⁠⁠Economia

Illycaffè, intesa con i sindacati sul premio di risultato

Tre dipendenti in stabilimento esaminano documenti su un tavolo, con macchinari industriali sullo sfondo
Operai e impiegato analizzano documenti in stabilimento, a rappresentare l’accordo sul premio di risultato e il welfare aziendale.

Illycaffè introduce un nuovo Premio di Risultato per operai e impiegati, con un importo che può arrivare fino a 1.800 euro e la possibilità di trasformarlo in welfare aziendale con una maggiorazione del 10%. È un accordo che riguarda in modo diretto chi lavora negli stabilimenti e negli uffici, e che arriva in una fase in cui il costo delle materie prime continua a pesare sui conti di tutto il settore.

Un premio legato ai risultati aziendali

L’intesa di secondo livello è stata firmata da illycaffè con le Rappresentanze sindacali aziendali e con le sigle di categoria FAI CISL FVG e FLAI CGIL Trieste, Milano Metropoli e Ticino Olona, per lo stabilimento di Robecchetto con Induno, nel Milanese. Il meccanismo scelto dall’azienda collega il premio al raggiungimento di obiettivi di crescita e redditività, quindi non si tratta di una somma fissa uguale per tutti ma di un importo variabile, fino a un massimo di 1.800 euro, calibrato anche in base all’inquadramento. Per i lavoratori il senso concreto dell’accordo è abbastanza chiaro: una parte dei risultati industriali ed economici viene redistribuita anche a chi contribuisce alla produzione e alle attività d’ufficio, affiancando così il sistema di merito individuale già presente in azienda. In una stagione in cui molte imprese scelgono prudenza sulle voci salariali accessorie, la decisione di formalizzare un premio strutturato assume un peso che va oltre il singolo importo.

Il nodo del welfare e il vantaggio economico

Uno degli aspetti più interessanti dell’accordo è la conversione volontaria del premio in strumenti di welfare aziendale, con un valore aggiuntivo del 10% sulla quota trasformata. In pratica, chi sceglie questa strada può ottenere un beneficio più alto rispetto all’erogazione monetaria diretta, a seconda delle proprie esigenze personali e familiari. È una formula ormai piuttosto diffusa nella contrattazione aziendale italiana, anche perché i flexible benefit possono risultare più convenienti sia sul piano fiscale sia su quello dell’utilità concreta, per esempio per spese scolastiche, assistenza, trasporti o servizi alla persona. La scelta resta volontaria, ed è questo un punto rilevante: il lavoratore non perde la disponibilità del premio ma può decidere se usarlo come integrazione del reddito oppure come leva per coprire costi quotidiani che pesano sempre di più sui bilanci familiari. In un contesto segnato dall’inflazione degli ultimi anni e dal rincaro di beni essenziali, anche questa flessibilità diventa parte del valore reale dell’accordo.

Che cosa segnala questa intesa

Le parole dell’amministratrice delegata Cristina Scocchia aiutano a leggere il momento in cui nasce l’accordo. Illycaffè richiama apertamente le difficoltà legate ai costi delle materie prime e alle tensioni geopolitiche internazionali, due fattori che per il caffè contano molto, visto il peso delle quotazioni e delle catene di approvvigionamento globali. Proprio per questo il premio assume un significato che va oltre la dimensione interna: segnala la volontà di tenere insieme competitività e riconoscimento del lavoro, in un comparto dove la pressione sui margini resta alta. Per chi osserva il mercato del lavoro, l’intesa mostra anche un’altra tendenza, cioè il ritorno della contrattazione aziendale come strumento per distribuire una parte dei risultati senza intervenire direttamente sui minimi salariali nazionali. Per chi lavora, invece, il messaggio è più semplice e immediato: il contributo quotidiano alla performance dell’impresa viene formalmente riconosciuto. Resta da vedere quanto questo modello potrà consolidarsi nel tempo e quanto potrà fare scuola anche in altre realtà manifatturiere e alimentari, dove la richiesta di salari più aderenti al costo della vita continua a crescere.