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Fuga sul raccordo per 18 km, tenta di investire due agenti: fermato a Roma

Due agenti in divisa si scansano sulla corsia d’emergenza mentre un’auto scura sfreccia accanto, con pattuglia lampeggiante
Agenti sulla corsia d’emergenza con pattuglia a luci blu mentre un’auto sfreccia vicino, richiamando il rischio durante un intervento in autostrada.

Un intervento di routine per un’auto in panne si è trasformato in pochi secondi in una scena da inseguimento ad alta tensione sull’Autostrada del Sole. Due agenti della Polizia Stradale hanno evitato per un soffio di essere travolti da un’auto piombata sulla corsia di emergenza a velocità sostenuta, mentre prestavano soccorso a un veicolo fermo.

Sfiorata la tragedia sull’A1

È accaduto al chilometro 422+350 in carreggiata sud dell’A1, nel tratto dove sono intervenute le pattuglie della Polizia Stradale di Orvieto e Roma Nord dopo la segnalazione di un mezzo in panne sulla corsia di emergenza. Come avviene in questi casi, gli agenti hanno messo in sicurezza l’area, con un poliziotto impegnato a regolare la viabilità e ad avvisare gli automobilisti del pericolo, mentre il collega seguiva le operazioni di assistenza. In quel momento, con il traffico rallentato, una Volkswagen Golf nera ha abbandonato improvvisamente la corsia di marcia e si è infilata sulla corsia di emergenza a forte velocità. La manovra ha costretto il primo agente a lanciarsi oltre il guardrail per evitare l’impatto. Anche il secondo poliziotto, che si trovava a pochi metri durante il soccorso, è riuscito a sottrarsi all’investimento per una manciata di istanti. L’auto, invece di fermarsi, ha proseguito la corsa in direzione Roma.

L’inseguimento fino alla diramazione per il Gra

Dopo l’accaduto è scattata subito la nota di ricerca, trasmessa alle altre pattuglie in servizio lungo il percorso. La Golf è stata individuata poco dopo dagli agenti di Roma Nord, oltre la barriera autostradale, al chilometro 1 della diramazione 18 verso il Grande Raccordo Anulare. Nemmeno davanti all’alt della polizia il conducente ha rallentato. Secondo quanto ricostruito, ha continuato a guidare a velocità elevata, zigzagando tra i veicoli in transito e compiendo manovre considerate altamente pericolose, fino a tentare anche di speronare le auto di servizio che cercavano di bloccarlo. L’inseguimento si è protratto per circa 18 chilometri, in un contesto che avrebbe potuto coinvolgere altri automobilisti del tutto estranei ai fatti. La corsa si è chiusa solo quando gli agenti sono riusciti a fermarlo e a condurlo negli uffici della Polizia Stradale di Roma Nord.

Il fermo per tentato omicidio e il nodo della sicurezza

L’uomo alla guida è stato sottoposto a fermo con l’accusa di tentato omicidio e, su disposizione della Procura di Roma, trasferito nel carcere di Regina Coeli in attesa della convalida. Dagli accertamenti è emerso inoltre che aveva già la patente ritirata per guida in stato di alterazione psicofisica, un elemento che aggiunge peso a una vicenda già grave e che rilancia un tema molto concreto per chi viaggia ogni giorno. La corsia di emergenza, spesso percepita da alcuni automobilisti come uno spazio residuale o una scorciatoia da usare nei momenti di traffico, è in realtà un’area delicatissima, riservata ai mezzi in difficoltà e ai soccorsi. Quando viene occupata impropriamente, soprattutto ad alta velocità, il rischio non riguarda solo chi infrange la norma, ma investe chi sta lavorando per proteggere gli altri e chi si trova fermo in una situazione di vulnerabilità. L’episodio dell’A1 mostra con chiarezza quanto sia sottile, in autostrada, il confine tra un intervento ordinario e una possibile tragedia. E conferma che dietro molte notizie di cronaca stradale non c’è soltanto la violazione di una regola, ma una catena di scelte che può mettere in pericolo un intero tratto di strada.