Attualità

Il caldo record arretra: domani quasi tutta l’Italia in giallo e verde, resta rosso solo Palermo

Strada urbana assolata con uomo seduto che beve acqua e donna che si ripara dal sole vicino a una fermata
Scena di caldo urbano con persone in cerca di ombra e acqua, simbolo della pressione da ondata di calore e delle allerte sanitarie.

Il picco sembra alle spalle, ma non ovunque. L’ultima ondata di calore che ha investito l’Italia da giorni perde intensità in gran parte del Paese, anche se il Ministero della Salute mantiene per oggi, mercoledì 22 luglio, l’allerta massima in sei città e per domani lascia Palermo come unico capoluogo da bollino rosso.

Caldo in ritirata ma il Sud resta sotto pressione

Il quadro aggiornato racconta un’Italia che torna gradualmente a respirare dopo una fase segnata da temperature molto elevate e notti tropicali, soprattutto nei grandi centri urbani. Oggi le città con allerta di livello 3 scendono a sei: Cagliari, Catania, Messina, Palermo, Reggio Calabria e Roma. È un dato che conferma l’indebolimento della terza ondata di calore dell’estate 2026, ma mostra anche come il miglioramento non sia ancora uniforme. Il cambiamento più evidente arriva già da domani, giovedì 23 luglio, quando su 27 città monitorate ben 17 saranno in verde, cioè al livello 0, quello che indica condizioni senza rischio meteorologico rilevante per la salute. Restano però nove città in giallo, quindi in pre-allerta, mentre Palermo sarà l’unico capoluogo ancora classificato con bollino rosso, il livello più alto previsto dal sistema di sorveglianza del ministero.

Cosa dicono i bollini e perché contano davvero

Il sistema dei bollini non serve soltanto a descrivere il tempo, ma misura l’impatto del caldo sulla salute, soprattutto nelle aree urbane dove l’asfalto, il traffico e la scarsa ventilazione possono far percepire temperature ben superiori a quelle reali. Il bollino verde segnala condizioni generalmente sicure, il giallo indica una situazione di pre-allerta che può già avere effetti su persone fragili, mentre il rosso corrisponde a un rischio esteso all’intera popolazione, non solo agli anziani o a chi ha patologie croniche. Per questo il dato di Palermo merita attenzione: essere l’unica città ancora in allerta massima significa che lì il caldo continuerà ad avere effetti potenzialmente seri anche nelle prossime 24 ore. Roma, che oggi è ancora in rosso, domani passerà al giallo insieme ad altri centri come Cagliari, Catania, Messina e Reggio Calabria, segno che la pressione termica si sta attenuando ma non è del tutto rientrata.

Le conseguenze pratiche per chi vive in città

La tregua prevista per gran parte del Paese ha un effetto immediato sulla vita quotidiana: si riduce il rischio sanitario, migliorano le condizioni per chi lavora all’aperto e tornano più sopportabili gli spostamenti nelle ore centrali della giornata. Non significa però che l’emergenza sia archiviata. Le ondate di calore, soprattutto quando si susseguono a distanza ravvicinata come in questa estate, lasciano una scia di stress fisico che pesa di più su anziani, bambini piccoli e persone con problemi cardiovascolari o respiratori. Anche dove torna il verde conviene mantenere qualche cautela, perché il passaggio da temperature estreme a valori meno elevati non cancella subito gli effetti accumulati nei giorni precedenti. Il ritorno di molte città in fascia di normalità è comunque un segnale rilevante, perché mostra quanto il sistema di allerta sia utile non solo per leggere il presente, ma anche per anticipare i momenti in cui la prudenza deve restare alta. E mentre il Centro-Nord vede allargarsi l’area verde con città come Milano, Torino, Venezia, Bologna e Verona, il Sud continua a essere l’osservato speciale di questa fase finale dell’ondata, con Palermo che resta il punto più delicato da monitorare.