Si poteva impedire la Shoah ? - All rights reserved.www.lager.it 22 Dicembre 2002 "Per non dimenticare la Shoah"
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Si poteva IMPEDIRE la Shoah ?

Jan KarskiIn questa pagina si prenderà in considerazione alcuni interrogativi , che forse , avrebbero dato una svolta diversa agli eventi crudeli che hanno caratterizzato la Seconda guerra mondiale .
Il primo quesito che ci poniamo è : Si poteva fermare lo sterminio nei campi di concentramento , o almeno limitarlo ?
Secondo quesito : chi sapeva quello che accadeva ad Auschwitz ?
Terzo quesito : qualcuno sapeva direttamente o indirettamente dello sterminio di migliaia di esseri umani e , si mobilitò per salvare vite umane ?
Quarto ed ultimo quesito : se gli Ebrei perseguitati avessero ricevuto ospitalità , lo sterminio sistematico del popolo ebraico non avrebbe avuto luogo ? Si .
Sintetizziamo subito che non sarebbe stato facile fermare un genocidio di così larga portata come è stata la Shoah , che ha coinvolto buona parte delle nazioni europee , e a reso partecipe attiva molti stati collaborazionisti , che hanno reso possibile lo sterminio di milioni di persone innocenti in una catena perversa durata parecchi anni .
Diciamo , inoltre , che sarebbe stato possibile limitare il numero e lo sterminio sistematico delle masse con azioni , che avrebbero potuto causare insicurezza nelle azioni sterminatrici di alcuni stati e persone coinvolti e , non da ultimo , mettere in guardia quest'ultimi sulle possibili ripercussioni di carattere diplomatico future .
Si rende noto , che già , verso la fine del 1942 , Inghilterra e Stati Uniti erano al corrente di ciò che stava accadendo nei campi di sterminio dell'Operazione Reihard , che raccoglieva i campi di sterminio di Sobibor , Treblinka , Belzec , Chelmno e Majdanek . Notizie certe , che erano trapelate dall'intrepido Jan Karski , un corriere delle organizzazioni clandestine polacche , il quale aveva avuto informazioni dirette sui campi , giunse a Londra con un rapporto dettagliato . La posizione militare degli alleati , non consentiva loro di agire direttamente contro i campi , potevano solo inviare dei messaggi di ammonimento contro le nazioni partecipanti .
Tuttavia persino quando i campi del Reinhard smisero di funzionare, Auschwitz restò coperto dal segreto; era la "destinazione sconosciuta" a cui facevano riferimento molti rapporti sulle deportazioni dall'Europa occidentale. Notizie isolate che lo riguardavano non fecero l'impressione dovuta a Londra e Washington. In realtà, il 4 aprile del 1944, un aereo da ricognizione americano sorvolò Auschwitz e fotografò la fabbrica di gomma sintetica I.G.Farben di Monowitz. Lo stabilimento di Buna e parte del campo principale di Auschwitz erano chiaramente visibili nelle fotografie, ma le camere a gas di Birkenau non furono riconosciute per quello che erano.
Nel giugno 1944, quando le uccisioni raggiunsero
il culmine, gli Alleati si resero finalmente conto di ciò che stava accadendo ad Auschwitz. Testimonianze oculari da parte di quattro prigionieri fuggiti giunsero a Londra e Washington, via Ginevra, dalla Slovenia occupata. I resoconti di Rudolf Vrba e Alfred Wetzler, entrambi sloveni, descrivevano dettagliatamente le procedure delle uccisioni con il gas a Birkenau; i rapporti di Arnost Rosin, sloveno e Czeslaw Mordowicz, polacco, descrivevano l'arrivo e l'uccisione degli ebrei ungheresi. La traumatizzante notizia, insieme alle prime testimonianze oculari provenienti da altri campi di sterminio, indussero il primo ministro inglese Winston Churchill a scrivere: «Non c'è dubbio che si tratti del crimine più orrendo e su vasta scala mai perpetrato nell'intera storia del mondo».
Una tempesta di proteste giunsero dal presidente della Croce Rossa Internazionale, dal re di Svezia, e dal Papa.
Frattanto gli esponenti della comunità ebraica internazionale facevano pressioni perchè inglesi e americani dessero inizio ai bombardamenti, per interrompere il traffico ferroviario che portava dai paesi balcani ad Auschwitz e distruggere i centri di sterminio di Birkenau. Gli Alleati rifiutarono, benchè ora la Polonia si trovasse entro il raggio d'azione dei bombardieri che avevano la base nel meridione d'Italia, recentemente liberato. Se le camere a gas fossero state bombardate, facevano notare gli Alleati, i tedeschi avrebbero trovato un altro modo per portare a termine la loro soluzione finale. Inoltre, continuavano, concentrarsi su Birkenau avrebbe solo distolto le forze aeree alleate dal compito di distruggere le industrie strategiche che sostenevano la macchina da guerra nazista, ritardando così la vittoria finale che avrebbe segnato la fine dell'annientamento degli ebrei.
Per ironia della sorte, il 20 agosto i bombardieri B 17 della Quindicesima Forza aerea americana colpirono proprio Auschwitz. La prima di quattro incursioni colpì le industrie I.G. Farben di Monowitz, pochi chilometri ad est delle camere a gas.
Meno di un mese dopo, il 13 settembre, le bombe lanciate da un B-24 americano che attaccava Monowitz mancarono l'obiettivo e distrussero alcune baracche del campo principale di Auschwitz, uccidendo 15 SS e ferendone 28. Un grappolo di bombe cadde per errore a ovest di Birkenau, Franklin D.Rooseveltdanneggiando la ferrovia, ma mancando i crematori.
Si è fatto troppo poco per impedire nei limiti del possibile il genocidio . Quello che è stato fatto , non ha minimamente interrotto la macchina genocida .
Conclusione : Se gli Ebrei perseguitati avessero ricevuto ospitalità , lo sterminio sistematico degli Ebrei non avrebbe avuto luogo ? Si
Nel 1938, quando in Germania il nazismo stava appesantendo sempre di più la sua politica di discriminazione razziale e sempre più grande era il numero degli ebrei tedeschi che chiedevano di emigrare verso altri Paesi, sembrò che l’aiuto potesse venire dagli Stati Uniti. Il presidente americano Franklin D.Roosevelt convocò a Evian-Les-Bains, sul Lemanoin Francia, una conferenza che ebbe luogo tra il 6 e il 15 luglio 1938, cui parteciparono 32 nazioni con lo scopo dichiarato di affrontare il problema dell’immigrazione ebraica.Si intendeva gestire il movimento di profughi dalla Germania e dall'Austria , ormai annessa al Reich, attraverso canali di emigrazione organizzati e spingere i governi partecipanti ad accogliere un numero di profughi proporzionato alle proprie dimensioni. La Germania non era stata invitata, l’Italia declinò l’invito, l’URSS e la Cecoslovacchia non erano rappresentate. Le buone intenzioni del presidente americano apparvero subito molto dubbie, perché fi n dall’inizio fece sapere che non erano previsti aumenti delle quote di immigrazione negli Stati Uniti, e che la stessa cosa non si poteva pretendere dagli altri Paesi. La comunità ebraica internazionale, tuttavia, accolse con entusiasmo l’annuncio della conferenza, convinta che fosse un segnale di presa di coscienza del mondo della brutalità delle persecuzioni naziste e che, di conseguenza, si arrivasse a individuare dei luoghi dove gli ebrei avrebbero potuto essere accolti e insediati stabilmente. La conferenza non portò ad alcun risultato concreto, malgrado la creazione del comitato intergovernativo per i rifugiati (Intergovernmental Committee on political refugees, IGC). Quest'ultimo si riunì tre volte prima dello scoppio della seconda guerra mondiale e condusse, senza successo e senza grande impegno, negoziati con potenziali Paesi d'accoglienza e con la Germania.Di fatto, soltanto la Danimarca, la Repubblica Dominicana e l’Olanda acconsentirono ad accogliere qualche migliaio di
profughi. I nazisti ebbero così la prova che le nazioni non intendevano schierarsi contro di loro sulla sorte degli ebrei e si sentirono legittimati nella loro politica di oppressione.
Le reazioni scatenanti a seguito della conferenza di Evian creò volontariamente un alibi in primo luogo ai Paesi partecipanti e all'IGC; in secondo luogo permise a molti Paesi di rendersi conto della dimensione dell'esodo di profughi, il che indusse le nazioni a inasprire le loro legislazioni in materia di immigrazione; e in terzo luogo consentì a chi era al potere nella Germania nazionalsocialista di constatare che a livello mondiale mancava la disponibilità a salvare gli ebrei perseguitati in Germania e Austria e più tardi in tutta l'Europa.
La Svizzera si rifiuto di ospitare la conferenza e temeva di dover abbandonare la sua strategia di Paese unicamente di transito per i profughi e di doverne accogliere un determinato contingente. Il suo unico scopo era di chiudere ermeticamente il Paese ai profughi .
Alcune dichiarazioni :
Il rappresentante elvetico, Heinrich Rothmund, spiega che in Svizzera gli stranieri - 355'000 - sono già il 9% della popolazione - e aggiunge che il Paese conta 100'000 disoccupati e ha già accolto parecchie migliaia di ebrei in fuga;Il delegato britannico dice che il Regno Unito è già densamente popolato e che la disoccupazione attuale non permette di accogliere nuovi immigrati;Il governo di Washington deve far fronte alla depressione economica e a un forte antisemitismo, e non è disposto a dare l'esempio: l'unica concessione che fa è la promessa di sfruttare appieno i contingenti previsti dall'Immigration Act, che fissa un numero massimo di immigrati annui per ogni paese.
Il viaggio della "St. Louis"
Il 13 maggio 1939 una nave da crociera con a bordo 937 ebrei , che per la maggior parte aveva pagato sia il biglietto sia i permessi per sbarcare legelmente a Cuba , salpava da Amburgo. Al suo arrivo al porto dell'Avana, la nave non ebbe il permesso di ormeggiare. Allora ripartì alla volta di Miami, ma fu intercettata dalla guardia costiera statunitense e le fu dato l'avvertimento di allontanarsi.
Alla nave toccò far ritorno in Europa. Più della metà dei passeggeri morirà nell'Olocausto .

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