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 E stato Hitler a dare al partito un emblema, sosterranno i suoi seguaci, ma Drexler, nel 1935, dirà a Friedrich Krohn che fu lui a mettere a punto la bandiera del partito.
Lo slogan è: "Deutschland Erwache!" (Germania svegliati!). L'emblema, la svastica (Hakenkreuz), Hitler l'aveva vista usare a Vienna, prima della guerra, da gruppi antisemiti, e nell'immediato dopoguerra, in Germania, dalle brigate Ehrhardt, i famigerati raggruppamenti paramilitari di estrema destra: ma anch'essi l'avevano "ereditata" da antichi popoli, specialmente del Tibet, considerato la culla del-la razza ariana. Non è quindi un'invenzione di Hitler ma una scelta, che gli ufficiali SS addetti all'addestramento delle nuove reclute racconteranno così: «L'idea della svastica fu concepita dal nostro Fiihrer quando, accecato da gas tossici, gli tolsero le bende dagli occhi. Lui stesso disse che la prima cosa che vide fu un segno araldico sinistrogiro inciso sulla pietra del frontone della sala dell'ospedale. Alcuni giorni dopo, quando seppe della sconfitta, giurò di vendicare l'offesa e adottò la croce uncinata come simbolo del proprio giuramento. Il numero sette, presso gli antichi co-me nella mitologia tedesca, era considerato simbolo di forza e di prosperità.
Se scriviamo sulla lavagna due sette in caratteri runici e aggiungiamo una sbarretta orizzontale in basso a destra, avremo due elementi costitutivi della croce uncinata.
Se poi accostiamo questi due elementi l'uno all'altro in forma di croce otteniamo una svastica, simbolo di doppia felicità . La parola swastika è del resto, in lingua indiana, augurio di felicità e prosperità. Il Fiihrer mise sulle nostre bandiere la svastica di sbieco in modo da simboleggiare l'inesorabile avanzata di una valanga. La svastica è inserita in un fondo bianco, simbolo della purezza, e rosso, per ricordare le origini operaie del nostro partito» (Peter Neumann, capitano delle SS).
Il nazismo voleva il male dei popoli che sottometteva, e lo dichiarava in anticipo: Hitler pubblicò il suo programma ancor prima di prendere il potere, gli elettori che lo votarono accettavano quel programma, la guerra, l'espansione sul mondo, la gerarchia delle razze, la schiavizzazione dei popoli considerati inferiori. Il nazismo aveva un simbolo, la svastica.
Chi oggi usa ancora la svastica, chi si riunisce sotto quel simbolo, lo mette nelle proprie bandiere, urla quegli slogan, non lancia un programma nuovo e sconosciuto ma rilancia quel programma, con tutto il male che ha già fatto. Quelli che irrompono di notte nei cimiteri degli ebrei e spaccano le lapidi, conoscono il male che quelle vittime hanno patito, e vogliono infliggere di nuovo lo stesso male alle stesse vittime. Non dovrebbero poterlo fare.
Il simbolo della svastica non dev'essere permesso negli stati democratici. I gruppi che si riuniscono sotto simboli, bandiere, cartelli in cui la svastica è mimetizzata, andrebbero sciolti per legge.
Austria: e' In un'Abbazia la svastica che ispirò Hitler
Roma, 9 lugllio 2009. - (Adnkronos) - La sagrestia dell'antica abbazia di Lambach, in alta Austria, custodisce il segreto: lo stemma che ispiro' la svastica di Adolf Hitler, voluta nel 1869 dall'abate del monastero, padre Theoderic Hagn, come suo stemma (ogni superiore di monastero benedettino ne ha uno, alla pari dei vescovi). La svastica domina la sagrestia del monastero dove Adolf Hitler durante l'anno scolastico 1897/98 trascorreva parte del suo tempo e dove i religiosi hanno interdetto l'accesso per impedire il pellegrinaggio dei nostalgici. Lo riferisce il 'Corriere della Sera'.
La sagrestia e' dominata da una sorta di grande cenotafio (monumento sepolcrale) in marmi dai colori vivaci, che termina in uno stemma abbaziale, sovrastato da una mitria e da un pastorale in pietra rossa, forse di Verona. Nell'ovale del blasone, una svastica con gli uncini piegati, vistosamente dorata. Per posizione ed imponenza il cenotafio e' il punto focale della sala. Dunque in quell'anno scolastico di 110 anni fa, sicuramente attrasse gli occhi di Adolf Hitler, allora allievo di terza elementare. E cosi' fu nel maggio del 1920 che il futuro Fuhrer presento' l'insegna del movimento da lui stesso disegnata. Una svastica, appunto, ma con i bracci raddrizzati e inclinata verso destra, per, disse, "dare l'idea di una valanga che travolga il mondo decadente".
L'anno che Hitler trascorse a Lambach e' ovviamente ben noto agli storici anche perche' l'interessato gli dedico' una pagina del 'Mein Kampf'. Tra l'altro, quando invase l'Austria nel 1938 pur pressato da mille impegni, si fece portare a Lambach per rivedere l'abbazia e sosto' nella sagrestia, davanti al vistoso cenotafio dove tante volte aveva lavorato e cantato. C'e' di piu': come anche in Germania, i nazisti soppressero subito le case monastiche austriache, ma Lambach fu risparmiata e i religiosi furono allontanati solo nel 1942. Tra l'altro non sfugga un particolare: attorno ai bracci della svastica dell'abate, stanno anche una A e una H. Proprio quelle iniziali che Adolf Hitler volle incise accanto alla croce uncinata ariana sulla facciata e nei saloni della cancelleria di Berlino .
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