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 La creazione di un apposito dicastero indicava un orientamento programmatico preciso: la volontà di creare un sistema centralizzato per I'informazione e la formazione dell'opinione pubblica, al punto da mettere in forse Ia possibilità di continuare a usare per questo periodo il concetto stesso di opinione pubblica. La volontà di uniformare all'unico modello consentito ogni manifestazione artistica e culturale .
Goebbels ha istituito una feroce censura: la radio nazionale, unica e monopolistica, e saldamente sotto il suo controllo, cosi come i giornali, i teatri, tutti i libri e la produzione cinematografica. Ha fatto massicce epurazioni ovunque e ha confermato soltanto i nazisti di provata fede; gli altri, i tiepidi, sono stati licenziati o pensionati, e gli avversari sono finiti nelle carceri o nei lager. Ogni opera frutto dell'intelletto, che sia libro, commedia, film o articolo destinato a un giornale, deve portare acqua al mulino nazista. Tutte le altre sono respinte e distrutte perchè danneggiano la patria o le forze che la guidano.
Se l'azione repressiva fu affidata essenzialmente agli strumenti del nuovo apparato terroristico, L'azione intimidatrice con la quale il nuovo regime contava di costringere all'obbedienza e alla passività le grandi masse fu esercitata in parte attraverso lo stesso apparato repressivo, ma in parte anche più cospicua attraverso i canali di disciplinamento collettivo rappresentati dalla subordinazione dell'informazione, della produzione culturale e in generale di di ogni manifestazione e di ogni comportamento collettivo a un centro ispiratore e organizzatore unico .
Al di là della minaccia permanente di finire in campo di concentramento come deterrente sempre imminente al sistema, questo attivo una strumentazione specificamente rivolta a realizzare anche nel cameo spirituale e intellettuale una vera e propria Gleichschaltung (livellamento) delle coscienze, come presupposto di un consenso quanto pi(ù generalizzato, programmato e capillare.
II regime nazista fece accorto ricorso all'uso dei mezzi di comunicazione di massa, che nella society tedesca erano stati largamente sperimentati nel corso del primo conflitto mondiale nel quadro della propaganda per la guerra, e alla strategia d'urto delle campagne di massa cariche di forza suggestiva oltre che di sinistri bagliori , quasi fossero la riesumazione di primitivi rituali , nelle quali si cementava l'identificazione collettiva della popolazione con le ragioni e i simboli del nazionalsocialismo. Scossa nei valori tradizionali dal cambiamento istituzionale del 1919 e dalla lacerazione della grande crisi, all'alba del nuovo regime la popolazione tedesca era chiamata a ritrovare la propria identità nei riti di condanna dei presunti nemici e responsabili dei mali della Germania e nell'ebbrezza di falò tanto liberatori quanto illusori.
II rogo dei libri proibiti del 10 maggio del 1933 non fu l'esplosione spontanea e incontrollata di rabbia e sentimenti popolari: fu un'operazione coscientemente pilotata della gioventù accademica, di circoli accademici non solo studenteschi e dei responsabili della propaganda del Reich, destinata a creare la tensione collettiva necessaria per fare accettare senza più riserve alcune la distruzione simbolica del nemico e la sua responsabilizzazione per i malidella Germania e per fare scattare i meccanismi di coesione collettiva necessaria a legittimare l'azione del nuovo governo del Reich e a spianare il consenso intorno alle sue direttive . La creazione e la diffusione di una propaganda di Stato fu tra i fatti relativamente nuovi che accompagnii la creazione del regime nazista .
In essa si riflettevano le considerazioni che Hitler aveva maturato sin dagli anni del suo apprendistato politico e di cui aveva fatto del resto tesoro nel Mein Kampf intorno al-le possibilità e alla necessità di manipolazione delle masse e l'esperienza di un abile stratega della propaganda quale era il suo vecchio collaboratore Joseph Goebbels, che nella libertà di stampa del periodo di Weimar e nel grande sviluppo della stampa democratica aveva colto uno dei principali ostacoli all'affermazione del nazismo.
II suo odio per la grande pubblicistica pacifista e antinazionalista di quegli anni fu certo all'origine di operazioni come it rogo della letteratura proibita che voleva significare il rifiuto e il disprezzo per i valori che quella stampa e quella letteratura avevano voluto affermare; ma in generate nella condanna erano coinvolte tutte le correnti del pensiero moderno, non solo l'arte d'avanguardia, ma la psicanalisi e la teoria della relatività, non solo il marxismo ma anche la "scuola di Francoforte", il dadaismo, l'astrattismo e la musica del XX secolo, dalle correnti americane (compresa la tradizione della musica nera) alla scuola di Vienna.
L'editore di Mein Kampf, Max Ammann, acquista case editrici e giornali fissandone i prezzi e si arricchisce smisuratamente.
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