Libri sulla Shoah - Selezione storiografica per non dimenticare la Shoah creata nel marzo 2008 dal Portale www.lager.it
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INDICE DEI LIBRI SULLA SHOAH
ANTEPRIME EDITORIALI

La Case Editrici qui di seguito elencate, hanno pubblicato una serie di libri molto interessanti sotto l'aspetto educativo della Shoah e dell'universo concentrazionario, che vanno sicuramente presi in considerazione visto il loro alto contenuto storico nei diversi gradi di orientamento. Altresì, abbiamo inserito i volumi più facilmente reperibili online e nelle classiche librerie. Molte sono state le Case Editrici e gli Autori che hanno aderito alla nostra iniziativa "Leggere la Shoah". Gli aderenti sono elencati nella pagina introduttiva.
In questa sezione sono elencati i libri (41 Volumi) delle Case Editrici : Edizioni Dehoniane Bologna - Garzanti - Neri Pozza - Belforte Salomone - Tropea - Gangemi - Il Mulino - Carocci - Pendragon - Campanotto - Città Aperta - San Paolo Edizioni - Edizioni Artestampa - Solfanelli - Aliberti - Firenze Atheneum - Kappa Vu - Odradek - Marsilio - Guanda - Statale 11 - Piemme - Il nuovo melangolo - Bompiani - Mondadori Electa - Salani - Feltrinelli - Progedit - Utet - Gaffi - Jaca Book - L'Epos



INDICAZIONI : = Video


ANTISEMITISMO CRISTIANO? - Il caso di Leone Dehon
a cura di Ledure Yves - Editrice Dehoniane Bologna
Nella società francese del XIX secolo, cattolicesimo sociale e questione ebraica si incontrano e si incrociano. Con l'avvento del capitalismo, il rapido sviluppo dell'industria trova ingenti risorse presso i grandi esponenti della finanza del tempo, in larga parte ebrei, come i Rotschild o i Pereire. Questa configurazione genererà una situazione sociale catastrofica per il mondo del lavoro e una ventata antigiudaica molto marcata nella seconda metà del secolo. Essa investirà anche la maggior parte degli attori sociali cattolici dell'epoca, fra cui p. Leone Dehon.
In due giornate di studio svoltesi a Parigi, storici e teologi hanno approfondito tale questione, tentando almeno in parte di rispondere a una domanda che non si può non porsi: a quali condizioni può effettuarsi un'analisi critica del giudaismo del XIX secolo senza parlare necessariamente di antisemitismo, nel senso in cui oggi lo si definisce?


OBIETTIVO HITLER - La resistenza al nazismo e l'attentato del 20 luglio 1944
a cura di Fest Joachim C. - Editrice Garzanti
Fest racconta come sia nata e si sia raccolta, dalla fine degli anni Trenta, una opposizione al nazismo in grado di coinvolgere persone motivate non tanto da ragioni tradizionalmente ideologiche o partitiche ma da motivazioni religiose, dal disgusto morale per i comportamenti del regime (a cominciare dal massacro degli ebrei), dall'allarme suscitato dal prevedibile disastro cui Hitler stava conducendo la Germania. Questa opposizione condurrà poi all'attentato di von Stauffenberg del 20 luglio 1944 contro Hitler, ricostruito in tutti i suoi risvolti.



GLI SCOMPARSI
a cura di Daniel Mendelsohn - Editrice Neri Pozza
Gli scomparsi è la storia di un viaggio, cinque anni intorno al mondo per cercare di rispondere a una domanda che Daniel Mendelsohn si era posto ancora bambino molti anni prima: cosa è davvero accaduto allo zio Shmiel durante l’Olocausto?
Le favolose storie del nonno raccontavano un’infanzia passata nella città di Bolechow, Polonia, all’inizio del secolo, ma si interrompevano intorno al destino del fratello, di sua moglie e delle quattro figlie. I membri della famiglia evitavano di parlare del misterioso Shmiel, tranne qualche sussurro o frettolosa conversazione in yiddish. È da questi frammenti che Daniel avvia la sua ricerca. Molti anni dopo Mendelsohn scopre una serie di lettere disperate che Shmiel indirizza al nonno nel 1939 ed è colpito dai frammentari racconti di un terribile tradimento. Decide allora di trovare i testimoni del destino dei suoi parenti, gli unici dodici ebrei di Bolechow ancora in vita. La ricerca lo condurrà insieme al fratello Matt (un fotografo le cui immagini illustrano il libro) attraverso quattro continenti, per confrontarsi con le abissali discrepanze tra la verità e la finzione, tra il ricordo e i fatti, tra il racconto e la realtà. Il viaggio si concluderà nel paese dove tutto ebbe inizio e dove ancora a distanza di decenni le tracce di quegli eventi attendono un testimone.
Sospeso tra il presente e un oscuro passato, Gli scomparsi è un’odissea e un viaggio nella memoria e nell’infanzia, nel tormento di una generazione cancellata. Al tempo stesso è una provocatoria e inedita riflessione sulla tradizione ebraica e sui testi biblici, cronaca di una tragedia universale, appassionata commemorazione. Un racconto morale e letterario capace di accostare il dolore e l’erudizione riscattando ciò che il tempo smarrisce.


LA NOTTE TACE . La Shoah nella poesia ebraica
a cura di Sara Ferrari - Editrice Belforte Salomone
Come può l'arte, massima espressione di libertà dell'individuo, parlare della Shoah, di quel male radicale in cui la coscienza individuale è stata annichilita? Questa raccolta di poesie offre per la prima volta in traduzione italiana una panoramica del modo in cui la Shoah è stata rappresentata ed elaborata in ebraico, la lingua del popolo che si voleva annientare. Attraverso le parole dei poeti uccisi nei campi di sterminio o sopravvissuti; di coloro che trovandosi all'epoca già nella Palestina mandataria assistettero da lontano al tentativo di distruzione dell'ebraismo europeo; infine dei figli e nipoti dei sopravvissuti, posti di fronte al peso opprimente di traumi e sofferenze familiari, il volume apre una prospettiva nuova su un evento indicibile ma di cui abbiamo il dovere di non smettere di parlare.



RAGAZZI IN GUERRA E NELL'OLOCAUSTO - I loro diari segreti
a cura di Holliday L. - Editrice Tropea
La prima raccolta di diari tenuti da bambini e ragazzi di ogni parte d'Europa durante la Seconda guerra mondiale. Dai ghetti della Lituania, della Polonia, della Lettonia e dell'Ungheria ai campi di concentramento di Terezin, Stutthof e Janowska, dalle strade bombardate di Londra e Rotterdam alla prigione nazista di Copenaghen, queste pagine, sconosciute al grande pubblico e conservate in poche copie superstiti, raccontano cosa significhi per un adolescente vivere ogni giorno con la consapevolezza che può essere l'ultimo. Ma è proprio in situazioni tanto drammatiche che la scrittura testimonia un'irriducibile voglia di vivere. Guidate dalla spontaneità dell'età infantile, le penne di questi giovani narrano l'incubo del quotidiano con una schiettezza sorprendente. I toni sono spesso amari, ma non mancano note umoristiche, espressioni di fiducia e, soprattutto, di grande coraggio. Il diario diviene l'unico sostegno, il miglior amico a cui confessare paure e con cui sfogare la rabbia per affrontare il domani. E, allo stesso tempo, una forma di resistenza alla follia dei tempi. Un modo per dare ordine al caos, per contrastare l'oppressione, per sopravvivere nella memoria. Per salvaguardare la propria umanità, e quella degli altri.



AUSCHWITZ - BIRKENAU - A 65 anni dalla Liberazione
a cura di Marcello Pezzetti, Bruno Vespa - Editrice Gangemi
"Ricordare l'orrore della Shoah è un dovere di tutte le Istituzioni e di ogni cittadino, un impegno necessario affinché la società sia sempre tutelata dal pericolo di nuovi crimini e di nuovi attentati contro l'umanità. Il nome di Auschwitz risuona con accenti di profondo dolore e di grande tragedia nella memoria del nostro Paese e di tutta l'Europa. È per questo motivo che ricordare l'Olocausto attraverso questa mostra, allestita nell'ambito delle celebrazioni del Giorno della Memoria 2010, significa non solo ripercorrere le pagine più buie della storia, ma allo stesso tempo, ripudiarle, nel nome dei valori universali di fratellanza e di rispetto tra i popoli posti alla base della nuova Europa unita".


1938 LEGGI RAZZIALI - Una tragedia italiana
a cura di Marcello Pezzetti, Bruno Vespa - Editrice Gangemi
La pubblicazione delle Leggi Razziali, la loro applicazione, l'inasprimento del trattamento degli ebrei durante i mesi della guerra e po€i della Rsi, fino alla sottomissione irresponsabile alla diabolica macchina di sterminio nazista con le deportazioni, non possono che dimostrare, al di là degli iniziali accomodamenti e strategie di nascondimento, una precisa volontà antisemita del regime fascista. Che oggi è assolutamente impossibile giustificare o tentare di nascondere.
Più in generale l'applicazione delle Leggi razziali fu permessa da un generale ottundimento degli italiani che in buona parte, per quieto vivere, non si esposero troppo a favore degli ebrei, salvo figure e istituzioni di grande valore morale e spirituale. In seguito, il fallimento parziale della campagna razzista che, pur mietendo migliaia di vittime, non raggiunse mai la follia di quella nazista permise addirittura a quella parte di cittadinanza ignava, la cosiddetta zona grigia, di costituirsi "un comodo alibi - come scrive Renzo De Felice nella sua "Breve storia del fascismo" - dietro cui nascondere il proprio opportunismo e tacitare eventuali rimorsi di coscienza.
E questo se vogliamo è la cosa più grave: primo, la dimenticanza dei fatti, secondo, la rimozione della colpa. Al contrario, la mostra "Leggi razziali. Una tragedia italiana" tanto intensa soprattutto nella sua volontà didattica è un piccolo ulteriore tassello per la ricostituzione di una memoria collettiva dopo decenni in cui non è stato possibile, per motivi ideologici, arrivare alla definitiva comprensione dei processi che hanno condotto a questa aberrazione. Solo sulla reale metabolizzazione della propria storia e dei propri errori, si può però fondare una nazione veramente democratica, aperta, in cui i valori fondanti siano condivisi da tutti, in cui i diritti fondamentali siano garantiti per tutti".


IL CONFINE ORIENTALE - Italia e Jugoslavia dal 1915 al 1955
a cura di Simili Raffaella - Editrice Il Mulino
La fascia di confine fra Italia e Jugoslavia è stata nel corso del Novecento una zona di forte tensione, cruciale non solo nei rapporti fra i due paesi, ma anche negli equilibri internazionali. Il libro presenta una documentata narrazione, basata su fonti sia italiane, sia croate, slovene e tedesche, della travagliatissima storia di questa regione adriatica, che nel giro di nemmeno mezzo secolo ha sperimentato una dozzina di forme statali differenti, dall'impero asburgico alla monarchia italiana, dal fascismo alla repubblica, dall'occupazione tedesca alla Jugoslavia socialista, e una dura contrapposizione di nazionalismi (di cui esiti drammatici sono il fenomeno delle foibe e l'esodo degli italiani dall'Istria).


EBREI IN TOSCANA TRA OCCUPAZIONE TEDESCA E RSI - Persecuzione, depredazione, deportazione (1943-1945)
a cura di E. Collotti - Editrice Carocci
Frutto di una ricerca pluriennale a opera di un qualificato gruppo di lavoro, questi due volumi costituiscono la conclusione degli studi sulla persecuzione degli ebrei in Toscana avviati verso la metà degli anni Novanta. Il nuovo arco temporale della ricerca affronta in maniera sistematica con proiezione regionale la condizione degli ebrei nell'Italia sotto l'occupazione tedesca, recando un importante contributo alla storia della Shoah nel nostro paese. L'indagine si sofferma sui differenti aspetti e sulle diverse fasi delle procedure che prelusero allo sterminio sottolineando la continuità con le linee repressive del fascismo del ventennio e le discontinuità rappresentate dalla presenza delle autorità d'occupazione tedesca e della neofascista Repubblica sociale, la quale iscrisse l'antisemitismo tra i suoi fattori costitutivi. Il collaborazionismo della RSI fu molto più che un semplice strumento ausiliario della potenza d'occupazione; senza la sua spinta ideologica e propagandistica e senza la promozione attiva dell'opera predatoria, poliziesca e terroristica delle unità della RSI la caccia agli ebrei non avrebbe potuto realizzare il bilancio devastante che viene qui ricostruito, testimoniato anche attraverso un intero volume di documenti, risultato di una ricerca capillare condotta negli archivi pubblici centrali e locali e in numerosi archivi privati.


L' OCCUPAZIONE ALLEGRA - Gli italiani in Jugoslavia (1941-1943)
a cura di Eric Gobetti - Editrice Carocci
Nell'aprile del 1941 l'allora Jugoslavia venne smembrata in diverse entità etniche. La più importante era rappresentata dallo Stato Indipendente Croato, con capitale Zagabria, sottoposto all'occupazione congiunta italiana e tedesca. Questo volume si occupa in particolare della parte dello Stato compreso tra la Dalmazia annessa all'Italia e la linea di demarcazione italo-tedesca. Una regione molto ampia, attraversata da una feroce guerra civile, che vedeva coinvolti due apparati politico-militari collaborazionisti (etnici serbi e Stato Indipendente Croato).



DOPO LA SHOAH - Un nuovo inizio per il pensiero
a cura di Adinolfi Isabella - Editrice Carocci
La Shoah ha fatto emergere gli interrogativi più radicali sull'uomo e su Dio. Ci si è chiesti se e come fosse ancora possibile pensare e invocare Dio dopo l'orrore dei campi di sterminio e, in modo ancora più urgente, cosa pensare dell'uomo e della sua umanità dopo la sistematica politica di distruzione inflitta a un intero popolo dalla nazione europea culturalmente più evoluta, dopo che l'assurdo e l'impensabile era accaduto. Eppure, proprio nel momento più buio di quella vicenda, quando tutto sembrava essere giunto a consumazione, alcuni uomini e donne, spesso vittime di quel disegno di morte, hanno dato una risposta forte alle domande che interrogano sull'uomo e su Dio, attingendo un "nuovo senso delle cose", come scrive uno di quei testimoni, "dai pozzi più profondi della nostra miseria e disperazione". Quelle risposte, maturate nell'inferno della Shoah, vengono riprese ed elaborate dagli autori di questo libro come un prezioso contributo alla fondazione di un "nuovo pensiero" che renda impossibile il ripetersi di Auschwitz..


STRANIERI IN PATRIA - Gli ebrei bolognesi dalle leggi antiebraiche all'8 settembre del 1943
a cura di Grasselli A. - Editrice Pendragon
Novembre 1938: promulgazione delle leggi antiebraiche. Confiscati i loro beni, privati delle loro abitazioni, espulsi dalle loro attività, negati i loro diritti fondamentali, gli ebrei bolognesi divennero stranieri in patria. Questo volume, frutto di una ricerca svolta attraverso la ricostruzione di storie di vita sulla base di elementi forniti da documenti di archivio, ha consentito di incontrare direttamente le realtà della discriminazione e della persecuzione di fronte ai quali gli atteggiamenti degli italiani, e dei bolognesi, sono stati i più diversi: dalla connivenza al cinico approfittare del male altrui, ad una più frequente opposizione manifestata in modo concreto negli atti della vita quotidiana. Perché impegnarsi in una ricerca di questo genere? “La deportazione e la Shoah sono una porta spalancata sull'abisso, che dobbiamo chiudere con l'aiuto di chi sta crescendo e si appresta a raccogliere l'eredità di un secolo che ha conosciuto molti orrori. Credo che la ricerca sviluppi nei ragazzi un pensiero critico indispensabile per la crescita degli individui, per essere in grado di comprendere la ramificazione del razzismo, del nuovo antisemitismo; per mantenere viva la memoria, nella speranza di un mondo migliore per tutti”


DIARIO DELL'ESILIO IN SVIZZERA
a cura di Giovanni Rubini - Editrice Campanotto
Il ventisei Aprile millenovecentoottanta morì a Roma, dove aveva trascorso buona parte della sua vita, Elena Morpurgo, l’autrice di questo “Diario dell’esilio”, da lei tenuto durante il drammatico periodo, dal maggio 1944 al giugno 1945, trascorso in Canton Ticino, dove si era rifugiata per evitare le persecuzioni razziali.
Era stato scritto senza alcuna intenzione di renderlo noto ad altri che non fosse il marito Leone Rubini, che non aveva potuto seguirla, con il proposito, da lei espressamente dichiarato nel diario stesso, di farlo partecipare a tutte le esperienze ed emozioni passate durante quell’anno straordinario.
Il diario, scritto con la grafia angolosa e nitida dell’epoca, sui piccoli quaderni della “Libreria Cartoleria Arnold” di Lugano, superò indenne le vicissitudini della guerra, salvo perdere purtroppo le pagine finali relative ai preparativi di rientro in Italia. Venne rinvenuto fra i molti documenti familiari conservati dal dottor Leone Rubini, dopo la morte di quest’ultimo avvenuta nel 1987. Ora, a sessant’anni dalla sua redazione e venticinque dalla morte della sua autrice, il nipote Giovanni Rubini è convinto di non tradire la riservatezza dei propri cari nel portarne il testo a conoscenza non solo degli altri parenti e di quanti li abbiano conosciuti, ma anche di un più vasto pubblico di lettori.
Elena Morpurgo nacque a Udine il 19 Febbraio 1897, terzogenita di Elio Morpurgo ed Eugenia Basevi: il padre era una delle personalità di maggior rilievo nella vita cittadina, sia per le sue attività in campo economico e finanziario, sia in campo politico, dapprima quale giovanissimo Sindaco, poi deputato al Parlamento, Ministro dell’Industria e infine Senatore del Regno.
Educata privatamente, insieme al fratello e alla sorella di poco più anziani, fu donna di grande intelligenza e profondi interessi culturali ed artistici.
Nel 1925 si sposò con il dottor Leone Rubini, appartenente ad un’antica famiglia udinese, e con lui si trasferì prima per un breve periodo a Parigi, quindi a Roma, dove visse fino alla morte avvenuta il 26 Aprile 1980.


I BAMBINI DI BELSEN
a cura di Verolme Hetty E. - Editrice Città Aperta
Hetty Verolme era una bambina quando, nel 1943 venne deportata con tutta la sua famiglia, dopo l'invasione nazista dei Paesi Bassi. Assieme ai fratelli, fu strappata ai genitori e internata nella casa dei bambini all'interno del campo di concentramento di Belsen. Essendo la più grande, divenne la "piccola madre" del campo. In uno stile diretto ed intenso, Hetty narra una delle storie più sconvolgenti e finora sconosciute dell'Olocausto, la straordinaria lotta per la sopravvivenza di un gruppo di bambini in quegli anni terribili.



IL PROFETA DI NOMADELFIA - Don Zeno Saltini
a cura di Remo Rinaldi - Editrice San Paolo
1941 a S. Giacomo Roncole, vicino a Mirandola (MO), don Zeno accoglie come figli altri fanciulli abbandonati e fonda l'Opera Piccoli Apostoli. Ha giurato sull'altare che mai avrebbe fatto un collegio. Nel 1941 una giovane studentessa, Irene, scappa da casa e si presenta a don Zeno dichiarandosi disposta a far da mamma ai Piccoli Apostoli. Don Zeno, con l'approvazione del vescovo, le affida i più piccoli e nasce con lei una maternità nuova, virginea. Altre giovani donne la seguono, sono le "mamme di vocazione". Alcuni sacerdoti si uniscono a don Zeno e danno inizio ad un clero comunitario. Dopo la fine della guerra, nel 1947, i Piccoli Apostoli occupano l'ex campo di concentramento di Fossoli, vicino a Carpi, per costruire la loro nuova città. Abbattono muraglie e reticolati, mentre accanto alle famiglie di mamme di vocazione si formano le prime famiglie di sposi, che chiedono a don Zeno di poter accogliere i figli abbandonati, decisi ad amarli alla pari di quelli che nasceranno dal loro matrimonio. Il 14 febbraio 1948 approvano il testo di una costituzione che verrà firmata sull'altare. L'Opera Piccoli Apostoli diventa così Nomadelfia, che significa dal greco: "Dove la fraternità è legge".


E HO PAURA DEI MIEI SOGNI - I miei giorni nel lager di Ravensbrück
a cura di Wanda Poltawska - Editrice San Paolo
In queste memorie, Wanda Poltawska (la donna per la quale papa Giovanni Paolo II scrisse a padre Pio da Petralcina, nel novembre 1962, chiedendogli di pregare per la guarigione da un tumore) rievoca gli anni compresi tra il 17 febbraio 1941, data dell’inizio della sua detenzione nel castello di Lublino, e il 7 maggio 1945, giorno nel quale venne liberato il campo di concentramento di Neustadt Glewe.
Anni, questi, di autentico martirio, nei quali la giovane, rea solo di essere stata una dei tanti scout cattolici entrati a far parte della Resistenza partigiana polacca, subì quello che fu pane quotidiano per molti internati: fame, freddo, violenze fisiche, soprusi morali, lavori pesanti.
Wanda Poltawska fu, però, anche selezionata, insieme con alcune sue compagne di sventura, come «cavia» per misteriosi esperimenti medici sugli arti inferiori. Tra il luglio 1942 e il dicembre 1943, nel campo di concentramento di Ravensbrück, un’ottantina di donne, in prevalenza polacche, vennero, infatti, sottoposte a interventi chirurgici: orribili mutilazioni, asportazioni di pezzi di ossa e di muscolo, iniezioni di batteri virulenti in ferite, nelle quali spesso, per provocare infezioni e cancrene, venivano introdotti anche pezzi di legno o di vetro.
Un calvario spaventoso e interminabile, questo, che vide morire alcune ragazze e che condannò quasi tutte le sopravvissute, i cosiddetti «coniglietti» di Ravensbrück, a una vita di pesanti sofferenze fisiche.


PERCHE' NOMADELFIA
a cura di Valeria Cammertoni - Editrice Artestampa
Nell'Italia appena uscita dal secondo conflitto mondiale e schiacciata dal peso delle macerie e dei lutti, un giovane prete emiliano raccoglie intorno a sé orfani, vedove e sfollati e occupa l'ex campo di concentramento di Fossoli (Carpi), dando vita a un progetto pionieristico di comunità cristiana. Valeria Cammertoni approda a Nomadelfia nel novembre del 1949, per uscirne solo diciassette anni più tardi. Dopo un'infanzia segnata dalla guerra e dalle difficoltà familiari, la scoperta di un mondo attraversato da un sentimento nuovo e vigoroso di carità e l'incontro folgorante con don Zeno, spirito inquieto e combattente, sono il perno di un cammino di fede che si intesse con le gioie e le difficoltà del vivere quotidiano. Questo libro è prima di tutto un racconto di un'esistenza semplice e di una vocazione profonda: una storia di gente comune, di povertà, di speranze immense e acute delusioni. Una vita intera: questo il gusto che rimane, la percezione chiara che si fa strada fino all'ultima pagina.


MAFALDA DI SAVOIA ASSIA - Facile essere una principessa...
a cura di Ninel I. Podgornova - Editrice Solfanelli
Weimar: 29 agosto 1944, nel cimitero militare delle SS, non lontano dal campo di concentramento nazista di Buchenwald, una donna viene seppellita. Sulla tomba depongono un cartello con una laconica iscrizione: n. 262 Unbekannte ("Sconosciuta"). Chi era questa sfortunata vittima del nazismo? Per quale delitto la privarono non solo della vita, ma anche del nome di battesimo? E perché, anche se sconosciuta, fu seppellita nel cimitero delle SS? In piena guerra fredda, una giovane interprete russa è incaricata dal Partito Comunista dell'Unione Sovietica di diffondere materiale propagandistico ai marinai stranieri che arrivano nel porto di una città sul Mar Nero. Qui incontra l'anziano comandante di una petroliera italiana che le parla di Capri, delle bellezze del mediterraneo, di un figlio scomparso nelle campagne della Russia; le parla anche di una gentile principessa dagli occhi neri morta nel campo di concentramento di Buchenwald.


IL NAZISTA E LA BAMBINA
a cura di Liliana Manfredi - Editrice Aliberti
Quella di Liliana Manfredi è una storia vera. E lei l'unica sopravvissuta a una strage nazista nel giugno del 1944. Aveva undici anni quella terribile notte, quando vennero uccisi trentacinque civili innocenti alla Bettola, sulle colline di Reggio Emilia. Ma la storia di Liliana ha un elemento in più, che la rende forse unica al mondo. Fucilata insieme alla mamma e ai nonni, ha avuto la fortuna di rimanere solo ferita, e l'audacia di tentare una fuga rocambolesca fino al fiume. Ed è lì, sul greto del torrente Crostolo, con una gamba spezzata e tre pallottole nel corpo sanguinante, che si è consumato il miracolo: il nazista addetto al giro di ricognizione post-strage scopre Liliana nascosta nell'erba e invece di darle il colpo di grazia la porta di peso sulla strada principale, rischiando la corte marziale per salvarle la vita.



LA POLITICA ANTISEMITA FASCISTA TRA PROPAGANDA E LEGISLAZIONE 1938-1943
a cura di Vanessa Zuliani - Editrice Firenze Atheneum
I fatti, i luoghi, le date, le situazioni, le decisioni, le ragioni possono essere raccontati, forse interpretati, ma mai si riuscirà in realtà a comprendere l'orrore di quanto accadde. Le leggi razziali del 1938 sembrano essere solo un grigio capitolo, forse il più triste e uno dei più controversi della politica fascista, ma indubbiamente contribuirono alla catastrofe, al disastro, alla distruzione che sono la traduzione italiana di quella parola che è parte del vocabolario ebraico: Shoah. La storia, alle volte, e soprattutto in questo caso, è riportata dalle pubblicazioni istituzionali in modo eccessivamente asettico, come se si tentasse di celare l'orrore che si nasconde dietro alcune scelte politiche. La storia ufficiale, con la "S" maiuscola, dovrebbe lasciare il posto a una storia diversa, fatta di persone che, con provvedimenti legislativi e burocratici, sono state private della libertà, fino all'annientamento morale e poi fisico della loro individualità.


ANTE PAVELIC - Il Duce croato
a cura di Massimiliano Ferrara - Editrice Kappa Vu
Ante Pavelic, capo degli ustascia e fondatore nel 1941 dello Stato Indipendente Croato. Una tragica meteora geopolitica destinata a concludere la sua parabola con la sconfitta dell’Asse nella seconda guerra mondiale. Attenzione particolare è dedicata ai rapporti fra Pavelic, Mussolini ed il Vaticano, la sua permanenza in Italia, i campi di addestramento degli ustascia in diverse regioni italiane, la politica di aggressione fascista verso la Jugoslavia, i crimini contro i serbi ortodossi ed il ruolo della chiesa cattolica nella fuga dei criminali di guerra dell’Asse.



METAMORFOSI ETNICHE - I cambiamenti di popolazione a Trieste, Gorizia, Fiume e in Istria. 1914-1975
a cura di Piero Purini - Editrice Kappa Vu
Questo libro, tesi di dottorato dell’autore, illustra la storia dei movimenti migratori da e per la Venezia Giulia e le dinamiche di appartenenza nazionale della sua popolazione a partire dallo scoppio della prima guerra mondiale fino al Trattato di Osimo. Il volume non si sofferma alla sola storia dei movimenti di popolazione italiana, ma sviscera cause e modalità anche di fenomeni migratori meno noti o addirittura sconosciuti che coinvolsero le altre componenti etniche della regione. Ne risulta una storia complessiva di questa regione posta a cavallo tra mondo italiano, tedesco, sloveno e croato e dei cambiamenti di identità che queste componenti si trovarono di volta in volta a dover subire e/o scegliere.


ESULI A TRIESTE - Bonifica nazionale e rafforzamento dell'italianitö sul confine
a cura di Sandi Volk - Editrice Kappa Vu
La questione dell’insediamento a Trieste e dintorni dei profughi/esuli che abbandonarono, dopo la seconda guerra mondiale, L’Istria e la Dalmazia. La conseguente politica di rafforzamento dell’italianità e “bonifica” del territorio, portata vanti con determinazione dal governo italiano. Una enorme quantità di documenti e materiale ne racconta le diverse tappe ed il conseguente impatto sul tessuto sociale ed etnico delle terre del confine orientale.




UN CAMPO DI CONCENTRAMENTO FASCISTA - Gonars 1942-1943
a cura di Alessandra Kersevan - Editrice Kappa Vu
Questa ricerca, partita negli anni novanta con il rinvenimento nell’Archivio di Stato di Udine di una trentina di sconvolgenti lettere di internate e internati del campo di concentramento di Gonars, in provincia di Udine, si propone di contribuire, attraverso l’approfondimento della storia specifica di questo campo, a diffondere la conoscenza dei crimini di guerra fascisti nella seconda guerra mondiale. È una vicenda tremenda quella che si è svolta a Gonars nel 1942-43, con l’internamento da parte del regime fascista e dell’esercito italiano di molte migliaia di sloveni e croati, uomini, donne, vecchi, bambini, e la morte di quasi 500 di essi fra sofferenze inenarrabili. Una storia che non può essere minimizzata, e che richiede una presa di coscienza collettiva degli Italiani e un suo inserimento anche nel patrimonio conoscitivo delle nuove generazioni.


L' OCCUPAZIONE ITALIANA DEI BALCANI - Crimini di guerra e mito della «brava gente» (1940-1943)
a cura di Conti, Davide - Editrice Odradek
Nell'aprile del 1941 l'allora Jugoslavia venne smembrata in diverse entità etniche. La più importante era rappresentata dallo Stato Indipendente Croato, con capitale Zagabria, sottoposto all'occupazione congiunta italiana e tedesca. Questo volume si occupa in particolare della parte dello Stato compreso tra la Dalmazia annessa all'Italia e la linea di demarcazione italo-tedesca. Una regione molto ampia, attraversata da una feroce guerra civile, che vedeva coinvolti due apparati politico-militari collaborazionisti (etnici serbi e Stato Indipendente Croato).



A TE, MIA DOLORES - Nella tempesta della guerra col fucile e lo stetoscopio
a cura di Saša Božović - Editrice Odradek
La Resistenza jugoslava fu il più deciso e concentrato movimento di liberazione nazionale in Europa. Dallo sfacelo della frantumazione della prima Jugoslavia il paese fu salvato da una lotta epica di uomini e donne, combattenti della Resistenza contro Fascismo e Nazismo, che ricostruirono il paese, lo riunificarono, intrapresero l’opera di affratellamento dei suoi popoli. Questo libro, forse unico nella letteratura europea, scritto da una protagonista d’eccezione quale fu la dottoressa Saša Božović testimonia tutto ciò attraverso il suo diario-racconto che va dall’aprile 1941 all’estate 1945 e che ci porta dalle piazze di Belgrado alle aspre montagne del Montenegro e della Bosnia. Non si raccontano le battaglie, queste sono sullo sfondo, in primo piano la lotta quotidiana di chi si occupava dei feriti e della popolazione. Dedicato alla figlia, nata nell'ospedale del carcere di Tirana nel novembre 1941 e morta nel marzo del 1943, A te, mia Dolores nel 1980 ottenne l’ambito premio nazionale “4. jul”, e fu proclamato dalla Biblioteca nazionale della Serbia il libro più letto dell’anno. Dall'opera memorialistico-letteraria di Saša Božović è stato tratto un film, realizzato nel 1980 per la regia di Arsa Milošević, e un testo teatrale.


VISITANDO AUSCHWITZ - Guida all'ex campo di concentramento e al sito memoriale
a cura di Sessi Frediano; Saletti Carlo - Editrice Marsilio
Ogni anno, dall'Italia, più di 60.000 visitatori raggiungono il Lager di Auschwitz; per lo più gruppi di studenti e di insegnanti, ma anche famiglie e singole persone. Dal 1959 il loro numero cresce continuamente, nonostante sia trascorso ormai più di mezzo secolo dalla sua liberazione. Chi si reca a Oswiecim (Polonia) e visita il Lager di Auschwitz, che ha sede nel campo base, e poi raggiunge Birkenau, il campo di sterminio poco distante, spesso non riesce a capire come funzionava questo immenso centro di sterminio e di afflizione. Intorno a questo luogo memoriale immerso in un grande e profondo silenzio che lascia esterrefatti, la vita scorre e la città come i suoi abitanti cercano di mostrarsi per quello che sono oggi, senza riuscire a risolvere (ma si potrà mai?) il conflitto tra il presente e un passato che non passa. Per capire occorre arrivare a Oswiecim preparati e informati, ma poi sul luogo che tra il 1940 e il 1945 vide morire più di un milione di ebrei e fu il Lager del martirio di un'Europa soggiogata dalla scure nazista, gli occhi guardano ciò che rimane senza troppo comprendere. "Visitare Auschwitz" è una guida ricca di informazioni, fotografie e mappe, di suggerimenti puntuali per aiutare il visitatore a entrare in ciò che resta oggi di questo terribile passato, uno strumento per cominciare a ricostruire la storia del complesso concentrazionario e a rivivere i frammenti di vita quotidiana di molti dei deportati ebrei e non che vissero in questo luogo i loro ultimi giorni.


IL TESTIMONE INASCOLTATO
a cura di Haenel Yannick - Editrice Guanda
Polonia, 1942. Jan Karski, militare attivo nella Resistenza, viene contattato dai leader di due organizzazioni ebraiche che intendono affidargli il ruolo di portavoce della tragedia del loro popolo e che, per convincerlo, lo fanno entrare clandestinamente nel ghetto di Varsavia. Sconvolto dalla miseria e dalle violenze cui assiste, l'uomo decide di accettare la missione di "messaggero". Nei due anni seguenti, allo scopo di testimoniare l'orrore dello sterminio degli ebrei, Jan Karski intraprende lunghi e rischiosi viaggi attraverso l'Europa in guerra, spingendosi anche oltremare, fino alla Casa Bianca, a colloquio con Roosevelt. Ma la sensazione che riporta dagli incontri con i grandi della Terra è quella di rimanere inascoltato, quando persino di non essere creduto. Decide così di lasciare la propria testimonianza in un libro di memorie e di ritirarsi a vita privata. Jan Karski sparisce dalle scene per decenni, finché il regista Claude Lanzmann non lo convince a lasciarsi intervistare per il suo film, "Shoah". La figura di Jan Karski, cattolico che cerca di dare voce alla richiesta d'aiuto degli ebrei, è toccante per il coraggio e l'integrità dell'uomo e colpisce lo scrittore francese Yannick Haenel, che in questo libro rielabora in forma romanzesca, ma nel pieno rispetto della realtà storica, la figura e l'eccezionale vicenda di questo inascoltato testimone dello sterminio.


EINSATZGRUPPEN - Pensieri sulla natura dell’Olocausto
a cura di Renato Belluati - Editrice Statale 11
Perché nessuno si è ribellato? Finora nessuno fra gli studi sull'Olocausto ha saputo rispondere a questa domanda. Einsatzgruppen, analisi ad ampio spettro che sintetizza modelli e chiavi di lettura, comprende in una sola grande narrazione la galassia di concause di questa immane tragedia.





LA PIANISTA BAMBINA
a cura di Dawson Greg - Editrice Piemme
Per cinquant'anni della sua vita, il 25 dicembre Greg ha festeggiato con la famiglia il Natale e il compleanno di sua madre. E neppure un giorno, per mezzo secolo, ha sospettato quale enorme segreto potesse nascondersi dietro le candeline soffiate, i regali e gli addobbi. Un segreto che sua madre, a più di ottant'anni, decide di svelare. Ed è così, all'improvviso, che la storia, la Grande Storia, entra nella vita di Greg, con un consunto spartito di Chopin che la donna, musicista di talento, conserva religiosamente. Il racconto inizia molto tempo prima, in Ucraina, dove la piccola Zhanna, sostenuta dal padre, un pasticciere di Minsk, studia pianoforte rivelando da subito un talento non comune. Ma quando, nel 1941, i tedeschi invadono l'Ucraina e moltissimi ebrei, compresa la sua famiglia, vengono deportati verso i campi di sterminio, il suo sogno di bambina si trasforma in incubo. "Ci hanno messi in colonna, diretti a nord. Sapevamo che ci avrebbero uccisi, perché a nord non c'era niente. Mio padre allora mi diede la sua giacca e mi disse: 'Non m'importa come, ma vivi'". Da quel giorno, Zhanna non sarà più Zhanna. Si chiamerà Anna, invece. Avrà un nuovo atto di nascita, un nuovo compleanno, una nuova religione. Solo quello spartito di Chopin nascosto sotto i vestiti a proteggerla dalla follia e dall'orrore del mondo, unico brandello di infanzia che le è rimasto.


NON VI DIMENTICHERO' MAI, BAMBINI MIEI DI AUSCHWITZ
a cura di Denise Holstein - Editrice Il nuovo melangolo
Per mezzo secolo sono rimasta in silenzio. Non volevo somigliare a quei soldati di Verdun che irritavano i giovani con i racconti della loro guerra. Tuttavia sul mio braccio, in quel punto, c'era sempre il tatuaggio: A 16727. Il numero di matricola di Auschwitz. Auschwitz-Birkenau per l'esattezza. È il nome di quell'acquitrino polacco dove fu costruito il peggiore tra i campi di sterminio. Con la camera a gas e il forno crematorio. Io tornai. I bambini con i quali sono partita, loro, duecento piccoli orfani ebrei, non tornarono, furono gassati subito dopo il loro arrivo al campo, erano troppo giovani per lavorare. Io avevo diciassette anni. I miei genitori non hanno fatto ritorno dalla deportazione. Papà aveva cinquantatre anni, mamma ne aveva quarantuno. Agli occhi dei tedeschi erano troppo vecchi.


CENERE DI UOMO
a cura di Nicholson Baker - Editrice Bompiani
"Nel corso di un interrogatorio, il generale Halder disse che quando fu rinchiuso ad Auschwitz, verso la fine della guerra, vide fiocchi di cenere portati dal vento nella sua cella. E li chiamò cenere d’uomo."
Con questo libro documentato e provocatorio Nicholson Baker racconta l’inesorabile marcia dell’Inghilterra, degli Stati Uniti, della Germania, dell’Europa tutta verso l’Olocausto. Baker raccoglie, interpreta e fonde in un grande racconto una messe enorme di documenti apparentemente non centrali, come giornali, diari, discorsi radiofonici dell’epoca, dichiarazioni estemporanee di uomini politici di rilievo, che divengono, ciascuno, segni inquietanti della follia che ha portato verso la "soluzione finale". Alla domanda che agita ogni coscienza, "Come è mai potuto accadere tutto questo?", lo scrittore americano non fornisce risposte definitive, ma lascia al lettore il compito di seguire questa corsa inarrestabile verso il baratro; lascia al lettore l’onere di giudicare non solo i colpevoli (inequivocabilmente colpevoli) ma anche quegli spettatori che per indifferenza, malizia, cinismo non hanno voluto opporsi quando ancora sarebbe stato possibile farlo e si sono lasciati risucchiare nel vortice dell’orrore.


PIERRE LOUIS FALOCI. Architettura per ricordare. Centro europeo del resistente deportato al Kl Natzweiler-Struthof
a cura di Mauro Galantino - Editrice Mondadori Electa
Il volume presenta il museo-memoriale che l'architetto francese Faloci ha costruito sulle rovine del campo di concentramento nazista di Struthof, situato nei pressi del comune di Natzwiller, in Alsazia. Il campo, riservato ai resistenti dei paesi europei, ospitava deportati impegnati nell'attività di estrazione dei blocchi di granito rosso necessari alla costruzione degli edifici del regime progettati da Albert Speer. Il sito, divenuto nel 1950 monumento storico, nel 2000 fu oggetto del concorso internazionale di architettura, bandito dallo stato francese, e vinto da Pierre Louis Faloci che lo trasformò in un luogo espositivo dedicato alla memoria delle 40.000 persone che vi persero la vita. La pubblicazione, introdotta da un saggio critico di Mauro Galantino, uno dei più originali architetti italiani, presenta schizzi di studio, disegni esecutivi e di dettaglio oltre a fotografie dell'opera realizzata capaci di restituire i sofisticati processi tecnici di sovrapposizione tra la nuova struttura e le architetture preesistenti e di valorizzare l'uso coerente dei materiali impiegati: il granito nero, l'acciaio e il cemento.


STELLE DI CANNELLA
a cura di Helga Schneider - Editrice Salani
La storia si svolge a Wilmersdorf, quartiere di Berlino dove, nel dicembre 1932, le tre famiglie Rauch, Korsakov e Winterloch vivono vicine, in buona armonia. I Rauch sono cattolici, il padre fa il poliziotto, hanno un figlio di nove anni, Fritz. Il signor Korsakov, giornalista, e suo figlio David sono ebrei, mentre la signora Korsakov e sua figlia Lene sono cattoliche. In casa Winterloch, famiglia cattolica, vivono Berty e Vicky, entrambi studenti universitari, insieme a una governante, essendo il padre architetto, rimasto vedovo, spesso via per lavoro. Alcuni componenti delle tre famiglie sono particolarmente legati: i due bambini, Fritz Rauch e David Korsakov, di nove anni, sono amici e, a scuola, compagni di banco; Lene Korsakov e Berty Winterloch si fidanzano e poi si sposeranno; e c’è anche una grande amicizia tra Muschi e Koks, i gatti delle due famiglie Rauch e Korsakov. Ma nell’arco di pochi mesi, con l’ascesa al potere di Hitler e la sua politica discriminatoria nei confronti degli ebrei, i rapporti tra le persone cambiano rapidamente. Chi simpatizza col nuovo governo, come Berty, dice: “Bisogna stare lontani dagli ebrei, ecco cosa intendo. Il governo non li vuole? Bene, noi non possiamo lottare contro i mulini a vento. Occorre evitarli, è l’unica soluzione”.


AUSLANDER
a cura di Paul Dowswell - Editrice Feltrinelli
Piotr, un ragazzino tredicenne che vive in Polonia con i genitori, resta improvvisamente orfano durante la seconda guerra mondiale, nell’estate del 1941. Dopo un breve soggiorno in un orfanatrofio viene adottato a Berlino dalla famiglia del professor Kaltenbach, nazista convinto, consulente dell’Ufficio genealogico del Reich e impiegato presso l’Istituto di Antropologia, Ereditarietà umana ed Eugenetica di Berlino, convinto propugnatore delle teorie naziste sulla necessità di tutelare la pura razza ariana da ogni contaminazione.
Piotr viene adottato dalla famiglia Kaltenbach perché i suoi genitori erano tedeschi trasferitisi in Polonia e quindi nelle sue vene scorre pochissimo sangue polacco (solo una nonna era polacca), la sua lingua madre è il tedesco e, altro elemento fondamentale, il suo aspetto esteriore ne fa un membro perfetto della gioventù hitleriana. Piotr si trova così sbalzato nel cuore della Berlino in guerra, in una famiglia di nazisti convinti con tre figlie femmine dove ciascuno fa il proprio dovere per essere un perfetto nazista, dalla figlia minore, una bimbetta che anche nella casa delle bambole ha l’immagine del Füher appesa alla parete, alle due figlie maggiori, convinte attiviste delle organizzazioni giovanili naziste, alla madre che lavora in un Lebensborn, le “fonti di vita”, centri preposti alla nascita dei più puri membri della razza ariana. Piotr, felice di tornare ad avere una famiglia, è in un primo tempo completamente assorbito dal nuovo clima politico ed ideologico in cui si trova a vivere: partecipa con entusiasmo a tutte le attività che gli vengono proposte, non soltanto a scuola, ma soprattutto nel gruppo della Hitler Jugend di cui entra a fare parte; si sente parte integrante di quella Volksgemeinschaft, la “comunità popolare” nazista di cui i suoi genitori adottivi erano convinti sostenitori. Con il passare dei mesi però Piotr comincia a percepire un senso di estraneità sempre più marcata verso la realtà in cui si trova a vivere: ogni volta che sente parlare male dei polacchi si sente punto nel vivo e non sempre riesce a condividere l’odio antisemita da cui è circondato. Inizialmente vive con grandi sensi di colpa quella che percepisce come ingratitudine verso la famiglia che lo ha generosamente accolto, ma quanto più il fanatismo nazista sembra essere in contraddizione con una guerra che si fa sentire sempre più pesantemente sulla vita quotidiana di ciascuno, tanto più aumentano i suoi dubbi e le sue perplessità. L’amicizia con Segur ed Anna, due coetanei assai critici verso il nazismo, aprono a Piotr gli occhi su un modo assai diverso di poter vivere mostrandosi all’apparenza ferventi sostenitori del Reich, ma ascoltando in realtà la radio nemica e esprimendo giudizi assai critici verso il potere dominante. La famiglia di Anna, nota a Berlino per le sue posizioni di appoggio al regime, si impegna in realtà per aiutare alcuni ebrei nascosti e fa parte di una rete estesa ma esile di resistenti al Reich. Piotr si sente quotidianamente dilaniato tra il desiderio di partecipare a concrete azioni contro il nazismo e il terrore di essere arrestato. Decide di seguire l’esempio di Anna e nell’estate del 1943, quando il pericolo per entrambi sarà troppo grande, fugge con lei e la madre in Svezia, mentre il padre viene arrestato e torturato. Sarà proprio Elisabeth, la figlia maggiore dei Kaltenbach, che lo aveva sempre trattato con disprezzo e freddezza, ad aiutarlo nella fuga nel momento in cui sta per finire nelle mani della Gestapo, dimostrando come ormai, anche all’interno delle famiglie più profondamente fedeli al regime, vi fossero spaccature profonde.


GLI EBREI IN ALBANIA - Catalogo dei documenti dell’Archivio Centrale di Stato della Repubblica d’Albania
a cura di Nevila Nika e Liliana Vorspi - Editrice Progedit
Nell'ambito della ricerca sui rapporti tra la Puglia e l'Albania, l'Istituto pugliese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea, la Fondazione Gramsci di Puglia, unitamente all'Archivio centrale di Stato di Tirana, hanno promosso la raccolta di fonti documentarie sulla storia degli ebrei in Albania.
La loro vicenda, nel corso degli anni '30-40 del Novecento, si differenzia da quella del resto d'Europa. La ricerca storiografica, che non aveva concentrato la sua attenzione sulla eccezionalità degli eventi relativi alla situazione albanese, può avvalersi ora di un prezioso strumento di lavoro.
Il catalogo dei documenti conservati nell'Archivio centrale di Stato di Tirana consente ulteriori e importanti approfondimenti sulla politica antisemita del regime fascista in Albania, sulla condotta dei militari italiani e tedeschi durante la guerra e sul contributo degli ebrei di diverse nazionalità alla resistenza albanese contro il nazismo.
La guida comprende documenti che coprono un arco di tre secoli ed è il risultato di un lavoro condotto su oltre cinquecentomila schede. All'interno di questa documentazione è di grande interesse la parte relativa alle relazioni italo-albanesi e in particolare il ruolo svolto dopo l'8 settembre 1943 dal Circolo democratico "Giuseppe Garibaldi", che curò il rimpatrio degli italiani e degli ebrei a prescindere dalla loro nazionalità.
La guida è il primo risultato di un progetto più ampio sulle relazioni italo-albanesi che prevede la costituzione di un centro di documentazione presso la Teca del Mediterraneo – Biblioteca Multimediale del Consiglio Regionale della Puglia e presso l'Archivio Centrale di Stato di Tirana, l'organizzazione di una mostra e la pubblicazione di raccolte di documenti sulle vicende dei militari e civili italiani in Albania dopo l'Armistizio.
L'edizione è bilingue, in italiano e in albanese, così come la copertina del volume è stata realizzata in entrambe le lingue. Il testo viene pubblicato nell'ambito del progetto BiblioDoc-Inn di iniziativa comunitaria Interreg III A 2000-2006.


BENVENUTO MAX - Ebrei e antifascisti in Puglia
a cura di Giuseppina Boccasile e Vito Antonio Leuzzi - Editrice Progedit
"Mi perdonerai? Te i tuoi siete stati sempre di una importanza molto maggiore sulla formazione mia di quanto non mi resi conto sino a poco fa. In quel crollo, voialtri eravate il punto fermo, la saggezza, e il rifugio emozionale per me, giovane rifugiato senza radici vere e proprie. Ed ora che ancora una volta ho rifatto la mia vita in un altro paese, mi manca acutamente quel che mi hai offerto in circostanze simili 25 anni fa".
Con questi accenti di grande riconoscenza, il 6 gennaio 1959, da Londra, il medico Max Mayer, ebreo originario di Bonn, esule dalla Germania negli anni Trenta per sfuggire alle persecuzioni di Hitler, si rivolgeva a Tommaso Fiore, ricordandogli il peso che, nella sua formazione, aveva avuto quel gruppo di intellettuali liberalsocialisti che l'avevano accolto a Bari, giovane studente di Medicina, indicandogli la via maestra della democrazia. Il sodalizio che intreccerà nelle famiglie Fiore, Cifarelli, Canfora, Laterza, costituirà un' esperienza indimenticabile e centrale anche quando, ormai laureato ed emigrato in Pakistan e poi a Londra, manterrà i contatti con gli amici e maestri di un tempo.
Quella vicenda esaltante viene ricostruita, insieme alla tragedia di un'epoca, attraverso il carteggio inedito che, per mezzo secolo, Mayer intrattiene con Tommaso Fiore, Michele Cifarelli, Fabrizio Canfora, con le loro famiglie e con i giovani antifascisti che gli si raccolsero intorno.
Completa il volume un rapporto sui campi di sterminio che un ebreo olandese consegnò a Mayer, medico incaricato dall'ambasciata tedesca di stilare le perizie per l'indennizzo delle vittime del nazismo.


TU MI DEVI SEPPELIR - Riti funebri e culto nazionale alle origini della Repubblica
a cura di Guri Schwarz - Editrice Utet
Sin dalle origini dello stato-nazione l'obbligo dei cittadini di offrire la propria disponibilità al sacrificio per la difesa della patria trova un rispecchiamento nel dovere dello stato di onorare degnamente tale devozione. Dopo il 1945 i morti italiani cui spettava una degna sepoltura non erano solo molto numerosi, ma anche eccezionalmente vari per tipologia. Guri Schwarz prende in esame le difficoltà incontrate dalle istituzioni statali nel gestire lutti tanto diversificati. L'analisi muove dalla ricostruzione dei rituali patriottici del 25 aprile e del 4 novembre, intesi in primo luogo come grandiosi riti funebri. Sono poi ricostruite la genesi del mausoleo delle Fosse Ardeatine, la costruzione del cimitero monumentale di El Alamein, la sepoltura dei caduti italiani a Cefalonia e la costruzione del cimitero di Monte Lungo. L'analisi mette in relazione le spinte provenienti dal basso, da una società civile in cui prolifera una miriade di associazioni impegnate nel culto dei caduti, con le strategie commemorative calate dall'alto, da istituzioni statali e grandi partiti. Attraverso la ricostruzione dei rapporti variabili tra questi agenti sociali, nonché per mezzo dell'esame dei codici culturali e dei sistemi simbolici per mezzo dei quali venivano gestiti i lutti, risultano leggibili la genesi delle narrazioni consolatorie fondanti l'autorappresentazione nazionale, ma anche i processi di riorganizzazione del tessuto sociale e dell'impalcatura politico-istituzionale.


TREDICI MILIONI PROGNOSI RISERVATA DELLA COMUNITA' EBRAICA
a cura di Gennazzano Robert - Editrice Gaffi
Una tesi elaborata dall’interno da un membro della comunità ebraica romana: negli ultimi trent’anni si è verificato un curioso fenomeno, ancora tutto da studiare, che ha trasformato il tradizionale, ben conosciuto ebreo postbellico in “frequentatore” di ambienti urbani ormai artificiali come lo stesso ghetto di Roma. Piccole e ben strutturate realtà metropolitane che potrebbero forse essere paragonate ad aree protette in funzione della salvaguardia di pregiati ambienti naturali, e dei rispettivi antichi abitatori. Non è cosa scontata che il “ghetto”, nelle sue moderne varianti più o meno mimetizzate, debba rappresentare per le Comunità diasporiche la realtà più sicura, e soprattutto la riappropriazione di se stessi e delle proprie radici. I muri di pietre e mattoni non ci sono più, ma si sono formati muri nuovi.
Uno sguardo dall’interno, disincantato, perfino impietoso, ma senza cadere nel cinismo e nel sarcasmo del pettegolezzo. Il lettore ebreo potrà dunque farsi coinvolgere, ed anche sentirsi provocato. Non è lui, tuttavia, a costituire il pubblico vero di queste pagine: gli ebrei, come si cerca di dimostrare, sono purtroppo pochi. Saranno tutti gli altri a lasciarsi incuriosire e trascinare da questa incursione davvero “corsara” in un mondo che non cessa di destare interesse, che sembra ed è vicinissimo, ma si intuisce e percepisce anche come lontano e diverso.


LE FESRE EBRAICHE
a cura di Yeshayahu Leibowitz - Editrice Jaca Book
Le solennità che Dio stesso comunica a Mose, chiamandole «le mie feste» (Levitico 23), permettono al popolo ebraico di rivivere i momenti fondamentali della propria storia con Dio. Il tempo di un ebreo si trova così plasmato a partire da tali eventi essenziali vissuti dai suoi padri, e nuovamente presenti attraverso le celebrazioni, dove non rimangono semplici memorie di ciò che è ormai trascorso, ma occasione e stimolo per una partecipazione personale. Lungo la storia del popolo ebraico altre feste si sono aggiunte a quelle fissate nella Torah, come Purim e Hanukkah, per rimanere all'interno del periodo biblico, oppure Lag ba'omer, istituita nel Medioevo, a ricordo del giorno in cui cessò la piaga che aveva ucciso 24.000 discepoli del rabbino Aqiva, e Yom ha'atzma'ut (giorno dell'indipendenza), in epoca moderna, e altre, che intendono evocare avvenimenti di particolare importanza o di liberazione di tutto il popolo ebraico o di parte di esso. Dal 1976 al 1982, nel corso di sette anni, alla radio israeliana, il professore Yeshayahu Leibowitz tenne una serie di riflessioni dedicate sia alla porzione di Torah settimanale sia alle feste di Israele. Il nostro testo, raccogliendo le penetranti e profonde riflessioni svolte da questo grande maestro sulle principali feste ebraiche, ci permette di avvicinarci agli eventi che hanno fortemente caratterizzato e continuano a contrassegnare la storia degli ebrei.


CAMMINA DAVANTI A ME - Riflessioni sulla Torà
a cura di Fabrizio H. Cipriani - Editrice L'Epos
L’autore, rabbino della comunità liberale Lev Chadash di Milano oltre che direttore d’orchestra di musica barocca e conferenziere in Francia e in Italia, analizza e commenta il testo sacro in tutta la sua attualità, attraverso un cammino che, passo dopo passo, si rivela sempre pregno di spunti per nuove riflessioni su Dio, sull’umanità, sulle donne. E’ un’opera imperdibile per tutti coloro che si vogliono soffermare a guardare il mondo con occhi diversi




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