Due morti, un pullman di ragazzi diretto a Gardaland, una galleria chiusa per ore e una dinamica che lascia dietro di sé un senso di sgomento difficile da assorbire. Il grave incidente avvenuto nella mattinata di oggi nella galleria di Malo, lungo la Superstrada Pedemontana Veneta, ha colpito una comunità intera ancora prima che la cronaca riuscisse a mettere in fila tutti i passaggi.
Chi sono le vittime e cosa è successo
A perdere la vita sono stati un sacerdote salesiano di 37 anni e un animatore parrocchiale di 16 anni, entrambi di Schio, nel Vicentino. I due viaggiavano in auto poco davanti a un pullman con a bordo i ragazzi del Grest, partiti per una giornata di svago a Gardaland. Secondo una prima ricostruzione, l’auto sulla quale si trovavano avrebbe tamponato un camion all’interno della galleria. Dopo l’urto, il sacerdote e il ragazzo sarebbero scesi per verificare i danni, per poi risalire a bordo della vettura rimasta in un punto particolarmente rischioso. È stato in quel momento che una terza auto li avrebbe centrati in pieno. Per i due occupanti non c’è stato nulla da fare, mentre il conducente dell’altro mezzo è rimasto ferito in modo lieve. Sul posto sono intervenuti il Suem 118 e la polizia stradale, che ora dovrà chiarire con precisione tempi, distanze e responsabilità di una sequenza avvenuta in pochi istanti ma dalle conseguenze devastanti.
La galleria chiusa e le implicazioni sulla sicurezza
L’incidente ha imposto la chiusura della galleria di Malo per circa tre ore, con il traffico deviato sulla viabilità ordinaria e inevitabili rallentamenti nella zona. Ma oltre all’impatto immediato sulla circolazione, il caso riporta al centro un tema molto concreto: la sicurezza in galleria e il comportamento da tenere dopo un primo urto. In contesti di questo tipo, dove lo spazio di manovra è ridotto, la visibilità può essere compromessa e i tempi di reazione si accorciano, anche un tamponamento iniziale apparentemente gestibile può trasformarsi in una situazione estrema. Proprio per questo le norme e le raccomandazioni sulla circolazione in galleria insistono da anni su alcuni principi essenziali, dalla segnalazione tempestiva del veicolo fermo alla massima prudenza nell’abbandonare l’abitacolo. Sarà l’inchiesta a chiarire se vi fossero condizioni particolari di traffico, velocità o percezione del pericolo, ma resta il dato più duro: fermarsi in una galleria, specie dopo un impatto, espone a un rischio altissimo, spesso sottovalutato da chi si trova a decidere in pochi secondi sotto stress.
Lo choc per la comunità di Schio
La notizia ha avuto un impatto immediato a Schio, perché non si tratta di vittime qualsiasi ma di due figure inserite in un contesto educativo e parrocchiale ben riconoscibile. Il sacerdote salesiano e il giovane animatore stavano accompagnando, di fatto, una giornata di festa per altri ragazzi e questo dettaglio rende la tragedia ancora più difficile da elaborare. Il pullman del Grest che seguiva l’auto coinvolta aggiunge un elemento umano fortissimo alla vicenda, perché trasforma un normale spostamento estivo in un trauma collettivo che tocca famiglie, educatori, amici e coetanei. Nelle prossime ore si capirà anche come verrà gestita la vicinanza ai minori che erano in viaggio e che, direttamente o indirettamente, si sono trovati dentro una scena drammatica. Sul piano della cronaca restano gli accertamenti tecnici, sul piano umano comincia invece un lavoro più lungo, quello del lutto e della ricostruzione. E spesso, in casi come questo, il dolore di una comunità finisce per riaprire anche una domanda più ampia su quanto sia sottile il confine tra routine e tragedia, soprattutto sulle strade percorse ogni giorno con troppa familiarità.








