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La Case Editrici qui di seguito elencate, hanno pubblicato una serie di libri molto interessanti sotto l'aspetto educativo della Shoah e dell'universo concentrazionario, che vanno sicuramente presi in considerazione visto il loro alto contenuto storico nei diversi gradi di orientamento. Altresì, abbiamo inserito i volumi più facilmente reperibili online e nelle classiche librerie. Molte sono state le Case Editrici e gli Autori che hanno aderito alla nostra iniziativa "Leggere la Shoah". Gli aderenti sono elencati nella pagina introduttiva.
In questa sezione sono elencati i libri (43 Volumi) delle Case Editrici : Bompiani - Forum Edizioni - Marsilio - Èthos - Spartaco - Impressioni Grafiche - Manifestolibri - Mondadori - Château - Carocci - Archetipo - Monti - Garzanti - Viella - Manifestolibri - Guanda - Guida - Carabba - Franco Angeli - Il Filo - Zona - Piemme - Kappa Vu - Bollati Boringhieri - Il Mulino - Einaudi - Giunti - Il Lavoro editoriale - Sellerio - Messaggero Padova - Mattioli 1885 - Il Saggiatore - Bellavite
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IL DOLORE DI CAMBIAR PELLE
a cura di Zoderer Joseph - Editrice Bompiani
 Da due decenni Jul non sa darsi pace per la tragica morte dell'unica giovanissima figlia. Ora, è giunto il momento di fare i conti col proprio passato. Decide, dunque, di lasciare il Sud Tirolo diretto ad Agrigento, città natale della moglie Mara. Jul, ancora bambino, aveva dovuto lasciare la sua terra natia, il Sud Tirolo, quando il padre era stato costretto a scegliere la fedeltà alla Germania di Hitler o all'Italia di Mussolini. Vi era tornato, in Sud Tirolo, adolescente, diventando militante dell'opposizione extraparlamentare e incontrando Mara, attiva anch'essa nelle fila dell'estrema sinistra, benché figlia di un gerarca fascista. Con uno stile malinconico che si alimenta di uno sfondo sottilmente elegiaco, Joseph Zoderer rievoca in questo struggente romanzo i destini simmetrici dei suoi due personaggi, li segue amorevolmente nelle loro difficoltà, crisi, entusiasmi, e nel far questo getta nuova luce su una delle fasi più vitali e contrastate della storia italiana del secondo dopoguerra. Una storia d'amore e di lotta, di dolore per una perduta identità, individuale e collettiva, di un legame quasi simbiotico con una natura che smarrisce la propria ingenuità e si riverbera nelle cupe ombre proiettate dai genitori di Jul e di Mara. Perché forse gli errori dei padri si ripetono nei figli, in forme oscure e sotterranee, e tutto ciò che resta sono tracce di vita e di amore che debbono essere riscoperte, prima dell'ultimo congedo.

FIGLI DELL'OLOCAUSTO - Conversazioni con i figli dei sopravvissuti
a cura di Epstein Helen - Editrice Forum Edizioni
 L'opera prima di Helen Epstein (1979) affonda le proprie radici nella storia personale e familiare dell'autrice per poi estendere lo sguardo a un'intera generazione. Collocato a metà strada tra biografia, autobiografia e reportage, si sviluppa seguendo due binari paralleli. L'autrice spiega le dinamiche della propria famiglia scavando nei ricordi e nel doloroso passato dei genitori, ebrei sopravvissuti ai campi di concentramento nazisti; cerca inoltre un confronto con altri figli dell'Olocausto, i nati dopo la fine della Seconda guerra mondiale che hanno scontato le conseguenze psicologiche della persecuzione. La volontà di documentarne le voci e di confrontare la propria storia con la loro spingono la Epstein a viaggiare in Europa, Israele e Stati Uniti per intervistare centinaia di persone che condividono quel vissuto. Il risultato è un percorso drammatico e coinvolgente, un distillato di rigore e umanità attraverso cui l'autrice svela gli effetti a lungo termine della Shoah come trauma individuale, familiare e collettivo.

RIFUGIO ALL'INFERNO - L'incredibile storia dell'ospedale ebreo di Berlino
a cura di Silver Daniel B. - Editrice Marsilio
 Alla liberazione di Berlino nel 1945, gli alleati scoprono un ospedale ebreo perfettamente funzionante nel cuore del Terzo Reich. In questo libro, Daniel B. Silver racconta, per la prima volta, la storia drammatica di questa struttura e degli uomini che le hanno permesso di sopravvivere agli orrori del nazismo. Avvocato, Silver è stato consulente della National Security Agency e della Cia.

IL SECOLO DELL'ODIO - Conflitti razziali e di classe nel Novecento
a cura di Moriani Gianni - Editrice Marsilio
 Nel XX secolo fili spinati hanno marcato l'odio per l'altro, preludio a stermini di massa, mentre l'ingegneria sociale si è incaricata di sterilizzare i "diversi". Hanno iniziato gli inglesi in Sud Africa nel 1901-1902 con la segregazione di 120.000 boeri. Pochi anni dopo negli USA si legalizza la sterilizzazione degli handicappati e malati di mente. In Russia, nel 1923, Lenin attiva la prima isola del famigerato Arcipelago Gulag poi diventato, con Stalin, strumento di una sanguinaria politica repressiva. Tra il 1934 e il 1976 le socialdemocrazie scandinave sterilizzano 106.000 "diversi" - il cui 90% donne - per contenere i costi del welfare State. Nel 1939 Hitler avvia l'eliminazione dei malati ereditati uccidendo 5.000 bambini e 71.000 adulti e dà inizio allo sterminio di oltre 6.000.000 di ebrei e di 500.000 zingari. Negli anni cinquanta Mao trasforma il popolo in "arma suprema" della sua dittatura. In Sud Africa nel dopoguerra i bianchi segregano i neri con una liberticida legislazione razziale. Negli anni settanta i Khmer rossi di Pol Pot disintegrano la Cambogia facendo morire 1.860.000 persone: il 25% della popolazione. Gli anni novanta si aprono con la pulizia etnica nell'ex Jugoslavia imitata, nel 1994, dal Ruanda con lo sterminio di 800.000 persone di etnia Tutsi. Ora, alla fine del XX secolo, frughiamo tra queste immani rovine di una umanità vilipesa nella sua dignità; questo libro, nel suo rigore storiografico, è al tempo stesso un documento e una denuncia.

IL TRAMONTO DEI GIUSTI - I crimini di guerra e le resistenze europee al nazifascismo
a cura di Pino Pelloni - Editrice Èthos
 Questo libro è dedicato ai crimini compiuti durante la seconda guerra mondiale e alle resistenze europee al nazifascismo.
L’idea è nata durante la ricerca di materiali da destinare alla storia della Seconda Guerra Mondiale realizzata dal professor Piero Melograni e da Pino Pelloni per RaiTrade. L’autore ha assemblato la documentazione frugando tra testimonianze, diari privati, pagine letterarie, raccolte di giornali, canzoni popolari, reperti filatelici, ricette di cucina, almanacchi da barbiere, film ed interviste fatte direttamente a testimoni di quegli eventi. All'interno del volume, insieme con il racconto della “storia degli storici” possiamo conoscere, quasi in presa diretta, le testimonianze di Giorgio Bocca, Antonio Ghirelli, Amos Luzzatto, Carlo Lizzani e Piero Melograni. Le pagine letterarie di Jacques Maritain, Hannah Arendt, Alberto Moravia, Enzo Biagi, Piero Ottone, Marek Edelman e di numerosi altri protagonisti di quei tragici giorni. I contributi di storici come Renzo De Felice, Léon Poliakov, John Cornwell, Robert Sommer, Theodore Hamerow, Gian Maria Vian e Riccardo Calimani per aiutare a ricostruire le vicende narrate. Sono ricordati lo sterminio degli ebrei, degli zingari, degli omosessuali; la violenza sulle donne e i bambini; la razzia dell’oro e delle opere d’arte perpetrato dai nazisti in tutta Europa; le stragi italiane da Boves a Marzabotto, da Pietransieri a Sant’Anna di Stazzema sino agli stupri in Ciociaria. Sono raccontate la rivolta del ghetto di Varsavia e le ribellioni nei campi di concentramento come di altri episodi della resistenza ebraica. La lunga guerra di liberazione dell’Europa dal nazifascismo proposta con dovizia di dati e con i suoi protagonisti. I ”silenzi” di Pio XII ma anche quelli degli Alleati in nome di un realismo politico che, agli occhi dell’oggi, stride con gli imperativi della morale. Tutto questo Pino Pelloni ha voluto raccontarlo alle giovani generazioni. Perché sappiano e soprattutto perché non dimentichino.

CAIAZZO NON PERDONA IL BOIA NAZISTA - La strage dimenticata (13 ottobre 1943)
a cura di Antimo Della Valle - Editrice Spartaco
 La storia di una strage ai danni di ventidue civili inermi (undici bambini, sette donne e quattro uomini), uccisi a Caiazzo in Campania nell’ottobre 1943: l’efferato delitto fu opera dei soldati tedeschi in ritirata verso il fronte di Cassino. Il caso venne riaperto nel 1988, quando fu ritrovata la documentazione del Servizio segreto militare americano che aveva indagato sul crimine di Caiazzo e ne nacque un processo davanti alla magistratura italiana contro i responsabili. Il saggio descrive, anche sulla base di documenti inediti, tutte le fasi dei due processi avviati contemporaneamente in Italia e in Germania, squarciando il velo di silenzio calato negli anni su una delle più terribili stragi commesse dai nazisti sul territorio italiano, ricostruendo anche l’agghiacciante figura dell’ufficiale tedesco condannato per l’eccidio.

MORTE ALLA GOLA
a cura di Carlo Lajolo - Editrice Impressioni Grafiche
 Memoria di un partigiano deportato a Mauthausen 2 dicembre 1944 29 giugno 1945.
È il diario di un giovane partigiano, scritto pochi mesi dopo la liberazione e il ritorno in Italia, è una testimonianza immediata ed efficace e non risente ovviamente di altri libri di memorie o di saggistica scritti e pubblicati dopo. La narrazione è fluida, ordinata in senso cronologico con un’esposizione precisa e puntuale, tutta tesa a descrivere i fatti, secondo l’andamento del racconto contadino, senza commenti o giudizi, senza enfasi o retorica. È la scrittura di un giovane di vent’anni, innamorato della vita, baldanzoso e ottimista che, trovandosi ad affrontare una situazione estrema, vuole assolutamente sopravvivere. Nonostante abbia la morte alla gola e le sofferenze stiano distruggendo il suo fisico, subisce il destino terribile senza piegare il morale. Carlo Lajolo è nato a Vinchio il 29 novembre del 1922, in una famiglia contadina con sette tra fratelli e sorelle. All’armistizio sottoscritto tra l’Italia e gli Alleati, Carlo si trovava a Torino, adibito a servizio di ordine pubblico presso la Prefettura. La dissoluzione delle istituzioni, dopo l’8 settembre ’43, coinvolse anche lui. In assenza di ordini superiori, Carlo cercò da solo la salvezza, come tanti soldati “sbandati” e riuscì a tornare a casa. Nella primavera del ’44 insieme ad altri ragazzi formò una banda partigiana con a capo Davide Lajolo (Ulisse). Carlo fu catturato dai fascisti a inizi dicembre ’44 e arrivò nel lager di Mauthausen a inizio gennaio ’45, lavorò nelle fabbriche del sottocampo di Gusen II e riuscì a sopravvivere fino alla liberazione del campo il 5 maggio del ‘45.

ANTIFASCISMO POPOLARE
a cura di Giuseppe Aragno - Editrice Manifestolibri
 L’antifascismo popolare, la repressione, l’isolamento, la paura, la scelta di opporsi comunque e resistere, anche mimetizzandosi, in un libro che tiene assieme il rigore della ricerca scientifica e i ritmi e le parole della narrazione. Un contributo alla tesi di una forte continuità tra Antifascismo e Resistenza, ma anche un affresco vivissimo, una sorta di “romanzo storico” che, partendo dalla varietà di situazioni, aspirazioni, relazioni e intenti, stringe l’obiettivo e tira fuori dal silenzio della Storia i volti, le voci, le vicende umane e politiche, le scelte talvolta eroiche e le inevitabili miserie umane di una militanza oscura. Sullo sfondo, la ricchezza umana, la complessità culturale e lo spessore morale di un antifascismo che nessuno ha mai celebrato.

IL SECOLO DEL MALE
a cura di Martelli Michele - Editrice Manifestolibri
 In che senso ed entro quali limiti Auschwitz, Kolyma e Hiroshima, il Lager nazista, il Gulag stalinista e il Bombardamento ("chirurgico", "democratico" o "umanitario") possono essere assunti a simbolo del Novecento? Nel secolo appena trascorso la fenomenologia del male ha raggiunto dimensioni inimmaginabili (guerre mondiali, razzismi, campi di concentramento e di sterminio). Come tentare di comprendere ciò che sembra incomprensibile? Il volume discute innanzitutto l'impossibilità della teodicea, il fallimento di ogni tentativo razionale di giustificare la bontà di Dio di fronte al male. Individua poi tre forme principali del male nel Novecento: il male totalitario, tecnologico e globale. L'ipotesi teorica che percorre il volume è che la riflessione sul male debba lasciarsi alle spalle la mentalità teologizzante: solo il compimento del processo moderno di secolarizzazione e laicizzazione, nel senso di un'etica del finito, può aiutarci a ridurre, combattere, neutralizzare le manifestazioni più brutali della malvagità umana.

LA QUESTIONE EBRAICA
a cura di Bauer Bruno, Marx Karl - Editrice Manifestolibri
 Per la prima volta in edizione italiana il testo completo della polemica sulla questione ebraica tra Karl Marx e Bruno Bauer. Una discussione che, partendo dal tema dell’emancipazione degli ebrei, tocca le questioni principali della critica e della politica e dello stato moderno. Sebbene sia stato ampiamente letto, e discusso e criticato, il saggio di Marx sulla questione ebraica non è stato mai pubblicato insieme ai testi con i quali polemizza, i due scritti di Bruno Bauer che vengono presentati qui al lettore italiano. Bauer non è solo un pensatore politico importante e originale, ma le sue riflessioni sulla rivoluzione francese e sull’emancipazione politica costituiscono un termine di riferimento senza il quale anche la comprensione del pensiero di Marx su questi temi resta debole e insufficiente.

VIA RASELLA - La storia mistificata
a cura di Bentivegna Rosario - Editrice Manifestolibri
 Nel suo libro Storia d’Italia da Mussolini a Berlusconi, Bruno Vespa dedica un brano all’agguato partigiano di Via Rasella, accusando gli autori di aver commesso un gesto inutile e contrario alle ragioni stesse della resistenza. In questo rigoroso pamphlet, e nello scambio di missive con Bruno Vespa, Rosario Bentivegna, uno dei protagonisti di quell’azione, evidenzia le omissioni, le distorsioni e le false informazioni sulla base delle quali il noto giornalista formula il suo giudizio. Il volume ricostruisce sinteticamente la verità sull’attacco partigiano di Via Rasella, sulla base di documenti e accertate acquisizioni storiografiche, mettendo in luce il carattere ideologico e forzato di tante “revisioni” mediatiche della storia italiana tra il fascismo e la Resistenza. Nel carteggio, Bentivegna e Vespa polemizzano argomentando le rispettive posizioni.

SHOAH - Le colpe degli italiani
a cura di Ruzzenenti Marino - EditriceManifestolibri
 A oltre sessantacinque anni dalla tragedia della Shoah, manca ancora una riflessione esauriente sulle responsabilità italiane per lo sterminio degli ebrei, sulle colpe del cattolicesimo e del fascismo. Il volume dà un contributo a questa indagine analizzando in profondità due pagine inedite. Innanzitutto indaga sul ruolo che svolse il cattolicesimo italiano, attraverso la figura chiave dell'intellettuale Mario Bendiscioli, nella gestazione delle leggi antisemite del 1938. Documenta poi come i fascisti della repubblica sociale furono protagonisti di primo piano, spesso in competizione con gli stessi tedeschi, nella caccia agli ebrei da avviare allo sterminio. Da questo studio emerge un radicamento tutt'altro che marginale del razzismo in molti settori della società italiana, che tante ricostruzioni storiografiche hanno preferito sminuire o lasciare nell'ombra.

BUONA FORTUNA, RAGAZZI - Cefalonia, 1943 una storia vera
a cura di Erminia Dell'Oro - Editrice Mondadori
 Dopo l'8 settembre 1943 i militari italiani di stanza nell'isola greca di Cefalonia persero ogni contatto con la madrepatria e furono abbandonati nelle mani dell'esercito tedesco, che ne trucidò la maggior parte. Questo triste episodio di storia italiana rivive attraverso la narrazione della vicenda realmente vissuta dal capitano Francesco De Negri e della sua famiglia, che ci conduce attraverso le suggestive vicende di tre generazioni dall'inizio del secolo ai giorni nostri. L'autrice ha ricostruito un episodio storico facendo ricorso a documenti e testimonianze di persone che vi furono coinvolte.
Il testo è arricchito da Approfondimenti che aiutano a contestualizzare gli avvenimenti e il periodo storico in cui si svolge la vicenda narrata. In Appendice Il tuo vocabolario, le parole indicate nel testo con un asterisco, spiegate o raccontate come una piccola voce di enciclopedia. Per i capitoli del testo Sai usare queste parole?, Il filo della storia e E ora racconta tu. E da ultimo le attività più creative: l gioco delle parole, Il gioco dei luoghi, Il gioco dei personaggi.

LA BONTA' INSENSATA - Il segreto degli uomini giusti
a cura di Gabriele Nissim - Editrice Mondadori
 "Mi sono reso conto che non riusciremo mai a debellare dalla Storia il male che gli uomini commettono nei confronti degli altri uomini. Nonostante il trauma di Auschwitz, i genocidi e i crimini contro l'umanità sono continuati nei gulag staliniani, in Biafra, in Ruanda, in Bosnia e altri ne seguiranno ancora." Queste parole di Moshe Bejski non sembrano lasciare spazio alla speranza. Eppure la sua vita di scampato alla deportazione grazie all'aiuto di Oskar Schindler e la successiva fondazione del Giardino dei giusti, da lui ideato, rappresentano proprio un esempio che esorta a non cedere di fronte all'apparente ineluttabilità del male nel mondo. Ogni albero del Giardino ricorda la vita di un uomo che ha salvato almeno un ebreo dalla persecuzione nazista durante la Shoah. Gabriele Nissim, giornalista e saggista, ha dialogato a lungo con Moshe Bejski nel corso degli anni, contribuendo alla diffusione delle storie dei giusti provenienti da tutto il mondo. L'autore ci guida in un itinerario del tutto particolare. Ci invita a rileggere i grandi pensatori del Novecento che si sono interrogati sul bene possibile nelle situazioni estreme, e indaga il significato dei termini "responsabilità", "dignità", "verità", "giudizio", "perdono", "conciliazione", cercando di individuare, all'interno di tanti racconti, quale sia stata di volta in volta la molla che ha spinto i protagonisti a gesti di bontà apparentemente insensata.

VOCI DELLA RESISTENZA EBRAICA ITALIANA
a cura di Alessandra Chiappano - Editrice Château
 Dal termine della Seconda guerra mondiale la storia e le storie degli ebrei sono state in larga parte studiate e descritte riferendo vicende legate alla Shoah. La scelta, inevitabile per la gravità dei fatti e per l’offesa subita da tutta l’umanità, ha tuttavia costruito nell’immaginario collettivo lo stereotipo dell’ebreo inerme sotto il giogo dei suoi persecutori.
Il lavoro di Alessandra Chiappano aiuta a sfatare questo luogo comune, i casi di ebrei che hanno deciso di resistere non sono più increspature nel grande mare delle persecuzioni e del genocidio, ma una parte non trascurabile di iniziative che hanno punteggiato la storia di quei terribili anni.
I racconti, alcuni dei quali inediti, ci riportano ai luoghi e agli eventi della guerra partigiana ebraica, attraverso le voci di Mila Momigliano, Franco Momigliano, Ada Della Torre, Eugenio Gentili Tedeschi, Silvio Ortona e Anna Maria Levi testimoni e partecipi delle vicende di Resistenza, di persecuzione razziale e politica in Italia.

SHOAH E DEPORTAZIONE - Guida bibliografica
a cura di Enzo Collotti, Marta Baiardi - Editrice Carocci
 Il volume rappresenta uno strumento di consultazione bibliografica, rivolto prevalentemente a studenti, insegnanti e appassionati della materia. Lo scopo è offrire ai lettori un'ampia informazione aggiornata sulle più significative pubblicazioni esistenti in lingua italiana nel campo della storiografia, della memorialistica e della letteratura sulla deportazione. Vengono segnalate con brevi commenti le opere considerate essenziali, ripartite secondo una struttura tematica che rappresenta già di per sé un approccio interpretativo, mirando a inserire il fenomeno delle deportazioni e della shoah in un contesto storico e politico di lungo periodo.

I RIBELLI DELLA BENEDICTA - Percorsi, profili, biografie dei caduti e dei deportati
a cura di D'Amico Giovanna, Mantelli Brunello, Villari Giovanni - Editrice Archetipo
 154 fucilati, 187 deportati a Mauthausen,interi paesi drammaticamente colpiti e privati di quasi tutti i giovani: 33 i deportati originari di San Martino Paravanico, 29 di Voltaggio, 12 ciascuno da Masone e Mornese, 8 di Rossiglione, borghi tutti di modeste, in qualche caso minime, dimensioni. Ed ancora: tra i fucilati 14 di Gavi, altrettanti di Serravalle Scrivia, 8 di Bosio, 6 di Parodi Ligure. È questo il bilancio del rastrellamento operato dalla 356ª Divisione di fanteria della Wehrmacht tra il 6 e l'11 aprile 1944 nella zona attorno al monte Tobbio e passato alla storia con il nome della cascina Benedetta, la "Benedicta", in cui un gruppo di partigiani tentò una disperata resistenza. Per la prima volta sono rese disponibile le biografie degli uni e degli altri, frutto di una lunga ed approfondita ricerca condotta attraverso molteplici archivi, italiani e stranieri, con l'obiettivo dichiarato di restituire a ciascuno di loro un frammento, il più grande possibile, della propria vicenda umana.

DON MAURO BONZI - Un prete nell’inferno di Dachau
a cura di Saverio Clementi - Editrice Monti
 «Mentre il nostro Paese celebra quest’anno il 150° anniversario dell’Unità Nazionale, è commovente rileggere il racconto di quando, durante il trasferimento a Dachau, ideportati, arrivati al Brennero, salutarono l’Italia intonando tra le lacrime “O mia patria sì bella e perduta”. È grazie anche a questi “martiri della carità” se l’Italia ha saputo risollevarsi dalla disfatta della Seconda guerra mondiale e rinascere su nuove basi morali. Don Bonzi era uno di loro ».
Dalla prefazione del Card. Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano.
La biografia dell’unico prete ambrosiano deportato in un Lager nazista sarà presentata venerdì 29 aprile alle ore 21 in piazza San Magno presso il Palazzo Malinverni - Municipio di Legnano (MI). Oltre all’Autore (giornalista, già direttore del settimanale «Luce») saranno presenti Luigi Botta (presidente dell’ANPI di Legnano), Giorgio Vecchio (Docente di Storia Contemporanea all’Università degli Studi di Parma) e monsignor Giovanni Barbareschi (Medaglia d’argento per la Resistenza, uno dei fondatori del giornale «Il Ribelle», già membro delle Aquile Randagie).

MENGELE - L' angelo della morte in Sudamerica
a cura di Camarsa Jorge - Editrice Garzanti
 Joseph Mengele è probabilmente il più feroce criminale nazista: è il famigerato medico di Auschwitz, che torturò con terribili esperimenti pseudoscientifici i bambini internati nei campi di sterminio. Alla caduta di Hitler, che gli aveva affidato il compito di scoprire il meccanismo genetico che portava alla nascita dei gemelli, fece perdere le sue tracce.
Malgrado le indagini dei servizi segreti degli alleati e del Mossad, nessuno è riuscito a smascherarlo. Jorge Camarasa, il giornalista argentino che ha indagato a lungo sui criminali nazisti in fuga, ha scoperto le diverse identità assunte da Mengele in Argentina e in Brasile, fino alla morte, avvenuta presumibilmente nel 1979.
Non è tutto. C'è un aspetto forse ancora più agghiacciante: con tutta probabilità il dottor Mengele continuò i suoi esperimenti anche durante la latitanza. Lo avrebbe fatto in Brasile, a Cândido Godói, quella che viene chiamata «la città dei gemelli», dove vivono decine e decine di coppie di gemelli omozigoti, biondi e con gli occhi azzurri: questa misteriosa anomalia genetica forse oggi ha trovato una terribile spiegazione.

LE "EMANCIPATE" - Le donne ebree in Italia nel XIX e XX secolo
a cura di Monica Miniati - Editrice Viella
 Nella comunità ebraica italiana del XIX e del XX secolo, la donna si trova al centro di un dibattito sull’avvenire della famiglia, dell’educazione dei bambini e sulla continuità della tradizione di fronte alleminacce legate all’emancipazione. La dimensione femminile è rappresentativa delle difficoltà della condizione ebraica in continua evoluzione, delle ambiguità di una minoranza che ha cercato di inserirsi e di elevarsi socialmente salvaguardando al contempo la propria specificità. Il pieno inserimento degli ebrei nella società italiana non si realizza solamente con la presenza degli uomini in campo economico, culturale e politico, ma anche attraverso quella delle donne al di fuori della famiglia e della comunità. Il percorso delle donne ebree e delle donne italiane fu in parte simile: esse hanno condiviso lo stesso destino, le stesse aspirazioni.

LA SPAGNA DELLE TRE CULTURE - Ebrei, cristiani e musulmani tra storia e mito
a cura di Alessandro Vanoli - Editrice Viella
 Per oltre otto secoli, dal 710 al 1492, tre culture cristiana, islamica, ebraica convissero in Spagna tra tensioni e scambi fecondi, incomprensioni e reciproci arricchimenti. La storia narrata in questo libro non è solo quella di incontri o scontri tra religioni, bensì, soprattutto, quella di come si definirono le diverse identità della penisola iberica e di come tali identità guardarono a ciò che percepivano come diverso e insieme, inevitabilmente, prossimo.
La storia della diversità è molto più complessa di quanto non lascino intendere i luoghi comuni: l’idea di reconquista, di scontro continuo e sanguinoso tra cristianità e islam, come pure l’immagine mitizzata di al-Andalus come miracoloso spazio del dialogo e dell’incontro tra le tre religioni non sono altro che una semplificazione, fatta ideologicamente e a posteriori, tra una molteplicità di punti dei vista possibili. La ricostruzione dei complessi, fluidi e contradditori rapporti tra i fedeli delle tre grandi religioni è possibile solo all’interno di un racconto che interroghi con scrupolo e onestà opere letterarie, poesie, testi giuridici, storici e geografici.

LA LEGGENDA DELL'EBREO ASSASSINO - Percorsi di un racconto antiebraico dal medioevo ad oggi
a cura di Tommaso Caliò - Editrice Viella
 La falsa credenza che gli ebrei sacrificassero bambini e facessero uso del loro sangue per scopi magico-religiosi ha rappresentato per secoli una minaccia costante per le comunità ebraiche, i cui membri in ogni momento potevano essere accusati dell’atroce delitto, divenendo vittime di linciaggi, processi sommari, espulsioni.
Nata in pieno medioevo, questa leggenda si diffuse con estrema rapidità acquisendo un posto centrale nell’immaginario antiebraico cristiano e un’autorevolezza che le permise di superare indenne il secolo dei Lumi e presentarsi ancora vitale nell’Ottocento, quando divenne uno dei motivi ricorrenti della campagna antigiudaica elaborata dall’integralismo cattolico.
Rispetto a questo complesso fenomeno il libro focalizza l’attenzione sugli aspetti agiografici e devozionali legati al culto che fin dal XII secolo si tributò alle presunte vittime dell’infanticidio rituale. Un’impostazione che apre nuovi territori di indagine, concentrando la ricerca su fonti inedite o ancora poco studiate.
Vengono così analizzate sul lungo periodo le trasformazioni del racconto: di volta in volta ammonizione per i bambini della Controriforma, oggetto di erudite dissertazioni nel Settecento, tema romanzesco nell’Ottocento, argomento devozionale per i fedeli del XX secolo. Fino alle ultime metamorfosi dei nostri giorni, in cui si assiste da un lato al rilancio del culto per i supposti “bambini-martiri” da parte di frange del tradizionalismo cattolico e dall’altro ad una rilettura dello stereotipo dell’omicidio rituale all’interno del dialogo interreligioso, come esempio degli errori della Chiesa nei confronti del popolo ebraico.

DORA BRUDER
a cura di Modiano Patrick - Editrice Guanda
 31 dicembre 1941, sul «Paris-Soir» appare un annuncio: si cercano notizie di una ragazza di quindici anni, Dora Bruder. A denunciarne la scomparsa sono i genitori, ebrei emigrati da tempo in Francia. Quasi cinquant'anni dopo, per caso, Patrick Modiano si imbatte in quelle poche righe di giornale, in quella richiesta d'aiuto rimasta sospesa. Non sa niente di Dora, ma è ugualmente spinto sulle sue tracce. Modiano cerca di ricostruirne la vita, i motivi che l’hanno spinta a scappare e segue l'ombra di Dora per le vie di una città che conosce e ama, nei luoghi che hanno vissuto la guerra e l'occupazione, fino al drammatico epilogo ad Auschwitz. Qui, dove comincia la storia degli uomini, si chiude per sempre la storia privata di Dora in mezzo a quella di un milionedi altre vittime.

QUESTA E' LA VERITA' - Una santa ad Auschwitz. Edith Stein
a cura di Romano Carla - Editrice Guida
 Filosofa ebrea, allieva di Husserl e di Scheler, intelligente, vivace, iniziata in età precoce agli interessi culturali dai fratelli maggiori, nel 1910 Edith si iscrisse all’università di Breslavia, unica donna a seguire, in quell’anno, i corsi di filosofia. Disse una volta: “Lo studio della filosofia è un continuo camminare sull’orlo dell’abisso”, ma lei, intellettualmente e spiritualmente matura, seppe farne una via privilegiata di incontro con la verità. Nell’estate del 1921, Edith lesse - in una sola notte - la Vita di Santa Teresa d’Avila. Nel chiudere il libro, alle prime luci del mattino, dovette confessare a se stessa: “Questa è la Verità!”. Si convertì alla religione cattolica e ricevette il battesimo qualche mese dopo con grande dolore della famiglia. Poco dopo Edith divenne monaca carmelitana. Nonostante ciò fu deportata ad Auschwitz e lì morì. Papa Giovanni Paolo II, con la beatificazione prima e la canonizzazione poi, ha presentato Edith Stein a tutto il mondo cattolico come esempio per chi vuole cercare, portare e amare la croce, come essa la cercò, la portò e l’amò. Nel saggio-romanzo l’autrice illustra chiaramente il messaggio di Edith Stein circa la posizione della donna nella società moderna: un messaggio coraggiosamente lanciato circa settanta anni fa in un clima di dichiarato antifemminismo.

SHOAH E SCHIAVITU' - Storie di antica disuguaglianza e di rinnovati colonialismi
a cura di Lucchetta Giulio A. - Editrice Carabba
 Nel porre in parallelo le storie di sfruttamento schiavistico nel Congo per il reperimento di avorio e quelle nei lager per la produzione della gomma sintetica, Finkelstein suggerisce l’ipotesi che quanto si tentò di realizzare sotto il Nazismo non sia altro che una riproposta, nel Continente Europeo, del modo di produzione schiavistico realizzato in Età Moderna a scapito delle popolazioni indigene del Nuovo Mondo e, su più larga scala, in Africa durante il Colonialismo. D’altronde che il Vecchio Continente si fosse ormai assuefatto al modo eurocentrico di considerare altri popoli e altre etnie in funzione del mantenimento del proprio alto tenore di vita, ne dava prova lo sguardo non ancora ideologico di Conrad. Si trattava di poter costruire all’alba del Novecento un “altro da noi” di cui disporre dentro le pareti di casa: si interrogò l’ambiente scientifico alla ricerca di un avallo in tal senso e dagli antropobiologi fu posto in essere il concetto di “razza”. Anche in Italia, in ragione della promulgazione delle leggi razziali, non mancarono casi eclatanti di collusione tra Accademia e Regime, di cui si dà testimonianza. Risulta rilevante il ruolo ispiratore assunto da I Protocolli dei “Savi anziani” di Sion data la totale assenza di riscontri biologici, al punto che con modalità parascientifiche ci si spinse a rintracciare i contorni decisi della “razza” nell’ereditarietà di atteggiamenti psicologici. Ma il futuro sul quale già da allora ci eravamo incamminati non sembra meglio del nostro passato: sul filo dei processi di deculturazione rilevati da Latouche è possibile cogliere drammatiche analogie tra il testo dei Protocolli e quanto prospettato da Bradbury in Fahrenheit 451, come linee guida che all’interno del Mercato rendano inevitabile un generale destino da sfruttati. Il retroterra classicistico dell’Autore, infine, offre termini di paragone per cogliere le profonde differenze di questa rinnovata schiavitù che, in quanto rispecchiamento dei processi di produzione capitalistica, è in grado di parlarci delle differenti finalità perseguite dalle diverse forme di organizzazione e di subordinazione sociale.

CEFALONIA 1943 - Una verità inimmaginabile
a cura di Paolo Paoletti - Editrice Franco Angeli
 La vulgata sulla strage della divisione Acqui a Cefalonia riporta che il gen. Antonio Gandin trattava con i tedeschi per guadagnare tempo in attesa degli ordini e quando li ricevette aprì le ostilità. Dopo una strenua battaglia, si arrese e fu il primo degli ufficiali fucilati. Solo la frase finale corrisponde al vero, tutto il resto è manipolazione di una verità scomoda. La retorica persuade senza mai dimostrare. Paoletti offre una rilettura completamente nuova della tragedia di Cefalonia sulla base di una vasta documentazione italiana, tedesca e alleata, inedita e non. Perché Gandin rifiutò subito l’ordine di resa del suo superiore? Se il primo ordine da Brindisi diceva di “considerare i tedeschi nemici”, perché due giorni dopo Gandin comunicava alla truppa che erano “in corso trattative perché fossero lasciate alla divisione le armi…. in attesa di imbarcarsi per l’Italia”. Per questo aveva ceduto ai tedeschi il porto di Argostoli? Ma perché poi rifiutò l’invito tedesco di incontrare Mussolini a Vienna? Se a terra i soldati italiani avevano una superiorità numerica di 5-6 volte ma mancavano di copertura dal cielo, perché Gandin respinse le offerte di supporto aereo inglese? Perché ogni difesa dell’isola era senza speranza ? Perché solo a Cefalonia si massacrarono ufficiali e soldati prigionieri ? A tutte queste domande Paoletti dà una risposta non convenzionale, anzi inimmaginabile.

QAYIN CONTRO HEVEL - 10 luglio 1941 a.C.
a cura di Capizzano Monica - Editrice Il Filo
 Quando si parla di Seconda guerra mondiale, di Olocausto e Shoah, non possiamo commettere l'errore di imputare le colpe solo ai nazisti. In realtà in Europa tra il 1940 e il 1945 molti Paesi hanno collaborato agli eventi storici in modo più o meno cruento, aiutando la follia nazista a "ripulire" il mondo dagli ebrei. E per quanto possa essere difficile accettarlo la maggior parte di queste collaborazioni erano spontanee. Il caso più tragico è quello che riguarda la cittadina di Jedwabne. Sono passati 70 anni da quel tragico 10 luglio 1941, ma questa data sembra essere stata dimenticata da chi conosceva ed ignorata dai più. Questo piccolo centro polacco, nel lontano 1941 ha fatto da cornice al massacro di ebrei più atroce della storia... non perché l'Olocausto, la Shoah in generale non lo siano stati, ma perché a Jedwabne gli ebrei polacchi vennero uccisi per mano dei loro vicini, dei loro concittadini. Per molto tempo la Polonia sembrava non voler accettare la verità, ma le orribili urla delle persone chiuse all'interno del granaio e arse vive continuano a risuonare nella memoria di coloro che ne furono testimoni. L'importane è recuperare la memoria e cercare di non dimenticare per ricostruire un passato che seppur doloroso è parte di una nazione.

SESTO SENSO - Una famiglia ebrea in Casentino
a cura di Gradassi Enzo - Editrice Zona
 Nel 1943, per quasi cento giorni una famiglia ebrea - Aldo e Alda Lusena e la loro piccola Bianca Maria - si nascose a Biforco, un piccolo centro dell'alto Casentino, per sfuggire alla persecuzione razziale. Caduti nelle mani di faccendieri senza scrupoli che volevano impossessarsi delle loro ricchezze, vennero intimoriti al punto di scegliere il suicidio piuttosto che la paventata deportazione. La lettura delle carte processuali ritrovate di recente consente di rievocare una terribile vicenda che nasce con le leggi razziali e diviene via via più aberrante mano a mano che l'innocua e indifesa famiglia diventa vittima dell'altrui cupidigia, che non si ferma nemmeno di fronte alla morte. Dei contorni di questa vicenda si conserva ancora una viva memoria in Casentino, ma la sua narrazione attraverso le testimonianze processuali svela i risvolti inquietanti di un aspetto della Shoah finora rimasto nell'ombra.

NIENTE E' PIU' INTATTO DI UN CUORE SPEZZATO
a cura di Vanna De Angelis - Editrice Piemme
 Dušan e Radmila Balval, due giovanissimi rom, sono i protagonisti di una straordinaria epopea che prende il via negli ultimi anni della seconda guerra mondiale, quando Dušan, che ha poco più di quindici anni e un incredibile talento per il violino, vive e viaggia con la sua famiglia e altre affini la sua kumpania nella Serbia affidata dal Reich al generale filonazista Nediç. La kumpania si sta spostando verso sud, con la speranza di sfuggire alla violenza razzista al momento riservata agli ebrei, in una rocambolesca peregrinazione da un paese all’altro in cui i rom portano musica e abilità di calderai, maniscalchi, acrobati. Intanto, l’apocalisse della guerra incalza. Storie di vita vera, musica e miseria, amori e orrori, dall’olocausto rom alla rivolta dello Zigeunerlager di Auschwitz-Birkenau dove, alla fine di aprile del 1944, quattromila zingari (fra cui il giovanissimo Dušan) lottano contro i tedeschi per non finire nelle camere a gas. Drammi e avventure si mescolano al racconto vivido di tradizioni, folclore e costumi, in un’indimenticabile odissea. Che parla di ieri per raccontare anche l’oggi.

DALLE CATENE ALLA LIBERTÀ - La “Rabska brigada”, una brigata partigiana nata in un campo di con.to fascista
a cura di Anton Vratusa - Editrice Kappa Vu
 Dalle catene alla libertà è la storia della brigata partigiana nata nel campo di concentramento fascista per “slavi”, istituito dall’esercito italiano sull’isola di Rab (Arbe) durante la seconda guerra mondiale. Mentre nel campo si compie la tragedia di migliaia di morti per fame, gli internati sloveni, croati ed ebrei organizzano clandestinamente la Resistenza e dopo l’8 settembre ‘43, nasce la Rabska brigada, simbolo della riscossa dei popoli contro l’oppressione nazifascista.

L' OCCUPAZIONE NAZISTA IN ITALIA. 1943-1945
a cura di Lutz Klinkhammer - Editrice Bollati Boringhieri
 Pubblicato per la prima volta nel cinquantenario del crollo del regime fascista, seguito dall'armistizio con gli Alleati e dall'occupazione tedesca, il libro di Klinkhammer offre una ricostruzione storica puntuale e articolata del periodo in cui l'Italia, o parte di essa, venne a trovarsi nella paradossale condizione dell'"alleato occupato". La peculiarità di questa condizione determinò la forma che assunse il dominio tedesco in Italia, analizzato dall'autore facendo ricorso al concetto di "policrazia", che identifica la rivalità e concorrenza tra più centri di potere largamente autonomi nel Reich. Questo concetto, che è emerso con forza nello studio del funzionamento del regime nazionalsocialista, viene qui applicato alla politica estera con risultati profondamente innovativi per quel che riguarda la conoscenza dei reali meccanismi decisionali, al di là della presunta onnipotenza del Füher. La seconda parte del libro è dedicata allo scontro della specifica forma di potere che venne a crearsi in Italia con una popolazione tutt'altro che docile, e dunque al ruolo affidato al governo di Mussolini nel quadro della politica di occupazione e dei suoi obiettivi. Come "Una guerra civile" di Claudio Pavone ha restituito la complessità dei moventi degli italiani in guerra, così questo studio rivela, al di là della semplificazione del concetto di "nazifascista", la complicata struttura dell'occupazione tedesca e del sistema di collaborazione italiano.

SANT'ANNA DI STAZZEMA - Storia di una strage
a cura di Pezzino Paolo - Editrice Il Mulino
 Quello perpetrato il 12 agosto 1944 a Sant'Anna di Stazzema, minuscolo paese della montagna lucchese, è il maggiore eccidio di civili compiuto dai nazisti in Italia dopo quello di Monte Sole. La strage di Sant'Anna è riemersa prepotentemente all'attenzione della cronaca con il processo celebrato a La Spezia nel 2005, e poi ancora con l'uscita del film di Spike Lee "Miracolo a Sant'Anna" e le vivaci polemiche che ne sono seguite. Paolo Pezzino, storico delle stragi tedesche e consulente della Procura militare per il processo, sulla base di una conoscenza approfondita e puntuale dei fatti, racconta in questo breve libro l'intera storia della strage: in che contesto maturò, chi furono i protagonisti, carnefici e vittime, come si svolse, come non si fece giustizia nel dopoguerra e come la si è fatta a La Spezia, la sempre riaffiorante controversia circa le eventuali responsabilità dei partigiani, che ancora riesce a dar fuoco alla polemica attorno ai morti di Sant'Anna.

SEI MILIONI DI ACCUSATORI - La relazione introduttiva del procuratore generale al processo Eichmann
a cura di Hausner Gideon - Editrice Einaudi
 Quando il 15 dicembre 1961 la prima edizione di "Sei milioni di accusatori" veniva pubblicata in Italia, la condanna a morte di Adolf Eichmann da parte della corte distrettuale di Israele era stata pronunciata da poche ore. Si consumava così uno dei più celebri e controversi processi del XX secolo, il primo e uno dei più importanti in cui vennero affrontati in modo specifico i crimini dell'Olocausto, l'inizio di una vera presa di coscienza di ciò che la "soluzione finale" aveva significato. Da allora il nome di Eichmann divenne uno dei simboli della barbarie del Novecento, spesso associato con l'interpretazione che ne diede Hannah Arendt nell'opera "La banalità del male", apparsa qualche tempo dopo. Oggi, quasi mezzo secolo più tardi, il discorso del procuratore Gideon Hausner offre ancora un drammatico affresco degli eventi dell'Olocausto e, soprattutto, costituisce un importante documento della vicenda del processo e del complesso di significati che esso ebbe per la coscienza collettiva in Israele e nel mondo.

ANNI IN FUGA - I ragazzi di Villa Emma a Nonantola
a cura di Ithai Joseph - Editrice Giunti
 Giugno 1942: alcune decine di ragazzi ebrei in fuga dai nazisti scendono alla stazione di Nonantola. Ad attenderli, Villa Emma, residenza di campagna dove troveranno rifugio, tra paure e sogni della Terra Promessa, per quindici mesi. Questo periodo cambierà profondamente la vita dei ragazzi, ma anche quella della comunità locale. A farci rivivere le loro vicende, a più di mezzo secolo di distanza, è il diario di uno dei protagonisti: Josef Indig Ithai. Le sue parole, scritte all'arrivo in Palestina alla fine della guerra, ci raccontano la storia, le emozioni e le speranze di quelli che da allora sono per tutti "i ragazzi di Villa Emma". Dal libro è stato tratto lo sceneggiato televisivo "La fuga degli innocenti".

POCHISSIMI INEVITABILI BASTARDI - L'opposizione dei maceratesi al fascismo
a cura di Matteo Petracci - Editrice Il Lavoro editoriale
 Il libro di Matteo Petracci riesce a catturare subito il lettore e a trascinarlo nei drammi e nelle convulsioni di un ventennio intenso come pochi altri; venti anni di storia che iniziano con la fine della prima guerra mondiale, proseguono con la crisi dello Stato liberale e l’affermazione del movimento fascista, e si chiudono, infine, con la crisi del regime totalitario nell’estate del 1943.
Come cambia in questi anni la vita politica italiana? E, soprattutto, cosa accade a tutti coloro che si sono opposti al fascismo dopo essere stati pesantemente e violentemente sconfitti? Quale spazio resta per loro in una società che tende sempre più ad accettare il fascismo come proprio orizzonte naturale? A quali compromessi si piegano coloro che cedono, per debolezza di carattere, perché hanno perduto ogni speranza o per mille altri umani, umanissimi motivi, come ad esempio l’angosciante preoccupazione di evitare che le pesanti sanzioni, le umiliazioni pubbliche e private che si sono abbattute su di loro colpiscano anche le persone amate, la propria famiglia, i propri figli? E dove trovano invece la forza di resistere quelli che ostinatamente continuano ad opporsi, pur nella consapevolezza, come sempre avviene in tutti i regimi totalitari, di esporre con sé anche i propri cari?

LA RESISTENZA NEL FABRIANESE
a cura di Baldoni Terenzio - Editrice Il Lavoro editoriale
 Attraverso più di settanta interviste a protagonisti e testimoni questo volume ripercorre le vicende più rilevanti della Resistenza nel territorio fabrianese. Attraverso le testimonianze vengono posti in luce alcuni aspetti poco noti al pubblico e finora scarsamente considerati nella storiografia contemporanea; tra questi il ruolo del fattore "umano", decisivo in situazioni drammatiche come quelle ricostruite da Terenzio Baldoni. Il ricco apparato fotografico restituisce così un volto e nuova luce a personaggi ed eventi delle lotte di Liberazione condotte alle pendici degli Appennini marchigiani.

L'8 SETTEMBRE NELLE MARCHE
a cura di Giovannini Paolo - Editrice Il Lavoro editoriale
 Nel tardo pomeriggio dell’8 settembre 1943 il maresciallo Badoglio informa gli italiani con un radiomessaggio della firma dell’armistizio con gli angloamericani. Ne segue, come è noto, il dissolversi delle istituzioni statali e il pressoché completo sfaldamento dell’esercito. Il volume propone una analisi su scala regionale della crisi italiana del 1943; snodo fondamentale per inquadrare e comprendere la storia successiva delle Marche e del Paese, nel breve e nel lungo periodo.

MEMORIE RITROVATE - La vita nei lager nazisti attraverso i ricordi degli internati militari italiani
a cura di Gorgolini Luca - Editrice Il Lavoro editoriale
 Io non so, ancora oggi non so, perché è successo tutto questo macello, perché dei reparti di 20, 30, 40, 50 tedeschi smobilitavano un reggimento. Prima ci hanno preso con un po’ d’astuzia dicendo: “Voi dovete... ormai l’Italia è messa come è messa, voi dovete consegnare a noi le armi pesanti; vi lasciamo le armi leggere, poi vi imbarchiamo e vi portiamo in Italia”. E invece successe tutto al rovescio: ci tolsero tutto, compreso il vestiario, e ci caricarono sui vagoni bestiame e ci portarono via. Un ufficiale medico del mio reggimento alzò la voce e disse ad un maresciallo tedesco: “Ma come, è una cosa inaudita vedere questa porcheria che state facendo!”. Il maresciallo tirò fuori la pistola e gli sparò in una coscia. Questo fu fasciato alla meglio dal medico nostro e questo voleva dire che dovevamo stare buoni, fermi, calmi, se no ci passavano per le armi.

C'ERA L'AMORE NEL GHETTO
a cura di Marek Edelman - Editrice Sellerio
 «C’è uno spreco e un cattivo uso delle parole e delle analogie, quando si parla della Shoah: un impiego della retorica che privilegia la metafora a scapito della vita e delle vite. Si dimentica, o si ignora, che anche nel ghetto ci si innamorava, si litigava, si faceva politica, si sognava. Si sperava in un avvenire, addirittura. Si dimentica quello che Marek Edelman, un uomo che ha visto andare verso la morte quasi 500.000 persone, ama ripetere: la vita viene prima di ogni altra cosa. Ecco: il ghetto che cos’era? L’anticamera della morte? Certo, anche. Ma era, in condizioni davvero disumane, anche una vita supplementare, una prosecuzione della vita che gli ebrei conducevano prima della guerra, in Polonia.
«Tra le due guerre mondiali, in Polonia esistevano e fiorivano teatri yiddish; si producevano assieme agli studios di Hollywood film sonori in yiddish; c’erano reti di biblioteche, case editrici, associazioni sportive, sindacati, partiti politici. C’era una nazione di tre milioni di persone che parlava, pensava, scriveva, sognava, faceva politica e progettava il futuro in yiddish. Qui Marek Edelman racconta che cosa successe a questo mondo, a un pezzo di questa nazione, una volta finito nel ghetto. Non aspettarono passivamente di morire; non si avviarono alle camere a gas “come le pecore al macello”. Cercarono invece in ogni modo, ciascuno a suo modo, di continuare il filo della vita di prima. I medici cercarono di lavorare negli ospedali del ghetto; gli scrittori di scrivere i loro libri; gli storici di registrare le cronache perché le future generazioni potessero fare la storia; gli insegnanti di fare scuola in clandestinità con i ragazzi. E i militanti dei partiti organizzarono la resistenza: che diede vita, in una smisurata sproporzione di forze, alla prima rivolta armata contro i tedeschi sul suolo dell’Europa occupata dai nazisti. E tutto questo può e deve essere descritto e raccontato. Ecco perché dove c’era la vita c’era anche l’amore».

SIAMO ANCORA VIVE!
a cura di Amalia Navarro - Editrice Il Messaggero di Padova
 Questo libro è il fedele resoconto di Amalia Navarro, ebrea, arrestata a Venezia il 5 maggio del 1944, detenuta nei campi di concentramento di Auschwitz, Bergen-Belsen, Raghun (Buchenwald), Theresienstadt'Lei, tra i pochi testimoni ancora viventi di quel martirio, ha voluto oggi rendere pubblico un testo (cinquanta pagine dattiloscritte) che aveva scritto, di getto, appena tornata a Venezia, il 20 settembre del 1945.La sua è una cronaca precisa, con nomi, date, luoghi descritti con assoluta precisione, annotando particolari che solo la sensibilità di una donna può cogliere.E' un documento storico, ma insieme anche privato, che testimonia come la caparbia volontà di sopravvivere abbia consentito a lei e alla sorella Lina di ritornare in Italia.Pagine di straordinaria intensità drammatica.

L'EBREO NELLA SOFFITTA - La discriminazione degli ebrei parmensi 1938-1943
a cura di Fiorenzo Sicuri - Editrice Mattioli 1885
 Il saggio ripercorre le vicissitudini della piccola comunità ebraica parmense in conseguenza delle leggi antiebraiche del 1938 e ne ricostruisce la storia sino al 1943, soprattutto attraverso le fonti di polizia e in particolare i periodici rapporti dei questori al ministero dell’Interno. La discriminazione e la persecuzione degli ebrei comportarono numerose misure vessatorie, fra cui l’esclusione dalle scuole di alunni e professori ebrei; la proibizione de-gli impieghi pubblici e dell’esercizio di numerose professioni; i sequestri o le confische dei beni degli ebrei agiati; l’espulsione dal Partito Nazionale Fascista, dalle associazioni ricreative, dalle accademie e dagli istituti culturali.Lo studio fornisce informazioni sugli e° etti locali delle leggi antisemite, sul clima di sostanziale indifferenza in cui avvenne la discriminazione, sulla propaganda antisemita nella provincia e sui contrapposti comportamenti di violenza o di solidarietà che le leggi antiebraiche provocarono; esamina inoltre l’atteggiamento delle gerarchie della chiesa cattolica locale.Si mostra così un inquietante spaccato della storia di una tranquilla provincia padana.

ROMA CITTA' APERTA - Settembre 1943-Giugno 1944
a cura di Robert Katz - Editrice Il Saggiatore
 “Nel giro di poche settimane Roma sarebbe divenuta pressoché irriconoscibile: una parodia di città demilitarizzata, con le mura scosse dal frastuono del traffico militare tedesco diretto al fronte e dal fragore delle bombe alleate, con una popolazione raddoppiata da un milione di profughi provenienti dalle campagne. Roma stava per diventare una città di spie, agenti doppiogiochisti, informatori, torturatori, fuggiaschi, ebrei perseguitati e gente affamata.” La sera dell’8 settembre 1943, il comandante supremo delle forze alleate in Europa Dwight D. Eisenhower annunciò alla radio l’armistizio con l’Italia, la prima potenza dell’Asse ad arrendersi incondizionatamente. Nei giorni precedenti Roma era stata dichiarata zona demilitarizzata, “città aperta”, al fine di preservare i suoi tesori dalle devastazioni del conflitto. La reazione delle forze tedesche fu immediata: nel giro di pochi giorni presero possesso della città, spingendo alla fuga la famiglia reale e travolgendo le difese italiane. Nei mesi successivi Roma sarebbe diventata al tempo stesso terreno e obiettivo di uno scontro combattuto su ogni fronte: militare, politico, diplomatico. La zona demilitarizzata si era tramutata in teatro di guerra, le case erano affollate da profughi e disertori, il cibo scarseggiava, le violenze della Gestapo e dei fascisti erano continue così come i bombardamenti degli Alleati, e si preparava la distruzione definitiva del ghetto. Metà della popolazione della città nascondeva l’altra metà. Solo i gruppi della resistenza, formati da ex militari, operai e studenti si opponevano con le loro azioni ai tedeschi. Pio XII, Albert Kesselring, il capo della Gestapo Herbert Kappler, Erich Priebke, Pietro Koch, i partigiani Paolo e Elena, la spia dell’OSS Peter Tompkins: sono loro i protagonisti di Roma città aperta, insieme a diplomatici, religiosi, gappisti, militari e a tutti gli abitanti della capitale. Robert Katz ha ricostruito i mesi drammatici dall’occupazione fino alla liberazione avvenuta nel giugno 1944, raccontando episodi cruciali come l’azione di via Rasella e la rappresaglia delle Fosse ardeatine, ma anche le manovre meno note della guerra diplomatica che coinvolgeva il Vaticano e i governi stranieri. Grazie anche alla consultazione degli archivi della CIA e degli atti del processo Priebke, l’autore ha dato vita a un affresco monumentale e appassionante in cui le vicende umane dei protagonisti si mescolano al grande flusso degli avvenimenti storici.

DALLA BRIANZA AI LAGER DEL TERZO REICH
a cura di Pietro Arienti - Editrice Bellavite
 Il lavoro che ci propone Pietro Arienti è frutto di una lunga e puntigliosa ricerca atta a mettere in luce i riflessi sulla Brianza dell'occupazione nazifascista e in particolare la deportazione verso i campi di sterminio e di lavoro di partigiani, oppositori politici ed ebrei; attenzione è data anche al caso dei lavoratori coatti. Si tratta di un lavoro imponente, dal valore indiscutibile, fondato su un'attenta ricerca delle fonti.

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