LA SHOAH. Lo sterminio degli Ebrei nei Lager nazisti

In questa sede si analizzeranno i concetti propri dell'errato termine che definisce la tragedia dello sterminio del popolo ebraico.
E' stato da molti definito "Olocausto" , erroneamente. In realtà non vi è stato niente di sacrificale, si è trattato di uno sterminio brutale ingiustificato, incomprensibile. Non sono state le vittime a chiamarlo Olocausto, a prendere le distanze, per separare l'esperienza intellettuale da quella emotiva.
Se lo si chiama con il suo nome “Assassinio di massa”, allora la repulsione è immediata. Parlare di Olocausto laddove i fatti, nudi e crudi, se fossero chiamati con il loro nome consueto, ci sopraffarebbero emotivamente perché si è trattato di una catastrofe che supera ogni comprensione, che supera i limiti della nostra immaginazione, a meno che non ci obbligano ad estendere tali limiti fino ad abbracciare questi terribili eventi. I nazisti stessi parlarono di "Soluzione finale".
Olocausto è una parola che si trova nei Salmi e, crea connessioni improprie e addirittura false tra un perverso assassinio di massa e antichi riti religiosi. Quindi le vittime di questo tragico massacro non possono ne debbono essere chiamate martiri, perché quelle sventurate vittime non hanno patito ne per ideali ne per fede, ma a causa di un impulso omicida distruttivo.
L'unicità di questo sterminio nella storia umana non deve far dimenticare che si è verificato in un quadro altrettanto terribile di morte e di distruzione e che prima e dopo questa catastrofe altri stermini hanno colpito altri popoli.
La Shoah, lo sterminio, ha colpito non solo milioni di Ebrei, ma anche una moltitudine di zingari, omosessuali, handicappati, Testimoni di Geova, malati mentali e di antinazisti, tra cui molti tedeschi ed altrettanti innocenti civili di molte nazioni europee.
Gli Ebrei in questo scenario di morte e di distruzione sono i principali destinatari di un messaggio di odio eterno ed estremo e di annientamento. Questo non significa definire lo sterminio degli Ebrei come unico genocidio nella storia dell'umanità, ma significa che l'esperienza di Auschwitz deve far riflettere l'umanità senza fine e capire che si trattò di qualcosa che, pur sfuggendo alla comprensione di uomini normali, ha le sue radici in quella logica aberrante che purtroppo in tante parti del mondo ha generato e tuttora genera massacri indiscriminati.
Nelle prime rudimentali Camere a gas furono sterminati principalmente handicappati fisici e mentali. Questa prima fase di "Eutanasia programmata" dal regime per eliminare le bocche inutili, provocò una tale indignazione negli ambienti religiosi e tra la gente comune che il regime fu costretto a sospendere temporaneamente il programma di eugenetica. Il regime, pur essendo totalitario, venne a patti con l'opinione pubblica.
Contro la persecuzione degli Ebrei, contro il progetto di sterminio del popolo ebraico e contro il massacro di massa non si formò un simile movimento di opinione pubblica, anzi, la stragrande maggioranza del popolo tedesco sembrava approvare la persecuzione degli Ebrei, o comunque sancirla con atti di commissione, a parte poche e isolate voci levatesi a contrastarla (tra questi i Testimoni di Geova). Dopo anni di propaganda perversa fu facile per il regime soffocare queste voci perché non avevano seguito.
Come è stato possibile, al di là delle responsabilità dei nazisti o della civiltà occidentale nel suo complesso, che tali avvenimenti si siano abbattuti sul popolo ebraico? ... Capire, cercare di guardare dentro a quell'abisso è estremamente difficile perché per capire la Shoah bisogna capire l'inconcepibile e non concludere mai la ricerca di cercare di capire perché non accada mai più, lottando contro la sopraffazione prima che divenga totalitarismo distruttivo. La Shoah non è l'annientamento del popolo ebraico, ma l'annientamento dell'intera civiltà e deve servire come punto "terribile" di riferimento delle coscienze del mondo.
Auschwitz non è facile da capire in termini ordinari e rituali, sarebbe riduttivo. Molti storici hanno cercato di intraprendere lo sterminio alla luce della sua modernità perché per la prima volta nella storia un complesso sistema amministrativo, burocratico e industriale è stato usato per sterminare un popolo in un modo pianificato, organizzato scientificamente.
Se la ricerca non deve aver mai fine, Auschwitz deve restare assolutamente immobile, statico nel tempo come luogo di memoria, patrimonio di tutta l'umanità, si che ogni uomo ne sia partecipe e considerarlo una ferita per tutti gli uomini anziché la conclusione di un odio secolare contro pochi.
La Shoah, l'annientamento ha avuto due momenti: il primo ad opera degli Einsatzgruppen (Squadre d'assalto) dall'estate del 1941 alla primavera 1942 (con l'Operazione Barbarossa), il secondo dovuto al funzionamento dei Lager e delle Camere a gas.
Auschwitz ha dimostrato che lo sterminio di massa è possibile, ha mostrato che può accadere ciò che non è possibile. Di questa ossessione l'umanità deve avere coscienza perché, anche se non è detto che la storia deve ripetersi, la memoria collettiva della società non può perdere il senso di quel dramma e scaricarlo sugli Ebrei: non solo sarebbe troppo comodo, ma anche pericoloso e, non tanto per gli Ebrei tanto per l'intera società che ha voluto rimuovere la coscienza.
Dimenticare Auschwitz e la Shoah sarebbe un errore perché forse domani non potremmo riconoscere i nuovi pericoli, mentre non c'è dubbio che alle aberrazioni dei sistemi totalitari è più facile resistere prima piuttosto che dopo: prima è possibile la resistenza del gruppo, dopo c'è il sacrificio dell'individuo.
Lo sterminio è stato possibile perché il regime che lo ha provocato era totalitario: la memoria dei sopravvissuti deve essere il vaccino contro queste tentazioni politiche di cui è noto l'inizio e non la fine anche quando la loro voce si spegnerà per sempre. Pensaci uomo.


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