⁠⁠Economia

Sogesid accelera: utile 2025 in crescita del 153,7% e nuovo cda nominato

Tecnici con caschi e giubbotti riflettenti consultano mappe su un tavolo vicino a un canale in lavori
Sopralluogo tecnico su un cantiere idrico-ambientale, tra piani e verifiche sul campo.

Sogesid archivia il 2025 con conti in netto miglioramento e con un cambio al vertice che segna la prossima fase della società. Per la controllata pubblica che lavora nei dossier più delicati dell’ingegneria ambientale italiana, dal risanamento dei territori alle infrastrutture idriche, il dato più politico oltre che industriale è questo: dopo anni difficili, il ritorno all’utile non appare più un episodio isolato ma un percorso che prova a consolidarsi.

Un bilancio che certifica il rilancio

L’assemblea degli azionisti ha approvato un bilancio 2025 con valore della produzione pari a 75,9 milioni di euro e un utile netto di 1,979 milioni, in crescita del 153,7% rispetto al 2024. È il secondo esercizio consecutivo chiuso in positivo, un passaggio che pesa perché arriva dopo oltre un decennio segnato da criticità economico-finanziarie. Nella lettura della società, i numeri confermano un percorso di risanamento e crescita già avviato negli ultimi due anni. Il punto, però, non è soltanto contabile. Sogesid è la società di ingegneria ambientale delle amministrazioni centrali dello Stato e il suo stato di salute incide sulla capacità operativa della macchina pubblica in settori dove ritardi e inefficienze si traducono spesso in cantieri fermi, bonifiche rinviate e risorse che faticano a trasformarsi in interventi concreti.

Dal disavanzo al secondo utile consecutivo

La conferma di Errico Stravato come amministratore delegato per il mandato 2026-2028 viene letta proprio in questa chiave. Quando si era insediato nel 2023, Sogesid portava sulle spalle un disavanzo accumulato di circa 18 milioni di euro, maturato a partire dal 2011. La società sostiene di aver invertito la rotta attraverso una riorganizzazione interna profonda e un rafforzamento delle attività operative, fino al ritorno all’utile già nel 2024. I numeri del triennio 2023-2025 vanno nella stessa direzione: valore della produzione in crescita del 44%, margine operativo lordo in aumento del 528%, commesse operative salite del 45%. Sono indicatori che segnalano non solo una migliore gestione, ma anche una maggiore presenza nei principali ambiti dell’ingegneria ambientale pubblica, dalla portualità alle bonifiche, dal dissesto idrogeologico alla gestione delle reti idriche. Per il lettore meno addentro ai meccanismi societari, la traduzione è piuttosto semplice: una struttura tecnica pubblica più solida può diventare un acceleratore nei progetti legati alla transizione ecologica, dove spesso il vero collo di bottiglia non è l’idea o il finanziamento, ma la capacità di progettare, seguire e chiudere gli interventi.

Il nuovo vertice e le sfide della prossima fase

Accanto alla continuità manageriale, l’assemblea ha nominato presidente Silvia Paparella, affiancata nel consiglio di amministrazione da Massimiliano Panero, Paola Scialanga ed Ernestina Sicilia, tutti confermati come consiglieri. Paparella arriva con un profilo costruito in oltre vent’anni di lavoro sui temi dell’innovazione ambientale, della sostenibilità e della transizione ecologica, con esperienze legate al dialogo tra istituzioni, imprese, università e ricerca. Non è un dettaglio secondario, perché la fase che si apre per Sogesid non sarà misurata soltanto sulla tenuta dei bilanci. Dopo il risanamento, il nodo diventa la capacità di trasformare questa stabilità in un ruolo più incisivo nei progetti strategici nazionali, soprattutto in materie dove servono coordinamento pubblico, competenze tecniche e tempi compatibili con le emergenze del territorio. Il dissesto idrogeologico, le bonifiche e l’acqua restano tre dossier in cui i margini per incidere sono enormi. I conti oggi raccontano una società diversa da quella ereditata nel 2023, ma il passaggio decisivo sarà capire se questa ripartenza saprà riflettersi con continuità anche fuori dai bilanci, nei cantieri e nei territori dove la domanda di interventi resta molto più veloce delle risposte disponibili.