Video Testimonianze - All rights reserved.www.lager.it 22 Dicembre 2002 "Per non dimenticare la Shoah"
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VIDEO della Seconda guerra mondiale - Lager nazisti - Ebraismo

In sequenza sono elencati le videotestimonianze dei sopravvissuti, le cronache e i fatti che hanno caraterizzato gli eventi della Seconda guerra mondiale . Racconti drammatici di sofferenze che , a noi tuuti i quali non abbiamo vissuto questa tremenda esperienza non potremo mai capire fino in fondo . Con gli anni che passano anche le testimonianze dei reduci non parleranno più , pertanto rendiamo onore ha questi preziosi racconti che fanno riflettere le coscienze . LA SHOAH NON DEVE ESSERE DIMENTICATA .


PRIMO LEVI AD AUSCHWITZPRIMO LEVI AD AUSCHWITZ
La storia di Primo Levi nel Campo di Sterminio di Auschwitz



TESTIMONIANZE DA AUSCHWITZTESTIMONIANZE DA AUSCHWITZ
Testimonianze da Auswitchz dei sopravvissuti Settimia Spizzichino e Nedo Fiano



AUSCHWITZ, LA FABBRICA DELLO STERMINIOAUSCHWITZ, LA FABBRICA DELLO STERMINIO
La storia dei primi ebrei occidentali provenienti dalla Francia destinati, con il coinvolgimento e la collaborazione dei francesi al nazismo, allo sterminio nei Campi creati nell'est Eutopeo.


DAL LAGER DI TEREZIN AD AUSCHWITZDAL LAGER DI TEREZIN AD AUSCHWITZ
Nel Lager di Terezin, a pochi chilometri da Praga, i nazisti rinchiusero musicisti, attori, cantanti, artisti ed intellettuali catturati in vari paesi d'Europa e gli usarono per i propri scopi di propaganda prima di mandarli a morire nel vicino Campo di Auschwitz. Molti testimoni raccontano la loro tragica esperienza.


DALLE LEGGI RAZZIALI ALLA SHOAHDALLE LEGGI RAZZIALI ALLA SHOAH
Le leggi razziali in italia, il dramma e l'esclusione degli ebrei dall'assetto sociale italiano dapprima per finire poi con il collaborazionismo fascista e lo sterminio degl popolo ebraico ...


ITALO TIBALDIITALO TIBALDI
Italo Tibaldi parla della sua ricerca cinquantennale sui deportati italiani .
Una lunga intervista video a Italo Tibaldi registrata a casa sua, nel corso del 2006. Italo spiega le motivazioni e la metodologia della ricerca che l'ha portato, in oltre mezzo secolo di lavoro, a compilare un elenco dei deportati italiani nei lager nzisti.

LILIANA SEGRE - INTERVISTALILIANA SEGRE - INTERVISTA
Liliana Segre (Milano, 10 settembre 1930) è una superstite italiana dell'Olocausto.
Di origine ebraica, Liliana Segre visse insieme a suo padre e i nonni paterni; sua madre era morta poco dopo la sua nascita. In seguito alle leggi razziali fasciste, introdotte nel 1938, venne espulsa dalla scuola.
Dopo l'intensificazione della persecuzione degli ebrei italiani suo padre la nascose da amici utilizzando documenti falsi. Il 7 settembre 1943 cercò, assieme al padre e due cugini, di fuggire in Svizzera, ma furono respinti dalle autorità svizzere. Il giorno dopo la Segre venne arrestata a Selvetta di Viggiù in Provincia di Varese; a quel momento aveva soltanto 13 anni. Dopo sei giorni nel carcere fu trasferita a Como e alla fine a Milano, dove fu detenuta per quaranta giorni.
Il 30 gennaio 1944 venne deportata al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, il quale raggiunse 7 giorni dopo, il 6 febbraio 1944. Nel maggio del 1944 anche i suoi nonni furono deportati ed uccisi. Il numero di matricola tatuato sull'avambraccio di Liliana Segre è 75190.
Alla selezione Liliana Segre fu scelta per il lavoro in una fabbrica di armamenti che svolse per circa un anno. Durante la sua prigionia subì ancora tre altre selezioni. Alla fine di gennaio del 1945 affrontò la marcia della morte dopo l'evacuazione del campo verso la Germania. Liliana Segre venne liberata il 30 aprile 1945 al campo di Malchow, un sottocampo del campo di concentramento di Ravensbrück. Tornò a Milano solo nell'agosto dello stesso anno.
Il 27 novembre 2008 l'Università di Trieste le ha assegnato la laurea honoris causa in Giurisprudenza.[1] Il 15 dicembre 2010 L'Università degli Studi di Verona le ha assegnato la laurea honoris causa in Scienze pedagogiche.
Particolarmente presso scuole e università Liliana Segre svolge un'attività di testimone molto preziosa.
Maurizio Decollanz intervista Liliana Segre.

GIORGIO PERLASCA (In onore di)GIORGIO PERLASCA (In onore di')
Inaugurazione di un bosco dedicato a Giorgio Perlasca. Con intervista a Walter Arbib, ideatore dell'iniziativa e il Vice primo Minsitro d'Israele Shalom, presente alla cerimonia e Franco Perlasca.


GIORGIO PERLASCA (Intervista)GIORGIO PERLASCA (Intervista)
La storia di Giorgio Perlasca, un uomo qualunque; nel 1944 aveva salvò cinquemila ebrei ungheresi destinati alla deportazione nei campi di sterminio nazisti.


FRANCO PERLASCA (Intervista)FRANCO PERLASCA (Intervista)
Vive TV, in occasione della Giornata della Memoria 2011 a Vittorio Veneto, intervista Franco Perlasca della fondazione Giorgio Perlasca. Il padre Giorgio, durante la Seconda Guerra Mondiale, con le sue eroiche gesta portò in salvo oltre 5000 ebrei ungheresi dalla deportazione nazista.


ENNIO ODINOENNIO ODINO - VISITA A MAUTHAUSEN
Visita a Mauthausen (durata 63 minuti): Visita al lager di Mauthausen insieme a Ennio Odino, internato n. 63783, sopravvissuto a 14 mesi di prigionia a Mauthausen e Gusen .
Ennio Odino ha accompagnato un gruppo di persone provenienti dall'Italia e dal Belgio.
Dalle parole di questo straordinario testimone affiorano le tragiche immagini del tempo.

ANNA FRANKANNA FRANK
L'unico video dove per pochi istanti si vede la figura esile della giovane Anna Frank intenta a sporgersi dalla finestra per vedere una coppia di sposi in abiti nuziali.

LA STORIA DI ANNA FRANKLA STORIA DI ANNA FRANK
Annelies Mrie Frank (chiamata in famiglia e tra amici col solo nome di Anna)nacque il 12 giugno 1929 a Frankfurt am Main (Germania)da una agiata famiglia di ebrei tedeschi . A Frankfurt il padre esercitava la professione di banchiere .
Dopo le leggi razziali emanate da Hitler , nel 1933 , la famiglia Frank fu costretta a emigrare in Olanda e a stabilirsi ad Amsterdam , dove Otto H. Frank fondò una piccola ditta commerciale.....

OPERAZIONE ABEBA - LA STORIA DI MAFALDA DI SAVOIAOPERAZIONE ABEBA - LA STORIA DI MAFALDA DI SAVOIA
Il 24 Agosto 1944 vennero bombardate, da parte americana, alcune officine che producevano materiale bellico vicinissime al Campo di Buchenwald, il quale non era l'obiettivo finale di tale bombardamento. Una di queste bombe colpì il terrapieno dove si era rifugiata Mafalda, lo spostamento d'aria ed i detriti la colpirono gravemente ad un braccio ...

VEDI LA VIDEOTESTOMONIANZAPER I MORTI DI MAUTHAUSEN
Per i
morti di Mauthausen (durata 8.52 minuti): Il video mostra immagini astratte e simboliche: il fortilizio di Mauthausen, i monumenti costruiti da alcune nazioni, la scala della morte, il sentiero percorso dai prigionieri. Immagini per ricordare i 206.000 imprigionati e i 110.000 morti di 27 nazioni uccise a Mauthausen circa 60 anni fa.
Una dolente aria di Bach per violino solo fa da sottofondo musicale.

VEDI LA VIDEOTESTOMONIANZAVISITA A GUSEN E ST. GEORGEN
Visita gu
idata da Martha Gammer ai musei di Gusen e di St Georgen con Ennio Odino, internato n° 63783.
Martha è un'insegnante austriaca, che si interessa da molti anni della ricostruzione, conservazione e trasmissione della memoria del campo.
Gusen fu il più vasto sotto-campo di Mauthausen: in esso vi erano cave e industrie belliche (Steyr, Puch, Messerschmidt). Il destino dei prigionieri era di essere sfruttati per un certo tempo nel lavoro e poi di morire di fatica, fame e stenti.
Quasi ogni traccia del KZ-Gusen fu distrutta nel dopoguerra: di esso resta il Krematorium, solo perché il terreno fu tempestivamente acquistato dalle Associazioni di deportati francesi e italiani. La vasta area del campo è oggi occupata da un ridente insediamento residenziale ed anche la Jourhouse, l'entrata principale del campo, sede delle SS e della prigione, è oggi trasformata in una residenza privata con giardino.
A St Georgen, il vicino paese, in cui morirono migliaia di prigionieri per scavare gallerie per le fabbriche belliche, Martha Gammer e la sua Associazione hanno creato un interessante museo, che raccoglie cimeli e documenti provenienti soprattutto dagli archivi statunitensi.

VEDI LA VIDEOTESTOMONIANZAINCONTRO CON "MIRKA"
Laura Polizzi "Mirka" racconta con gentile modestia la sua gioventù di ragazza partigiana: fu l'unica di una famiglia di militanti antifascistiresistenti a non essere arrestata e imprigionata.
Suo padre fu ucciso a Mauthausen pochi giorni prima della liberazione delcampo. A Mauthausen fu internato anche il fratello che non riuscì mai adincontrare il padre. Sua madre e sua sorella furono deportate e internate alcampo di Ravensbruck.
Laura racconta alcuni episodi e ci mostra dei cimeli del tempo: il triangolorosso assegnato alla madre a Ravensbruck, la divisa di suo marito,comandante partigiano e alcune onorificenze ricevute.
Laura è attualmente Vice Presidente Nazionale dell'ANPI, ha perseguito pertutta la vita i suoi ideali di pace, giustizia e libertà e ancor ora tieneconferenze nelle scuole per trasmettere tali valori ai giovani.

RAVENSBRUCK - La storia di Mirella StanzioneRAVENSBRUCK - La storia di Mirella Stanzione
Nel 1944 Mirella Stanzione aveva sedici anni quando è stata deportata come prigioniera politica nel lager di Ravensbrück. Lager destinato solo alle donne.


VEDI LA VIDEOTESTOMONIANZABREVE STORIA DEL PARTIGIANO CARLIN
Il film narra la vita di Nello Masetti, il partigiano "Carlin" attraverso le interviste a sei testimoni che lo hanno conosciuto.
Masetti è una figura leggendaria della Resistenza apuo-lunigianese non solo per le sue imprese spericolate ma la sua morte avvenuta poco prima della liberazioneè stata assunta da tutta la comunità ad emblema del sacrificio di tanti giovani che hanno combattuto i nazifascisti in nome di un ideale di libertà e uguaglianza.
Il racconto è affidato a questi straordinari narratori orali che con le loro parole raccontano la morte del partigiano in modo da accostare alla memoriauna tragedia greca e accompagnata dalla musica degli Yo Yo Mundi, da citazioni poetiche (Bertolani, Brecht, Pisolini) e dalle fotografie originali del funeraledi "Carlin".

VEDI LA VIDEOTESTOMONIANZALA RESISTENZA NEL LAGER DI BOLZANO
Dario Venegoni e Leonardo Visco Gilardi, figli di deportati nel lager nazista di Bolzano tra il 1944 e il 1945, hanno realizzato per conto della Fondazione Memoria della Deportazione di Milano una mostra documentaria in 26 pannelli dal titolo “Oltre quel muro – La Resistenza nel lager di Bolzano”.
Nella mostra sono presentati per la prima volta diverse decine di immagini e circa un centinaio di documenti inediti che testimoniano dell’intensissima attività di resistenza di un comitato unitario interno al campo, in stretto collegamento con una struttura clandestina esterna e con il CLN Alta Italia di Milano.
I due autori della mostra illustrano in questo video, realizzato da Vera Paggi, la struttura dell’organizzazione di Resistenza, con i principali protagonisti di questa eccezionale pagina di storia italiana.

VEDI LA VIDEOTESTOMONIANZAHANNA PRIGIONIERA A SEDICI ANNI AD AUSCHWITZ
HannaKugler Weiss è nata a Fiume nel 1928 da Sigismondo Kugler e da Carlotta Kurtz,ebrei osservanti. Le leggi razziali del '38 interrompono la serenità della suainfanzia e la costringono ad abbandonare la scuola pubblica. Dopo l'8 settembredel '43 Fiume viene anessa al Terzo Reich, e la famiglia decide di fuggire,nascondendosi in Romania. Nel 1944, con un gruppo di altri ebrei, la famigliatenta di riparare in Svizzera e di valicare le Alpi attraverso un viaggioavventuroso, ma a Cremenaga (Varese) vengono tutti consegnati alla miliziafascista e quindi ai tedeschi. Deportati ad Auschwitz, la madre, i nonni e lasorella minore vengono uccisi all'arrivo; Hanna e la sua sorella maggioresopravvivono. Liberata il 27 gennaio 1945 dall'esercito russo, torna in Italia econsegue il titolo di infermiera. Nel 1949 si trasferisce in Israele, dovelavora nei servizi sanitari, si sposa e ha tre figli. A partire dal 1990 iniziaa guidare gruppi di giovani israeliani nei viaggi della memoria in Polonia. Oggidirige il museo della Shoà di Nazareth Illit, la città in cui vive; tre oquattro volte all'anno continua a tornare ad Auschwitz con i gruppi di giovani,per testimoniare quello che è stato.


VEDI LA VIDEOTESTOMONIANZAGLI ULTIMI TESTIMONI
"Gli ultimi testimoni" affronta il tema della trasmissione della memoria della deportazione nazi-fascista attraverso l'esperienza dell'ex deportato Italo Ribaldi di Vico Canadese (To) e di Robert Bob Persinger, un sergente americano che nel maggio 1945 liberò il campo di concentramento di Ebeensee in Austria dove Italo fu impiegato come schiavo per oltre un anno e mezzo.
Italo Ribaldi è un deportato speciale, è colui che ha curato la ricerca di oltre 40.000 identità di civili fatti prigionieri dai nazi-fascisti e deporati dal settembre 1943 al maggio 1945.
Bob Persinger è tornato dopo 60 anni e ci ha reso in esclusiva per l'Italia il suo ricordo.
Di particolare rilievo i brani musicali proposti, tratti dalla raccolta edita nel maggio 2005 dal Comune di Bolzano e Nova Milanese (Mi) "Canti dai Lagher" ossia i brani cantati dagli stessi deportati nei campi di concentramento, materiale questo quasi del tutto sconosciuto.

VEDI LA VIDEOTESTOMONIANZASONO DOV'E' IL MIO CORPO
Questo video è la testimonianza reale di un ex-deportato nel lager di Mauthausen ancora vivente in Sant'Ilario d'Enza in provincia di Reggio Emilia insieme al suo amico di sventura di nome Arnaldo Bocconi, vivente anch'esso.
La sua testimonianza visiva rappresenta, unita alle sue opere letterarie "Sono dov'è il mio corpo" e "Libero sms - Sono dov'è il mio corpo" entrambe della Casa Editrice Giuntina di Firenze, la sconvolgente sua vita vissuta in uno dei luoghi più atroci che la follia della ragione umana abbia mai concepito, al fine di realizzare uno degli scopi che si era prefissata all'origine l'annientamento del genere umano e che prese il nome di Nazismo.
Questo video deve testimoniare alle nuove generazioni, il messaggio che lo stesso Pietro Iotti "salvato" ebbe a promettere a quei "sommersi" per far sì che il loro dolore ed il loro sacrificio umano non siano stati invani e che mai più si possano ripetere nel Tempo quanto là avvenne. Il video è stato prodotto da TR Video di Reggio Emilia nell'anno 2006 "Un viaggio lungo sessant'anni" ed è stato girato in parte nei luoghi del Campo di Concentramento di Mauthausen.
"Gli americani nel lager più volte mi pesarono a testare quanto pesavo e la bilancia non andava oltre a 31 Kg; Il mio compagno di sventura Arnaldo Bocconi ne pesava addirittura kg.26". (Testimonianza Iotti Pietro nel video ”Un viaggio lungo sessant’anni” TR Video anno 2006)

7GRANI - NEVE DIVENTEREMO7GRANI - NEVE DIVENTEREMO

"Neve diventeremo" Il video dei 7GRANi girato in parte nel Campo di concentramento nazista di Buchenwald in Germania: ispirato dalla vita di Radovan Ilario Zuccon, partigiano istriano deportato nel 1944 nello stesso Campo di sterminio nei pressi di Weimar.

IL MONDO MORTOIL MONDO MORTO - La Strage di Castelnuovo dei Sabbioni in Valdarno
Il 4 luglio 1944 i soldati della Divisione della Luftwaffe Hermann Goering incendiarono il paese di Castelnuovo dei Sabbioni in Valdarno e fucilarono in massa i suoi abitanti, in prevalenza minatori antifascisti.
Il documentario ripercorre la storia di una delle più efferate stragi naziste perpetrate in Italia.

RAI STORIA ONLINELA RICOSTRUZIONE - La storia siamo noi
Attraverso il racconto dei testimoni la lenta Ricostruzione del paese, la difficile trasformazione della Società e la nascita della Democrazia in un'Italia sopravvissuta al fascismo e alla Seconda Guerra Mondiale.

VILLA EMMA A NONANTOLAVILLA EMMA A NONANTOLA
17 luglio 1942, un gruppo di ragazzi viene sottratto alla caccia ad ebrei e antifascisti. Nonatola, una cittadina in provincia di Modena. Qui, nei terribili anni dell'Olocausto, l'intera comunità si mobilitò, a rischio la propria stessa incolumità, per salvare 73 ragazzi ebrei dagli artigli dei carnefici nazifascisti.

VILLA EMMA -  RAGAZZI EBREI IN FUGAVILLA EMMA - RAGAZZI EBREI IN FUGA
Giugno 1942: 40 ragazzi ebrei in fuga scendono alla stazione di Nonantola. Ad attenderli Villa Emma, residenza di campagna dove troveranno rifugio, tra paure e sogni in attesa della terra promessa. I 40 bambini ebrei, che arrivarono il 17 giugno 1942 a Nonantola, erano in realtà in fuga verso la Palestina, quando l'occupazione tedesca e italiana della Jugoslavia gli bloccò la strada nel 1941. Nell'aprile del 1943 si aggiunse un secondo gruppo di 33 piccoli ebrei arrivati da Spalato.
In tutto 73 ragazzi, di età dai 6 ai 21 anni, tutti orfani che avevano perso i genitori nei campi di concentramento. A Villa Emma i bambini e ragazzi vissero insieme ai loro accompagnatori e ai loro educatori, Josef Indig, Marco Schoky e il pianista Boris Jochverdson, in condizioni modeste. Eppure molti di loro ricorderanno quel periodo come uno dei più felici della loro vita.
Con l'occupazione tedesca dell'Italia dopo l'8 settembre 1943 e l'arrivo delle truppe tedesche a Nonantola, la situazione cambiò radicalmente. In meno di 48 ore Villa Emma fu abbandonato e le ragazze e i ragazzi trovarono rifugio presso il seminario dell'Abbazia e nelle case dei contadini, degli artigiani e negozianti dei dintorni.
Un grande coraggio in questa situazione fu dimostrato da Don Arrigo Beccari. Per sfuggire ai rastrellamenti tedeschi venne organizzata la fuga attraverso la frontiera con la Svizzera, che avvenne tra il 28 settembre al 16 ottobre 1943. Nell'oscurità i bambini guadarono il fiume Tresa e arrivarono in Svizzera da dove la maggior parte di loro, dopo una fuga durata 5 anni, arrivò in Palestina nel maggio del 1945. Uno dei ragazzi, ammalatosi di tubercolosi e ricoverato in un sanatorio, non riuscì a fuggire. Il suo nome si ritrova nell'elenco di un convoglio per Auschwitz.
Don Arrigo Beccari e il medico Giuseppe Moreali sono stati in seguito onorati nello Yad Vashem per l'aiuto coraggioso e generoso da loro prestato, ed è stato loro dedicato un albero nel Viale dei Giusti.

MEMORIE PARTIGIANEMEMORIE PARTIGIANE
Partendo dalle vicende storiche della seconda guerra mondiale e delle attività di contrasto al nazifascismo, si racconta la storia di un gruppo di partigiani trucidati nel maceratese.


PROCESSO DI NORIMBERGAPROCESSO DI NORIMBERGA
L'evoluzione del nazismo, le dichiarazioni dei Gerarchi nazisti ed i capi d'accusa al Processo di Norimberga trasmesso dall'Istituto Luce nel 1946.


PROCESSO A EICHMANNPROCESSO A EICHMANN
Il processo Eichmann, celebrato nel 1960, a quattordici anni da quello di Norimberga fu il primo processo ad un criminale nazista tenutosi in Israele.


LA FUGA DI HERBERT KAPPLERLA FUGA DI HERBERT KAPPLER
L'unico responsabile nazista in carcere per il massacro delle Fosse Ardeatine, scompare dall'ospedale militare del Celio durante un pomeriggio dell'agosto del 1977. Molto sono i misteri che ruotano nella fuga del gerarca nazista.


HITLER E LE INDUSTRIE AMERICANEHITLER E LE INDUSTRIE AMERICANE
Chi aiutò Adolf Hitler nella Seconda guerra mondiale? ... quali furono le industrie americane che fornirono combustibile e materie prime alla sporca guerra nazista? ...

IL NAZISMO E LE BANCHE SVIZZEREIL NAZISMO E LE BANCHE SVIZZERE
Il documentario presenta i legami che unirono il regime di Hitler,lo stato Helvetico e le banche Svizzere che prima,durante e dopo il secondo conflitto Mondiale hanno custodito l'oro del Terzo Reich,razziato in tutta Europa e nei campi di sterminio.

OPERAZIONE ODESSAOPERAZIONE ODESSA
Reinhard Gehlen Generale del Terzo Reich lavorò per la CIA nell'operazione Sunrise,all'interno dell'organizzazione lavoravano ex criminali di guerra nazisti e si sospetta abbia avuto un ruolo chiave nella fuga di molti appartenenti all'organizzazione nazista verso il Sud America fornendo documenti falsi e passaporti a uomini delle SS (Odessa) in fuga dalla Germania occupata dagli Alleati.


EBREI IN EUROPA TRA OTTO E NOVECENTOEBREI IN EUROPA TRA OTTO E NOVECENTO
Il film documentario "Una storia particolare. Ebrei in Europa tra Otto e Novecento" - prodotto dalla CDEC - affronta alcuni temi fondamentali della cultura e della storia degli ebrei in Europa fra l'Ottocento e il Novecento: l'Emancipazione, il contributo politico, culturale e sociale, l'antisemitismo, la nascita del sionismo, la vita dei singoli nella società moderna. L'idea è quella di proporre una lettura diversa e più ampia della storia degli ebrei, che comprenda anche le questioni dell'identità, dell'integrazione, della partecipazione attiva alla vita pubblica. In questo quadro, la Shoah rappresenta non la fine ma la tragica temporanea interruzione di una vicenda storica tuttora viva.
Il film presenta la situazione e la condizione degli ebrei negli ultimi due secoli (senza quindi soffermarsi sulla loro antica presenza nel continente) caratterizzata da convivenze, ostilità, persecuzioni, migrazioni volontarie o forzate, momenti di integrazione.
Per facilitare la comprensione dei fatti e dei fenomeni descritti, le vicende italiane costituiscono un punto di riferimento costante della narrazione. lpo. Puoi scaricare la versione completa di 1 Gb File zip (1 ora per il download)SCARICA o vai alla pagina del CDEC

LO YAD VASHEM MUSEUM VIRTUALELO YAD VASHEM MUSEUM VIRTUALE
Lo Yad Vashem Holocaust History Museum è una struttura a forma di prisma triangolare che penetra la montagna da un lato all'altro, con entrambe le estremità drammaticamente a sbalzo verso l'esterno. Una dimensione esperienziale è stata integrata nel design del museo, dando ai visitatori l'impressione globale del momento, il luogo e l'atmosfera.


VIRTUAL TOUR GIARDINO DEI GIUSTI TRA LE NAZIONIYAD VASHEM - Tour virtuale del Giardino dei Giusti tra le Nazioni
Questo tour virtuale presenta il Giardino dei Giusti fra le Nazioni, per onorare i non ebrei che rischiarono la vita per salvare gli ebrei durante l'Olocausto. Nel giardino, inizialmente veniva piantato un albero in suo onore, poi in seguito, per mancanza di spazio, i nomi dei nuovi Giusti tra le Nazioni sono incisi in una parete di onore come indicato nel video. L'unica istituzione al mondo che riconosce il Giusto tra le Nazioni, Lo Yad Vashem ha onorato oltre 22.000 persone provenienti da tutto il mondo con il titolo di Giusto tra le Nazioni.


VIRTUAL TOUR VIALE DEI GIUSTI TRA LE NAZIONIYAD VASHEM - Tour virtuale del Viale dei Giusti tra le Nazioni
Questo tour virtuale presenta il Viale dei Giusti fra le Nazioni a Yad Vashem, per onorare i non ebrei che rischiarono la vita per salvare gli ebrei durante la Shoah. Alberi, simbolo del rinnovamento della vita, sono stati piantati dentro e intorno al sito in onore ai Giusti. Targhe in prossimità di ogni albero ricordano i loro nomi. Inoltre situato sul viale c'è anche il Memoriale del soccorritore Anonimo, che onora le persone coraggiose che rischiarono la vita per salvare altre vite.


BENEDETTO XVI A YAD VASHEMBENEDETTO XVI A YAD VASHEM
Nel pomeriggio dell'11 Maggio 2009 il Papa Benedetto XVI nel suo messaggio a Yad Vashem ha esortato ogni persona di buona volontà a vigilare per sradicare dal cuore dell'uomo qualsiasi cosa capace di portare a tragedie simili come la Shoah.


LA SECONDA GUERRA MONDIALELA SECONDA GUERRA MONDIALE
Dopo essersi annessa l'Austria ed invaso la Cecoslovacchia, il 1° settembre 1939 la Germania nazista attaccava la Polonia, iniziava così la Seconda guerra mondiale.


LA SECONDA GUERRA MONDIALE E LO STERMINIOLA SECONDA GUERRA MONDIALE E LO STERMINIO
In Europa c'erano circa nove milioni di Ebrei , alla fine del secondo conflitto mondiale, oltre sei milioni di loro erano stati annientati dal regime nazista nei Campi di Sterminio ubicati in tutta Europa.


LA SETTIMA STANZALA SETTIMA STANZA
Vita tormentata e fine tragica di Edith Stein (1891-1942), filosofa ebrea, in gioventù atea poi convertita al cattolicesimo, assistente del filosofo Edmund Husserl di cui riordinò i manoscritti (Idee per una fenomenologia pura e per una filosofia fenomenologica, 1913). Entrò nel Carmelo di Colonia nel 1933 col nome di Benedicta a Cruce. Prelevata dai nazisti nell'agosto del 1942 a Echt (Olanda) e portata a Auschwitz dove morì il giorno dopo il suo arrivo. Scritto con Roberta Mazzoni ed Eva Pataki, punta sul versante privato di quest'intellettuale ruvida e fiera, beatificata dalla Chiesa di Roma: i difficili rapporti con la madre, che la considera una rinnegata, e gli innamorati, quelli con la sorella Rosa che condivide la sua sorte. Date le premesse (anche produttive), i toni edificanti prevalgono su quelli espressivi, soprattutto nella parte centrale. M. Morgenstern, attrice teatrale rumena, è comunque all'altezza del personaggio. Il titolo si riferisce alle sette stanze o tappe dell'ascesi carmelitana, secondo la spagnola Teresa d'Avila. La settima è la camera a gas.


EUTANASIA DI MASSAEUTANASIA DI MASSA
Il folle progetto di Hitler finalizzato allo sterminio dei più deboli: il progetto action T4, ovvero lo sterminio sistematico dei disabili e di tutti coloro che il reich non esitava a chiamare "vite inutili ed indegne di essere vissute".


I MEDICI NAZISTII MEDICI NAZISTI
Con l'inizio della Seconda Guerra Mondiale non si parla ancora di eliminazione degli ebrei, ma l'antisemitismo in Germania è legge fin dal 1935: fra l'uccisione delle vite considerate "senza valore" e quella degli individui di religione ebraica il passo sarà purtroppo molto breve. La stessa sorte toccherà anche a zingari e omosessuali.
E molti medici, proprio coloro che con il giuramento di Ippocrate si erano impegnati a salvare vite umane, diventano in pratica degli assassini.

MONI OVADIA - Canto del popolo ebraico massacratoMONI OVADIA - Canto del popolo ebraico massacrato
Lo spettacolo ricorda - con la forza della poesia, del canto e della testimonianza diretta - lo sterminio del popolo ebraico e di tutti coloro che hanno subito la deportazione, la prigionia e la morte perché ebrei, zingari, omosessuali, handicappati o perché si opponevano al regime e al folle progetto di purificazione della razza ariana.


STORIE PARTIGIANE - Alvazzi Del Frate CesareSTORIE PARTIGIANE - Alvazzi Del Frate Cesare
Il signor Cesare partecipò attivamente alla resistenza partigiana. Ricorda la situazione a Torino dopo la caduta del fascismo, quando molte persone cercarono di vendicarsi con i fascisti.
Intervista realizzata dall'Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea "Giorgio Agosti" (Istoreto) e da N!03, che insieme ai testimoni sono i titolari dei diritti.

STORIE  - MARISA SCALASTORIE - MARISA SCALA
La signora Marisa ricorda l'uscita dal campo di concentramento di Bolzano. Siccome non c'era un trasporto organizzato per le persone che erano detenute, la signora Marisa tornò a Bolzano per aiutare gli altri e per cercare suo fratello. Molti, come suo fratello, erano talmente deboli e malati che una volta tornati a casa, non sopravvissero.
Intervista realizzata dall'Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea "Giorgio Agosti" (Istoreto) e da N!03, che insieme ai testimoni sono i titolari dei diritti.

RESISTENZA PARTIGIANA - Onorina Brambilla PesceRESISTENZA PARTIGIANA - Onorina Brambilla Pesce
Nori Brambilla, partigiana antifascista moglie di Giovanni Pesce, comandante partigiano, con il nome di battaglia di «Visone» e medaglia d'oro al valor militare. Una donna eccezionale, che ha avuto un ruolo importante nella storia di Milano e di tutto il Paese. Da ragazza lottò per la libertà insieme a suo marito Giovanni e questo le fece guadagnare, a prezzo di grandi sofferenze personali, la medaglia d’argento alla Resistenza.


PIETRE D'INCIAMPO -  M. Galeazzi raccontaPIETRE D'INCIAMPO - M. Galeazzi racconta
Pensare di collocare tanti sampietrini quanti sono i deportati è impresa titanica: Demnig ha il merito di aver avviato il progetto nel 1993 e di dedicare a esso tutto il suo tempo e la sua attività di artista. Oggi gli Stolpersteine (pietre d'inciampo) sono già 22.000, in 7 paesi europei. Anche l'Italia è entrata a far parte di questo grande circuito della memoria. Sampietrini, dedicati a ebrei, politici e carabinieri, sono stati installati in molti quartieri di Roma.


PIETRE D'INCIAMPO -  Adachiara Zevi PIETRE D'INCIAMPO - Adachiara Zevi
Pensare di collocare tanti sampietrini quanti sono i deportati è impresa titanica: Demnig ha il merito di aver avviato il progetto nel 1993 e di dedicare a esso tutto il suo tempo e la sua attività di artista. Oggi gli Stolpersteine (pietre d'inciampo) sono già 22.000, in 7 paesi europei. Anche l'Italia è entrata a far parte di questo grande circuito della memoria. Sampietrini, dedicati a ebrei, politici e carabinieri, sono stati installati in molti quartieri di Roma.


6 GIUGNO 1944 - SBARCO IN NORMANDIA 6 GIUGNO 1944 - SBARCO IN NORMANDIA
Lo sbarco in Normandia, nome in codice operazione Overlord, è un'operazione militare che iniziò con lo sbarco anfibio alleato sulle spiagge della Normandia, in Francia, all'alba di martedì 6 giugno 1944, una data nota come D-Day, e continuò nelle settimane seguenti con una campagna terrestre che aveva lo scopo di stabilire, espandere ed eventualmente dilagare la testa di ponte in Normandia.


I VOLTI DI AUSCHWITZI VOLTI DI AUSCHWITZ
Video realizzato da Daniele Di Nepi durante il Viaggio della Memoria 2011 della Provincia di Roma.



INAUGURAZIONE SEGRETA PER IL BUSTO DEL FASCISTA GUIDO LETTAINAUGURAZIONE SEGRETA PER IL BUSTO DEL FASCISTA GUIDO LETTA
E' stato fatto tutto di nascosto: si sono presi i soldi (20 mila euro) stanziati per la ricostruzione a L'Aquila, dopo il sisma del 6 aprile 2009; si sono utilizzati per costruire un busto che ricordasse il prefetto fascista Guido Letta, da mettere ad Aielli, comune abruzzese. Dopo di che, sempre nel massimo riserbo si è scoperto il busto, che è stato posto nella piazza dedicata a questo punto allo stesso prefetto fascista. Senza contare che, dopo l'applicazione delle leggi razziali, Guido Letta fu uno dei più attivi persecutori degli ebrei da mandare nei capi di sterminio in Germania.
Il 20 agosto 2011 hanno intitolato piazza Risorgimento di Aielli, cittadina de l’Aquila a Guido Letta.

ENRICO VANZINI, SOPRAVVIVERE A DACHAUENRICO VANZINI, SOPRAVVIVERE A DACHAU
Enrico Vanzini, superstite del lager di Dachau, dopo 62 anni decide di raccontare la sua drammatica esperienza in un lager nazista.



AUSCHWITZ: RUBATA LA SCRITTA ARBEIT MACHT FREIAUSCHWITZ: RUBATA LA SCRITTA ARBEIT MACHT FREI
La scritta Arbeit Macht Frei è stata profanata nella notte da anonimi.
Un furto di quelli che fanno male, un significato simbolico forte e un gesto che sicuramente lascerà il segno. Il cartello con scritto "Arbeit Macht Frei", ovvero "Il lavoro rende liberi".

GHETTO DI CRACOVIAGHETTO DI CRACOVIA
Il Ghetto di Cracovia è stata formalmente costituito il 3 marzo 1941 nel quartiere di Podgórze non, nel quartiere ebraico di Kazimierz. Sfollate le famiglie polacche da Podgórze presero la residenza nelle abitazioni ebraiche al di fuori del ghetto. Nel frattempo, 15.000 ebrei furono stipati in una zona precedentemente abitata da 3.000 persone che vivevano in un quartiere composto da 30 strade, 320 edifici residenziali, e 3.167 camere. Come risultato, è stato assegnato un appartamento ogni quattro famiglie ebree, e molti meno fortunati vivevano per strada.


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All rights reserved.www.lager.it 22 Dicembre 2002 "Per non dimenticare la Shoah"