Libri sulla Shoah - Selezione storiografica per non dimenticare la Shoah creata nel marzo 2008 dal Portale www.lager.it
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INDICE DEI LIBRI SULLA SHOAH
ANTEPRIME EDITORIALI

La Case Editrici qui di seguito rappresentate , hanno pubblicato una serie di libri molto interessanti sotto l'aspetto educativo della Shoah , che vanno sicuramente presi in considerazione visto il loro alto contenuto storico nei diversi gradi di orientamento .
In questa sezione sono elencati i libri (39 Volumi) delle Case Editrici : Zane - Raffaello Cortina - Nutrimenti - Beat - Mediascape - La Memoria del Mondo - Sironi - Vallecchi - Cairo Editore - Manni - Cafoscarina - Edizioni Associate - Sinnos - Edizioni Cierre - Editrice "A" - Impressioni Grafiche - Istituto Istresco - Biblioteca di Monselice - Spring - ClioPress - Ediesse - Castelvecchi

INDICAZIONI : = Video


SONO STATO L'ASSISTENTE DEL DOTTOR MENGELE
a cura di Miklós Nyiszli - Editrice Zane
L’immensa gabbia di filo spinato percorso dall’alta tensione, l’ineludibile frequentazione di giorno e di notte delle camere a gas e dei crematori, l’abbrutimento dell’uomo raggiunto in forza dell’odio piú lucidamente folle contro se stesso e, insieme, l’impressione di eterna funzionalità della complessa fabbrica di morte piegano fino all’inverosimile, ma non riescono a spezzarlo, il forte animo del medico legale “usato” dal dottor Mengele.
L’altrettanto folle speranza di venir fuori vivo da quel mare di morte si rivela, però, una realtà per l’internato Miklós Nyiszli, che, quando finalmente può lasciarsi dietro il laboratorio dell’inferno nazista di Auschwitz-Birkenau e, dopo avere a lungo posato lo sguardo sulle baracche e sul filo spinato a mo’ di addio al sacrario di milioni di persone, lentissimamente fa ritorno nella sua casa. Dove prepara il suo memoriale, che a noi posteri consegna come monumento-ammonimento.
Lettura semplice, scorrevole, coinvolgente e sconvolgente, che obbliga a riflettere sulla natura umana ed impone di uscire dall’ipocrisia, dall’indifferenza e dalla superficialità. Per la sua straordinaria valenza educativa il libro si propone al mondo della scuola e alle giovani generazioni.


LE LETTERE DA AUSCHWITZ DI JANUSZ POGONOWSKI
a cura di Franciszek Piper - Editrice Zane
Nelle sue lettere, scritte segretamente e per vie clandestine fatte pervenire alla famiglia, il giovane Janusz descrive l'inferno del campo di concentramento, il suo profondo dramma personale, il rimpianto per la libertà e per i propri cari, illuminato pressoché ininterrottamente da una incrollabile fede nelle capacità umane di raggiungere "la felicità universale sulla terra" e animato da una speranza che ha del miracoloso e che, in quella quotidianità annichilente del lager, gli fa dire: "Lo credete che il giorno non mi basta, non mi bastano i momenti liberi? Io non so cosa significhi annoiarsi. (...). Soltanto con il più grande coraggio potremo ottenere ciò a cui aneliamo: la felicità!".
“Carissimi, con tutto il mio essere e in continuazione prego la Madre Santissima per Voi e per Papà, affinché al piú presto possiate tornare a stare insieme. Io cerco di resistere con tutte le mie forze per continuare e tornare finalmente ad essere libero. Non invidio la libertà di nessuno, ma mi sento terribilmente solo. La prospettiva della morte non mi spaventerebbe tanto, se sapessi che potrei rivederVi negli ultimi momenti della vita. Vorrei gettarmi ai piedi di Papà e abbracciarlo cosí forte come non l’ho mai fatto.
ChiederVi scusa per tutte le monellerie fatte da bambino e ringraziarVi di tutti i sacrifici. Cari Irena e Andrzej! Ancora una volta torno ad assicurarVi che sono molto felice del Vostro matrimonio. Rispettate la pace e la concordia del Vostro nido familiare, poiché nulla è piú caro su questa terra dell’amore della famiglia, dell’avere qualche persona cara accanto. Sappi, Irena, che tu sei per me altrettanto cara quanto la zia Żena, Papà e Andrzej!
Ogni volta che penso a Voi tutti, mi si riempiono di lacrime gli occhi, non riesco a trattenere il pianto. Alla miseria e ai maltrattamenti dell’uomo mi sono abituato e non mi fa piú la minima impressione, ma ogni parola che mi viene da Voi, o che riguarda Voi, mi procura forte commozione.
Caro Andrzej, Ti chiedo per favore di portare almeno una volta al mese qualche fiore da parte mia sulla tomba della Mamma. E fai in modo che la tomba sia sempre pulita e bene in ordine”.
(Auschwitz, 16 novembre 1942)


SOTTO UN CIELO DI STELLE - Educazione, bambini e resilienza
a cura di Paola Milani, Marco Ius - Editrice Raffaello Cortina
Desidero farvi conoscere questo interessante studio. Questo volume "Sotto un cielo di stelle. Educazione, bambini e resilienza" è uno studio condotto da Paola Milani - insegna Pedagogia generale e Pedagogia della famiglia all’Università di Padova - e, Marco Ius - lavora al dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Padova - . La ricerca rivelatasi fin da subito complessa, ha introdotto nella sua specificità, l'attività svolta dalla resistenza inerente al salvataggio ed alla loro sensibilità morale e sulle storie di vita dei bambini nascosti che sono sopravvissuti alla Shoah, nel quale gli autori hanno provato a fare propria non la prospettiva dell'insegnare e apprendere la Shoah, ma quella dell'apprendere dalla Shoah.
Cogliendo una straordinaria opportunità storica, gli autori hanno seguito la traiettoria biografica di chi, bambino durante la Shoah, è adesso una persona adulta. Come hanno potuto crescere e contribuire al bene senza lasciarsi spezzare o spegnere dal trauma?.... E cosa possono insegnare le loro storie? L’ipotesi è che l’analisi di questi percorsi di vita possa essere di grande utilità a chi lavora oggi con i bambini e le famiglie in contesti sia educativi sia terapeutici, affermano gli studiosi.
Il testo contiene 17 interviste a bambini nascosti raccolte in Italia e presso USHMM di Washington, Yad Vashem di Gerusalemme. ismi.


L'OFFICINA DEL DIAVOLO
a cura di Adolf Burger - Editrice Nutrimenti
Nel 1942 un telegramma raggiunge i comandanti dei campi di concentramento disseminati in territorio tedesco: contiene l’ordine di reclutare tutti gli internati ebrei con esperienza nel settore grafico e di provvedere al loro trasferimento nel campo di Sachsenhausen, alle porte di Berlino. È l’inizio della cosiddetta ‘operazione Bernhard’, un piano elaborato dalle alte sfere del Terzo Reich per la produzione su vasta scala di false sterline inglesi. A Sachsenhausen si ritrovano in centoquarantadue, scampati alla morte per fame, per malattia, alle camere a gas. Vengono nutriti, rivestiti. Per la prima volta dal giorno della loro deportazione vengono trattati come uomini. Vivranno in totale isolamento all’interno di due baracche, la 18 e la 19, circondate su ogni lato dal filo spinato, con le finestre verniciate di bianco. Dentro si nasconde una vera e propria officina per la produzione di banconote e francobolli falsi, di documenti contraffatti. Gli internati del ‘Kommando’ falsari hanno privilegi che gli altri non hanno. Letti comodi, armadietti personali. Mangiano a sufficienza, possono leggere. Ma quel luogo custodisce un segreto che non dovrà mai essere svelato. Impossibile sperare di uscirne vivi. L’officina del diavolo nasce dai ricordi di Adolf Burger, numero 64401 a Auschwitz, tipografo nelle baracche 18 e 19 di Sachsenhausen. Racconta le atrocità di Auschwitz e di Birkenau, i dettagli tecnici dell’operazione di falsificazione, le rocambolesche ultime fasi della prigionia, fino alla liberazione. Una delle più ciniche operazioni del Terzo Reich viene svelata attraverso l’avventura di un uomo che ha mantenuto la promessa fatta a sé stesso: sopravvivere per raccontare l’inferno dei campi di concentramento. Contro qualsiasi tentativo di alterare la verità.


LAGER ITALIANI
a cura di Alessandra Kersevan - Editrice Nutrimenti
Cosa hanno perpetrato i nostri connazionali , in nome della patria italiana , nei territori della Jugoslavia di allora . Dalla retata di Lubiana alla creazione dei primi Campi di concentramento italiani . Qui l'autore descrive senza retorica , le condizioni in cui versavano i prigionieri e l'organizzazione all'interno di questi Campi . IDopo la guerra , continua l'autore , gli organizzatori di questi Lager restarono impuniti alla giustizia , giustizia rivendicata e mai presa seriamente in considerazione da tutte le nazioni dell'est invase dal Regio Esercito italiano . Questo libro in sostanza lo si può correlare "all'Armadio della Vergogna" per gli articoli trattati che riassumono le vicende italiane durante il fascismo . Un libro da non perdere . A. Maurizio www.lager.it
Dopo l’aggressione nazifascista alla Jugoslavia, fra il 1941 e l’8 settembre del 1943, il regime fascista e l’esercito italiano misero in atto un sistema di campi di concentramento in cui furono internati decine di migliaia di jugoslavi: donne, uomini, vecchi, bambini, rastrellati nei villaggi bruciati con i lanciafiamme. Lo scopo di Mussolini e del generale Roatta, l’ideatore di questo sistema concentrazionario, era quello di eliminare qualsiasi appoggio della popolazione alla resistenza jugoslava e di eseguire una vera e propria pulizia etnica, sostituendo le popolazioni locali con italiani. Arbe Rab, Gonars, Visco, Monigo, Renicci, Cairo Montenotte, Colfiorito, Fraschette di Alatri sono alcuni dei nomi dei campi in cui furono deportati sloveni, croati, serbi, montenegrini e in cui morirono di fame e malattie migliaia di internati. Una tragedia rimossa dalla memoria nazionale e raccontata in questo libro anche grazie ad una importante documentazione in gran parte inedita fatta di foto, lettere, testimonianze dei sopravvissuti.


L'ARMADIO DELLA VERGOGNA (Edizione 2004)
a cura di Franco Giustolisi - Editrice Nutrimenti
Da molti anni le istituzioni chiedono alla Germania di oggi un risarcimento per lo sfruttamento nei Campi nazisti di migliaia di nostri connazionali e per le atrocità subite . Non si parla invece delle stragi nazifasciste compiute , assieme ai "colleghi" tedeschi , da parte di alcuni esponenti fascisti di alto grado . Nel dopoguerra , queste atrocità a danno di persone inermi , per lo più vecchi e bambini , sono state insabbiate e impuniti i colpevoli . Un libro che apre una parentesi italiana debellando il mito "Italiani brava gente" . Un libro da non perdere . A. Maurizio www.lager.it
Dentro un armadio, rifilato in un vano recondito della sede della Procura generale militare, in via degli Acquasparta a Roma, sono stati nascosti per sessant'anni i fascicoli contenenti i nomi dei responsabili, nazisti e fascisti di Salò, delle centinaia di stragi che hanno colpito il nostro Paese tra il 1943 e il 1945. Sant'Anna di Stazzema, Marzabotto, Fivizzano, Capistrello, Barletta, Matera e tanti altri Comuni colpiti dalla barbarie. Decine di migliaia di vittime. Gente senz'armi, civili in fuga dalla guerra. Per lo più donne, vecchi, bambini. Grazie a quell'armadio gli assassini hanno goduto di sessant'anni di impunità. Ma oggi? Oggi cosa impedisce di sapere? Chi dette l'ordine? Quale fu esattamente? Chi chiederà perdono a nome dello Stato per questa colossale ingiuria? Franco Giustolisi, che dal 1996 conduce la sua battaglia per far luce sull'Armadio della vergogna e che è stato uno dei più attivi promotori della costituzione della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle stragi nazifasciste, racconta per la prima volta in un libro l'intera vicenda di uno dei capitoli più drammatici della nostra storia recente.
Menzione speciale Premio "Della Resistenza" Città di Omegna 2005


LA CRICCA
a cura di Renato Venditti - Editrice Nutrimenti
Il delitto Matteotti, la razzia del ghetto, via Rasella, le Fosse Ardeatine. E poi i fatti d’Ungheria, le diverse anime del Pci, due lettere inedite di Elio Petri. Renato Venditti, storica firma dell’Unità e di Paese Sera - che ha vissuto in prima persona l’occupazione nazista a Roma - ripercorre il cammino di un paese attraversato dalla dittatura, dalla guerra, dalla ricostruzione, fino al delicato passaggio politico del dopoguerra. E dentro, incastona la sua vicenda personale e quella della sua famiglia: le botteghe di Trastevere, gli aneddoti di vita quotidiana,
i piccoli grandi eroi della Resistenza, i giornalisti che hanno fatto la storia dell’Unità. Un diario di vita appassionante come un romanzo, ma allo stesso tempo una incredibile testimonianza sul nostro ‘secolo breve’, ricca di episodi e documenti, di foto e rivelazioni.
Renato Venditti è nato a Roma nel 1926. Giornalista, ha lavorato dal 1946 al 1969 all’Unità e in seguito, fino al 1983, a Paese Sera. Attualmente collabora con i quotidiani locali del gruppo Espresso. Ha pubblicato Il giornalismo parlamentare e politico (Infor Accademia, 1977) e Il manuale Cencelli (Editori Riuniti, 1981).


L'ARMADIO DELLA VERGOGNA (Edizione 2011)
a cura di Franco Giustolisi - Editrice Beat
Fra il 1943 e il 1945 decine di migliaia di civili furono vittime di 2273 stragi brutali compiute da nazisti e fascisti lungo il territorio del nostro paese. Un elenco tragico che comprende nomi ormai noti e tanti altri completamente sconosciuti: Stazzema, Marzabotto, Fivizzano, Fossoli, Capistrello e cento altri comuni. Nei mesi successivi alla Liberazione, molti dei colpevoli furono individuati e su di loro furono aperti procedimenti penali. Ma nel 1947 una mano ignota mise tutto a tacere, e i fascicoli con i nomi dei responsabili di quelle stragi finirono sepolti dentro un armadio custodito nella sede della Procura generale militare.
Non ci furono istruttorie né processi. Tutto fu avvolto nel silenzio imposto dal potere. La descrizione di quei misfatti, le prove, le testimonianze, vennero scoperte per caso mezzo secolo più tardi, nascoste in quel vecchio armadio rifilato in un vano recondito, le ante chiuse a chiave, rivolte verso il muro. Grazie a quell'armadio gli assassini hanno goduto di sessant'anni di impunità. Grazie a quell'armadio è stata consumata l'ingiustizia più grande nei confronti del popolo italiano.



DEPORTATI E INTERNATI - Racconti biografici di siciliani nei campi nazisti +
a cura di Bechelloni Barbara - Editrice Mediascape
Il progetto è stato realizzato tra il 2008 e il 2009 e ha portato alla raccolta di 50 interviste audio. Si tratta di un ricerca a carattere territoriale che mancava e che ha volutamente accostato storie tra loro diverse: quelle dei deportati nei campi di concentramento, di sterminio e KZ perché considerati nemici del nazismo oppure individui non degni di vivere e quelle degli internati militari italiani (IMI), negli Stalag, destinati al lavoro coatto. Le storie raccolte confermano le diversità ma anche le somiglianze presenti in quello spazio liminale nel quale l'esperienza della deportazione e quella dell'internamento si avvicinano o, in molti casi, si sovrappongono. Una ricerca per far conoscere una pagina poco nota della storia e uno stimolo per riflettere sulle tragiche conseguenze delle dittature e dei totalitarismi.





IL QUADERNO DI CARLA - I Ricordi di Carla Morani deportata ad Auschwitz
a cura di Massimiliano Tenconi, Alberto Magnani - Editrice La Memoria del Mondo
L’importanza della memoria, del ricordo e soprattutto la forza e la fermezza di una testimonianza lucida e sconvolgente, un monito per tutti .
...Carla Morani è tra coloro che tornano. Rivede Magenta nel giugno del 1945. Dopo diciotto mesi. Reduci di guerra, ex prigionieri, ex deportati, ex partigiani: sono in molti ad avere sperimentato vicende terribili. Sentono il bisogno di raccontare quello che hanno visto. Tra il 1945 e il 1947 scrivono memorie, resoconti delle proprie esperienze, testimonianze. Qualcosa viene pubblicato dai giornali o da piccole case editrici. Una di esse pubblica, nel 1947, la prima edizione di Se questo è un uomo di Primo Levi, il testo più importante della memorialistica sui lager nazisti che, allora, passa inosservato. Altri finiscono nei cassetti.
Dopo il 1947, queste voci si spengono. In molti preferiscono dimenticare, o non ascoltare. I processi ai responsabili degli arresti e delle deportazioni si risolvono nelle amnistie.
Le pratiche contro i criminali di guerra nazisti in Italia finiscono negli “armadi della vergogna”. Solo negli anni Cinquanta le voci dei deportati ricominciano a farsi udire: e continueranno, ma non è mai mancato chi ha preferito non ascoltare o coperto la loro voce o cercato di cambiare discorso. I testimoni, con il trascorrere degli anni, scompaiono. Ma ciò che hanno scritto resta. Come il quaderno di Carla Morani. Un quaderno scolastico, a righe, di quelli che venivano stampati durante il fascismo: decorato con disegnini che rappresentano navi da guerra, sommergibili, cannoni, proiettili, bombardieri. Sul retro della copertina è riprodotta la foto di quattro serventi di un mortaio da 81. Davanti, una batteria contraerea. E’ così, del resto, che il fascismo concepiva l’educazione degli scolari. Probabilmente, Carla Morani avrebbe preferito altre foto, altre decorazioni. Ma non si trova di meglio, nel 1945. Il 26 settembre ha preso quel quaderno, ha scritto il suo nome nello spazio in bianco sul frontespizio, come le avevano insegnato a scuola.
Ha aperto la prima pagina e ha incominciato a scrivere.


IL CLUB DELL'URANIO DI HITLER - I fisici tedeschi nelle registrazioni segrete di Farm Hall
a cura di Jeremy Bernstein - Editrice Sironi
«Dieci uomini brillanti, due dei quali già vincitori del premio Nobel (Heisenberg e Von Laue) mentre uno (Hahn) lo stava per vincere, furono detenuti per sei mesi a Farm Hall senza spiegazione e senza accusa. Loro non ne capivano il motivo e credo che, anche dopo alcuni mesi, non lo capissero nemmeno i loro custodi: il motivo vero – evitare che cadessero in mano ai sovietici – potevano solo immaginarlo.
Gli scienziati tedeschi non erano trattati esattamente come prigionieri, ma piuttosto come “ospiti”. Tutte le loro ansie e le loro lamentele erano note ai sorveglianti, e di tanto in tanto qualcuno di loro discendeva come un deus ex machina a risolverle magicamente. Ma durante questi mesi le illusioni dei tedeschi svaniscono: capiscono di aver fallito e che il loro Paese ha fallito; si incolpano l’un l’altro; incolpano Hitler; incolpano gli americani; i giovani accusano i vecchi; i vecchi si accusano a vicenda. Ogni settimana si svolge un seminario organizzato da Von Laue. Heisenberg suona il piano. Ricevono un paio di visite. Tutto scorre come in un sogno surreale finché, dopo sei mesi, vengono rilasciati per fare ritorno in una Germania in rovina. E tutto è documentato nelle trascrizioni dei loro dialoghi, insieme al commento dei sorveglianti: quasi un coro.
Sebbene si possano avere dubbi su alcuni frammenti di queste conversazioni registrate, il messaggio sembra assolutamente chiaro: la “presuntuosità” e l‘“ignoranza” degli scienziati tedeschi traspaiono a ogni pagina. In fin dei conti, i rapporti di Farm Hall parlano da sé.»
È vero che durante la seconda guerra mondiale anche i fisici atomici tedeschi erano sul punto di costruire la bomba atomica? Ed è vero che, di proposito, non lo fecero, sabotando il progetto nucleare nazista per impedire la vittoria di Hitler? È possibile che invece Werner Heisenberg, padre della meccanica quantistica e tra i più grandi fisici del Novecento, non avesse capito la fisica della bomba?
I dieci più importanti fisici del programma nucleare nazista furono rinchiusi in un cottage inglese, imbottito di microspie: nelle registrazioni segrete di Farm Hall, qui raccolte e ampiamente commentate, la fine del Terzo Reich e il fallimento della fisica tedesca emergono così dalle voci degli stessi protagonisti, ignari di essere spiati.
Proprio a Farm Hall nacque la Lesart, ovvero la “versione dei fatti” che i fisici tedeschi avrebbero ripetuto per tutto il dopoguerra: «Anche noi eravamo in grado di costruire la bomba atomica ma, al contrario degli Alleati, noi non l’abbiamo fatto per ragioni morali». In realtà, i tedeschi avevano perduto l’innocenza non diversamente dai fisici del progetto Manhattan.


AD AUSCHWITZ C'ERA UN ORCHESTRA
a cura di Fania Fenelon - Editrice Vallecchi
Molti libri di testimonianze parlano di sofferenze e privazioni di ogni genere e tipo , qui si entra in un altro aspetto riguardante la vita all'interno di Auschwitz e cioè la vita dei "priviligiati" e , in questo contesto si entra nell'intimo delle componenti femminili dell'orchestra di Birkenau . E' una testimonianza lucida , spontanea , informale che coinvolge il lettore in un onda sempre pronta a sconvolgere il privilegio . Un buon libro . A. Maurizio www.lager.it
Torna in libreria, questa volta nella sua versione integrale,un classico della letteratura dedicata alla Memoria.Tradotto in tutta Europa,in America, Israele, Giappone e Turchia. E’ La testimonianza di Fania Fénelon un’artista coraggiosa, sopravvissuta all’orrore di Auschwitz. I crematori fumano incessantemente, i treni arrivano di continuo e scaricano ogni giorno masse di deportati davanti alla baracca dell’orchestra. Il campo di Auschwitz-Birkenau è l’unico ad avere un gruppo musicale femminile, quarantasette donne con la medesima angoscia degli altri detenuti, che hanno però lo strano privilegio di poter riporre una fragilissima speranza di salvezza nella mansione “ricreativa” che è stata loro affidata. Fania, cantante professionista francese di origini ebraiche, ha un ruolo fondamentale all’interno del gruppo: conosce la musica e può orchestrare i brani, ma saranno la tenace determinazione alla sopravvivenza e i continui sforzi per non smarrire la propria umanità che la faranno uscire dal campo ancora in vita, insieme a molte delle compagne. In quel terribile anno del 1944 Fania assiste al repentino spegnersi di ogni senso di solidarietà e compassione tra le altre detenute, al loro chiudersi in drammatici egoismi dettati da scontri di razza, classe e religione, ma soprattutto da fragilità e disperazione umane. Dal libro, pubblicato per la prima volta in Italia da Vallecchi nel 1978,e in seconda edizione nel 1981, sono stati tratti il film Playing for time, sceneggiato da Arthur Miller, e due adattamenti teatrali che la compagnia Alma Rosé ha in cartellone da qualche anno. Il loro successo è un’ulteriore prova della forza documentaria di questo testo sconvolgente, a tratti ironico, scritto con un linguaggio sorprendentemente attuale. L’autore Fania Goldstein, in arte Fénelon (Parigi, 1908-1983), pianista e cantante di cabaret, fu incarcerata e deportata ad Auschwitz per i suoi contatti con la Resistenza francese e le sue origini ebraiche. .



LE 100 ANNE FRANK - I diari mai scritti
a cura di Roberto Malini - Editrice Cairo
"Yad Vashem di Gerusalemme è il museo memoriale delle vittime e degli eroi della Shoah. Nel suo archivio online (www.yadvashem. org) sono conservati milioni di nominativi, e digitando «Anne Frank» compaiono i nomi di oltre cento donne che si chiamavano come l’autrice del Diario.
Secondo il paese di origine, «Anne» diventa Chana, Hannah, Ani, Anna, Anita. Hanno vissuto nelle città, nei villaggi dell’Est europeo, nelle campagne prese di mira dalla furia nazista. Sono bambine, adolescenti, giovani, anziane, casalinghe, studentesse, operaie, contadine. E hanno conosciuto tutto l’orrore del male: la brutalità dei gendarmi, l’umiliazione della deportazione, la miseria dei ghetti e dei campi di concentramento, l’angoscia dell’attesa della fine.
Il racconto delle loro storie riscatta quelle esistenze dall’oblio.





EBREO , TU NON ESISTI - Le vittime delle Leggi razziali scrivono a Mussolini
a cura di Paola Frandini - Editrice Manni
1938: in Italia il Regime fascista emana le Leggi razziali. Casalinghe, commercianti, studenti, militari, insegnanti, artisti di teatro e operai di origine ebraica scrivono a Mussolini.
Dall’Archivio Centrale dello Stato più di novanta lettere, firmate e anonime, sono qui pubblicate per la prima volta e costituiscono un documento di straordinaria portata storica e umana.









LOTTA PER SOPRAVVIVERE - La mia resistenza non armata contro il nazifascismo
a cura di Luigi Baldan - Editrice Cafoscarina
Una testimonianza per non dimenticare e perché non si ripeta. Per questo Luigi Baldan, nato a Sambruson di Dolo (VE) nel 1917, ma residente a Mirano (VE) dal 1954, ha scritto un libro di memorie sulla sua esperienza di internato militare nei campi di concentramento e di lavoro nazisti.
È la storia vera, di un motorista della Marina Militare Italiana, imbarcato nella Nave Titano, poi nella 1^ flottiglia Mas di La Spezia e quindi in servizio nel 1943 nel porto di Sebenico, in Dalmazia.
A Sebenico, subito dopo lo sbandamento seguito dall’annuncio dell’armistizio dell’8 settembre 1943, come i circa settecentomila militari italiani dispersi nei vari fronti di guerra, viene catturato dai tedeschi.
Viene così internato prima a Bad Orb e poi a Francoforte sul Meno in Germania e infine a Sackisch-Bad Kudowa in Polonia.
Come la maggioranza di tutti gli internati militari italiani, nonostante la fame, le privazioni, le umiliazioni, le sofferenze e il massacrante lavoro nelle fabbriche belliche, respinge le continue proposte di aderire al nazifascismo.
La sua è un’audace lotta quotidiana per sopravvivere, con tutti gli espedienti possibili, sabotando anche la produzione bellica tedesca. In questa drammatica situazione riesce a far rivivere la solidarietà e l’amore verso chi soffre più di lui: rischiando la propria vita, aiuta e sfama, con le poche risorse alimentari trovate, le ragazze ebree del campo di lavoro di Sackisch-Bad Kudowa in Polonia.
Ritorna in Italia nel 1945, dopo quasi due anni passati nei lager nazisti, consapevole che il suo rifiuto a collaborare con il nazifascismo e la sua personale lotta di “Resistenza senza armi” nei lager nazisti, hanno contribuito a portare la libertà e la democrazia in Italia.
Luigi Baldan è stato insignito dal Ministero della Difesa della «Croce al Merito di Guerra» e di «Volontario della Libertà».


IL GIORNO DELLA MEMORIA PER NON DIMENTICARE
a cura di Giorgio Giannini - Editrice Edizioni Associate
Certamente si tratta di un importante e dettagliato contributo per non dimenticare e far riflettere , orientato tra l'altro in temi poco trattati come le persecuzioni dei Testimoni di Geova , degli omosessuali e del popolo dei Rom . Arricchito di molti documenti e di una esauriente bibliografia . Un libro adatto allo studio e ottimo punto di partenza per avvicinarsi nella comprensione di questa immane tragedia . Infine , valutando l'alto valore didattico , il libro presenta un costo molto contenuto . A. Maurizio www.lager.it
Il titolo di questo volume si richiama al Giorno della Memoria istituito dalla Legge 20 luglio 2000 n. 211, che viene celebrato il 27 gennaio di ogni anno in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei Campi nazisti. Con ricchezza di documentazione e ampiezza di respiro l’autore ripercorre le tragiche vicende della Shoah (lo sterminio del popolo ebraico nell’Europa occupata dai nazisti) e la persecuzione di minoranze quali i Rom, i testimoni di Geova e gli omosessuali, nonché gli avvenimenti storici in cui tali orrori affondano le proprie radici.
Il libro si compone di 5 parti. La prima “Dall’antisemitismo alla Shoah”, tratta delle origini dell’antisemitismo in Europa, dall’antigiudaismo cristiano alle secolari discriminazioni e persecuzioni degli ebrei, fino all’antisemitismo nazista, che ha portato al tentativo di genocidio del popolo ebraico ( la Shoah).
La seconda parte tratta del “genocidio dimenticato dei Rom”, che in oltre 300.000 perirono nei campi di sterminio nazisti, raccontando anche la secolare persecuzione da essi subita fin dal loro arrivo in Europa nel XII secolo.
La terza parte tratta delle “vittime dimenticate del regime nazista”: i Testimoni di Geova e gli omosessuali. I primi furono duramente perseguitati per il loro rifiuto di onorare la bandiera, di rendere il saluto nazista e soprattutto per il loro rifiuto di prestare il servizio militare. Anche gli omosessuali furono discriminati duramente fin dall’ottocento e poi perseguitati dai nazisti per il loro “modo di essere diversi”.
La quarta parte tratta delle Leggi Razziali, introdotte dal fascismo nel 1938 alla fine di una lunga campagna antisemita condotta sulla stampa e fomentata in particolare dalla Rivista &#x20La difesa della razza”,che portarono alla progressiva discriminazione degli ebrei dalla società italiana ed alla loro deportazione nei Campi di sterminio nazisti dopo l’occupazione militare tedesca del nostro Paese, in seguito all’armistizio dell’8 settembre 1943.
La quinta parte tratta degli “internati militari italiani in Gemania”, ossia della tragica vicenda degli oltre 630.000 soldati italiani catturati dopo l’8 settembre in Italia e sui vari fronti di guerra e deportati nei campi di prigionia del Terzo Reich con la qualifica non di prigionieri di guerra, bensì di “internati militari”, fattispecie non prevista dalle Convenzioni Internazionali e quindi con un peggioramento del loro status giuridico e materiale.
Ogni parte è arricchita da documenti e da molte note, che consentono di approfondire gli argomenti trattati.
Il lavoro, inoltre, presenta un’Appendice, nella quale è raccontata la storia dei due più importanti “Giusti” italiani, riconosciuti dallo Stato di Israele: Giorgio Perlasca e Giovanni Palatucci. Sono anche illustrati i simboli antisemiti, nazisti e fascisti. Il lavoro si conclude con una ricca bibliografia, utile per approfondire gli argomenti trattati.



DA SUDTIROLO AD ALTO ADIGE - Arrivano gli italiani
a cura di Paolo Ribichini - Editrice Edizioni Associate
Raccontare ai turisti perché in questa terra di confine la maggior parte della gente "si ostina" a parlare tedesco non è semplice. Non è semplice perché la storia di questa regione, che appartiene allo stato italiano da novanta anni, è stata rimossa. L'Alto Adige è la storia dell'incontro, a volte drammatico, di due popoli. Questo libro ripercorre le tappe del processo di italianizzazione che ha prodotto quelle fratture etnico-linguistiche che ancora oggi segnano ogni istante di una convivenza pacifica ma indubbiamente forzata.








TUTTO IL POSSIBILE (Quadraro '44)
a cura di Paola Oliva - Editrice Edizioni Associate
"Tutto il possibile" è un’opera teatrale sul drammatico rastrellamento che nell’aprile del 1944 le SS di Kappler consumarono contro la popolazione del Quadraro. Un racconto sceneggiato che ricrea l’atmosfera sociale e umana di sessant’anni, in uno degli ultimi lembi della città, un quartiere-borgo aggrappato alle arcate degli antichi acquedotti romani. Con gli uomini e le donne attraversati da una specie di presagio, una profondissima paura di vivere, senza per questo rinunciare a sé stessi, a quel poco di generosità e passione, di piacere di essere e fare, a quell’istinto di andare comunque avanti, anche se l'orizzonte non si scorge e anzi svanisce.
Contiene CD audio.






OPERAZIONE BALENA
a cura di Carla Guid - Editrice Edizioni Associate
Carla Guidi, artista e giornalista, scrive settimanalmente su Telesport, sul Foglio del Paese delle Donne e collabora alla rivista Lazio ieri e oggi. È anche autrice di testi teatrali.
Questo libro è la narrazione autobiografica del reduce Sisto Quaranta. Ripercorre la memoria storica di un avvenimento atroce avvenuto il 17 aprile del 1944: il “rastrellamento del Quadraro”. Nei campi di concentramento di Fossoli e poi in quello di lavoro di Duderstadt il signor Quaranta rimase prigioniero in condizioni di pura sopravvivenza, sopportando umiliazioni e rischi giornalieri, infine la liberazione, l’euforia della libertà riconquistata ed il rientro a Roma.
Il Quadraro, quartiere popolare di Roma, sito tra la via Tuscolana e la via Casilina, è stato teatro, il 17 aprile 1944, di un rastrellamento: dalle testimonianze raccolte e dai rari documenti esistenti, l'episodio si pone all'attenzione della ricerca, non solo perché in quanto a dimensioni e ad efferatezza , ma anche per la singolarità dei metodi usati nell'esecuzione e la particolarità delle forze nemiche impiegate. Fin dall'inizio dell'occupazione germanica a Roma, il rastrellamento costituì uno dei mezzi intimidatori di facile e veloce attuazione, comunemente adottato dalle forze di polizia: si sbarrava improvvisamente una via, una piazza, e, in relazione ai soggetti da ricercare, denunciati da delatori, o agli obiettivi da perseguire, le persone venivano prelevate coattivamente per essere interrogate o arrestate. L'episodio del Quadraro non fu una semplice operazione di polizia, ma una vera e propria operazione di truppe armate, opportunamente addestrate per quella che in codice prese il nome di Operazione Balena.



UNA RAGAZZINA E L'ARMISTIZIO DELL'8 SETTEMBRE 1943
a cura di Fiorenza Di Franco - Editrice Edizioni Associate
Della stessa casa editrice , segnaliamo anche questa commovente testimonianza di sofferenze indimenticabili .Questa è la storia di una ragazzina, nata nel 1932, che comincia quando, non ancora dodicenne, si trovò a vivere delle cose più grandi di lei. La decisione di raccontarla viene dalla constatazione reale che i giovani conoscono poco gli avvenimenti della storia contemporanea, così l'autrice ha sentito la necessità di raccontare quello che la sua famiglia e lei stessa avevano vissuto direttamente durante la seconda guerra mondiale.
Le testimonianze sono l'insegnamento più profondo di chi ha sofferto per una causa insensata e ingiustificata , tramandando agli altri , a noi , quanto lontano può portare il sentimento dell'odio . Bisogna riflettere sempre e non dimenticare mai queste esperienze tragiche di vita vissuta all'ombra della società .
Tutte le testimonianze hanno un valore morale e spirituale prezioso e irrinunciabile per capire fino in fondo la Shoah .





DALLE LEGGI RAZZIALI ALLA SHOAH 1938 - 1945
a cura di Nando Tagliacozzo - Editrice Sinnos
Ormai da dieci anni vado girando per le scuole , di ogni ordine e grado , dalle elementari alle superiori , talvolta mi intrattengo con gli insegnanti , ospite esterno , per parlare della Shoà . Parlo delle persecuzioni , delle leggi razziali , insomma di Ebrei e del periodo 1938/45 , anche con fuoriuscite verso il prima o verso il dopo .
Racconto di me , della mia famiglia , di quello che succedeva intorno . Mi aiuto con tutto quello che capita . Raccomando libri , cito film , mostro cose dell'epoca . Mostro la lettera di licenziamento di mia madre , o la pagella di mio fratello con la scritta "DI RAZZA EBRAICA" , il biglietto usato dai tedeschi a Roma il 16 ottobre , la lettera bancaria che attesta il sequestro dei beni di mio suocero , e altre cose ancora .
La raccolta di documenti che trovate in questo fascicolo , 33 documenti in tutto , è nata poco alla volta , man mano che li trovavo o che alcuni amici me li fornivano . I documenti , sono ordinati in stretto ordine cronologico , e coprono un periodo che va dal 38 al 45 . C'è anche un breve seguito per gli anni fino al 50 . Ciascuno è accompagnato da una pagina , una sola , che racconta di che si tratta . Anzi io racconto , dal mio personale punto di vista , talvolta anche con qualche parola di commento , di che si tratta . Queste "cose" oltre a documentare che è andata proprio così , mostrano anche un' altra faccia del problema , mostrano il quotidiano , mostrano la vita di tutti i giorni , mostrano il non drammatico .. di un evento che poi è stato fortemente drammatico . Mi succede poi , quando li prendi in mano , forse per il fatto di essere strettamente personali , che questi documenti ti toccano , ti parlano , l'ho visto sulle facce delle persone , degli alunni , dei bambini , che questi documenti hanno avuto in mano .
Ed allora , alla fine , ho raccolto tutti questi documenti in un fascicolo e mi sono deciso a pubblicarli . Ritengo siano un utile strumento per "fare" storia , in modo forse insolito : partendo dal particolare , dal particolarissimo , dall'individuale , addirittura .
L'Autore Nando Tagliacozzo - Editrice Sinnos soc. coop. sociale ONLus via dei foscari, 18 . 00162 roma tel. 06.44240603, fax 06.62276832

Tutte le testimonianze hanno un valore morale e spirituale prezioso e irrinunciabile per capire fino in fondo la Shoah


ZIGEUNER - LO STERMINIO DIMENTICATO
a cura di Boursier Giovanna; Converso Massimo; Iacomini Fabio - Editrice Sinnos
Durante la seconda guerra mondiale più di 500.000 zingari sono stati sterminati dal nazismo. La persecuzione razziale trova nel Terzo Reich la sede ideale di perfezionamento di un progetto di annientamento che ha radici lontane. Già nel 1912 in Francia si prescrive agli zingari di possedere un certificato antropometrico ben presto richiesto anche in Germania. Qui nel '36 si ipotizza l'esistenza di un gene molto pericoloso, il Wandertrieb o istinto al nomadismo, curabile unicamente con la soppressione o con la sterilizzazione. La ricostruzione storica e le interviste di pochi sopravvissuti hanno sicuramente un valore di testimonianza ma prima di tutto offrono un'occasione di conoscenza di un popolo di cui non si vuol sapere nulla. L'impressionante aridità bibliografica fa parte del meccanismo di cancellazione che parte dalla non volontà di sapere per finire con la sterilizzazione e la morte. La fotografia che precede i testi vede una stupenda bambina romn, Fatima, che sotto il candelabro ebraico, sulla scalinata della sinagoga, si accompagna, sorridente, al rabbino, in occasione di una manifestazione antirazzista. Nel segno della conoscenza di un duplice genocidio, il libro riporta il lettore italiano alle proprie responsabilità, ricordando come i fascisti rastrellavano Sinti e Rom per metterli sui camion diretti ad Auschwitz.



NESSUN «GIUSTO» PER EVA - La Shoah a Padova e nel padovano
a cura di Francesco Selmin - Editrice Cierre
Nei tre capitoli di "Nessun giusto per Eva" si dipana il racconto della persecuzione degli ebrei di Padova e provincia tra il 1943 e il 1945. Basandosi su una minuziosa esplorazione archivistica e su un'ampia raccolta di testimonianze scritte e orali, l'autore ricostruisce una tragica vicenda, ancora in gran parte sconosciuta, dando voce a numerosi protagonisti: dai direttori del campo di Vo' al parroco del luogo, dal questore ai tedeschi. E naturalmente alle vittime: da Eva Ducci ad Ada Levi, da Giovanna Colombo al rabbino Coen Sacerdoti, da Ester Hammer Sabbadini a Emma Ascoli Zevi. Un posto di primo piano spetta ai bambini e in particolare a Sara Gesess, che per ben due volte tentò di sfuggire alla deportazione. Furono tentativi disperati e vani: non ci fu alcun "giusto" che salvasse dall'inferno di Auschwitz i bambini internati nel campo di Vo'.






NON SI POTEVA DIRE DI NO - Prigionia e lager nei diari e nella corrispondenza di un'internata
a cura di Delfina Borgato - Editrice Cierre
Il volume raccoglie i diari che la diciannovenne Delfina Borgato scrisse al momento dell'arresto e poi nel corso della sua detenzione nel campo di lavoro di Link, sottocampo di Mauthausen. A volte lasciandosi andare ad una scrittura sciolta e in qualche modo "colta", a volte assumendo un tono freddamente didascalico, la Borgato ci fa vivere le sue stesse emozioni, le sue stesse paure, le sue stesse intemperanze di giovane poco più che adolescente. e ci conduce per mano a sentire il dolore di quella vita. Le lettere che familiari e amiche le inviavano, recuperate e qui riprodotte, contribuiscono non poco ad allargare lo sguardo oltre quel singolo avvenimento e ad entrare nel "mondo" di origine di Delfina Borgato, nel quale si preparò la sua partecipazione all'antifascismo. Un mondo che la curatela di Manuela Tommasi ha saputo indagare e presentare con delicata partecipazione.






DUE VERONESI NEI LAGER NAZISTI - I diari di Giuseppe Marchi e Luigi Tosi
a cura di Zangarini Maurizio - Editrice Cierre
Il volume apre una prima finestra, per il veronese, su quel mondo ampio e finora trascurato di coloro che furono deportati non perché appartenenti a “razze” o religioni diverse, ma quasi senza colpa; su quel variegato mondo di deportati “comuni”, incolpevoli, sui quali la tragedia del Lager, qui inteso come “campo di lavoro”, si abbatte in maniera del tutto inaspettata. I diari qui raccolti raccontano due diverse vicende di giovani veronesi: l’uno, civile, deportato per una specie di giovanile intemperanza, l’altro, militare, accomunato dalla sorte al destino di altre centinaia di migliaia di internati militari. In comune una nostalgia della casa, della famiglia, perfino, in alcuni momenti, un inedito orgoglio patriottico; la capacità sorprendente di non abbattersi, la riaffermazione della fede come strumento di forza e rassegnazione. In collaborazione con l’Istituto veronese per la storia della resistenza e dell’età contemporanea.






EMIGRANTI A PASSO ROMANO
a cura di Fincardi M. - Editrice Cierre
Dell'Alto Veneto e Friuli nella Germania hitleriana
Pubblicato in coedizione con Istresco (Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea della Marca trevigiana) e Istituto friulano per la storia del movimento di liberazione Fino al 1945 il trasferimento in massa di manodopera dell'alleato fascista italiano all'agricoltura e soprattutto all'industria bellica tedesche tocca in modo significativo le province settentrionali del Veneto e il Friuli: terre da cui tradizionalmente emigra manovalanza oltralpe. E' un percorso stagionale molto più eloquente e incisivo, per gli equilibri regionali, di quanto lo fossero i viaggi dei disoccupati veneto-friulani oltre oceano. La semi-schiavizzazione di decine di migliaia di loro, dopo il 1943, e il loro coinvolgimento forzato nel destino di una colossale macchina produttiva per il dominio militare, è qui raccontata con toni drammatici da testimoni veneti e friulani, tornati fortunosamente da quella tragica esperienza.





CONDANNATO A RICORDARE - Augusto Tebaldi a Soave: vita, Resistenza, deportazione
a cura di Roberto Bonente - Editrice Cierre
Il libro unisce il ricordo di un protagonista della Resistenza veronese con la ricostruzione storica della vita politica e sociale del paese nel quale ha operato. La storia di Augusto Tebaldi: dalla scelta di opposizione non armata al nazifascismo alla drammatica esperienza della deportazione nel lager di Flossenbürg.










LE POCHE COSE - Gli internati ebrei nella provincia di Vicenza
a cura di Paolo Tagini - Editrice Cierre
Un capitolo sconosciuto e dimenticato della storia vicentina: oltre seicento ebrei presenti nel territorio furono internati durante l'ultima guerra. Destini che, uniti, inseriscono persone, paesi e istituzioni di questa provincia veneta nel macrocosmo della persecuzione ebraica della Shoah.










A FORZA DI ESSERE VENTO +
a cura di Editrice A
Indispensabile strumento didattico per ampliare il drammatico e poco conosciuto sterminio degli Zingari . Interviste , documenti e molto altro ancora in quasi due ore di video . Un inedito contributo nella divulgazione drammatica di un popolo dimenticato e da sempre emarginato . A. Maurizio www.lager.it
Degli Zingari, non gliene frega niente a nessuno. La realtà dei lager è da tempo messa in discussione. Dello sterminio nazista degli Zingari, poi, si sa assai poco: solo negli anni '60 sono iniziate le prime ricerche storiche. Probabilmente solo a quei matti degli anarchici poteva venire in mente di mettersi a produrre una cosa seria e costosa sugli Zingari. Sfigati che si occupano di sfigati. Eppure la scommessa è quella di fare breccia nel muro di gomma dell'indifferenza, dell'abitudine quotidiana a tragedie e massacri, del pregiudizio verso un popolo “brutto, sporco e cattivo”. La scommessa è quella di aprire il cuore, il cervello e il portafogli di un tot di persone disposte ancora a emozionarsi, a cercare di capire, ad ascoltare le voci e le canzoni, le testimonianze drammatiche e la gioia di vivere di gente diversa da noi, molto diversa. Gente dignitosa.
Si tratta di un cofanetto cartonato, a 4 ante, contenente 2 Dvd e un libretto allegato. I due Dvd comprendono documentari, interviste, spettacoli musicali per un totale di oltre 2 ore e mezza di visione. Il libretto di 72 pagine contiene articoli e immagini relative agli Zingari, allo sterminio di cui furono vittime durante la Seconda Guerra Mondiale, alla loro realtà attuale.
Quanti, non si saprà mai. Diciamo cinquecentomila. Tanti furono, più o meno, i Rom e i Sinti, gli Zingari, o meglio gli Zigeuner – usando il termine spregiativo tedesco – che furono sterminati dai nazisti. Oltre ventimila passarono per il camino del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, all'interno del quale tra il febbraio 1943 e l'agosto 1944 funzionò lo Zigeunerlager, un “campo nel campo” riservato appunto a loro.



MEMORIA DELLA RESISTENZA,RESISTENZA DELLA MEMORIA +
a cura di Vittorio Rapetti - Editrice Impressionigrafiche
Testimonianze e riflessioni storiche, materiali e strumenti didattici di un percorso dalla Resistenza alla Costituzionei
Il volume di 256 pagine e l’allegato doppio DVD raccolgono una serie di materiali storici e didattici riguardanti la Resistenza nell’Acquese, elaborati nell’ambito del progetto “Memoria della Resistenza nell’Acquese. Dalla Resistenza alla Costituzione” avviato nel 2004 sul territorio di Acqui Terme e dei Comuni del circondario.
Il lavoro si articola in diverse sezioni che intendono offrire una “mappa” delle vicende e dei problemi connessi alla memoria resistenziale, arricchendosi di numerose e inedite testimonianze di protagonisti locali delle vicende della guerra e della lotta di liberazione. In particolare
Perché fare memoria della Resistenza oggi?” : in questa sezione introduttiva accanto alle linee del progetto, 15 interventi di autorità politiche amministrative, culturali e religiose del territorio fanno il punto sul significato di attualizzare oggi questa memoria
Nella sezione tra storiografia generale e ricerca locale: 6 brevi saggi propongono i riferimenti complessivi della vicenda resistenziale e della sua interpretazione; ad essi si collegano 7 interventi che presentano materiali storici relativi a specifici episodi e forme della resistenza nell’Acquese; 14 schede didattiche offrono quindi indicazioni cronologia, bibliografia, sitografia, archivi locali, progetti didattici, musicali, teatrali, ecc…
Alle memorie e riflessioni dei testimoni è dedicata la terza sezione, con testi scritti e filmati che segnalano 9 diversi vissuti e punti di vista di autorevoli protagonisti locali della vicenda resistenziale, cui si accompagna la scheda che presenta i 94 testimoni intervistati dagli studenti
La didattica delle resistenza attraverso i documenti fotografici ed il rapporto con il territorio è la sezione dedicata alla presentazione di 6 mostre sui luoghi di memoria in Acqui e nell’Acquese, sulla resistenza locale, sulla storia generale delle resistenza e sulla partecipazione dell’esercito alla lotta di liberazione, sui ‘sentieri della libertà’ in provincia. I materiali integrali sono disponibili sul DVD per il libero uso didattico.
L’ultima e più complessa sezione è dedicata alla ricerca storico-didattica condotta dagli studenti delle scuole della zona in occasione del concorso scolastico. Ad una breve sintesi delle iniziative svolte in questi anni in occasione dell’anniversario della liberazione della “giornata della memoria”, segue la presentazione di una selezione dei lavori degli studenti: 4 blocchi di materiali relativi alle scuole elementari di Acqui, Visone, Rivalta e Canelli; 5 percorsi elaborati dalle scuole medie di Acqui, Cassine e Rivalta; 13 ricerche e attività storico-didattiche costruite dagli studenti delle scuole superiori acquesi; infine due saggi storici tratti da tesi di laurea universitaria. Ai materiali già elaborati (e disponibili in versione integrale sul DVD) si accompagna una proposta di approfondimento della Costituzione, che intende aprire un percorso futuro.
Al progetto che sta alla base di questa pubblicazione hanno collaborato:
Comuni dell’Acquese per il 60° della Liberazione - Commissione distrettuale docenti di storia di Acqui Terme - Istituto Superiore “F.Torre” – Itis - Acqui T.- Istituto Superiore “G.Parodi” –Liceo Classico e Scientifico - Acqui T. - Istituto Superiore “E.Fermi”- sez. di Acqui T. - Scuola Media Statale “G.Bella” – Acqui T. - Circolo Didattico – Acqui T. - Visone - Istituto comprensivo Rivalta-Cassine –scuola elementare e media - Scuola dell’infanzia – Visone - Scuola primaria “GB.Giuliani” – Canelli - Circolo culturale “A.Galliano” - Acqui T. - Biblioteca Civica di Acqui T - Associazione “Memoria viva.Da liberati a liberi” - Canelli - ANPI - Provincia di Alessandria .
Hanno patrocinato il progetto della pubblicazione:
Istituto per la storia della resistenza in provincia di Alessandria (ISRAL) - Associazione Memoria della Benedicta (AMB) - Progetto ed elaborazione a cura di Vittorio Rapetti - Progettazione ed elaborazione DVD a cura di Alberto Cavanna - Progettazione editoriale grafica ed impaginazione volume Paolo Stocchi - Guido Arditi - Editrice Impressioni Grafiche via Carlo Marx 10 Acqui Terme AL 15011 Italia Tel: 0144 313350 Fax: 0144 313892Acqui Terme.



LA TESTIMONIANZA DI UNA EX INTERNATA AD AUSCHWITZ
a cura di Francesca Capra - Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea della Marca trevigiana
Il racconto di una ex internata ad Auschwitz che incontra gli alunni dell’Istituto comprensivo “A. Martini” di Peseggia (VE) diventa occasione per un laboratorio storico sulla fonte orale. E dopo operazioni di trascrizione, decostruzione e contestualizzazione, ragazzi e insegnante decidono di mettere alla prova competenze e conoscenze acquisite creando un nuovo soggetto, una sceneggiatura e realizzando un cortometraggio.
Un’esperienza sul campo ricca e motivante, originale ed interdisciplinare dove i saperi non sono trasmessi, ma costruiti assieme.

L'Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea della Marca trevigiana (ISTRESCO) nasce nel 1992 grazie all'incontro tra i partigiani trevigiani e un gruppo di storici. Suo obiettivo è lo studio della resistenza e dell'antifascismo all'interno della più ampia storia dell'Italia contemporanea, con particolare attenzione alla realtà locale.
A partire da questi presupposti, ha cominciato ad indagare anche gli ultimi cinquant'anni di storia repubblicana.
L'Istresco ha prodotto finora, all'interno di varie collane, oltre 60 titoli, in gran parte disponibili, tranne alcuni che sono ormai esauriti. Molte delle opere sono state realizzate con CIERRE EDIZIONI di Verona e, soprattutto quelle di carattere storiografico, offrono contributi importanti per la ricostruzione di alcune vicende storiche locali. Tutti i titoli disponibili possono essere richiesti direttamente all'Istresco e verranno forniti con uno sconto del 50% sul prezzo di copertina. Analoga opportunità è data per le pubblicazioni del catalogo CIERRE EDIZIONI.


LA PERSECUZIONE DEGLI EBREI IN PROVINCIA DI TREVISO 1938 - 1945
a cura di I. D. Costa, R. Pignatiello, F. Maistrello - Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea della Marca trevigiana
"...la sconcertante vicinanza tra coloro che perseguitarono e coloro che salvarono, tra episodi radiosi di solidarietà e forme squallide di delazione, le oscillazioni e le scelte individuali ai margini di quell'ampia zona grigia della società che per la maggior parte fu impegnata a non vedere, a non sentire, a non compromettersi..." (dall'Introduzione di Alessandro Casellato)
All'interno: Ebrei italiani e stranieri in provincia di Treviso 1938-1945 di Ivo Dalla Costa - Bruno Abramo Lattes. Da Istrana a Lugano, e ritorno di Roberto Pignatiello - Maria Sara Rosenthal. Da Conegliano a Ravensbrück, senza ritorno di Federico Maistrello

L'Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea della Marca trevigiana (ISTRESCO) nasce nel 1992 grazie all'incontro tra i partigiani trevigiani e un gruppo di storici. Suo obiettivo è lo studio della resistenza e dell'antifascismo all'interno della più ampia storia dell'Italia contemporanea, con particolare attenzione alla realtà locale.
A partire da questi presupposti, ha cominciato ad indagare anche gli ultimi cinquant'anni di storia repubblicana.
L'Istresco ha prodotto finora, all'interno di varie collane, oltre 60 titoli, in gran parte disponibili, tranne alcuni che sono ormai esauriti. Molte delle opere sono state realizzate con CIERRE EDIZIONI di Verona e, soprattutto quelle di carattere storiografico, offrono contributi importanti per la ricostruzione di alcune vicende storiche locali. Tutti i titoli disponibili possono essere richiesti direttamente all'Istresco e verranno forniti con uno sconto del 50% sul prezzo di copertina. Analoga opportunità è data per le pubblicazioni del catalogo CIERRE EDIZIONI.


DEPORTATI A TREVISO
a cura di F. Scattolin, M. Trinca, A. Maness - Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea della Marca trevigiana
L'Istresco da anni ha puntato la propria attenzione su alcune delle tematiche legate alla complessa vicenda del confine orientale, mettendo a fuoco non solo il periodo successivo all'8 settembre e all'immediato dopoguerra, ma analizzando fatti e vicende storiche precedenti, per capire quali conseguenze abbia avuto la politica antislava messa in campo dal "fascismo di frontiera", prima e dopo l'occupazione della provincia di Lubjana nella primavera del 1941". (dall'Introduzione di Lorenzo Capovilla)
All'interno: La politica antislava al confine orientale (1918-1945) di Francesco Scattolin - Monigo. Un campo di concentramento per slavi a Treviso (1942-1943) di Maico Trinca - Memorie ritrovate di Amerigo Manesso .

L'Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea della Marca trevigiana (ISTRESCO) nasce nel 1992 grazie all'incontro tra i partigiani trevigiani e un gruppo di storici. Suo obiettivo è lo studio della resistenza e dell'antifascismo all'interno della più ampia storia dell'Italia contemporanea, con particolare attenzione alla realtà locale.
A partire da questi presupposti, ha cominciato ad indagare anche gli ultimi cinquant'anni di storia repubblicana.
L'Istresco ha prodotto finora, all'interno di varie collane, oltre 60 titoli, in gran parte disponibili, tranne alcuni che sono ormai esauriti. Molte delle opere sono state realizzate con CIERRE EDIZIONI di Verona e, soprattutto quelle di carattere storiografico, offrono contributi importanti per la ricostruzione di alcune vicende storiche locali. Tutti i titoli disponibili possono essere richiesti direttamente all'Istresco e verranno forniti con uno sconto del 50% sul prezzo di copertina. Analoga opportunità è data per le pubblicazioni del catalogo CIERRE EDIZIONI.


IN FUGA DA HITLER
a cura di Daniele Ceschin - Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea della Marca trevigiana
Il volume raccoglie le storie degli ebrei stranieri provenienti soprattutto dalla Jugoslavia occupata dalle truppe nazifasciste, ed internati in provincia di Treviso durante la Seconda guerra mondiale. Destinati all’“internamento libero”, circa 380 ebrei arrivano infatti nel Trevigiano nell’autunno del 1941 per poi essere inoltrati in una ventina di comuni, nei “perimetri della razza” predisposti dal regime fascista e dai quali non possono uscire: quasi dei “campi di concentramento” dove gli internati, nonostante i vincoli posti dalle autorità, riusciranno comunque ad intrecciare le loro vite con quelle della popolazione locale. Nei “perimetri” rimarranno fino all’armistizio quando si renderà necessaria un’altra e definitiva fuga – verso la Svizzera o verso l’Italia già liberata – per sottrarsi alla deportazione nei campi di sterminio. Il libro è nato grazie allo stimolo di Renato Mannheimer, la cui famiglia venne salvata da un ignoto “giusto” di nome “Renato”.
All'interno: La politica antislava al confine orientale (1918-1945) di Francesco Scattolin - Monigo. Un campo di concentramento per slavi a Treviso (1942-1943) di Maico Trinca - Memorie ritrovate di Amerigo Manesso .

L'Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea della Marca trevigiana (ISTRESCO) nasce nel 1992 grazie all'incontro tra i partigiani trevigiani e un gruppo di storici. Suo obiettivo è lo studio della resistenza e dell'antifascismo all'interno della più ampia storia dell'Italia contemporanea, con particolare attenzione alla realtà locale.
A partire da questi presupposti, ha cominciato ad indagare anche gli ultimi cinquant'anni di storia repubblicana.
L'Istresco ha prodotto finora, all'interno di varie collane, oltre 60 titoli, in gran parte disponibili, tranne alcuni che sono ormai esauriti. Molte delle opere sono state realizzate con CIERRE EDIZIONI di Verona e, soprattutto quelle di carattere storiografico, offrono contributi importanti per la ricostruzione di alcune vicende storiche locali. Tutti i titoli disponibili possono essere richiesti direttamente all'Istresco e verranno forniti con uno sconto del 50% sul prezzo di copertina. Analoga opportunità è data per le pubblicazioni del catalogo CIERRE EDIZIONI.


DA MONSELICE A MAUTHAUSEN
a cura di Flaviano Rossetto - Biblioteca di Monselice
Nella notte tra il 17 e 18 ottobre 1944 furono arrestati 29 giovani ritenuti - forse erroneamente - responsabili di gravi attentati contro il governo fascista, come ad esempio il fallito tentativo di far saltare il ponte ferroviario in via Valli a Monselice.
Dopo un sommario interrogatorio, avvenuto a Monselice, gli arrestati furono consegnati ai tedeschi e torturati nelle carceri padovane. Dopo un mese di indagini furono individuati i capi della resistenza monselicense e coloro che risultarono più compromessi furono deportati in Germania. Otto di loro (Luciano Barzan, Alfredo Bernardini, Tranquillo Gagliardo, Luciano Girotto, Dino Greggio, Settimio Rocca, Idelmino Sartori ed Enrico Dalla Vigna) morirono nei lager tedeschi.
L’opera ricostruisce le vicende di questi tragici giorni con testimonianze e documenti inediti (tra cui una relazione di un maresciallo delle brigate nere che racconta la sua “particolare” versione dei fatti e altre carte custodite presso l’archivio storico, recentemente riordinato) che mettono in luce quel sacrificio estremo per far trionfare in Italia i principi di libertà e di democrazia.



NEL VENTRE DI BABELE : IL LINGUAGGIO DEI LAGER NAZISTI
a cura di Daniela Testa - Editrice Spring
Come si comunicava ad Auschwitz e negli altri Lager nazisti? Questo saggio storico, nato come tesi di laurea, analizza la difficoltà di comunicazione all'interno dei Lager nazisti durante la seconda guerra mondiale. Da Auschwitz a Dachau, ovunque nacquero gerghi e nuovi linguaggi causati dalla commistione tra le lingue presenti nei campi di concentramento, dove si creò una vera "Babele" linguistica. Così, dopo un breve percorso storico che aiuta il lettore a calarsi nell'atmosfera di quel tempo, si prosegue, partendo da un testimone per eccellenza come Primo Levi, attraverso testimonianze e analisi di documenti, con un tema inusuale che mostra la guerra sotto un profilo diverso. Il saggio si conclude poi con un'appendice fotografica che raccoglie soprattutto immagini dal Lager di Auschwitz e con le interviste ai tre superstiti ebrei, tuttora residenti a Roma, Piero Terracina, Carla Cohn e Joseph Varon che, attraverso aneddoti e riflessioni, raccontano la loro esperienza nei campi di sterminio. Significativa anche l'immagine di copertina del testo che riporta un disegno a matita del pittore Andrea Sparaco, dal titolo "Parole, Silenzio, Memoria!" Nonostante questo notevole sforzo di ricostruire il linguaggio di Auschwitz, la stessa autrice, citando il giornalista Francesco Piccolo, scrive: "Bisognerebbe inventare per Auschwitz quel silenzio che non siamo ancora riusciti ad inventare. All'invenzione dell'orrore bisognerebbe rispondere con l'invenzione di una facoltà umana che consiste nella memoria indelebile senza più bisogno di alimentarla anno dopo anno. Bisognerebbe inventare quel silenzio assordante che sia uguale e contrario al silenzio che hanno trovato i soldati che hanno liberato i sopravvissuti: un silenzio che parla ininterrottamente, che riempie di vuoto consistente le televisioni e di bianco consistente i libri e i giornali".


RAZZA , SANGUE E SUOLO - Utopie della razza e progetti eugenetici nel ruralismo nazista
a cura di Andrea D'Onofrio - Editrice ClioPress
La "rigenerazione razziale e biologica" del popolo tedesco fu uno dei fondamenti del Terzo Reich. L'idea di un miglioramento biologico e quella di una selezione razziale delle stirpi umane avevano le loro origini rispettivamente nelle utopie e nei progetti dell'eugenetica e nel pensiero razzista sviluppatisi nella seconda metà dell'Ottocento non solo in Germania bensì in un più ampio contesto europeo e occidentale. Legislazioni eugenetiche erano già in vigore a partire dai primi anni del Novecento negli Stati Uniti e successivamente in Svizzera e nei paesi scandinavi. Tuttavia fu solo nella Germania nazionalsocialista che razzismo ed eugenetica poterono intrecciarsi e inverarsi in un ampio e articolato sistema legislativo per la "difesa" dell' "integrità razziale e genetica" dei Tedeschi. Statistica, genetica, demografia, antropologia, medicina contribuirono, con la loro vera o presunta scientificità, ad ammantare di certezza obiettiva l'ideologia discriminatoria e razzista nazionalsocialista. La pericolosa fusione di questi ingredienti si attuò in modo sistematico e organico nelle proposte del ruralismo antisemita del "sangue e suolo" culminando nell'utopia "zootecnica" di un allevamento selettivo di una nuova nobiltà contadina nordica, futura guida della società razziale tedesca. Il combinarsi di istanze eugenetiche e razziste non rimase tuttavia nell'ambito di progetti utopici ma trovò la sua drammatica realizzazione nella politica eliminazionista dell'eutanasia e della Shoah.


LA DEPORTAZIONE OPERAIA NELLA GERMANIA NAZISTA
a cura di Laura Danese, Maria Paola Del Rossi, Edmondo Montali - Editrice Ediesse
La deportazione degli operai di Sesto San Giovanni all’indomani degli scioperi del marzo 1944 fu solo una delle azioni di reclutamento coatto di lavoratori italiani dopo il fallimento della politica di trasferimento volontario del Terzo Reich. Erano operai e quadri sindacali impiegati in produzioni ritenute strategiche per l’economia di guerra tedesca che andavano a sostituire i prigionieri russi decimati nei mesi precedenti e oppositori politici attivi nella resistenza operaia e nella lotta contro il nazismo e il fascismo. Con la complicità della proprietà delle fabbriche, la repressione repubblichina e azista determinò un flusso di deportati di migliaia di operai delle aree industriali e di contadini e braccianti. Il volume ricostruisce, nel quadro della tradizione antifascista dell’industria milanese, la resistenza in fabbrica sotto l’occupazione nazista e lo sciopero generale del 1° marzo 1944, per esaminare poi gli scioperi a Sesto San Giovanni, le retate dei lavoratori e le deportazioni dalle sue fabbriche. Completano l’opera un’analisi approfondita delle cifre della repressione dello sciopero operaio e della deportazione nella zona di Sesto, una ricca bibliografia ragionata sulla deportazione operaia e la testimonianza dell’operaio Enrico Longari, ex deportato della Breda.


LE PAROLE DEI LAGER
a cura di Leoncarlo Settimelli - Editrice Alberto Castelvecchi
Dalla A di «antisemitismo» alla Z di «Zyklon B», Le parole dei lager raccoglie i concetti-chiave di un linguaggio – quello del terrore – che, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, fu parlato a livello europeo. Per questo, nel libro di Leoncarlo Settimelli, accanto alle parole che i deportati hanno pronunciato nei giorni terribili della permanenza nei campi di concentramento, si fa largo una mappa ragionata del collaborazionismo, e viene tracciato – per la prima volta – un panorama completo del sostegno dato alla Shoah dai vari fascismi nazionali (dalle Croci frecciate ungheresi agli ustascia croati) e dalle tante aziende pronte ad approfittare del «lavoro-schiavo» di milioni di prigionieri.
Il risultato è racchiuso in un lavoro assolutamente prezioso: uno strumento indispensabile per conoscere un passato che sarebbe criminale anche solo pensare di poter dimenticare.
Autore : Leoncarlo Settimelli
Giornalista professionista, musicologo e regista, ha pubblicato tra gli altri Canti anarchici (1972), Canti socialisti e comunisti (1973) per Samonà e Savelli; Canti rivoluzionari portoghesi (Newton Compton, 1977) tutti con Laura Falavoliti; Mister Volare. Il romanzo di Domenico Modugno (Pantheon, 1995 – con Giancarlo Governi), Dal profondo dell’inferno. Canti e musica al tempo dei lager (Marsilio, 2001- prefazione di Moni Ovadia) e il ’68 cantato e altre stagioni (Zona, 2008). Per la tv cura la serie Ritratti (Rai Tre, con Giancarlo Governi).


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All rights reserved.22 Dicembre 2002 "Per non dimenticare la Shoah"