Libri sulla Shoah - Selezione storiografica per non dimenticare la Shoah creata nel marzo 2008 dal Portale www.lager.it
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INDICE DEI LIBRI SULLA SHOAH
ANTEPRIME EDITORIALI

La Case Editrici qui di seguito elencate, hanno pubblicato una serie di libri molto interessanti sotto l'aspetto educativo della Shoah e dell'universo concentrazionario, che vanno sicuramente presi in considerazione visto il loro alto contenuto storico nei diversi gradi di orientamento. Altresì, abbiamo inserito i volumi più facilmente reperibili online e nelle classiche librerie. Molte sono state le Case Editrici e gli Autori che hanno aderito alla nostra iniziativa "Leggere la Shoah". Gli aderenti sono elencati nella pagina introduttiva.
In questa sezione sono elencati i libri (42 Volumi) delle Case Editrici : Silvio Zamorani - Mondadori - Il Saggiatore - Carocci - Feltrinelli - Frassanelli - Tea - Baldini Castoldi Dalai

INDICAZIONI : = Video


A UN PASSO DALLA SALVEZZA - La politica svizzera di respingimento degli ebrei durante le persecuzioni 1933-1945
a cura di Silvana Calvo - Editrice Silvio Zamorani
Punto di partenza e perno del libro è una lettera inviata il 7 settembre 1942 dalle scolare della 2.C della Sekundarschule di Rorschach al governo svizzero. In essa le ragazzine facevano osservare alle autorità che respingere i profughi ebrei nelle mani dei tedeschi, ossia ributtare “come bestie oltre la frontiera questi miseri esseri infreddoliti e tremanti”, significava mandarli incontro “a morte sicura”. Per questo motivo supplicavano il Consiglio Federale di cambiare atteggiamento e di accogliere quei “poverissimi senza patria”. Il racconto è strutturato secondo tre filoni principali.
In primo luogo viene ripercorsa la vicenda della lettera. L’effetto che essa suscitò a Palazzo Federale, la reazione del Consigliere Federale Eduard von Steiger il quale non esitò a trasformare quel breve scritto in una “questione di Stato” aprendo consultazioni con colleghi di governo e con parlamentari autorevoli nonché interpellando il Ministero pubblico della Confederazione in vista di punire un docente della classe sospettato di essere stato l’istigatore della lettera. Segue poi l’inchiesta scolastica con relativo interrogatorio del docente e della ragazze.
Per contestualizzare la vicenda viene analizzata la situazione della Svizzera negli anni dal 1933 al 1945: la minaccia per il Paese derivante dalla presenza ai propri confini di regimi totalitari ed espansionisti, quali la Germania e l’Italia, e il pericolo per la coesione nazionale rappresentato dalle teorie razziste che, se avessero prevalso, avrebbero potuto costituire una forza centrifuga tale da indurre le diverse componenti etnico linguistiche a lasciarsi attrarre dai paesi limitrofi per ricongiungersi alla loro cosiddetta “comunità del sangue”. Vi è poi l’esame dei provvedimenti adottati per fronteggiare la situazione: la neutralità e la politica economica per lunghi periodi subalterne alla Germania, le reazioni dei vari soggetti istituzionali e sociali e le aggregazioni sorte all’interno del paese, taluna per perorare la causa della difesa ad oltranza e talaltra per chiedere adattamento e sottomissione alle esigenze dei tedeschi. Questo avveniva mentre veniva promosso un pregante “elvetismo” patriottico nell’ambito della “Difesa spirituale del paese”. Quest’ultima non era però così univoca come generalmente si pensa: essa infatti aveva due anime una nazionalista ed una etica. L’una preconizzava chiusura ed esclusione verso l’esterno, l’altra voleva promuovere valori morali di solidarietà ritenuti fondamenti dello spirito e della tradizione della Svizzera.
L’aspetto più importante che viene trattato nel libro è la politica di asilo della Confederazione nei confronti dei profughi, soprattutto degli ebrei che cercavano scampo dal nazismo. Vengono dunque ripercorse le tappe di questa politica dal 1933 al 1945. Mediante documenti quali protocolli di sedute del governo, rapporti di funzionari del Dipartimento di Giustizia e Polizia e Circolari di istruzioni inviate da Berna ai Cantoni, agli organi di frontiera e alle rappresentanze svizzere all’estero, si cerca di mostrare in quale modo e con quali mezzi tale politica è stata realizzata e quali furono le argomentazioni a monte delle decisioni adottate che portarono ad un’accoglienza estremamente limitata in confronto alla tragica situazione che ci si trovava di fronte.
In appendice vengono analizzate le cifre fornite dalle varie fonti (il Rapporto Ludwig, le Tabelle di Guido Koller, il Rapporto Bergier e il Rapporto Jezler) in vista di chiarire nel limite del possibile le dimensioni e la distribuzione nel tempo dell’accoglienza dei profughi dal 1938 al 1945.


ITALIANI INSIEME AGLI ALTRI - Ebrei nella Resistenza in Piemonte 1943-1945
a cura di Gloria Arbib, Giorgio Secchi - Editrice Silvio Zamorani
Gli ebrei italiani, usciti dai ghetti grazie ai moti del Risorgimento, conquistati i diritti di cittadinanza nel Regno d’Italia, furono un’altra volta esclusi dalla comunità nazionale con le leggi antiebraiche del ’38; dichiarati nemici dello Stato dalla Repubblica Sociale, braccati dai fascisti e dai nazisti impegnati a realizzare la “soluzione finale”, dopo l’8 settembre non avevano molte scelte: fuggire, arrendersi alla deportazione e allo sterminio o combattere.
Questo libro, attraverso documenti ufficiali e testimonianze raccolte in colloqui con i sopravvissuti, ricostruisce e rende onore alla storia di quasi duecento ebrei che risiedevano o si erano trovati a vivere in Piemonte. Uomini e donne che in quei giorni presero i sentieri verso le montagne, in varie zone della Regione, per combattere e riaffermare il loro senso di appartenenza all’Italia.
Nel volume, dopo un ampio saggio di inquadramento storico sui rapporti degli ebrei italiani con lo Stato unitario prima e con il fascismo poi, fino alla promulgazione delle leggi razziali del 1938 e alla persecuzione antiebraica, si analizza l’adesione all’antifascismo e alla Resistenza dedicando una serie di approfonditi paragrafi alle diverse zone operative del Piemonte e della Valle d’Aosta, con le testimonianze – spesso raccolte direttamente dagli autori nel corso della loro ricerca – di oltre cento ebrei partigiani operanti nella regione tra l’autunno del 1943 e la primavera del 1945; seguono le schede biografiche di tutti gli altri nominativi individuati, una cronologia degli avvenimenti del periodo della Resistenza e la relativa bibliografia.


I GIUSTI D'ITALIA - Il soccorso agli ebrei. 1943-1945
a cura di Rivlin Bracha - Editrice Mondadori
Il titolo di “Giusto tra le Nazioni” viene utilizzato per designare chi, non ebreo, abbia manifestato un atteggiamento positivo e amichevole nei confronti degli ebrei e in special modo chi, senza alcun vantaggio personale ma, al contrario, rischiando la vita salvò degli ebrei durante la shoah. In questo volume sono raccolte le storie di questi uomini e di queste donne che hanno salvato non solo la vita a molti ebrei, ma anche la dignità umana e l’onore dei loro compatrioti .




LA GERMANIA SAPEVA - Terrore, genocidio, vita quotidiana
a cura di Eric Johnson, Karl Heinz - Editrice Mondadori
Gli orrori del regime nazista e dell'Olocausto sono stati raccontati e documentati innumerevoli volte, ma da sempre una domanda resta senza una risposta precisa: i tedeschi sapevano quali terribili azioni si compivano in loro nome, se non con la loro attiva collaborazione? Sapevano che i loro concittadini ebrei venivano sistematicamente sterminati, che handicappati e disturbati mentali erano soppressi nell'ambito di un inumano programma di eugenetica, che il regime e l'uomo che loro stessi avevano votato in massa operavano concretamente e quotidianamente per gettare il mondo nella barbarie più profonda? Eric Johnson, autorevole storico americano, ha condotto insieme al sociologo tedesco Karl-Heinz Reuband un'accurata ricerca per rispondere a queste inquietanti domande. Da un'accurata e amplissima serie di interviste con tedeschi, ebrei e non ebrei, all'epoca simpatizzanti o oppositori dei nazisti, provenienti da tutte le classi sociali e regioni della Germania, emerge una sconvolgente "storia orale" del nazismo, in cui è il popolo tedesco a raccontare e raccontarsi, facendo luce sulla realtà quotidiana, ma anche sulle responsabilità e le complicità di tanti e sull'umanità e innocenza di pochi. La verità, infatti, è che almeno un terzo dei tedeschi sapeva dell'Olocausto nei mesi in cui esso stava avendo luogo, così come molti erano a conoscenza dei crimini commessi dai nazisti in patria e nelle terre conquistate, ma che la popolarità di Hitler e del partito nazista era così forte e diffusa che raramente lo stato totalitario dovette impiegare terrore e repressione per assicurarsi la fedeltà del paese.


LA GIUERRA DEI BAMBINI - Infanzia e vita quotidiana durante il nazismo
a cura di Stargardt Nicholas - Editrice Mondadori
"Dura come il cuoio, forte come l'acciaio Krupp e veloce come un levriero." Queste, nei progetti di Hitler, erano le qualità che la gioventù tedesca del futuro avrebbe dovuto possedere. Per proteggerla furono realizzati i campi estivi della Gioventù hitleriana e venne organizzato lo sfollamento dei minori dalle città minacciate dalle incursioni aeree. Ma si decise anche di eliminare ed emarginare fin dalla più tenera età quegli elementi "deboli" che avrebbero potuto inquinare la purezza razziale: i "non ariani", i malati di mente, i disabili, i delinquenti. A un certo punto, però, quando gli eventi bellici precipitarono, i giovani nel cui nome il regime nazista perseguiva la propria utopica visione dovettero essere immolati alla sua difesa. Con la costituzione del Volkssturm (ultima leva composta da adolescenti e da uomini che avevano superato la mezza età) le contraddizioni insite nell'ideale nazionalsocialista di gioventù emersero in modo stridente: si investiva nella salute dei minori, li si tutelava con severe disposizioni dallo sfruttamento sul lavoro e li si allontanava dalle città a rischio, per poi mandarli contro i carri armati in bicicletta, armati di un paio di granate anticarro fissate al manubrio con una cinghia. All'utopia di una nazione ariana di famiglie sane, belle e felici, subentrava ora il suo opposto: il sacrificio. In questo libro l'autore dà voce ai bambini e ai giovani che vissero sotto il dominio del Terzo Reich e furono vittime del suo macabro progetto imperiale.


IL CACCIATORE DI NAZISTI - Vita di Simon Wiesenthal
a cura di Alan Levy - Editrice Mondadori
Simon Wiesenthal, ebreo sopravvissuto ai campi di sterminio del Terzo Reich, ha dedicato la propria vita alla caccia dei criminali nazisti sfuggiti al tribunale di Norimberga, riuscendo a identificare e consegnare alla giustizia 1100 responsabili dell’Olocausto. Alan Levy, che ha avuto lunghi e amichevoli colloqui con Wiesenthal, ne ricostruisce la storia pubblica e privata, offrendo inoltre toccanti e inedite testimonianze su eventi cruciali del XX secolo.




LE PRIGIONI DI HITLER - Il sistema carcerario del Terzo Reich
a cura di Wachsmann Nikolaus - Editrice Mondadori
II sistema delle prigioni di Stato fu un ingranaggio fondamentale nella grande macchina del terrore organizzato nel Terzo Reich. In esse vennero incarcerate centinaia di migliaia di persone, oppositori politici e coloro che dovevano essere allontanati dalla società per motivi razziali: per la maggior parte del periodo in cui il partito nazista rimase al comando, in questi luoghi venne rinchiuso un numero ben più alto di persone di quante non si trovassero nei campi di concentramento. Attraverso il racconto delle storie toccanti di quanti vi furono rinchiusi, lo storico del nazismo Wachsmann descrive l';organizzazione e le funzioni delle prigioni nella Germania di Hitler, e grazie a una lunga indagine condotta tra materiali di archivio, molti dei quali inediti, traccia la storia dell';evoluzione .


GIUSTIZIA , NON VENDETTA
a cura di Wiesenthal Simon - Editrice Mondadori
Sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti, Simon Wiesenthal ha dedicato il resto della sua lunga e attivissima esistenza a portare davanti ai tribunali d'Europa i responsabili grandi e piccoli dell'Olocausto. Spinto da un desiderio di giustizia e non mai di vendetta, si è trasformato in un vero e proprio "cacciatore di nazisti" inseguendo per tutto il mondo gli aguzzini di un tempo, svelandone le identità fittizie e spingendo le autorità a processarli e condannarli. In questo libro l'autore rievoca alcuni casi che lo hanno reso celebre: la caccia al comandante di Treblinka rifugiatosi in Brasile; la scoperta dell'ispettore delle SS che arrestò Anna Frank; la lotta contro la prescrizione dei crimini di guerra in Germania. Nettissimo sempre nel giudizio morale, Giustizia, non vendetta è il bilancio di una vita spesa a lottare "perché il mondo non dimentichi...".


PASSIONE E TRAGEDIA : La storia degli ebrei russi
a cura di Calimani Riccardo - Editrice Mondadori
La storia degli ebrei russi è stata, rispetto a quella delle altre comunità ebraiche presenti in Europa, la più ricca di sfumature, suggestioni e contraddizioni, in quanto caratterizzata da intense fiammate di partecipazione rivoluzionaria alla vita politica e culturale dalla quale abitualmente erano esclusi. Confinati nei villaggi della cosiddetta "zona di residenza", una sorta di enorme ghetto a cielo aperto che si estendeva dall'Ucraina alla Lituania, gli ebrei vissero per secoli in condizione di isolamento, con una propria lingua e una propria fede, fino a raggiungere, all'inizio del XX secolo, la considerevole cifra di 5 milioni di individui. Di fronte al diffondersi dell'antisemitismo, fomentato dal regime zarista, e la tolleranza nei confronti di pogrom sempre più cruenti, gli ebrei non solo andarono a ingrossare le file dei maggiori gruppi politici d'opposizione, ma fondarono un proprio partito, il Bund, che per primo in Russia difese energicamente gli interessi e i diritti di larghe masse di diseredati. Poi si avverò la previsione di un cinico ministro zarista: un terzo degli ebrei russi emigrò in America, un terzo morì sui campi di battaglia della Grande Guerra e un terzo finì per assimilarsi, gettandosi nelle fauci del leone sovietico. Il libro ripercorre le tappe fondamentali dell'ancora poco noto itinerario degli ebrei in Russia e nell'Unione Sovietica, e rivisita il dibattito sulla "questione ebraica" in seno al marxismo, da Marx ed Engels a Kautsky e Lenin.


IL SILENZIO DEGLI ALLEATI - La responsabilità morale di inglesi e americani nell'Olocausto
a cura di Breitman Richard - Editrice Mondadori
Quando Gran Bretagna e Stati Uniti vennero a conoscenza dell'Olocausto ebraico? Perché decisero di non avvertire il mondo di quanto stava accadendo nei lager tedeschi? Sarebbe cambiato il corso della storia se l'opinione pubblica avesse conosciuto la verità...? Tutte le risposte in questo volume "scomodo" firmato da un illustre storico dell'American University di Washington, basato su documenti top secret resi pubblici solo di recente.




PANE NERO - Donne e vita quotidiana nella seconda guerra mondiale
a cura di Mafai Miriam - Editrice Mondadori
Roma era felice, quel 10 giugno 1940, com'erano felici Milano, Torino, Cosenza, Bari, Palermo, Bologna, Firenze. La guerra sarebbe durata poche settimane e la vittoria era sicura. Parigi stava per cadere. Presto sarebbe caduta anche Londra. Milioni di donne preparavano la cena a milioni di uomini, mentre alle otto in punto, annunciate dall'uccellino della radio, nelle case italiane tornavano a farsi sentire le parole di Mussolini: "L'ora della decisione suprema è scoccata". Cominciò così, in una serata estiva, l'avventura di guerra dell'Italia fascista. Durò cinque anni, durante i quali centinaia di migliaia di donne combatterono la più lunga battaglia della loro vita: contro la fame, contro le bombe, contro una guerra la cui fine si allontanava di giorno in giorno, sempre di più. Con la forza evocativa di un maestro neorealista, Miriam Mafai ricostruisce la vita quotidiana di questo esercito femminile. Madri, mogli, ragazze, operaie, mondine, borghesi e principesse, ebree e gentili, fasciste e partigiane, "pescecane" e borsare nere. Ne nasce un'epopea che ha come scenario le città bombardate, le campagne percorse dalle fanterie di tutti gli eserciti, Roma, città aperta. È questa la prima storia delle donne vissute negli anni del "pane nero", anni che le videro balzare al ruolo di capofamiglia e di uniche vincitrici della guerra perduta.


LAGER , TOTALITARISMO , MODERNITA'
a cura di AA.VV. - Editrice Mondadori
L'esperienza dell'universo concentrazionario nazista conserva un posto centrale nella storia delle istituzioni repressive del ventesimo secolo. Su di essa la storiografia non cessa di interrogarsi e di far luce, problematizzandone la funzione nello stato totalitario e mettendone in evidenza analogie e differenze rispetto ad altri comparabili eventi del mondo contemporaneo. Un'esperienza che ha fatto parte della lotta per il trionfo della democrazia contro gli stati totalitari e della quale si deve mantenere viva la memoria a fronte delle riemergenti tentazioni razziste, xenofobe e autoritarie dalle quali è sempre scaturito quel principio di esclusione che nel sistema dei campi di concetramento ha vissuto la sua estrema espressione.


ANTISEMITISMO - OLOCAUSTO - NEGAZIONE
a cura di Giancarlo Elia Valori - Editrice Mondadori
A più di mezzo secolo dalla tragedia dell'Olocausto, il flagello dell'antisemitismo ha rialzato la testa, agitando le coscienze democratiche di tutto il mondo. L'antico pregiudizio religioso, nel fragile equilibrio emerso dopo l'11 settembre e l'inasprirsi della sfida tra Occidente e Islam, si salda a nuove e violente forme di propaganda, soprattutto in alcuni paesi del Medio Oriente. Giancarlo Elia Valori ricostruisce la storia della persecuzione ai danni degli ebrei così come si è venuta configurando nel corso dei secoli e a questa affianca una descrizione minuziosa dei campi di sterminio nazisti e delle deportazioni avvenute in tutta Europa con il consenso dei regimi collaborazionisti. Eppure c'è chi continua a voler offuscare la verità, a considerare l'orrore di Auschwitz poco più che un'invenzione del sionismo. Ma davvero lo sterminio di massa di sei milioni di ebrei perpetrato dalla barbarie nazista può essere oggetto di revisioni? Come si può ancora "negare" la Shoah? Contro ogni fanatismo e nel rispetto rigoroso della verità storica, Giancarlo Elia Valori fornisce una lettura illuminante e ricca di suggestioni delle nuove sfide che l'ebraismo deve affrontare all'alba del ventunesimo secolo.


L'OMBRA NERA - Le stragi nazifasciste che non ricordiamo più
a cura di Oliva Gianni - Editrice Mondadori
Nel 1943-45 le truppe di occupazione germaniche e le forze armate della Repubblica di Salò si rendono responsabili di crimini efferati, che portano all'eliminazione di oltre diecimila civili, alla deportazione di più di settemila ebrei, all'uccisione di migliaia di partigiani nei combattimenti, senza contare le centinaia di paesi incendiati e le razzie d'ogni genere. In quei venti mesi vennero massacrati dai tedeschi e dai "repubblichini" non solo partigiani e prigionieri di guerra, ma anche vecchi, donne, bambini con furia razzista e vendicativa. Negli ultimi tempi si è molto parlato della "resa dei conti" della primavera 1945, condotta con esecuzioni sommarie e improvvisati "tribunali del popolo", ed è stato un contributo necessario per svelare i silenzi della storiografia resistenziale. Ma che cosa c'è stato prima di quegli eventi? Che cosa li ha resi possibili? Ripercorrendo le pagine più dolorose della storia nazionale, Oliva ricostruisce la logica degli eccidi nazifascisti, analizza gli apparati repressivi dell'amministrazione militare tedesca e della Repubblica sociale, si sofferma sulle vicende meno note della Banda Koch, della Banda Carità, dell'Ispettorato speciale di Pubblica sicurezza della Venezia Giulia, racconta le stragi delle Fosse Ardeatine, di Sant'Anna di Stazzema, di Marzabotto. Emerge così il quadro esasperato di un territorio attraversato dal furore della guerra tradizionale e dall'orrore della guerra civile.


SI AMMAZZA TROPPO POCO - I crimini di guerra italiani 1940-1943
a cura di Oliva Gianni - Editrice Mondadori
"Non si ammazza abbastanza!", ammonisce nel 1942 il generale Mario Robotti, comandante dell'XI Corpo d'Armata italiano in Slovenia e Croazia. Nello scenario drammatico e complesso dei Balcani, infatti, l'Italia fascista reagisce alla resistenza jugoslava, albanese e greca con brutale durezza: rastrellamenti, villaggi incendiati, esecuzioni sommarie, internamento di migliaia di civili. In questo saggio Gianni Oliva prosegue la sua rivisitazione delle pagine dimenticate della storia nazionale affrontando il tema, ancora oggi poco noto, dei 1857 ufficiali e soldati di cui fu chiesta l'estradizione per crimini di guerra. Dall'analisi di queste vicende emergono le strategie di controguerriglia, le atrocità inferte e quelle patite, ma, soprattutto, affiorano le ragioni che hanno determinato sessant'anni di oblio creando lo stereotipo degli "italiani brava gente".


LA STRADA PER AUSCHWITZ - Documenti e interpretazioni sullo sterminio nazista
a cura di Gozzini Giovanni - Editrice Mondadori
Forse nessun altro tema è stato studiato dagli storici più dello sterminio nazista degli ebrei. Eppure nella coscienza collettiva questo lavoro non sembra lasciare traccia: Auschwitz rimane sinonimo di un male tanto assoluto quanto incomprensibile. Per questo è necessario comprendere come il progetto politico sotteso allo sterminio degli ebrei sia drammaticamente vicino a noi nel tempo e nello spazio. Il libro porta l'attenzione del lettore proprio sulla "modernità" di Auschwitz, mettendo in luce la metodologia tecnico-burocratica dello sterminio, così come la strumentalità politica implicita nella logica della pulizia etnica.



L'AMBIGUITA' DEL BENE - Il caso del nazista pentito KURT GERSTEIN
a cura di Friedländer Saul - Editrice Mondadori
Un giovane tedesco, già espulso dal partito nazista, si arruola nelle SS "per vedere e testimoniare" - così dirà poi - che cosa veramente vi accada. La sua qualifica tecnico-professionale gli fa guadagnare la fiducia dei superiori e assumere incarichi delicatissimi, come l'ordinazione e la consegna dei gas destinati ai campi di concentramento. Ben presto cerca di mettersi in contatto con gli alleati e la Santa Sede per denunciare le atrocità naziste e soprattutto per sabotare l'utilizzo dello Zyklon B a scopo di sterminio. Questa doppia vita lo mina fisicamente e psichicamente e, nell'aprile del 1945, passa le linee e si consegna agli alleati. Chiuso in un carcere parigino, lo troveranno impiccato nella sua cella. Eroe o simulatore? Innocente o colpevole? Nonostante il fascino sottile di questo enigma, l'impegno storico dell'autore non concede nulla all'interpretazione di tipo psicologico: l'enigma non si risolve nell'individuo, ma nei suoi rapporti con il resto del mondo. E così l'interrogativo si ripropone, su una scala ben più vasta e inquietante: sono innocenti o colpevoli gli innumerevoli testimoni tedeschi volontariamente passivi e tutti coloro che, tanto più in alto nella gerarchia dell'autorità politica o spirituale, assisterono senza intervenire allo sterminio di milioni di esseri umani?


EBREI INVISIBILI - I sopravvissuti dell'Europa orientale dal comunismo a oggi
a cura di Eschenazi Gabriele; Nissim Gabriele - Editrice Mondadori
Come spiegare la recente recrudescenza dell'antisemitismo nei paesi dell'Europa orientale? Perché gli ebrei vengono accusati di essere i principali responsabili della dittatura comunista? Per rispondere a questi interrogativi Nissim ed Eschenazi hanno condotto un'ampia e capillare inchiesta, iniziata nel 1989, tra Ungheria, Polonia, Bulgaria, Romania, Cecoslovacchia e Germania orientale: territori in cui, fino alla Seconda guerra mondiale, vivevano circa dieci milioni di ebrei. Questo volume ricostruisce quindi la vicenda degli ebrei sopravvissuti alla Shoà e rimasti nei paesi comunisti dimostrando come in ciascuna nazione l'antisemitismo sia stato condizionato dalle diverse esperienze storiche e culturali.


REQUIEM TEDESCO - storia degli ebrei in Germania 1743-1933
a cura di Amos Elon - Editrice Mondadori
Amos Elon, in questo saggio, ci riporta indietro di quasi due secoli da quei drammatici eventi, e ricostruisce la vicenda degli ebrei in Germania dal 1743 al 1933, lungo un arco di tempo che ha visto il raggiungimento di grandi traguardi culturali, tali da far parlare di un 'secondo rinascimento'. Il suo racconto, ricco di personaggi eccezionali - da Moses Mendelssohn, il "Socrate tedesco", a Arthur Schnitzler, dal padre del comunismo Karl Marx al più grande drammaturgo del ventesimo secolo, Bertold Brecht, da Walter Benjamin ad Albert Einstein - ripropone una parte importante della storia culturale europea, e insieme ci mostra la parabola di un mondo sorretto da un grande sogno di tolleranza e integrazione che rimane il più alto obiettivo della modernità.


AJAX - LA SQUADRA DEL GHETTO IL CALCIO E LA SHOAH
a cura di Simon Kuper - Editrice Il Saggiatore
L’Ajax era la squadra del ghetto di Amsterdam. Ogni domenica, le bancarelle del mercato ebraico chiudevano in tempo per andare a vedere la partita. Poi è arrivato Hitler. Kuper, giornalista e scrittore olandese, racconta la tragedia della Shoah e della Seconda guerra mondiale da un’angolazione inedita: quella delle pagine sportive dei vecchi giornali, delle storie dei tifosi e atleti sopravvissuti, degli archivi delle squadre olandesi.
L’utilizzo del calcio da parte di Hitler e Mussolini viene calato da Kuper nella cronaca della partita, nella memoria del singolo atto di discriminazione. Il libro contiene un prezioso apparato fotografico: la nazionale inglese che fa il saluto nazista, la faccia di un’ala destra ebrea dell’Ajax, di cui Kuper sessant’anni dopo ricostruisce gli ultimi giorni ad Auschwitz.
Grazie alla sua indagine, la storia del calcio olandese, europeo e italiano diventa lo schermo su cui scorrono decine di storie di collaborazionismo e deportazione.


HOTEL MEINA - La prima strage di ebrei in Italia
a cura di Nozza Marco - Editrice Il Saggiatore
Questo libro non ha come teatro pianure percorse da vagoni blindati o campi di sterminio, bensì ridenti cittadine del Lago Maggiore: Baveno, Stresa, Meina, Arona. Luoghi in cui, nel settembre 1943, una colonia di ebrei sfollati dalle città lombarde assistette all'arrivo della Leibstandarte Adolf Hitler, la divisione SS gloria e vanto del Führer. Grazie a decine di testimonianze dirette, l'autore ricostruisce la cieca ostinazione con cui la colonia che gravitava attorno all'Hotel Meina reagì di fronte alla caccia ai civili indifesi e ai cadaveri che iniziavano ad affiorare dal lago, nel quale trovarono la morte cinquantaquattro persone.



I TACCUINI DI NORIMBERGA - Uno psichiatra americano incontra imputati e testimoni
a cura di Leon Goldensohn - Editrice Il Saggiatore
Tra il gennaio del 1946 e il luglio dello stesso anno, il medico e psichiatra Leon Goldensohn fu incaricato di accertare la salute mentale di oltre venti capi militari e politici nazisti, più o meno noti, accusati di genocidio e crimini di guerra contro l'umanità. A distanza di cinquant'anni, vengono pubblicati i taccuini in cui Goldensohn registrò le interviste tenute nel carcere di Norimberga. Un documento d'eccezione che svela menti e vite dei fondatori e dei signori del Terzo Reich.



UCCIDETELI TUTTI - Libia 1943: gli ebrei nel campo di concentramento fascista di Giado. Una storia italiana
a cura di Salerno Eric - Editrice Il Saggiatore
Pochi sanno che il progetto hitleriano della soluzione finale si spinse fino in Nord Africa, tra le più antiche comunità della diaspora. Questa è la storia mai raccontata di cosa realmente accadde tra le mura di un piccolo forte che si ergeva a un centinaio di chilometri a sud di Tripoli. Degli ebrei libici che avevano creduto nell'Italia e nel Duce in camicia nera e che furono vittime delle leggi razziali. È la storia dei crimini commessi dai militari italiani e di un ordine finale terribile che solo il caso lasciò incompiuto. Un dossier storico su una pagina misconosciuta dell'Olocausto scritto dopo un'ampia ricerca d'archivio, e viaggi in Libia e in Israele per visitare i luoghi di prigionia e per ascoltare la voce di testimoni e superstiti.


LE ORIGINI DELLA SOLUZIONE FINALE
a cura di Browning Christopher R. - Editrice Il Saggiatore
Nonostante le discriminazioni, le violenze e l'ossessione antisemita di Hitler, l'eliminazione del popolo ebraico non rientrava nei piani iniziali del regime nazista. Con l'invasione della Polonia avvenne la svolta: il tentativo di ridisegnare la mappa demografica dell'Europa orientale basato sulla "pulizia etnica" e sul "terrore caotico" fu sostituito da un vero e proprio programma di sterminio. La Polonia occupata divenne il laboratorio degli esperimenti di politica razziale, dai trasferimenti forzati alle decimazioni nei ghetti. Ma fu soprattutto in seguito alla "guerra di annientamento" contro l'Unione Sovietica, iniziata nell'estate del 1941, che la politica nei confronti degli ebrei assunse le forme aberranti del genocidio. Questo studio ripercorre i trenta mesi che vanno dal settembre 1939 al marzo 1942, nel corso dei quali "il regime nazista si trovò in bilico su uno spartiacque della storia". Allo sterminio degli ebrei d'Europa non si giunse seguendo un piano prestabilito, ma per tentativi ed errori, iniziative e ambizioni personali, arbitrii e lotte per il potere, cui si affiancarono l'efficienza tecnologica, lo zelo di anonimi burocrati e di politici compiacenti, la complicità dei vertici militari. E soprattutto, senza l'abdicazione alle responsabilità individuali, la profezia hitleriana di un'Europa senza ebrei non avrebbe avuto seguito. Un'opera che traccia il percorso compiuto dai vertici del regime e dai tanti cittadini tedeschi "comuni" verso Auschwitz.


IL PERONISMO
a cura di Zanatta Loris - Editrice Carocci
II peronismo emerge in Argentina tra l'espansione della civiltà liberale, borghese e capitalista e le reazioni a essa, nella delicata fase di passaggio dal liberalismo alla democrazia. In questo incrocio, si fa veicolo d'una peculiare via d'ingresso nella modernità, antiliberale e antiborghese. Il richiamo a un immaginario antico, plasmato da secoli di cattolicità, che postulava l'armonia sociale e l'unanimismo politico, dà forma a un singolare impasto d'integrazione sociale e autoritarismo, consenso e pulsione totalitaria, nazionalismo e socialismo. Pur con le sue caratteristiche singolari, Perón e il suo movimento trovano posto così nell'album di famiglia delle reazioni antiliberali che spazzarono con tanta forza il mondo latino e cattolico, d'Europa e d'America, a cavallo tra le due guerre.


ANTISEMITISMO SENZA MEMORIA - Insegnare la Shoah nelle società multicultura
a cura di Santerini Milena - Editrice Carocci
Siamo di fronte ad un "nuovo" antisemitismo? Alle antiche rappresentazioni dell'ebreo e ai radicati pregiudizi si sovrappone oggi la paura di forze oscure veicolate dalla globalizzazione. L'antisemitismo attuale, in sincronia con la recrudescenza del conflitto fra israeliani e palestinesi, rischia inoltre di amalgamarsi con l'antisionismo e di assorbire nuovi elementi nel quadro delle società rese multiculturali a seguito dell'immigrazione. Alla luce di questi processi, il volume propone alcune linee guida per insegnanti e educatori, allo scopo di combattere il pregiudizio antisemita e di formulare un'educazione alla cittadinanza attiva e consapevole.




CRIMINALI DI GUERRA IN LIBERTA' - Un accordo segreto tra Italia e Germania federale, 1949-1955
a cura di Focardi Filippo - Klinkhammer - Editrice Carocci
Nel 1950 un accordo segreto tra Italia e Germania federale permise la scarcerazione dei criminali di guerra tedeschi in Italia. Attraverso il ricorso ad una documentazione quasi del tutto inedita, il volume ricostruisce le modalità di questo accordo, ma anche le responsabilità del Vaticano e del governo americano. Si mostra così come i processi "negati" e la liberazione di personaggi con alle spalle gravi responsabilità non siano stati il prodotto della "negligenza" di magistrati militari italiani, ma il risultato di una scelta politica che ha precise responsabilità.



LA LINGUA NEI LAGER NAZISTI
a cura di Donatella Chiapponi - Editrice Carocci
Lagersprache è detta la lingua usata nei campi di concentramento nazisti. Specchio dell'universo concentrazionario, questo linguaggio era spesso costituito da un impasto plurilingue - con predominanza del tedesco - espressione della composita popolazione multietnica e cosmopolita internata. Muovendo da Klemperer (LTI. Lingua Tertii Imperii) e dalle paradigmatiche pagine di Primo Levi, l'autrice disegna le caratteristiche di questa "lingua internazionale" centrata sulle necessità più elementari: "pane", "freddo", "dolore", "botte" erano i termini più usati di un linguaggio di sopravvivenza in cui la violenza fisica costituiva «una variante dello stesso linguaggio.». L'impoverimento lessicale configurava un gergo essenziale, ridotto, estremo - «scheletrico» lo definisce Primo Levi con tragica quanto eloquente metafora. Se questa era la lingua dei dominati, quella dei dominatori - offensiva, urlata, cruda epitome della dittatura hitleriana - manifestava un distillato di violenza soprattutto nei propri atroci dispositivi eufemistici: "docce" erano dette le camere a gas e, nei lager femminili, "gioielli" erano chiamate le donne giunte al grado estremo di denutrizione e sfinimento.


OLTRE LA PERSECUZIONE - Donne, ebraismo, memoria
a cura di Roberta Ascarelli - Editrice Carocci
Dedicato alla memoria femminile ebraica della persecuzione nazifascista, la raccolta, incentrata sul variegato repertorio dell'autobiografia, presenta ricerche su storie di vita, riflessioni, poesie, testimonianze, narrazioni, lettere esposte secondo il prisma di una doppia differenza, di donne e di ebree. Voci di pensatrici e studiose come Jeanne Hersch, Hannah Arendt, Ruth Klüger si intrecciano a quelle delle esuli come Margarete Susman e Marte Brill o di "semplici" sopravvissute come Settimia Spizzichino o di scrittrici come Anne Michaels, Ida Fink, Cordelia Edvardson, Ruth Elias, Etty Hillesum, o di perseguitate come Bertha Pappenheim.



LA WEHRMACHT IN TOSCANA - Immagini di un esercito di occupazione (1943­44)
a cura di Gentile C. - Editrice Carocci
Il volume offre una documentazione fotografica sulla permanenza in Toscana, nel periodo compreso tra l'estate del 1943 e quella del 1944, dell'esercito di occupazione tedesco. "Scene ordinarie di vita quotidiana" sono qui raggruppate tematicamente: rastrellamenti nelle campagne, che molto spesso preludevano a fucilazioni (anch'esse documentate nella loro tragica durezza in questo volume); il passaggio del fronte; Firenze (estate 1944); immagini della violenza.




GLI SCIENZIATI DEL DUCE - Il ruolo dei ricercatori e del CNR nella politica autarchica del fascismo
a cura di Maiocchi Roberto - Editrice Carocci
La politica autarchica di preparazione alla guerra da parte del fascismo nella seconda metà degli anni Trenta è comunemente considerata un aspetto della storia italiana in cui si manifestano in una forma evidente l'irrazionalità e il dilettantismo dell'azione di governo. Ma quali furono i rapporti che con questa politica ebbero gli ambienti scientifico-tecnici gli italiani, depositari della razionalità, degli specialisti e della professionalità? Il libro, basato quasi esclusivamente su un materiale d'archivio finora inesplorato, mostra come scienziati e tecnici - anche di primissimo piano - furono direttamente implicati nel folle progetto autarchico, sia culturalmente che istituzionalmente. Essi furono, di volta in volta, esecutori obbedienti, fiancheggiatori, propagandisti, organizzatori, innovatori, ed anche precursori di una linea di intervento statale nella scienza che oggi non appare più come una svolta improvvisa, ma quale sviluppo di tendenze culturali già presenti nell'Italia liberale.


LA VITA QUOTIDIANA IN UN CAMPO DI CONCENTRAMENTO FASCISTA
a cura di Daniele Finzi - Editrice Carocci
File ininterrotte di uomini laceri e affamati lasciano la stazioncina di Anghiari per raggiungere il campo di concentramento di Renicci. Sono "ribelli" sloveni, deportati dopo l'occupazione delle loro terre da parte delle truppe tedesche e italiane, avvenuta nella prima parte del 1941. Inizia così per loro un periodo di patimenti, privazioni, malattie. Sebbene nulla accomuni il campo di Renicci - che funzionò dall'agosto del 1942 al 14 settembre 1943 raccogliendo circa cinquemila internati - ai lager tedeschi o ai gulag sovietici, molti prigionieri vi troveranno la morte, mentre altri finiranno i loro giorni negli ospedali della zona.



ESSERE SENZA DESTINO
a cura di Imre Kertesz - Editrice Feltrinelli
Gyurka non ha ancora compiuto 15 anni, quando una sera deve salutare il padre costretto a partire per l'Arbeitsdienst. Alla domanda perche agli Ebrei venga riservato un simile trattamento, il ragazzo rifiuta di condividere la risposta religiosa, "questo e il volere di Dio". Perche dovrebbe esserci un "senso" in tutto questo? Poco dopo Gyurka viene arruolato al lavoro forzato presso la Shell, e da li, un giorno, senza spiegazione, viene costretto a partire per la Germania. La voglia di crescere, di vedere e imparare, l'impulso vitale di questo ragazzo sono cosi marcati e prorompenti che la sua ratio trova sempre il modo di giustificare il corso degli eventi, tanto piu in un mondo in cui comunque domina l'arbitrio. Da qui tutto procede a piccoli, quanto inesorabili passi, in un fatale succedersi di momenti: tanti ordini che non vengono motivati e a cui si obbedisce prima ancora di averli capiti, una serie di azioni che porta alla distruzione di se. La sopravvivenza a questo punto e solo un caso fortuito: sono i compagni che un giorno denunciano le sue gravi ferite a un infermiere, innestando quella deviazione di rotta che alla fine salvera Gyurka. 'Essere senza destino' ripercorre l'esperienza dell'autore. Il suo fascino e la sua forza nascono dal presentare l'uomo nella sua piu cruda e drammatica essenzialita, con l'ironia che puo avere solo chi e scampato, il disincanto di chi non si appoggia a risposte precostituite e la saggezza che nasce da un profondo amore per la vita.


LA BANALITA' DEL MALE - Eichmann a Gerusalemme
a cura di Hannah Arendt - Editrice Feltrinelli
Otto Adolf Eichmann, figlio di Karl Adolf e di Maria Schefferling, catturato in un sobborgo di Buenos Aires la sera dell'11 maggio 1960, trasportato in Israele nove giorni dopo e tradotto dinanzi al Tribunale distrettuale di Gerusalemme l'11 aprile 1961, doveva rispondere di 15 imputazioni. Aveva commesso, in concorso con altri, crimini contro il popolo ebraico e numerosi crimini di guerra sotto il regime nazista. L'autrice assiste al dibattimento in aula e negli articoli scritti per il "New Yorker", sviscera i problemi morali, politici e giuridici che stanno dietro il caso Eichmann. Il Male che Eichmann incarna appare nella Arendt "banale", e perciò tanto più terribile, perché i suoi servitori sono grigi burocrati.


LA BANALITA' DEL BENE - Storia di Giorgio Perlasca
a cura di Deaglio Enrico - Editrice Feltrinelli
Budapest, inverno 1944. Sono mesi in cui i nazisti ungheresi deportano e sterminano centinaia di migliaia di ebrei. In questa città il commerciante padovano Giorgio Perlasca si ritrova ricercato dai tedeschi per frode commerciale. Vaga per Budapest e trova rifugio e un passaporto presso la legazione della Spagna. Improvvisamente il console abbandona il paese e Perlasca riesce a farsi accreditare come nuovo console di Spagna. Per cento giorni questo sconosciuto italiano si dimostrerà un organizzatore eccezionale e riuscirà a salvare dalla morte cinquemila ebrei di Budapest.



IL DIARIO DI HELENE BERR
a cura di Chava Pressburger - Editrice Frassanelli
Hélène Berr, ventunenne ebrea parigina, inizia a tenere un diario, descrivendo con brillante spirito di osservazione la sua vita quotidiana. Hélène affida alle pagine i suoi pensieri di ragazza "normale", tutta presa dagli studi e dall'amore per il suo Jean. Presto, però, l'orrore della storia irrompe nel suo piccolo mondo, che registra le restrizioni imposte dagli occupanti nazisti ai francesi e le umiliazioni patite dalla comunità ebraica. L'ultimo appunto risale al 15 febbraio 1944: pochi giorni dopo, Hélène viene deportata a Bergen Belsen, dove troverà la morte. A distanza di 54 anni, gli eredi di Hélène hanno accettato di rendere pubblica questa straordinaria testimonianza.


IL DIARIO DI PETR GINZ - Un adolescente ebreo da Praga ad Auschwitz
a cura di Chava Pressburger - Editrice Frassanelli
"Quanto tempo è passato da quando per l'ultima volta vidi il sole tramontare dietro Petrín. Praga baciata da uno sguardo pieno di lacrime, mentre si velava con l'ombra della sera... Praga, favola di pietra..." Sono i versi struggenti e delicati di un ragazzo di appena quindici anni che poteva diventare un artista, anche se gli sarebbe bastato, più semplicemente, vivere. Trascorso un anno da quando compose la poesia, e due dal suo arrivo al ghetto di Terezín, il giovane Petr Ginz fu mandato a morire nelle camere a gas di Auschwitz. Questo libro, un documento inedito frutto di un recente ritrovamento, vuole essere un contributo affinché rimanga viva la tragedia di un popolo e soprattutto la testimonianza di un crimine tanto più efferato quanto accuratamente pianificato. Scritti fra il 1941 e il 1942, durante gli ultimi mesi trascorsi in famiglia, nella Praga occupata, i diari di Petr sono lo specchio dell'attuazione della "soluzione finale". Lentamente, senza scosse che avrebbero potuto creare reazioni indesiderate, ma anzi sollecitando in modo subdolo la loro collaborazione, gli ebrei furono progressivamente privati della libertà e dei diritti, isolati, spogliati dei beni, sfruttati, deportati e uccisi. Le iniziali dimostrazioni di solidarietà da parte dei cechi furono represse senza brutalità ma con estrema durezza. Nelle pagine, ricche di brevi e acute annotazioni sulla vita quotidiana, si intravede la consapevolezza della crescente ingiustizia ed emerge con stupore il confronto fra la propaganda nazista e una realtà sempre più preoccupante. Ma trapela anche la purezza d'animo di un ragazzo dalla mente vivace che nutre l'incrollabile fiducia che il momento brutto passerà e ci sarà un futuro in cui poter affermare - liberamente - se stesso. Curato dalla mano amorevole della sorella minore, che gli fu compagna nel ghetto, arricchito dai disegni e dalle composizioni dell'ultimo periodo, nonché da un inserto fotografico a colori, un volume di scioccante attualità.


IL TRENO DELL'ORO
a cura di Ronald Zweig - Editrice Tea
All'inizio della primavera del 1945, da Budapest partì un treno diretto in Austria e composto da una cinquantina di vagoni merci su cui era stata caricata un'enorme quantità di valori sequestrati agli ebrei ungheresi prima di avviarli ai campi di concentramento. Il carico era costituito da lingotti d'oro, diamanti, argenteria, tonnellate di gioielli e orologi, denaro contante, dipinti e migliaia di tappeti persiani per un valore stimato in un miliardo e trecento milioni di euro. Il Treno dell'Oro, agli ordini di un gerarca ungherese (poi sparito) che viaggiava con familiari e camerati a bordo di sei automobili che trasportavano altri valori depredati, vagò per molti giorni prima di bloccarsi non lontano da Berchtesgaden, in Baviera.


I DIECI : Chi erano gli scienziati italiani che firmarono il Manifesto della razza
a cura di Cuomo, Franco - Editrice Baldini Castoldi Dalai
Quale mistero italiano si cela dietro lintoccabilità dei dieci professori, in prevalenza medici, che nel 1938 sottoscrissero il Manifesto della razza, noto anche come Manifesto degli scienziati razzisti? Per quale motivo non vennero rimossi dalle cattedre universitarie alla caduta del fascismo, ma reintegrati nei loro privilegi nonostante la terribile colpa di avere legittimato la deportazione in Germania di ottomila ebrei? In che consisteva la originalità del razzismo italiano, tanto decantata da Mussolini, rispetto a quello tedesco? Ruota intorno a questi interrogativi la ricerca svolta da Franco Cuomo in una delle pagine meno investigate della Shoah italiana, fornendo prove certe del ruolo ricoperto dagli scienziati razzisti.


RIPENSARE L'OLOCAUSTO
a cura di Bauer, Yehuda - Editrice Baldini Castoldi Dalai
È ancora possibile, a più di sessant'anni di distanza, dire qualcosa di nuovo sull'Olocausto? E, soprattutto, ha senso farlo? A questi due interrogativi, che costituiscono il filo rosso di Ripensare l'Olocausto, Yehuda Bauer risponde affermativamente. E lo fa con un saggio che, prendendo in considerazione aspetti noti e meno noti dello sterminio degli ebrei, riesce a fornirci un quadro esaustivo e inconsueto di questa tragedia senza precedenti nella storia dell'umanità. Instaurando un rigoroso e serrato confronto a distanza con studiosi e intellettuali come Elie Wiesel, Zygmunt Bauman, Daniel Goldhagen e Raul Hilberg, Bauer riesce a porre in evidenza problematiche e incongruenze di interpretazioni storiche ormai consolidate. Così, negli undici capitoli del libro, la definizione dell'Olocausto, delle sue cause e degli elementi che lo distinguono da altri genocidi, si intreccia con le descrizioni delle reazioni ebraiche agli eccidi di massa, del mutamento del ruolo delle donne ebree dopo l'uccisione dei loro padri e mariti, delle risposte che la teologia ha dato alla morte di milioni di persone, e, ancora, con il racconto delle vicende che portarono alla fondazione dello Stato di Israele da parte dei sopravvissuti.


IN NOME DELLA RAZZA ARIANA - Il viaggio di una donna alla ricerca della propria identità
a cura di Gisela Heidenreich - Editrice Baldini Castoldi Dalai
Il silenzio di una madre prigioniera di un oscuro passato. Il cuore di una bimba che non riesce a comprendere perché continui a mentirle, perché non sappia accarezzarla. E l'eterna sensazione che qualcosa non quadri, che in lei ci sia qualcosa di sbagliato, finché, ormai adulta, il confronto con quel passato diviene inevitabile, e allora non resta che attraversare un ponte pregno di ricordi, di conflitti mai risolti. La storia vera di una donna alla ricerca della propria identità, che ha bisogno di conoscere la verità come dell'aria che respira.



AUSCHWITZ - Storia del Lager 1940/1945
a cura di Friedrich Otto - Editrice Baldini Castoldi Dalai
Il resoconto della costruzione, dell'espansione e della vita del più tristemente celebre campo di sterminio. L'autore raccoglie e organizza le testimonianze dei sopravvissuti e dei carnefici, mettendo in luce la logica terrificante della Soluzione Finale, la vita quotidiana del campo, gli eroismi e le nefandezze di perseguitati e persecutori.





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All rights reserved.22 Dicembre 2002 "Per non dimenticare la Shoah"