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Iammatteo e Grassi premiati a Ischia come comunicatori dell’anno

Due professionisti in abito chiaro leggono un foglio vicino a un podio, con mare e costa sullo sfondo
Un momento di confronto tra addetti alla comunicazione durante un evento stampa sul lungomare, in linea con il Premio Ischia.

Il Premio Ischia “Comunicatori dell’anno” 2026 va a Paolo Iammatteo, responsabile comunicazione di Poste Italiane, e a Silvia Grassi, direttore dell’ufficio stampa del Consiglio superiore della magistratura. La consegna è in programma il 10 e 11 luglio a Lacco Ameno, dentro la 47esima edizione del Premio Ischia Internazionale di Giornalismo.

Due profili diversi premiati per la stessa qualità

La diciottesima edizione del riconoscimento conferma una linea precisa: premiare chi, nella comunicazione pubblica e istituzionale, riesce a tenere insieme efficacia, credibilità e senso della misura. È su questo terreno che la giuria presieduta da Massimiliano Paolucci ha individuato i due vincitori, figure molto diverse per ambito e funzioni ma accomunate da un tratto oggi tutt’altro che scontato: la capacità di rendere comprensibili processi complessi senza svuotarli di significato. Nel caso di Iammatteo, il premio guarda al lavoro svolto attorno al progetto Polis di Poste Italiane, iniziativa pensata per rafforzare l’accesso ai servizi nei comuni sotto i 15 mila abitanti. Per Grassi, invece, il riconoscimento riguarda una comunicazione definita rigorosa e responsabile, capace di raccontare l’azione del Csm senza alterarne il profilo di organo di garanzia. In entrambi i casi, il messaggio che arriva dal Premio Ischia è chiaro: la reputazione delle istituzioni non si costruisce con slogan o presenza mediatica, ma con continuità, precisione e linguaggio adeguato al contesto.

Il valore del progetto Polis e la sfida del linguaggio istituzionale

Nel motivare il premio a Paolo Iammatteo, la giuria sottolinea soprattutto il lavoro di comunicazione legato a Polis, progetto che punta a ridurre il digital divide nei centri più piccoli e a portare servizi più accessibili dove spesso la distanza dagli sportelli pubblici o la carenza di competenze digitali pesa di più. È un passaggio che conta anche fuori dal perimetro aziendale di Poste, perché tocca una questione molto concreta per milioni di cittadini: poter sbrigare pratiche, ottenere certificati, accedere a servizi essenziali senza essere tagliati fuori dal luogo in cui si vive. La nota della giuria insiste sulla capacità di Iammatteo di lavorare su più livelli, con una presenza capillare nelle cronache locali, segno di una comunicazione che non si limita al centro ma prova a parlare ai territori. Per Silvia Grassi il giudizio si muove su un piano diverso ma altrettanto delicato. Raccontare il Csm, in una fase in cui il rapporto tra magistratura, politica e opinione pubblica resta osservato con estrema attenzione, significa trovare un equilibrio difficile tra trasparenza e sobrietà. La motivazione richiama il rispetto dell’autorevolezza dell’istituzione e l’attenzione al ruolo del presidente della Repubblica, che la Costituzione pone alla guida del Consiglio superiore della magistratura. Anche qui il punto non è formale: quando la comunicazione istituzionale funziona, aiuta i cittadini a capire meglio che cosa fanno gli organi di garanzia e perché quel lavoro incide sulla tenuta dell’equilibrio costituzionale.

Lacco Ameno e un premio che misura il peso pubblico della comunicazione

La cerimonia si terrà il 10 e 11 luglio a Lacco Ameno, nell’ambito di una manifestazione che da anni prova a leggere i cambiamenti del giornalismo e della comunicazione pubblica senza fermarsi alla superficie. Il Premio Ischia Internazionale di Giornalismo, arrivato alla 47esima edizione, resta uno degli appuntamenti più riconoscibili del settore e anche questa sezione dedicata ai “Comunicatori dell’anno” fotografa una tendenza ormai evidente: il lavoro dietro le quinte di uffici stampa, relazioni istituzionali e comunicazione corporate ha un impatto diretto sulla fiducia dei cittadini. A comporre la giuria, accanto a Paolucci, sono stati professionisti provenienti da imprese, istituzioni, media e relazioni esterne, da Valeria Speroni Cardi a Luciano Tancredi, fino ad Antonio Funiciello, Stefano Porro e Carlotta Ventura. Il contesto organizzativo, sostenuto da enti pubblici e sponsor privati, conferma la dimensione nazionale dell’evento. Ma al di là delle sigle, il dato più interessante sta forse nel profilo dei premiati: un manager della comunicazione impegnato su inclusione e servizi di prossimità, e una responsabile stampa chiamata a custodire chiarezza e misura in uno dei luoghi più sensibili della vita istituzionale italiana. In una stagione in cui il rumore spesso copre i contenuti, il Premio Ischia sembra indicare una direzione opposta, fatta di linguaggio responsabile, presenza concreta e attenzione reale a ciò che il pubblico ha bisogno di capire.