1941
a cura di Matteo Dominioni
 «Tra il 9 e l’11 aprile avvenne una delle stragi più efferate di tutta l’occupazione dell’Etiopia. Un gruppo di ribelli, inseguito da una colonna italiana, si asserragliò all’interno di una grande grotta. Si trovava nella regione del Gaia Zeret-Lalomedir. L’assedio durò diversi giorni. Per avere la meglio sui ribelli si chiese l’intervento di un plotone del reparto chimico. Quando i superstiti decisero di arrendersi gli italiani divisero gli uomini e i ragazzini dalle donne e dai bambini. I primi vennero mitragliati a gruppi di cinquanta sul ciglio del burrone. I bambini e le donne non sopravvissero a lungo a causa dell’iprite.»
Stragi sconcertanti, deportazioni, lager: ecco l’Italia fascista in Etiopia. Dominioni ricostruisce le operazioni belliche della «più grande campagna coloniale della storia» e la mattanza che portò allo sfascio l’effimero, inutile impero voluto da Mussolini, conquistato male e governato peggio.

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