|
In sequenza sono elencati le videotestimonianze dei sopravvissuti ai lager nazisti . Racconti drammatici di sofferenze che , a noi tuuti i quali non abbiamo vissuto questa tremenda esperienza non potremo mai capire fino in fondo . Con gli anni che passano anche le testimonianze dei reduci non parleranno più , pertanto rendiamo onore ha questi preziosi racconti che fanno riflettere le coscienze . LA SHOAH NON DEVE ESSERE DIMENTICATA
 NEVE DIVENTEREMO DEI 7GRANI GIRATO A BUCHENWALD
Neve diventeremo nelle intenzioni dei 7Grani, vuole essere un omaggio alla memoria del partigiano Rado Zuccon, nato in Istria, ma, dopo l’incontro con la moglie comasca, trasferitosi proprio ad Albiolo.
Zuccon, scomparso nel 1995, fu deportato e detenuto a Buchenwald durante il secondo conflitto mondiale.
I racconti della sua travagliata vicenda umana colpirono profondamente i fratelli Settegrani, che da bambini lo ascoltavano impressionati durante le non poche visite che l’ex partigiano, sopravvissuto a quelle tragiche esperienze, faceva alla casa di famiglia, tanto da volerne registrare la testimonianza su una cassetta che hanno conservato. Ora, ad anni di distanza, la band ha deciso di affidare quell’importante esperienza alle parole di una canzone e alle immagini di un video.
Per realizzare il film, i 7Ggrani hanno chiesto ed ottenuto il permesso di montare un set e girare direttamente all’interno dei luoghi del campo di sterminio tedesco.
Un’altra scena di grande intensità è stata catturata, invece, sui binari e sugli antichi vagoni della vecchia tratta ferroviaria che univa Valmorea a Chiasso, con la partecipazione di numerose comparse.
Olocausto: un video del gruppo 7grani nell'archivio di Washington
Nell'Archivio dell'Olocausto di Washington c'è anche l'opera di una band comasca. Il video di «Neve diventeremo» brano dai «7grani» è la prima clip musicale girata in un campo di sterminio nazista da una rockband, Ispirata alla vita di Radovan Ilario Zuccon, partigiano istriano deportato nel 1944 nello campo di sterminio di Buchenwald nei pressi di Weimar.
Il video a breve sarà disponibile nella sezione permanete per la visione ai visitatori degli Archives States Holocaust Memorial Museum di Washington, «Abbiamo già inviato a Washington le liberatorie» spiegano i 7grani «per noi è un grande onore essere presenti con la nostra musica. Da bambini ascoltavamo le storie di Radovan, lui ci diceva sempre perdonare sì, ma non dimenticare, ora con la nostra canzone vogliamo conservare la memoria di ciò che accadde». Il video è stato realizzato dal regista Luca Tossani e precede l'uscita a metà maggio del nuovo album che si intitolerà «Di giorno e di notte», prodotto da Massimo Faggioni e Ivan Ciccarelli.
L'avventura dei 7grani parte da internet, il gruppo si è fatto promozione da solo senza passare dalle grandi case discografiche. Per farsi conoscere hanno reso disponibile sulla rete il loro primo album «A spasso coi tempi» uscito nel 2006 e hanno spedito più di 4mila mail alle radio di tutto il mondo per farsi conoscere e inviato gratuitamente circa 200 cd alle persone che hanno manifestato interessamento al loro lavoro. Il brano «Universo fragile» è entrato nella top ten di alcune radio americane, in Nevada ed Oregon, altre loro canzoni hanno «sfondato» nelle classifiche svizzere, tedesche, e australiane.
La band folk-rock è composta dai tre fratelli Settegrani: Mauro alla chitarra, Fabrizio: voce, tastiere e chitarra e Flavio al basso, a cui si aggiungono il batterista Alessio Russo e il trombettista Raffaele Kohler, dalla provincia lariana sono riusciti anche a mettere un piade nei celebri Grammy Awards. Hanno infatti accompagnato la cantante Apache Jolanda Martinez del New Mexico nell'incisione del remake del brano Summer Time che ha vinto nel 2008 il prestigioso premio nella categoria Nativi Americani.
Il Video di «Neve diventeremo è disponibile su internet: http://www.7grani.it/nevediventeremo.htm e i 7 grani lo stanno portando anche nelle scuole grazie a un progetto legato alla Memoria e alla Resistenza.
 ITALO TIBALDI -
Italo Tibaldi parla della sua ricerca cinquantennale sui deportati italiani . Una lunga intervista video a Italo Tibaldi registrata a casa sua, nel corso del 2006. Italo spiega le motivazioni e la metodologia della ricerca che l'ha portato, in oltre mezzo secolo di lavoro, a compilare un elenco dei deportati italiani nei lager nzisti. Arcoiris Tv
 VISITA A MAUTHAUSEN -
Visita a Mauthausen (durata 63 minuti): Visita al lager di Mauthausen insieme a Ennio Odino, internato n. 63783, sopravvissuto a 14 mesi di prigionia a Mauthausen e Gusen .
Ennio Odino ha accompagnato un gruppo di persone provenienti dall'Italia e dal Belgio.
Dalle parole di questo straordinario testimone affiorano le tragiche immagini del tempo. Arcoiris Tv
 PER I MORTI DI MAUTHAUSEN -
Per i morti di Mauthausen (durata 8.52 minuti): Il video mostra immagini astratte e simboliche: il fortilizio di Mauthausen, i monumenti costruiti da alcune nazioni, la scala della morte, il sentiero percorso dai prigionieri. Immagini per ricordare i 206.000 imprigionati e i 110.000 morti di 27 nazioni uccise a Mauthausen circa 60 anni fa.
Una dolente aria di Bach per violino solo fa da sottofondo musicale. Arcoiris Tv
 VISITA A GUSEN E ST. GEORGEN -
Visita guidata da Martha Gammer ai musei di Gusen e di St Georgen con Ennio Odino, internato n° 63783.
Martha è un'insegnante austriaca, che si interessa da molti anni della ricostruzione, conservazione e trasmissione della memoria del campo.
Gusen fu il più vasto sotto-campo di Mauthausen: in esso vi erano cave e industrie belliche (Steyr, Puch, Messerschmidt). Il destino dei prigionieri era di essere sfruttati per un certo tempo nel lavoro e poi di morire di fatica, fame e stenti.
Quasi ogni traccia del KZ-Gusen fu distrutta nel dopoguerra: di esso resta il Krematorium, solo perché il terreno fu tempestivamente acquistato dalle Associazioni di deportati francesi e italiani. La vasta area del campo è oggi occupata da un ridente insediamento residenziale ed anche la Jourhouse, l'entrata principale del campo, sede delle SS e della prigione, è oggi trasformata in una residenza privata con giardino.
A St Georgen, il vicino paese, in cui morirono migliaia di prigionieri per scavare gallerie per le fabbriche belliche, Martha Gammer e la sua Associazione hanno creato un interessante museo, che raccoglie cimeli e documenti provenienti soprattutto dagli archivi statunitensi. Arcoiris Tv
 LA DEPORTAZIONE VERSO AUSCHWITZ -
Il 30 gennaio 1944 dal binario 21 della Stazione Centrale di Milano una umanità dolente, composta di cittadini italiani di religione ebraica di ogni età e condizione sociale, veniva caricata tra urla, percosse e latrati di cani su vagoni bestiame.
All'alba di una livida domenica invernale più di 600 persone avevano attraversato la città svuotata partendo dal carcere di San Vittore su camion telati e avevano raggiunto i sotterranei della Stazione Centrale con accesso da via Ferrante Aporti.
Tutti loro, braccati, incarcerati, detenuti per la sola colpa di esser nati ebrei partivano per ignota destinazione. Fu un viaggio di 7 giorni passati tra sofferenza e ansia.
I bambini da 1 a 14 anni erano più di 40, tra di loro Sissel Vogelmann di 8 anni e Liliana Segre di 13. La signora Esmeralda Dina di 88 anni era la più anziana.
All'arrivo ad Auschwitz la successiva domenica 6 febbraio circa 500 fra loro vennero selezionati per la morte e furono gasati e bruciati dopo poche ore dall'arrivo.
Dal binario 21 era già partito un convoglio con quasi 250 deportati il 6 dicembre del 1943, ne sarebbero partiti altri fino a maggio del 1944.
Il binario 21 è ancora lì. Oggi in disuso e forse destinato ad essere soppiantato da un centro commerciale o da una discoteca.
Per offrire a Milano e alle sue giovani generazioni un memoriale della Shoah e un centro multimediale per la prevenzione del pregiudizio, del razzismo e dell'antisemitismo è dunque nato un comitato composto da enti e professionisti che trasformeranno questo sotterraneo in un luogo di meditazione e di vita.
Già centinaia di milanesi hanno firmato per la loro adesione a questa iniziativa che darà alla nostra città un luogo della Memoria alla Stazione Centrale.
Aiutiamo i nostri più giovani concittadini a crescere in un mondo più solidale e libero dal pregiudizio.
Contro gli orrori della storia recente, contro l'oblio, contro l'indifferenza, per un futuro migliore vi chiediamo di dare la vostra adesione alla raccolta di firme per il Memoriale della Shoah a Milano.
Dal Binario 21 facciamo partire un futuro migliore.
 RAI .TV "STORIE E SAPERE" - DOCUMENTARI STORICI E FILMS
Rai.tv, il portale multimediale della Rai, che offre il meglio dell'offerta Rai di ieri e di oggi .
 "LA STORIA SIAMO NOI" - WAR CHILDREN - I Lebensborn e il progetto per la razza ariana.
Nel 1935 Adolf Hitler volle legittimare il folle progetto dei Lebensborn, le cosiddette “fabbriche della vita”, all’interno del programma avviato dal gerarca nazista Heinrich Himmler per realizzare le teorie nazista sulla razza ariana.
|