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 IL LIBRO : Le caratteristiche che contraddistinguono l’opera “ Primo Levi- Il cerchio stupido” sono molteplici e pongono questo saggio-biografia sul piano delle migliori pubblicazioni a livello internazionale sull’argomento.
Il trauma subito ad Aushwitz trasforma Levi in uno dei testimoni più efficaci di quello che la barbarie nazi-fascista ha potuto realizzare nel perseguimento del suo progetto di dominio sull’Europa,col suo presupposto di creazione di una razza superiore, quella ariana, e del conseguente sterminio della popolazione ebraica.
Nascono così “Se questo è un uomo”,l’inno alla libertà e alla vita di “La tregua”,l’elegia della ribellione armata degli ebrei di “Se non ora, quando?”
Levi pubblica nel 1986 il volume “I sommersi e i salvati” , una forma di bilancio del perché molti furono travolti e molti si salvarono nella tempesta della Seconda Guerra Mondiale, a prescindere dai meriti e dai demeriti, per un meccanismo che ripropone all’infinito una successione di situazioni in cui il dominatore di oggi diventa il perseguitato di domani e viceversa, senza una logica progressiva, come un cerchio che perpetua all’infinito la sua “stupida” perfezione. “Il cerchio stupido” come nel sottotitolo di questo saggio - biografia che sicuramente diventerà uno dei punti di riferimento di ogni lettore.
Titolo Libro : Primo Levi. Il Cerchio stupido di Aldo Scibona
Casa Editrice Anordest
Collana
Pagine 400
Prezzo €.18.00
Uscita 9 Feb. 2012

 IL LIBRO : Lo sterminio del popolo ebraico ad opera del regime nazista comportò anche la perdita di genialità scientifiche ed artistiche. Tra queste, può annoverarsi anche il tenore austro-ungarico Joseph Schmidt, di grande statura artistica ma di esigua complessione fisica, tali da meritargli l’appellativo di “pocket Caruso”.
Joseph Schmidt (1904-1942). Tenore austro-ungarico di grande statura artistica ad onta di una davvero esigua complessione fisica, tale da comportargli l’appellativo di “pocket Caruso”. Assurto a fama internazionale in campo musicale e cinematografico, dall’intera Europa tra le due grandi guerre alle Americhe, si vide ben presto condannato al silenzio dalle leggi razziali naziste che gli preclusero ogni avvenire d’artista e d’uomo fino a quando, appena trentottenne, trovò tragica fine in un lager svizzero: una conclusione non certo lontana dalle spietate morfologie di un delitto (purtroppo) senza castigo. Ma il suo nome risorse ben presto riguadagnandogli, tra la fine degli anni ’40 e ’50, la popolarità invano negata a doti incontestabili che, in virtù di numerose incisioni discografiche e di film musicali, si rendono oggetto di ripetuti approfondimenti ed esegesi. L’Autore offre ora un ulteriore contributo, convintamente partecipato, a che il gran nome dello sfortunato cantore trovi rinnovata occasione di celebrazione, lasciando che gli eventi che lo travolsero emergano da un passato non più recente per reinventarli ed oggettivarli come materia di narrazione, di biografia teatrale, storicamente circostanziata non senza il dovuto impegno critico.
Autori
Vincenzo Ramón Bisogni napoletano di nascita e triestino d’adozione, ha abitato per molti anni a Firenze. È autore di numerosi volumi tra i quali quello dedicato a Renata Tebaldi: viaggio intorno ad una voce., a Verdi in occasione del centenario della morte. Fu premiato a Ravenna nel 2005 con la «Stella di Galla Placidia». Redattore musicale del mensile «PuntoIN», collabora con il mensile “Musica”. Bisogni è presidente dell’Associazione musicale fiorentina «Il Foyer». Ha pubblicato articoli di argomento musicale su quotidiani e riviste specializzate. Più volte ospite di RadioTre, cura per la Hardy Classic le note illustrative delle edizioni audio e video delle opere dall’archivio storico del Teatro San Carlo di Napoli. Tra le sue recenti pubblicazioni, Tutto Verdi (o quasi) dalla A alla I e All’ombra del Vesuvio: Caruso, Caniglia, Stignani e compagnia cantante.
Titolo Libro : Joseph Schimidt. The pocket Caruso. Un tenore in fuga di Vincenzo Ramón Bisogni
Casa Editrice Zecchini
Collana
Pagine 216
Prezzo €. 20.00
Uscita 2012

 IL LIBRO : Le donne e l'Olocausto è uno dei pochi memoriali che si concentra esclusivamente sulle donne. Con sincerità straziante, Lucille Eichengreen offre uno sguardo approfondito e sincero dell'esperienza femminile nei campi nazisti. Raccontando la storia della propria sopravvivenza, esplora il mondo delle altre donne che ha incontrato, dal potere femminile delle guardie SS, alle prigioniere che erano costrette a prostituirsi per il cibo. Le amicizie che nacquero tra le donne spesso durarono a lungo. Si aiutavano l'una con l'altra, e si dimostravano un affetto e un'attenzione che era difficile trovare persino in famiglia. Certo, avevano anche delle nemiche tra loro. Altre donne le maltrattavano, le denunciavano, le raggiravano e rubavano il cibo o le scarpe. In tutti i campi di concentramento era più o meno lo stesso. Ma in generale c'era fiducia reciproca, le donne si davano una mano e piangevano insieme. Con una prosa secca e toccante, la Eichengreen sa cogliere il nocciolo, l'essenza delle cose ma senza fare prediche. In più, Lucille scrive con l'autorevolezza della testimone oculare, un valore che presto spetterà solo alla pagina scritta e ai documentari filmati, visto che le fila dei sopravvissuti si assottigliano drammaticamente ogni anno. Lei è una di loro, una sopravvissuta che ha ancora voglia di raccontare la propria storia.Sopravvivere al ghetto di Lodz, ad Auschwitz, a Neuengamme e a Bergen-Belsen fu quasi un miracolo. Aveva otto anni e viveva ad Amburgo, in Germania, quando Hitler salì al potere. Aveva vent'anni quando la guerra finì. Dodici lunghi anni di orrore, di privazioni, di umiliazioni, di fame.
Autori
Lucille Eichengreen è miracolosamente sopravvissuta a dodici anni di ghetti e a tre campi di concentramento fino alla liberazione di Bergen-Belsen. Oltre a Le donne e l'Olocausto, è autrice dei memoriali Ashes to Life (Mercury House) e Rumkowski and the Orphan of Lodz (Mercury House), ancora non pubblicati in Italia.
Titolo Libro : Le donne e l'Olocausto. Ricordi dall'inferno dei Lager di Lucille Eichengreen
Casa Editrice Marsilio
Collana Gli specchi
Pagine 160
Prezzo €. 14.00
Uscita 2012

 IL LIBRO : Anna Kovanicová Hyndráková nasce a Praga nel 1928. Ancora bambina vive i giorni dell‘occupazione nazista della Cecoslovacchia e in seguito, essendo ebrea, l‘esperienza della deportazione dapprima nel ghetto di Terezín (Theresienstadt), quindi in vari campi di concentramento. Unica sopravvissuta allo sterminio della sua famiglia nel lager di Auschwitz, alla fine della guerra ritorna a Praga dove, dopo il diploma alla scuola statale di grafica, si laurea in scienze politiche. Ha lavorato per parecchi anni all’Archivio e al Museo ebraici di Praga.
Nel 1971 scrive Dopis detem (Lettera ai figli), uscita in edizione samizdat nel 1989, quindi tradotta in inglese e pubblicata in Gran Bretagna. Come scrive Zygmunt Bauman nella toccante prefazione a questo librotestimonianza, il compito più difficile per chi si trovò a vivere la tragica esperienza dei campi di sterminio nazisti era «restare umani in condizioni disumane». Lettera ai figli, che Anna Hyndráková-Kovanicová trova il coraggio di scrivere nel 1971, all’età di 43 anni, inizia in un giorno preciso, il 15 marzo 1939, data dell’invasione della Cecoslovacchia da parte delle armate naziste. Gli avvenimenti personali legati alla famiglia, alla scuola, ai compagni e alle amiche più care si stemperano nel ricordo di una Praga occupata dai soldati tedeschi e sempre più negata ai cittadini di religione ebraica. Nel 1942 la giovane Anna, con la famiglia, è costretta ad abbandonare Praga e viene condotta nel ghetto di Terezín, inizio della deportazione che la porterà ad Auschwitz. Il racconto si snoda rievocando il viaggio, l’arrivo nel campo e la sistemazione nel Familienlager, la fame, gli espedienti per procurarsi un po’ di cibo, gli appelli, la paura e il momento più duro, quello della selezione.
Privata dei genitori, che moriranno nelle camere a gas, Anna viene inviata a lavorare nel sottocampo di Gross Rosen, dove apprende della morte della sorella e della nipotina. Durante l’inverno decide di fuggire e durante l’evacuazione del campo nel febbraio 1945 riesce nel suo intento.
Ma questo è solo l’inizio di un allucinante viaggio di ritorno. Anna conosce l’oltraggio della violenza fisica e psichica. A ciò segue una nuova prigionia nel campo di lavoro di Görlitz. Alla fine della guerra, il ritorno a Praga dove ritrova i pochi parenti sopravvissuti. L’umiliante esperienza del rifiuto e di una ostilità quasi rabbiosa la costringe a peregrinare in una Praga devastata dalla guerra. Ma è anche l’inizio di un cammino per ritrovare la propria identità e le ragioni per vivere.
Titolo Libro : Lettera ai figli. Da Praga ad Auschwitz di Anna Hyndrakova, tradotto e curato da Tiziana Menotti
Casa Editrice Medusa
Collana La zattera
Pagine 120
Prezzo €.10.00
Uscita 2012

 IL LIBRO : Auschwitz da luogo assoluto della memoria della Shoà e del tentativo di realizzazione della ‘soluzione finale’ a non luogo, o meglio, ad un luogo come un altro. Auschwitz che viene declassato da simbolo delle politiche di sterminio volute da Hitler e realizzate dai suoi criminali esecutori, a semplice campo di prigionia dove si moriva solo di stenti e di dissenteria.
Chi sono i negazionisti? Perché negano che le camere a gas siano mai esistite? Qual è l'intento che hanno di mira? Questo libro offre una prima riflessione politica e filosofica su un fenomeno, di dimensioni internazionali, radicato e diffuso anche in Italia, dove gli adepti del negazionismo sono andati costruendo il luogo della loro negazione nell'ombra propizia degli ultimi decenni. Di qui rivendicano il diritto di poter negare lo sterminio degli ebrei d'Europa attraverso libri, periodici, siti web, e avvalendosi non di rado anche di una cattedra. Ma il negazionismo è un'opinione come un'altra?
Il nesso di complicità tra annientamento e negazione rende problematico il concetto di opinione. I profanatori della cenere perseguono la "verità" di Hitler, ne vogliono portare a termine il progetto politico. Attraversando le bassure della negazione, dai nuovi hitleriani fino a Mahmoud Ahmadinejad, emerge la minaccia di una negazione che non si limita al passato, ma vorrebbe reiterarsi nel futuro. E in tale contesto che va ripensata la "singolarità" di Auschwitz.
E’ questo il processo di sostituzione dei fatti, che quindi diventa negazione della storia, che viene intrapreso da chi minimizza, svaluta, relativizza o apertamente addirittura nega sei milioni di morti. Contrastare e sbugiardare questi mentitori, che spesso si avvolgono nei panni di professori, di cattedratici universitari, di storici, di intellettuali culturalmente aperti, può essere profondamente frustrante, addirittura controproducente in termini di carriera.
E’ questo il processo di sostituzione dei fatti, che quindi diventa negazione della storia, che viene intrapreso da chi minimizza, svaluta, relativizza o apertamente addirittura nega sei milioni di morti.
Autori
Donatella Di Cesare è professore ordinario di Filosofia teoretica alla Sapienza di Roma. Tra i suoi ultimi libri Grammatica dei tempi messianici, Giuntina, Firenze 2011; Utopia del comprendere, il melangolo, Genova 2003.
Titolo Libro : Se Auschwitz è nulla. Contro il negazionismo di Donatella Di Cesare
Casa Editrice Il Melangolo
Collana Nugae
Pagine 125
Prezzo €. 6.00
Uscita 2012

 IL LIBRO : «Il crematorio fuma, non smette piú, fuma tutta la notte. L'odore nauseabondo di carne bruciata ammorba l'aria, prende alla gola, mi strozza, forse stanotte bruciano Ondina o Maria... Non le ho piú trovate».
Dal taccuino clandestino di Lidia Beccaria Rolfi, Ravensbrück.
Nel dopoguerra gli ex deportati si trovarono «immersi in un dolore che rifiuta l'espressione narrativa, nel tentativo di rimuovere un'esperienza inquietante». Alla paura di non essere creduti si aggiunsero il senso di colpa per essersi salvati, il desiderio collettivo di voltare pagina, il rifiuto di editori, storici, mass media di ascoltare e di far conoscere quanto era accaduto. Per lungo tempo la memoria della deportazione italiana è cosí rimasta in una zona d'ombra, soprattutto quella che ha riguardato i deportati politici e i prigionieri nelle carceri del Reich, arrestati in quanto membri di bande partigiane o resistenti civili.
Voci dal lager raccoglie le loro lettere, ufficiali e clandestine, e i biglietti lanciati dalle tradotte ferroviarie, con un'appendice dedicata ai lavoratori coatti. L'obiettivo è duplice: recuperare fonti inedite che altrimenti rischierebbero di andare perdute, e soprattutto colmare quel vuoto di conoscenza che ha interessato un periodo importante della nostra storia.
Autori
Mario Avagliano: Mario Avagliano, giornalista professionista e studioso di Storia contemporanea, è membro dell'Istituto Romano per la Storia d'Italia dal Fascismo alla Resistenza e della Sissco e dirige il Centro Studi della Resistenza dell'Anpi di Roma-Lazio. Tra le sue opere: Roma alla macchia.
Personaggi e vicende della Resistenza (Cava de' Tirreni 1997); «Muoio innocente ». Lettere di caduti della Resistenza a Roma (in collaborazione con Gabriele Le Moli, Milano 1999). Per Einaudi ha curato il volume Generazione ribelle. Diari e lettere dal 1943 al 1945 (2006) e ha pubblicato, con Marco Palmieri, Gli internati militari italiani. Diari e lettere dai lager nazisti 1943-1945 (2009), Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia (2010) e Voci dal lager (2012).
Marco Palmieri: giornalista pubblicista e studioso di Storia contemporanea, ha lavorato per diverse testate; è membro del Centro Studi della Resistenza dell'Anpi di Roma-Lazio e ha pubblicato numerosi articoli e saggi sulla deportazione, l'internamento e le vicende militari italiane nella Seconda guerra mondiale. Per Einaudi ha pubblicto, con Mario Avagliano, Gli internati militari italiani. Diari e lettere dai lager nazisti 1943-1945 (2009), Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia (2010) e Voci dal lager (2012).
Titolo Libro : Voci dal Lager. Diari e lettere di deportati politici italiani 1943-1945 di Mario Avagliano e Marco Palmieri
Casa Editrice Einaudi
Collana Einaudi tascabili. Saggi
Pagine 452
Prezzo €.14.00
Uscita 2012

 IL LIBRO : Quasi all’inizio del Bosco dei Giusti, a Gerusalemme, dove gli alberi sono più alti e antichi, c’è un grande carrubo dedicato ad Ezio Giorgetti, un albergatore di Bellaria, il primo in Italia ad aver ricevuto questo onore, il 16 giugno del 1964. Inoltrandosi nel parco, si incontra quello piantato, nell’aprile 1985, in memoria del maresciallo dei carabinieri Osman Carugno. A Giorgetti e Carugno devono la vita 38 ebrei, quasi tutti evasi dal campo di internamento di Asolo subito dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e arrivati a Bellaria, a nord di Rimini, il giorno 13. Nello sfacelo seguito alla fuga del re e del governo Badoglio a Brindisi, quel gruppo di profughi sta tentando di raggiungere il Sud, per attraversare la linea Gustav e guadagnare la libertà. Un progetto disperato. Il destino vuole, però, che si imbattano in quei due italiani che, davanti alla loro tragedia, non si tirano indietro: li nascondono prima a Bellaria e poi a Pugliano, nel Montefeltro, fino all’arrivo degli Alleati. Un salvataggio lungo un anno: in ognuno di quei 377 giorni, dal 13 settembre 1943 fino al 24 settembre 1944, quei disperati rischiano di essere scoperti, arrestati, avviati ad Auschwitz. E i loro protettori rischiano la galera e la fucilazione, ma sentono d’istinto che non possono cedere. La Shoah, il male assoluto, non è un’atrocità improvvisa, sorta e finita col nazismo. Ha radici antiche in fenomeni come l’antigiudaismo religioso, il nazionalismo, il razzismo che hanno alimentato per secoli l’immaginario antiebraico: l’odio astratto, immotivato, per qualcosa che non si conosce e si percepisce come “diverso”. Quel male assoluto non si sarebbe mai potuto attuare senza l’accettazione cieca dell’immaginario antiebraico e l’obbedienza passiva da parte di tanti, troppi volenterosi uomini e donne “normali”. Senza, cioè, il conformismo, l’opportunismo o l’indifferenza di chi ha preferito girarsi dall’altra parte. Ecco, Giorgetti e Carugno hanno scelto di non girarsi dall’altra parte: si sono ribellati, intuendo che anche il solo “restare indifferenti” li avrebbe resi complici. E quello che ci lasciano è un messaggio quanto mai attuale nel nostro mondo globalizzato eppure così travagliato da problemi di convivenza tra culture ed etnie. Un mondo dove ogni giorno entriamo in contatto con uomini e donne “diversi”, di tutti i paesi della terra. Ma dove troppo spesso vengono alimentati “immaginari” simili a quello che per secoli ha perseguitato gli ebrei: contro i rom, ad esempio, o contro gli immigrati.
Autori
Emilio Drudi, giornalista, già vice capo redattore della Cronaca di Roma del “Messaggero”, è autore di studi e pubblicazioni di storia locale. In particolare su Latina, l’Agro Pontino e le grandi bonifiche effettuate tra la fine degli anni ’20 e gli anni ’30 del secolo scorso.
Titolo Libro : Un cammino lungo un anno. Gli ebrei salvati dal primo italiano "Giusto tra le Nazioni" di Emilio Drudi
Casa Editrice La Giuntina
Collana
Pagine 151
Prezzo €.15.00
Uscita 2012

 IL LIBRO : «Perche dei cinque figli che eravamo in famiglia solo io sono sopravvissuto? C'è stato bisogno del calcio di un bambino a scuola. C'è stato bisogno di quel medico che mi ha evitato di essere prelevato in ospedale insieme agli altri pazienti ebrei. C'è stato bisogno di quello stesso medico che ha cambiato idea a proposito del "trattamento miracoloso" dell'americano!
Ogni sopravvissuto deve la sua vita a una successione di eventi fortuiti. Dei deportati, salvati dai russi o dagli americani, e ai quali è stato dato da mangiare troppo in fretta o in troppa quantità, sono morti per questo. Erano scampati a tutto, alle privazioni, al freddo, alla camera a gas, alle epidemie, e sono morti per avere finalmente mangiato... Chi per una volta, per una sola volta, non ha avuto fortuna non e più qui per raccontarlo. Questa "fortuna in più" io l’ho avuta. Non saprò mai perché. A volte mi riempie di un senso di colpa senza via di uscita e mi impone una domanda che non avrà mai risposta».
Autori
Maurice Grosman è nato a Parigi nel 1930. Affetto da tubercolosi ossea, riesce a sopravvivere alle deportazioni in un ospedale di provincia, mentre tutta la sua famiglia è sterminata ad Auschwitz. Alla Liberazione viene messo in un orfanotrofio. Infine viene accolto da una zia e inizia a lavorare aprendo un piccolo negozio di vestiti, antesignano della prima boutique Celio, marchio da lui creato nel 1975.
Titolo Libro : Una strana fortuna di Maurice Grosman
Casa Editrice La Giuntina
Collana
Pagine 152
Prezzo €.14.00
Uscita 2011

 IL LIBRO : Gianfranco Maris, attivo nelle file del Partito comunista clandestino e poi della Resistenza milanese, ha poco più di vent'anni quando da Fossoli, dove la Repubblica sociale italiana ha realizzato un campo di prigionia e di transito destinato alla custodia degli ebrei e dei deportati politici, giunge in territorio austriaco insieme ad altri trecento italiani. È l'inizio di un viaggio tormentato e assurdo nell'inferno del lager, dal quale moltissimi non faranno più ritorno. A Mauthausen gli uomini vengono ridotti a "stuck", pezzi di un prodotto, e immessi in una catena di montaggio che impone lavori disumani, freddo, fame, malattia. E poi quasi sempre la morte, inflitta con una iniezione al cuore o tramite camera a gas. L'unico modo per sopravvivere è gonfiarsi il petto d'aria - così da sembrare più "in forze" - al momento delle selezioni, sopportare i turni massacranti nelle cave di pietra, dividere un chilo di pane con altri venti detenuti, subire cinque bastonate per ogni pidocchio scoperto dai kapò durante le ispezioni. Il 5 maggio 1945, a liberazione avvenuta, Maris ha ventiquattro anni, pesa trentotto chili e ha già visto tutto l'orrore del mondo. Adesso di anni ne ha novantuno e ha deciso di fissare sulla pagina i ricordi della sua esperienza estrema e di aggiungere così un tassello importante all'ormai vasto eppure mai sufficiente mosaico di testimonianze che hanno tentato di raccontare l'orrore dello sterminio nazista.
Autori
Gianfranco Maris, presidente nazionale dell'ANED, scrive sulla sua esperienza di partigiano e di deportato nei campi di Fossoli, Bolzano, Mauthausen e Gusen.
Titolo Libro : Per ogni pidocchio cinque bastonate. I miei giorni a Mauthausen di Gianfranco Maris, Michele Brambilla
Casa Editrice Mondadori
Collana Ingrandimenti
Pagine 126
Prezzo €.14.00
Uscita 2012

 IL LIBRO : Conosciuti nei Lager come "triangoli viola" per via del segno di riconoscimento che gli era imposto, i testimoni di Geova condivisero con gli altri prigionieri la tragedia della detenzione nei luoghi di annientamento. Confessione cristiana presente nel continente europeo già alla fine dell’Ottocento e diffusasi in Germania con l’inizio del secolo successivo, i testimoni di Geova furono duramente perseguitati negli anni del Terzo Reich. Benché costituissero una minoranza religiosa estranea alla politica il loro pervicace rifiuto di accettare le imposizioni del regime hitleriano ne determinò il destino di vittime della violenza degli apparati repressivi nazisti, fino alla deportazione nei campi di concentramento. La loro storia, oltre a testimoniare della forza dei convincimenti interiori, è parte della più generale vicenda delle opposizioni e delle resistenze civili che accompagnarono gli anni cupi del totalitarismo nazionalsocialista.
Autori
Claudio Vercelli è ricercatore di Storia contemporanea all'Istituto di Studi storici Salvemini di Torino, dove coordina il progetto didattico pluriennale Usi della storia, usi della memoria. Fra le sue più recenti pubblicazioni: Tanti Olocausti. La deportazione e l'internamento nei campi nazisti (Firenze 2005) Israele e Palestina: una terra per due (Torino 2005), Il conflitto israelo-palestinese tra passato e presente (Vercelli 2006), Israele. Storia dello Stato, 1881-2007 (Firenze 2007).
Titolo Libro : Triangoli viola. Le persecuzioni e la deportazione dei testimoni di Geova nei Lager nazisti di Claudio Vercelli
Casa Editrice Carocci
Collana Studi Storici Carocci
Pagine 184
Prezzo €.19.00
Uscita 2012

 IL LIBRO : Una storia terribile eppure di speranza, raccontata per la prima volta, è quella pubblicata dall'editore Melampo in “Tanto tu torni sempre”.
Quand'era bambina Ines si allontanava spesso da casa per giocare. Sua madre, però, non se ne preoccupava: "Tanto tu torni sempre...", le disse una volta. Per non deludere quella fiducia, Ines è tornata anche dall'inferno.
Quando fu deportata Ines Figini aveva meno di 22 anni. Non era ebrea, partigiana o antifascista, ma si era schierata a favore di alcuni compagni di lavoro durante uno sciopero. Così finì nei lager di Mauthausen, Auschwitz-Birkenau e Ravensbrück e infine in un ospedale militare, dove trascorse un anno e mezzo.
Ha atteso più di cinquant'anni prima di parlare in pubblico della sua vicenda: ora la racconta in questo libro. È la storia di una famiglia ma è anche una storia di fabbriche; e di una città - Como - punto strategico per le forze nazifasciste. Di treni che partivano per mete ignote e di luoghi in cui l'umanità si divideva tra vittime e carnefici, fino a negare se stessa. È la storia di una persona a cui il lager non ha rubato l'anima e che ha ripreso a vivere. Che ogni anno torna là dove era stata reclusa. Che ricorda. E che, nonostante tutto, ha perdonato.
Autori
Giovanna Caldara è nata a Erba (Como). Giornalista, collabora con diverse testate. Ha fornito consulenze letterarie per testi teatrali e libri. Organizza e promuove eventi culturali e gestisce l’ufficio stampa di associazioni e spettacoli.
Mauro Colombo è nato a Erba (Como). Giornalista, è caposervizio del mensile Il Segno e della testata web www.incrocinews.it. Per Melampo ha pubblicato Cent’anni da interisti (2008). Inoltre ha scritto L’ultimo dribbling del Balilla (Morellini, 2010) e i racconti per ragazzi Derby giurassico e Alè oò! (La Spiga, 2011).
Titolo Libro : Tanto tu torni sempre. Ines Figini, la vita oltre il lager di Giovanna Caldara e Mauro Colombo
Casa Editrice Melampo
Collana
Pagine 160
Prezzo €.15.00
Uscita 2012

 IL LIBRO : Resistente della prima ora, denunciata da un prete cattolico, Germaine Tillion viene arrestata nell'agosto del 1942 e in seguito deportata come prigioniera politica nel campo di concentramento di Ravensbrück. In questo libro ricrea il mondo del campo a partire da se stessa, in un connubio tra testimonianza personale e documentazione storica, nella strenua convinzione che si possa sempre verificare e dire la verità. Dalla descrizione oggettiva irrompe di continuo la sua esperienza: l'impatto brutale all'arrivo nel campo - in fila per cinque, le ingiurie e le botte, la difterite e le pulci -, la gratuita crudeltà delle sorveglianti, le giovani donne da lei conosciute poi uccise dagli aguzzini. Scrive Tzvetan Todorov: "Germaine Tillion è uno dei personaggi più luminosi del secolo buio che abbiamo appena lasciato. Ha saputo attraversare il male senza mai prendersi per un'incarnazione del bene. Resistente e deportata, combattente per la dignità umana e contro la tortura, scrittrice arguta dei momenti tragici dell'umanità, può aiutarci a vivere meglio l'oggi".
Autori
Germaine Tillion (1907-2008), studiosa francese, etnologa in Algeria, nel 1940 non esita un istante a impegnarsi nella resistenza contro «un nemico totalmente inaccettabile». Arrestata nel 1942, dall’ottobre 1943 all’aprile 1945 è rinchiusa nel campo di concentramento di Ravensbrück, come NN (il blocco “Nacht und Nebel”, i condannati a sparire senza lasciare traccia). Lì perderà la madre.
Titolo Libro : Ravensbrück di Germaine Tillion
Casa Editrice Fazi
Collana Campo dei fiori
Pagine 360
Prezzo €.18.00
Uscita 2012

 IL LIBRO : La realizzazione di un monumento nel campo di Birkenau fu oggetto di un concorso promosso dal Comitato Internazionale di Auschwitz nel luglio del 1957. Le attività di progetto e i successivi lavori di costruzione si protrassero per dieci anni, fino alla primavera del 1967. Questo volume ha lo scopo di delineare la storia delle vicende che portarono alla realizzazione del monumento, rammentando che esse si svilupparono in due fasi: una prima fase gestita da una giuria internazionale presieduta inizialmente da Henry Moore e poi da Lionello Venturi e sviluppatasi in tre gradi (1957-1959), e una seconda fase gestita da una ‘commissione tecnica’ facente capo direttamente al Comitato di Auschwitz (1961-1965) e aperta solo agli autori dei precedenti progetti, in cui risultò vincitore il progetto proposto dal sottoscritto e da Pietro Cascella. Il monumento sarebbe stato poi costruito fra il 1965 e il 1967.
In questo volume ci si è occupati non solo del monumento realizzato, ma di tutti i progetti elaborati nelle varie fasi e gradi del concorso. In tal modo è stato possibile fornire un quadro generale dei diversi orientamenti che in quello stesso periodo caratterizzarono la tipologia del monumento, rammentando che appunto allora essa fu oggetto di un radicale rinnovamento.
La storia del monumento è caratterizzata dalla partecipazione di due dei più importanti scultori dello scorso secolo XX: Pericle Fazzini, che fu attivo nel corso della prima fase, e Pietro Cascella, che concepì la soluzione definitiva poi realizzata. La loro attività è stata considerata in riferimento non solo alle specifiche proposte da essi avanzate, ma al loro stesso processo formativo, ricostruendolo attraverso la successione dei bozzetti elaborati e la riflessione sui loro metodi di lavoro. E poiché gli originali di tali bozzetti con poche eccezioni sono andati perduti, la documentazione fornita in questa sede rappresenta una testimonianza unica e in gran parte inedita di quella loro attività.
In questo volume ho cercato di ricostruire, insieme alle vicende del concorso e delle corrispondenti attività progettuali, il contesto politico, sociale e culturale che ne ha influenzato gli sviluppi. Di conseguenza non ho potuto fare a meno di associare la storia del monumento al modo in cui nel corso di quello stesso periodo andò contemporaneamente evolvendosi la memoria di Auschwitz. D’altronde io penso che questo monumento si può considerare non solo un simbolo di quanto accadde nel campo, ma parte esso stesso della memoria degli eventi che vi si verificarono. I testimoni diretti della tragedia sono quasi del tutto scomparsi: occorre cercare nuove testimonianze.
Titolo Libro : La memoria di Auschwitz. Storia di un monumento 1957-1967 di Simoncini Giorgio
Casa Editrice Jaca Book
Collana Di fronte e attraverso. Saggi di arch.
Pagine 208
Prezzo €.25.00
Uscita 2012

 IL LIBRO : Quello che i parigini chiamavano Vél' d'Hiv, il Velodromo d'Inverno, era un edificio dedicato allo sport, capace di contenere 17.000 spettatori. Un tempio consacrato allo svago nel cuore della città. Quanto di più stridente con l'uso ignobile cui fu piegato quando vi furono ammassati migliaia di inermi cittadini ebrei destinati alla deportazione: il rastrellamento del 16 e 17 luglio 1942 , infatti, è uno degli episodi più vergognosi e tragici della Seconda guerra mondiale. Per ordine del governo di Vichy, 3.031 uomini, 5.802 donne e - fatto mai accaduto prima - 4.051 bambini vengono strappati dalle loro case e rinchiusi nello stadio.
In condizioni disumane, fra i disagi, la disperazione, la fame e la mancanza d'acqua, qualcuno riesce a scribacchiare una lettera che, grazie alla buona volontà di qualche carceriere, arriva a destinazione. Sono messaggi essenziali attraverso i quali conosciamo la quotidianità della prigionia.
Alcuni traboccano di speranza: sono quelli di chi, ignaro della propria sorte, osa pensare al futuro; molti altri, invece, vanno dalla preoccupazione alla lucida consapevolezza di un non ritorno.
E alcuni, infine, i più toccanti, sono quelli che danno voce allo strazio per i più piccoli: la madre che affida il fi glio a degli sconosciuti, il fratello maggiore che si angoscia per il pianto del fratellino, la ragazzina che chiede perdono ai suoi cari per chissà quali mancanze.
Abbiate pietà di mio fi glio raccoglie queste sconvolgenti lettere, riunite qui per la prima volta - a lungo si è creduto che di quel drammatico capitolo della Shoah esistesse una sola fotografia -, unitamente alle riproduzioni fotografi che delle lettere e a immagini d'epoca. Un documento storico, unico e potente.
Autori
Karen Taieb è responsabile degli archivi del Mémorial de la Shoah. Un eccezionale documento storico: per la prima volta raccolte in un libro le lettere dei deportati ebrei al Velodromo d'Inverno di Parigi. Diciotto lettere infinitamente preziose, fragili messaggi di amore e speranza, di angoscia e dubbio.
Titolo Libro : Abbiate pietà di mio figlio di Karen Taieb
Casa Editrice Sperling & Kupfer
Collana
Pagine 232
Prezzo €.17.00
Uscita 2012

 IL LIBRO : Il volume narra con immagini e parole le vicende di bambini e di ragazzi ebrei colpiti dalle leggi razziali promulgate da Mussolini negli anni Trenta: dall'espulsione dalle scuole pubbliche, alla Scuola ebraica istituita tra il 1938 e il 1943, al ritorno a scuola dopo la fine del secondo conflitto mondiale.
I disegni e le scritture dei bambini sono tracce d'infanzia delicate e preziose, da indagare con infinito rispetto e grande cautela: contengono relazioni e rimozioni, ferite e rinascite, desideri e paure. I bambini e le bambine che nel dopoguerra frequentano la Scuola ebraica di Venezia sono giovanissime vite che portano il peso di esperienze drammatiche: le persecuzioni razziali, il vivere nascosti e braccati, la guerra e, dopo la fine del conflitto, il peso della pace conquistata, con la conta dei sopravvissuti, le assenze, le attese e i silenzi. Gli interrogativi ai quali gli adulti non sanno dare risposta pesano sui bambini salvati: "Perché hanno fatto questo a noi ebrei?". La scuola può diventare luogo di libertà, di accoglienza, di ascolto se non di risposta, di ricostruzione dell'identità, grazie al lavoro di maestre che rinnovano l'insegnamento con passione e perizia, offrendo ai loro alunni e alunne strumenti e stimoli per esprimere il mondo interiore, esplorare l'immaginario, osservare il reale e proiettarsi nel futuro. Fotografie, testi, caricature, ritratti e autoritratti, giornalini fitti di scritture e illustrazioni, parlano dei soggetti e raccontano un'intensa vita scolastica fatta di quotidiana fatica e fughe nei sogni, di elaborazione di ricordi drammatici e di paure riaffioranti, di utopie collettive e desiderio di una normalità da conquistare, con la collaborazione di tutti.
Titolo Libro : Ritorno a scuola. L'educazione dei bambini e dei ragazzi. L'educazione dei bambini e dei ragazzi ebrei a Venezia tra leggi razziali e dopoguerra di Marco Borghi, Renzo Biondo
Casa Editrice Nuova Dimensione
Collana
Pagine 221
Prezzo €.18.00
Uscita 2012

IL LIBRO : Dalla Brianza ai lager del Terzo Reich. La deportazione verso la Germania nazista di partigiani, oppositori politici, operai, ebrei. Il caso dei lavoratori coatti di Pietro Arienti.
Il lavoro che ci propone Pietro Arienti è frutto di una lunga e puntigliosa ricerca atta a mettere in luce i riflessi sulla Brianza dell’occupazione nazifascista e in particolare la deportazione verso i campi di sterminio e di lavoro di partigiani, oppositori politici ed ebrei; attenzione è data anche al caso dei lavoratori coatti.
Si tratta di un lavoro imponente, dal valore indiscutibile, fondato su una attenta ricerca delle fonti.
Pagine: 512
Prezzo: € 18.00
ISBN: 978-88-7511-175-5
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