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Il Gruppo Proedi si dedica all’editoria dal 1985. Grazie alla profonda esperienza maturata attraverso la progettazione e la realizzazione, per conto dei più grandi editori italiani, di intere collane, singoli libri e periodici, ha dato vita alla fine degli anni Novanta a Proedi Editore. Proedi Editore si impone subito all’attenzione della critica realizzando Destinazione Auschwitz, un’opera multimediale completa e innovativa sul campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, compiuta in cinque anni di lavoro grazie alla collaborazione di un team di 50 professionisti e storici. A seguito di questa produzione, premiata dall’Unione Europea con l’Innovation Prize, Proedi Editore ha sviluppato ulteriormente la sua vocazione e interesse per la divulgazione storica e per la didattica, distinguendosi, negli anni successivi, nella realizzazione di mostre, audiovisivi e opere editoriali incentrati sul tema di Israele e sulla Shoah.
Nel 2006 ha preso corpo l’attività Proedi Eventi che organizza fiere, mostre e spettacoli per aziende, associazioni, enti pubblici e privati attraverso la collaborazione di professionisti molto qualificati. Sempre nel 2006 si sviluppa Proedi Arte, un’area che coniuga l’editoria di cataloghi con l’allestimento di mostre, concerti ed eventi, di cui cura il progetto, la realizzazione, la promozione e la comunicazione. L’esperienza ormai più che ventennale ha reso Proedi Editore il miglior referente per ogni tipo di operazione editoriale, in particolare nella realizzazione di libri speciali, “libri su misura” confezionati per enti, aziende e società che privilegiano un’attività editoriale per la loro presentazione istituzionale. Ultimo sviluppo di Proedi Editore che ha saputo utilizzare le nuove tecnologie di evoluzione Digitale è la nascita di Onwebtv il portale di web tv gestito interamente da Proedi Editore che prevede numerosi canali verticali, anche in custom publishing.
Proedi editore Via Biondi, 1 20154 Milano - Tel. 02 349951 - Fax 02 33107015
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IL LABIRINTO DI CARTA
a cura di Anna Maria Hábermann
 “Nel titolo compaiono parole che mi riguardano: infatti sono l’ultima discendente della famiglia Hábermann, unica possibile voce narrante di una storia che, senza le mie ricerche e la mia testimonianza, sarebbe rimasta sepolta nel silenzio che l’ha sempre circondata.
Una storia che mi è caduta addosso come un macigno, inattesa e travolgente, dopo la scomparsa dei miei genitori.
Era il 1985 quando nel doppiofondo segreto della cassaforte di casa ritrovai alcuni documenti che sollevavano il velo sul passato della mia famiglia. Per me, figlia unica, nata da una coppia cattolica, fu uno shock scoprire quante cose ignorassi su mio padre. Non riuscivo a capacitarmene. Mi pareva impossibile essere stata tenuta all’oscuro di tutto ciò che più che comprendere intuivo da certi foglietti scritti in ungherese, lingua che non avevo mai imparato. Brevi missive con lo stemma della Croce Rossa indirizzate a papà, firmate da sua sorella, zia Inci. L’aver scoperto dall’incartamento del Ministero della Razza che mio padre era sulla lista delle persone da espellere dall’Italia per le sue origini ebraiche fino a quel momento a me ignote faceva sì che le parole “deportálásból, deportálva” assumessero un significato sinistro.
Fu così che si spalancò davanti ai miei occhi il sipario su un dramma di cui non avevo avuto sentore, né fra le mura di casa, né fuori di esse. Ero costernata, incredula. Mi scontravo con una drammatica realtà che non avrei mai immaginato potesse essere così vicina a me...
Iniziai a pormi domande a cui nessuno poteva rispondere, tranne zia Inci che viveva oltre la cortina di ferro e che, fino ad allora, avevo incontrato solo due volte.
Nel 1986 andai in Ungheria a trovarla. Speravo che potesse illuminarmi su vicende di cui, prima di scoprire le carte, non sapevo nulla: né che mio padre fosse ebreo e che per questo fosse stato perseguitato anche in Italia, né che avesse avuto un’altra moglie prima di sposare mia madre, né che da questo primo matrimonio fosse nato un figlio, Tamás, il fratello che non ho mai conosciuto, anche lui vissuto a Busto per qualche anno... Volevo sapere da lei quale fosse stata la sua sorte e quella dei nonni, ma ero impreparata al suo terribile racconto. La tragica logica delle persecuzioni razziali aveva travolto tutti in Ungheria, tranne la zia, unica sopravvissuta allo sterminio della famiglia. Purtroppo neppure lei seppe dirmi quale fosse stato il destino di Tamás, scomparso dal ghetto di Baja a quattordici anni, senza lasciare alcuna traccia di sé.
Non sopportavo il pensiero di tanto dolore, di tante vite distrutte, così vicine a me e così lontane, perse per sempre. Una volta tornata a casa rinunciai a ogni ulteriore ricerca. Ma la mia discesa negli inferi era solo rimandata.
Trascorsero altri quindici anni prima che mi decidessi ad affrontare il mistero del silenzio con cui i miei genitori avevano tentato invano di proteggermi..”

L'INTERPRETE
a cura di Arminio Wachsberger
 Dalle leggi razziali alla Shoah, storia di un italiano sopravvissuto alla bufera.
Le parole di Arminio Wachsberger ci “accompagnano” attraverso la tragedia della Shoah vissuta dagli ebrei d’Europa: dalla privazione dei diritti fondamentali alla cattura, dalla deportazione allo sterminio.
Il titolo di questo libro ha due significati: il primo letterale, perché Wachsberger, per una serie di coincidenze, si trova a fare da interprete a Joseph Mengele “l’angelo della morte”, direttore sanitario del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, diventando così uno dei principali testimoni del meccanismo dello sterminio. Il secondo è, per così dire, etico perché Arminio è diventato interprete, a beneficio di tutti noi, di un linguaggio distorto che può essere tradotto solo da chi è passato in mezzo all’inferno sapendo mantenere la propria umanità.
Oggi le figlie di Arminio, Clara e Silvia, hanno deciso di raccogliere su carta la testimonianza del padre e i nipoti hanno voluto amplificarne la memoria nel film Fratelli d’Italia?, nella speranza che simili terribili prove non debbano più toccare nessuno e che le parole di Arminio Wachsberger possano essere un esempio per la formazione più civile e più umana delle giovani generazioni.

FRATELLI D'ITALIA?
a cura di Dario Barezzi, Mariella Zanetti
 "Spaventa il pensiero di quanto potrà accadere tra una ventina d'anni quando tutti i testimoni saranno spariti, allora i falsari potranno affermare o negare qualsiasi cosa."
Primo Levi
Fratelli d'Italia? s'interroga e ci interroga sul nostro essere cittadini dopo la Shoah, su eventi che potrebbero ripetersi: saremmo semplici spettatori?
Il film si svolge integralmente alla Stazione Centrale di Milano, dal cui binario 21, fra la fine del 1943 e l'inizio del 1945, partirono 15 convogli carichi di deportati ebrei. I fatti e gli antefatti della storia sono raccontati con un ritmo incalzante, le storie dei protagonisti della Shoah italiana emergono dai ricordi dei testimoni diretti e da quelli di figli e nipoti. Il film è dedicato soprattutto ai giovani, che ancora più degli adulti sembrano distare anni luce da quegli eventi. Per questo si è scelto di impiegare anche linguaggi molto attuali, come le ricostruzioni in 3D e la computergrafica.
Solo la conoscenza rigorosa dei fatti, oltre che l'emozione di ascoltare i testimoni, renderà possibile fugare i timori espressi da Primo Levi di cui, purtroppo, si vedono i segni in ogni livello della nostra società.
Per un uso didattico del film è stata realizzata una guida per gli insegnanti, con una serie di brevi ma fondamentali approfondimenti e molti spunti di lavoro da svolgere in classe.

DESTINAZIONE AUSCHWITZ (Tipo: Libro + 2 cd rom + DVD) +
a cura di AA.VV
 La più completa e innovativa opera multimediale sulla Shoah e sul campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau: 3 anni di lavoro di esperti internazionali, 3.500 immagini inedite, 2 ore di filmati originali, ricostruzioni 3D esclusive.
ll complesso degli strumenti multimediali che costituiscono l’opera Destinazione Auschwitz ha incontrato il consenso crescente degli addetti ai lavori e del pubblico. Tra i riconoscimenti più prestigiosi l’opera ha ricevuto l’Innovation Prize della Unione Europea, il patrocinio della Associazione Figli della Shoah e quello della Task Force for International Cooperation on Holocaust Education, Remembrance and Research venendo inserita nel primo esempio in Italia di kit didattico, lanciato nel 2004 con enorme successo. L’opera è stata diffusa nelle scuole italiane a cura dell’Unione Europea e, successivamente, dalla Associazione Figli della Shoah. “Chiunque desideri avere un quadro completo della Shoah non potrà prescindere da Destinazione Auschwitz” aveva dichiarato Ferruccio de Bortoli, allora direttore del “Corriere della Sera”, ormai un classico editoriale diffuso nella sua versione cartacea (Album visivo della Shoah), sotto forma di allegato a periodici e libri in più di 90.000 copie. L’edizione originaria del 2000 composta da un libro e due cd rom è stata realizzata in collaborazione con gli storici del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano (Fondazione CDEC). Il comitato di valutazione didattica universitaria Indire ha giudicato “ottimo” questo strumento interattivo. I due cd rom con le 20.000 copie stampate e distribuite tra il 2000 e il 2005 sono da ritenersi un vero successo editoriale senza molti paragoni in Italia. Nel tempo, l’opera base si è arricchita di altri prodotti editoriali pubblicati per essere uno strumento della Memoria efficace per le generazioni future che non avranno il privilegio di sentire i racconti dalla viva voce dei pochi sopravvissuti agli eventi che sconvolsero l’Europa con lo sterminio di 6 milioni di ebrei.
Questa ultima edizione è arricchita con:
una raccolta di testimonianze e nuove informazioni storiche sul nazismo e sul complesso dei campi di sterminio;
2 cd rom (Cd 1: Verso Auschwitz; Cd 2: La fabbrica delle sterminio)
un DVD contenente Viaggio nella fabbrica delle sterminio (documentario di 30 minuti) e Binario 21 (cortometraggio di 6 minuti)
2 CD ROM: Destinazione Auschwitz, opera multimediale articolata in due cd rom Verso Auschwitz, contenente le premesse, lo scenario e i piani dello sterminio, è lo strumento indispensabile per chi voglia addentrarsi nella Fabbrica dello Sterminio, secondo cd rom nel quale, per la prima volta al mondo, si ricostruisce in maniera esaustiva e completa l’universo concentrazionario Auschwitz: il sito, l’organizzazione interna, il procedimento dell’assassinio di massa degli ebrei, i luoghi dello sterminio, la fine e la liberazione.
DVD : Viaggio nella fabbrica delle sterminio (documentario di 30 minuti) - Regia: Andrée Rossi Maroso e Federico Ambiel - Produzione: Lilithwork - Produttore esecutivo: Andrea Jarach - Consulenza: Marcello Pezzetti (Fondazione CDEC) - Colonna sonora: Cesare Picco
L’ormai classico Viaggio nella fabbrica dello sterminio, il documentario di 30 minuti che accompagna lo spettatore attraverso il processo della Soluzione finale della questione ebraica, non può mancare nella biblioteca dell’appassionato di storia così come di chiunque sia interessato alla didattica della Shoah. La sapiente miscela di filmati storici, elaborazioni digitali tratte da Destinazione Auschwitz e fiction rende questo documentario lo strumento più adatto per la comprensione dei meccanismi della Shoah.
Binario 21 (cortometraggio di 6 minuti) - Regia: Dario Picciau - Sceneggiatura: Roberto Malini - Con la testimonianza di Liliana Segre e, per la prima volta sullo schermo, Anita Betti. Il cortometraggio, premiato nel 2004 per il suo valore umano e artistico e per l’indimenticabile testimonianza di Liliana Segre, esprime la tragedia e la speranza di una sopravvissuta alla Shoah attraverso un “codice binario” di immagini senza tempo.
Una raccolta di testimonianze e nuove informazioni storiche sul nazismo e sul complesso dei campi di sterminio.

DESTINAZIONE AUSCHWITZ
a cura di AA.VV
 Speciale Destinazione Auschwitz: contenuti extra, tiratura limitata, versione lusso.
Quest'opera consegna ai giovani - quindi al futuro - il restauro virtuale del Lager di Auschwitz-Birkenau e la rappresentazione della tecnologia impiegata dai nazisti per lo sterminio degli ebrei in quel luogo. Sopravvissuto ad Auschwitz-Birkenau, dove ho sofferto, ho pensato che finalmente la memoria della Shoah, da oggi, non è più soltanto nelle parole e nei racconti di noi testimoni, ma anche nella puntuale rappresentazione storica realizzata da questo straordinario strumento."
Nedo Fiano, arrestato a Firenze e deportato ad Auschwitz il 16 maggio 1944
L'opera Destinazione Auschwitz non può mancare nelle scuole, ma di certo anche chiunque desideri avere un quadro completo della Shoah non potrà prescindere da Destinazione Auschwitz che è diventato un classico editoriale diffuso nella sua versione cartacea.
Ferruccio de Bortoli, “Corriere della Sera”
Per conoscere la storia, per non dimenticare… Guardavo in questi giorni un’opera straordinaria che permette di conoscere la tragedia dei lager. E pensavo: nessun libro né filmato né audio potrebbe raccogliere tanto materiale né presentarlo in maniera così chiara.
Angelo Bertani, “Famiglia Cristiana”

CHI VUOL VEDERE LA MAMMA FACCIA UN PASSO AVANTI
a cura di Maria Pia Bernicchia
 La tragica storia di venti piccoli innocenti, provenienti da tutta Europa, vittime degli esperimenti medici e della brutalità insensata della politica dello sterminio del Terzo Reich. Seconda edizione arricchita di contenuti inediti.
Riedizione del best seller I 20 bambini di Bullenhuser Damm, esaurito a pochi mesi dalla data di pubblicazione, Chi vuol vedere la mamma faccia un passo avanti è arricchito con contenuti speciali e testimonianze inedite.
In una fredda mattina di novembre del 1944 l’uomo nero si vestì di infame cattiveria: il dottor Mengele, l’angelo della morte, si presentò nella baracca 11 di Auschwitz-Birkenau e disse: “Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti…” Pochi mesi dopo, il 20 aprile 1945 nella scuola amburghese di Bullenhuser Damm 20 bambini provenienti da tutta Europa vennero uccisi.
Questo libro narra la storia delle loro giovani vite spezzate e della tragica catena di vicende passate per l’arresto, la detenzione nel campo di Auschwitz-Birkenau, la separazione dai genitori, gli esperimenti medici e, il terribile epilogo…
Per non dimenticare quella che fu una delle pagine più buie dell'orrore nazista, dal gennaio 2006 ha avuto il via una straordinaria iniziativa: creare nelle scuole, nei giardini o nei luoghi pubblici più adeguati di tutte le città che lo desiderino un "Giardino della memoria", un giardino di 20 rose bianche, una per ognuno dei bimbi di Bullenhuser Damm
L'iniziativa ha ottenuto l'imprimatur del Senato della Repubblica grazie alla presentazione in aula della proposta da parte del senatore Enrico Pianetta.

COME INSEGNARE L'OLOCAUSTO A SCUOLA
a cura ITF
Un indispensabile strumento per gli insegnanti. Linee guida per la didattica della Shoah. In appendice: sitografia e filmografia complete; guida alla visita dei Luoghi della Memoria in Italia e nel mondo.
In un agile volume la Task Force for International Cooperation on Holocaust Education, Remembrance and Research (ITF) ha raccolto le linee guida per gli insegnanti che vogliono affrontare in classe lo studio della Shoah. Queste indicazioni sono il frutto delle esperienze didattiche monitorate dalla ITF in 18 Paesi europei ma anche negli Stati Uniti e in Israele. Sono state elaborate mettendo a confronto le teorie dei più importanti esperti internazionali in materia di Holocaust Education. In appendice: Anne Frank come simbolo universale della Shoah, guida ai luoghi della memoria, filmografia e sitografia. Con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca questa seconda edizione è arricchita dalla prefazione di Valentina Aprea, Sottosegretario di Stato presso il MIUR.
ITF Task Force for International Cooperation on Holocaust Education, Remembrance and Research. La ITF è un’organizzazione internazionale fondata a Stoccolma nel 1998 su iniziativa svedese. Ha lo scopo di promuovere, nei Paesi membri e in altri associati attraverso progetti di partenariato, iniziative culturali, didattiche e accademiche dirette a mantenere viva la memoria collettiva della Shoah evidenziandone l'unicità nel contesto della sofferenza universale. La ITF è costituita da rappresentanti di governo, organizzazioni governative e non governative. Attualmente gli stati membri sono 20: Argentina, Austria, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia,Germania, Israele, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Romania, Stati Uniti d'America, Svezia, Svizzera e Ungheria.

DALL'INCHIOSTRO AL SANGUE
a cura di Andrea Bienati
Un testo di storia e criminologia che avvince come un giallo. Dalla “voce” delle vittime e dei carnefici il racconto del come e del perché venne perpetrato il crimine nazista: lo sterminio sistematico di sei milioni di ebrei.
Al di là delle lacrime e delle emozioni una fredda disamina della quotidianità del crimine nazista. Quando legge, scienza e politica fanno sì che un buon cittadino diventi un ottimo criminale. Utilizzando le sfumature delle parole di vittime e carnefici, il lettore viene coinvolto in prima persona nella quotidianità di una giornata nel Terzo Reich. E se scoprissimo che le modalità con cui il nazismo rese normali i propri crimini, rendendoli legali e scontati, fossero connaturate all’istinto umano? Che cosa avremmo fatto noi?

I DIRITTI DEL BAMBINO
a cura di Giuliana Limiti
Libro dedicato al pensiero e all’opera di Janusz Korczak, medico, figura simbolo della storia del nostro secolo. Lettura fondamentale e imprescindibile per pediatri, educatori, genitori e chiunque oggi si prenda cura dei bambini.
Dite: è faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. È piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi Fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi in punta di piedi. Per non ferirli.”
Riflessioni attorno al pensiero e all’opera di un grande medico e libero pensatore del ’900. Janusz Korczak, estensore della carta dei diritti del bambino, insegnò e praticò insieme ai suoi discepoli la difficile arte dell’educare senza calpestare e senza umiliare. Lasciando che i bambini vivessero, anche quando li raccolse nell’orfanotrofio del Ghetto di Varsavia, senza scoraggiarli, né strapazzarli, né facendo loro fretta. Poiché credeva fermamente che ogni singolo minuto della loro vita andasse rispettato come unico e irrepetibile e che nessun gioco, nessuna forma di espressione del bambino potesse rischiare di essere liquidata come banale “perdita di tempo”. Fino all’ultimo lavorò con i suoi bambini per far loro comprendere e accettare con dignità ogni aspetto della vita, compresa la morte. Fu così che nell’agosto del 1942 riuscì a farli salire sul treno che li avrebbe portati a morire nelle camere a gas di Treblinka, a testa alta, vincitori colmi di dignità. Proprio per questo la sua figura si erge come eroe dell’umanità e simbolo della storia di questo secolo, cui dovrebbero ispirarsi tutti coloro che oggi si occupano di bambini: dai pediatri agli educatori e, naturalmente, ai genitori. Il libro è illustrato con i preziosi disegni dei bambini del ghetto di Terezin, periti nella Shoah.

ORECCHINI IN CANTINA
a cura di Rachel Bernheim-Friedman
L’autobiografia di Rachel Bernheim-Friedman è una commovente testimonianza, il tassello che ancora mancava dell’infinito mosaico di sofferenze umane che è stata la Shoah.
Sono rimasto profondamente colpito dalla profondità dei suoi sentimenti. Non ho dubbi che il suo libro debba essere tradotto in tutte le lingue possibili… perché ciò che ha scritto costituisce una testimonianza molto importante. Sono certo che Orecchini in cantina avrà successo e grande impatto sui suoi lettori”.
E. Wiesel, Nobel per la pace 1986
Sono molto felice di apprendere che il suo libro autobiografico è stato tradotto in molte lingue. La storia del popolo ebraico potrà così venir trasmessa non solo alle nuove generazioni ma anche alle altre nazioni e culture”.
Moshe Katzav, Presidente dello Stato di Israele
Ho letto con emozione questo libro nella versione ungherese, ritrovando nelle sue pagine situazioni e sentimenti da me stessa vissuti e sofferti… Orecchini in cantina è un’autobiografia commovente, l’ennesimo tassello dell’infinito mosaico di sofferenze umane che è stata la Shoah”.
Goti Bauer, ungherese deportata ad Auschwitz a vent’anni

I RICORDI DI INGE E DEI SUOI FIGLI Rolf e Nico Kamp
a cura di Maria Pia Bernicchia
Le memorie di Inge, deportata ad Auschwitz insieme ad Anne Frank, e dei suoi figli vissuti clandestinamente nell’Olanda occupata dai nazisti. Completano i ricordi ricche note storiche sui campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau e Gross-Rosen.Inge Salomon Meyer Kamp, ebrea tedesca, nata a Colonia 95 anni fa, ricorda in queste pagine, la sua odissea iniziata all’indomani della Notte dei Cristalli, il 10 novembre 1938. Fu allora che lei, il marito, i suoceri e i suoi due bambini decisero di rifugiarsi in Olanda. Qui, i Kamp vissero abbastanza serenamente fino all’occupazione tedesca e alla conseguente introduzione delle leggi antiebraiche, che finirono per costringerli a separarsi e a nascondersi: i bambini da una parte, Inge e il marito da un’altra, gli anziani Kamp da un’altra ancora. Inge e il marito furono i primi a essere scoperti e a finire a Westerbork, anticamera di Auschwitz. Ed è proprio per Auschwitz che Inge e il marito partirono il 3 settembre 1944 chiusi in un carro bestiame insieme ad Anne Frank e famiglia.
Inge vivrà nella medesima baracca di Anne. Inge riuscirà a sopravvivere e a tornare per riabbracciare i suoi bambini; diverso fu il destino di suo marito e di Anne Frank. Quella magnifica ragazzina, che seppe comunicare a tutto il mondo la sua gioia di vivere prima che le si spegnesse fra i reticolati di Birkenau e della quale oggi Inge, preziosa testimone, ci può ancora raccontare.

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