VIDEOGRAFIA della Seconda guerra mondiale - Testimonianze dai Lager nazisti - Ebraismo

In sequenza sono elencati le video testimonianze dei sopravvissuti, le cronache e i fatti che hanno caratterizzato gli eventi della Seconda guerra mondiale . Racconti drammatici di sofferenze che , a noi tutti i quali non abbiamo vissuto questa tremenda esperienza non potremo mai capire fino in fondo . Con gli anni che passano anche le testimonianze dei reduci non parleranno più , pertanto rendiamo onore ha questi preziosi racconti che fanno riflettere le coscienze.
Negli ultimi anni c'è stato un comune interessamento sulle tematiche della Shoah che ha coinvolto molti Istituti didattici di vario grado con iniziative per non dimenticare. Grazie anche all'introduzione della legge 211 del 2000, e qui citiamo uno scorcio dell'articolo 1 - La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini Ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio e a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
Dobbiamo sottolineare che la presenza dei sopravvissuti ai Lager nazisti, vista la loto età avanzata, sta scomparendo per sempre, e noi futuri testimoni delle loro testimonianze dobbiamo portarle avanti per non cadere in equivoci. Oggi e per sempre.
Tutte le testimonianze hanno un valore morale e spirituale prezioso e irrinunciabile per capire fino in fondo la Shoah. Altresì bisogna prendere atto che le testimonianze non possono generalizzare la tragedia della Shoah Ebraica e dell'Olocausto.
Molte Associazioni e varie Enti regionali, provinciali, hanno organizzato negli anni viaggi studio nei Campi di concentramento come fine di un complesso percorso didattico educativo. Questi pelligrinaggi sono stati filmati con la complicità degli studenti dandoci a noi spettatori l'emozione da essi provata ascoltanto un sopravvissuto narrare la sua esperienza nel Lager.
Note: Alcuni video hanno un collegamento esterno proprietario, pertanto il loro contributo video può essere talvolta offline non dipendente dal Portale www.lager.it o perché è stato tolto o ha subito l'aggiornamento dalla pagina del sito ove ospitato senza alcun avviso. Ci scusiamo per l'inconveniente.



"Il Ghetto" il Film perduto
Questo "documentario" è stato girato dalla propaganda del Terzo Reich nel Ghetto di Varsavia ma mai reso pubblico, compiuto con sistematicità mai conosciuta nella storia dell'uomo. Anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale, gli archivisti della Germania dell'Est, incominciano a vagliare su ciò che restava del potere della propaganda hitleriana e scoprono, presso un bunker sotterraneo, chilometri di pellicole. Questo filmato è parte integrante dei ritrovamenti.

The Path to Nazi Genocide (La strada verso il genocidio nazista)
E' un filmato prodotto dal Museo Americano per la Memoria dell'Olocausto (United States Holocaust Memorial Meseum), dove si esamina l'ascesa e il consolidamento del potere nazionalsocialista in Germania (in lingua inglese).

Il Museo di Auschwitz 1947-2013
Jadwiga Pinderska Lech, guida del Museo di Auschwitz, parla della trasformazione del Campo in Museo della Memoria internazionale dal 1947 ai giorni nostri.

Liliana Segre
La scioccante esperienza di Liliana Segre all'interno del Campo di concentramento di Auschwitz. Testimonianza resa il giorno 27 Gennaio 2012 presso il conservatorio di Milano. L'intervento ha visto la partecipazione di migliaia di studenti.

Italo Tibaldi
Italo Tibaldi parla della sua ricerca cinquantennale sui deportati italiani. Una lunga intervista video registrata a casa sua, nel corso del 2006. Italo spiega le motivazioni e la metodologia della ricerca che l'ha portato, in oltre mezzo secolo di lavoro, a compilare un elenco dei deportati italiani nei Lager nzisti.
E' deceduto a Ivrea (To) il 13 ottobre 2010.

Testimonianza dai Lager nazisti
E' un montaggio di vari spezzoni dei viaggi effettuati dal Progetto Memoria delle scuole superiori di Moncalieri dal 1999 al 2006, sotto la direzione di Carla Piana, morta nel 2010.
In suo onore è stato istituito un archivio con tutto il materiale dei viaggi, filmati e riprese, a disposizione di studiosi e scuole, all'Itis Pininfarina e all'Istoreto.
Questo film mette insieme tutti i testimoni di quei viaggi, Natalia Tedeschi, Anna Cherchi, Giorgio Ferrero, Pio Bigo, Natale Pia, Albino Moret.

Giorgio Perlasca
La storia di Giorgio Perlasca, un uomo qualunque; nel 1944 aveva salvò cinquemila ebrei ungheresi destinati alla deportazione nei Campi di sterminio nazisti.
E' deceduto a Padova il 15 agosto del 1992.

Porrajmos - Una persecuzione dimenticata
A sessant’anni dall’olocausto, lo sterminio degli zingari rimane una storia tutta da scrivere.
Luogo e data: Milano, 2004.
Durata: 25’.
Regia: Paolo Poce, Francesco Scarpelli.
Ideato scritto e realizzato da: Alked Derhemi, Paolo Poce, Erica Rossi, Francesco Scarpelli. Montato da Tiziana Cantarella.
Riprese e direzione della fotografia: Massimo Schiavon.
Riprese audio: Giovanni Korfias.
Musiche: Andrea Viti.
Graphic Designer: Luca Criscuolo.
Ricerca Iconografica: Sara Criscuolo.
Produzione esecutiva: Elisabetta Massera, Daniele Gentili.
Hanno collaborato alla ricerca: Giovanna Boursier, Isabella D’Isola, Roberta Migliavacca.

Porrajmos - Parole e Musica
Un documentario di Fabio Parente, Matteo Parisini e Luca Ricciardi con Santino Spinelli, prodotto da Arianna Iachetti.
Santino Spinelli, rom abruzzese, musicista, poeta, docente universitario, lavora all'opera musicale che va elaborando ormai da molti anni: "Porrajmos". A partire dalle testimonianze di suo padre e di altri Rom e Sinti italiani perseguitati durante la seconda guerra mondiale, Santino compone un'ora di musica e parole capace di restituire il dramma dimenticato di un intero popolo che ha pagato, tra il 1940 e il 1945, un prezzo altissimo ai deliri del nazifascismo: 500.000 morti in tutta Europa. Un dramma che, per certi versi non si è concluso con la fine della Seconda Guerra mondiale. I campi nomadi di oggi sono, come dice Santino ai suoi studenti, una inaccettabile forma moderna di segregazione razziale, un lascito ideologico di quel fascismo che internò migliaia di Rom negli oltre 80 campi di concentramento presenti sul territorio italiano.

Lo Yad Vashem Museum virtuale
Lo Yad Vashem Holocaust History Museum è una struttura a forma di prisma triangolare che penetra la montagna da un lato all'altro, con entrambe le estremità drammaticamente a sbalzo verso l'esterno. Una dimensione esperienziale è stata integrata nel design del museo, dando ai visitatori l'impressione globale del momento, il luogo e l'atmosfera.

Yad Vashem - Tour virtuale del Giardino dei Giusti tra le Nazioni
Questo tour virtuale presenta il Giardino dei Giusti fra le Nazioni, per onorare i non ebrei che rischiarono la vita per salvare gli ebrei durante l'Olocausto. Nel giardino, inizialmente veniva piantato un albero in suo onore, poi in seguito, per mancanza di spazio, i nomi dei nuovi Giusti tra le Nazioni sono incisi in una parete di onore come indicato nel video. L'unica istituzione al mondo che riconosce il Giusto tra le Nazioni, Lo Yad Vashem ha onorato oltre 22.000 persone provenienti da tutto il mondo con il titolo di Giusto tra le Nazioni.

Yad Vashem - Tour virtuale del Viale dei Giusti tra le Nazioni
Questo tour virtuale presenta il Viale dei Giusti fra le Nazioni a Yad Vashem, per onorare i non ebrei che rischiarono la vita per salvare gli ebrei durante la Shoah. Alberi, simbolo del rinnovamento della vita, sono stati piantati dentro e intorno al sito in onore ai Giusti. Targhe in prossimità di ogni albero ricordano i loro nomi. Inoltre situato sul viale c'è anche il Memoriale del soccorritore Anonimo, che onora le persone coraggiose che rischiarono la vita per salvare altre vite.

7Grani - Neve diventeremo
"Neve diventeremo" Il video dei 7GRANi girato in parte nel Campo di concentramento nazista di Buchenwald in Germania: ispirato dalla vita di Radovan Ilario Zuccon, partigiano istriano deportato nel 1944 nello stesso Campo di sterminio nei pressi di Weimar.

Anna Frank
L'unico video dove per pochi istanti si vede la figura esile della giovane Anna Frank intenta a sporgersi dalla finestra per vedere una coppia di sposi in abiti nuziali.

Ennio Odino - Visita a Mauthausen
Visita a Mauthausen (durata 63 minuti): Visita al lager di Mauthausen insieme a Ennio Odino, internato n. 63783, sopravvissuto a 14 mesi di prigionia a Mauthausen e Gusen .
Ennio Odino ha accompagnato un gruppo di persone provenienti dall'Italia e dal Belgio.
Dalle parole di questo straordinario testimone affiorano le tragiche immagini del tempo.

Per i morti di Mauthausen
Per i morti di Mauthausen (durata 8.52 minuti): Il video mostra immagini astratte e simboliche: il fortilizio di Mauthausen, i monumenti costruiti da alcune nazioni, la scala della morte, il sentiero percorso dai prigionieri. Immagini per ricordare i 206.000 imprigionati e i 110.000 morti di 27 nazioni uccise a Mauthausen circa 60 anni fa.

Visita a Gusen e St Georgen
Visita guidata da Martha Gammer ai musei di Gusen e di St Georgen con Ennio Odino, internato n° 63783.
Martha è un'insegnante austriaca, che si interessa da molti anni della ricostruzione, conservazione e trasmissione della memoria del Campo.
Gusen fu il più vasto sotto-Campo di Mauthausen: in esso vi erano cave e industrie belliche (Steyr, Puch, Messerschmidt). Il destino dei prigionieri era di essere sfruttati per un certo tempo nel lavoro e poi di morire di fatica, fame e stenti.
Quasi ogni traccia del KZ-Gusen fu distrutta nel dopoguerra: di esso resta il Krematorium, solo perché il terreno fu tempestivamente acquistato dalle Associazioni di deportati francesi e italiani. La vasta area del Campo è oggi occupata da un ridente insediamento residenziale ed anche la Jourhouse, l'entrata principale del Campo, sede delle Ss e della prigione, è oggi trasformata in una residenza privata con giardino.
A St Georgen, il vicino paese, in cui morirono migliaia di prigionieri per scavare gallerie per le fabbriche belliche, Martha Gammer e la sua Associazione hanno creato un interessante museo, che raccoglie cimeli e documenti provenienti soprattutto dagli archivi statunitensi.

Incontro con "Mirka"
Laura Polizzi "Mirka" racconta con gentile modestia la sua gioventù di ragazza partigiana: fu l'unica di una famiglia di militanti antifascisti resistenti a non essere arrestata e imprigionata.
Suo padre fu ucciso a Mauthausen pochi giorni prima della liberazione del Campo. A Mauthausen fu internato anche il fratello che non riuscì mai ad incontrare il padre. Sua madre e sua sorella furono deportate e internate al Campo di Ravensbruck.
Laura racconta alcuni episodi e ci mostra dei cimeli del tempo: il triangolorosso assegnato alla madre a Ravensbruck, la divisa di suo marito,comandante partigiano e alcune onorificenze ricevute.
Laura è attualmente Vice Presidente Nazionale dell'ANPI, ha perseguito per tutta la vita i suoi ideali di pace, giustizia e libertà e ancor ora tiene conferenze nelle scuole per trasmettere tali valori ai giovani.
E' deceduta a Parma il 22 gennaio 2011.

Hanna prigioniera a sedici anni ad Auschwitz
Hanna Kugler Weiss è nata a Fiume nel 1928 da Sigismondo Kugler e da Carlotta Kurtz, ebrei osservanti. Le leggi razziali del '38 interrompono la serenità della sua infanzia e la costringono ad abbandonare la scuola pubblica. Dopo l'8 settembre del '43 Fiume viene anessa al Terzo Reich, e la famiglia decide di fuggire,nascondendosi in Romania. Nel 1944, con un gruppo di altri Ebrei, la famiglia tenta di riparare in Svizzera e di valicare le Alpi attraverso un viaggio avventuroso, ma a Cremenaga (Varese) vengono tutti consegnati alla milizia fascista e quindi ai tedeschi. Deportati ad Auschwitz, la madre, i nonni e la sorella minore vengono uccisi all'arrivo; Hanna e la sua sorella maggiore sopravvivono. Liberata il 27 gennaio 1945 dall'Esercito russo, torna in Italia e consegue il titolo di infermiera. Nel 1949 si trasferisce in Israele, dove lavora nei servizi sanitari, si sposa e ha tre figli. A partire dal 1990 inizia a guidare gruppi di giovani israeliani nei viaggi della memoria in Polonia. Oggi dirige il museo della Shoà di Nazareth Illit, la città in cui vive; tre o quattro volte all'anno continua a tornare ad Auschwitz con i gruppi di giovani, per testimoniare quello che è stato.


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