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 Il 23 agosto 1939 a Mosca viene firmato il Patto che sconvolgerà le menti dei nazisti, dei fascisti e dei comunisti di tutto il mondo, e non solo le loro. I nazisti avevano ucciso o rinchiuso nei lager quanti comunisti erano riusciti a individuare, così come avevano fatto nell'Unione Sovietica con i fascisti e i nazisti. Nemici fino a ieri irriducibili firmano oggi un patto battendo sul tempo i francesi, gli inglesi e i polacchi che conducevano da lungo tempo analoghe trattative mai giunte in porto soprattutto a causa dell'intransigenza dei polacchi, oppostisi strenuamente all'ipotesi che l'Armata rossa calpestasse il loro suolo, sia pure per difenderli dai tedeschi. Stalin dirà a Ribbentrop: «Gli inglesi non ci hanno mai detto che cosa volevano da noi, in realtà». Il giorno successivo alla firma del patto coi tedeschi i russi interrompono le trattative con la commissione anglo-franco-polacca comunicando che essendo intervenuto un cambiamento nella situazione politica inter-nazionale non è più utile continuare le conversazioni.
Il patto di non aggressione recita semplicemente che le due potenze contraenti non aderiranno in alcuna forma a schieramenti che minacciassero direttamente o indirettamente l'altra e che non si attaccheranno neppure se una terza potenza aggredirà una delle due contraenti, ma al patto ufficiale è allegato un protocollo segreto addizionale il cui contenuto si conoscerà soltanto a fine guerra: «In occasione della firma del patto di non aggressione fra la Germania e l'Unione Sovietica, i firmatari discutono in forma del tutto riservata il problema della delimitazione delle rispettive sfere d'influenza nell'Europa orientale, convenendo:
1) nel caso di mutamenti territoriali e politici dei territori appartenenti agli stati baltici (Estonia, Lettonia, Lituania e Finlandia) la frontiera settentrionale della Lituania rappresenterà la linea divisoria delle rispettive sfere d'influenza della Germania e dell'Unione Sovietica;
2) nel caso di mutamenti territoriali e politici dei territori appartenenti allo stato polacco, le sfere d'influenza della Germania e dell'Unione Sovietica saranno approssimativamente delimitate dalla linea dei fiumi Narew, Vistola e San.
Soltanto in base ai futuri sviluppi politici sarà possibile decidere se gli interessi delle due parti renderanno desiderabile il mantenimento di uno stato polacco indipendente. In tale caso si decideranno le nuove frontiere di tale stato. Comunque i due contraenti risolveranno detta questione mediante un'intesa amichevole». L'intesa stabilisce la spartizione della Polonia tra la Germania e l'Unione Sovietica e la sua cancellazione dalla carta geografica, nonché il passaggio all'Unione Sovietica dell'Estonia, della Lettonia e di vaste zone della Finlandia. La Lituania passerà alla Germania. Il Fiihrer ha il con-senso dei russi all'invasione della Polonia.
Chamberlain scrive a Hitler avvertendolo che «qualsiasi natura abbia il patto russo-tedesco, esso non modifica gli obblighi della Gran Bretagna nei confronti della Polonia». Daladier scrive a Hitler un appello alla pace ribadendo con l'occasione i suoi obblighi con la Polonia.
Il 20 agosto la Gestapo ordina al comandante del lager di Sachsenhausen di consegnare una dozzina di deportati ai quali è promessa la libertà in cambio di un servizio al Reich: vestiti con divise polacche e trasportati nei pressi del confine polacco, a Gleiwitz, dove c'è una stazione radio, essi sono consegnati al colonnello delle SS Helmut Naujocks, che testimonierà al processo di Norimberga: «Ricevetti l'ordine di fingere un colpo di mano contro la stazione radio di Gleiwitz per far credere che gli attaccanti fossero polacchi.
Dovevo impadronirmi della stazione radio e tenerla il tempo necessario per far leggere in polacco un comunicato che diceva pressappoco che era giunto il momento di far guerra alla Germania. Mi misero a disposizione dodici o tredici delinquenti condannati a morte in divisa polacca che furono uccisi con iniezioni e poi colpiti con armi da fuoco». Goebbels ordina alla stampa e alla radio di mettere in rilievo «le atrocità dei polacchi e gli omicidi di cui sono vittime i tedeschi che vivono in Polonia». Nessuno crede alla messa in scena nazista, ma il Puhrer sa che nessuno processa mai i vincitori e lui, convinto di vincere, ha già dato l'ordine di invadere la Polonia.
E il 1° settembre 1939, inizia la Seconda guerra Mondiale.
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