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Caldo, l’Italia respira: crollano i bollini rossi tra oggi e domani

Persone in una piazza italiana al tramonto, con panchina all’ombra e fontanella, in atmosfera estiva più mite
Una piazza italiana al tramonto con persone che tornano a vivere gli spazi all’aperto, segno di una tregua dal caldo.

L’ondata di caldo che ha stretto l’Italia per giorni sta perdendo forza, e il cambio di passo si vede nei numeri prima ancora che nelle sensazioni. Il nuovo bollettino del ministero della Salute riduce in modo netto le città da bollino rosso e conferma una tregua che, per gran parte del Paese, avrà effetti concreti già tra oggi e domani.

Calano i bollini rossi e cambia la mappa del rischio

Il dato più evidente riguarda l’allerta massima per il caldo, il livello 3 che segnala possibili effetti sulla salute anche per le persone sane e attive. Mercoledì 22 luglio erano sei le città in rosso: Cagliari, Catania, Messina, Palermo, Reggio Calabria e Roma. Giovedì 23 il quadro si alleggerisce con decisione e i capoluoghi in rosso scendono a due, Cagliari e Palermo. Venerdì 24 luglio resterà solo Cagliari con il livello di rischio più alto. È un passaggio tutt’altro che secondario, perché i bollini del ministero non fotografano soltanto la temperatura massima attesa, ma l’impatto combinato di caldo, umidità e persistenza delle condizioni estreme sulle persone più esposte. La mappa, insomma, racconta che la fase più pesante dell’afa sta arretrando quasi ovunque, soprattutto sul Centro-Nord e in una parte del versante tirrenico, mentre il Sud e le Isole restano le aree da osservare con più attenzione.

Più città in verde e una tregua che si sente anche nella vita quotidiana

La Penisola si sta progressivamente colorando di verde, il codice che indica rischio zero. Oggi sono 11 le città monitorate senza allerta: Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Milano, Pescara, Torino, Trieste, Venezia e Verona. Domani saliranno a 19, con l’ingresso di Bari, Campobasso, Civitavecchia, Frosinone, Latina, Napoli, Rieti e Viterbo. Venerdì il numero arriverà a 22, grazie anche a Genova, Perugia e Roma. Tradotto fuori dai bollettini, significa notti meno pesanti, un minore accumulo di calore nei centri urbani e condizioni più gestibili per chi lavora all’aperto, si sposta sui mezzi pubblici o vive in case poco ventilate. Anche la fascia gialla, quella di pre-allerta, si restringe giorno dopo giorno: dieci città oggi, sei domani, quattro venerdì. Non è ancora un ritorno a un clima fresco, ma è una tregua reale per famiglie, anziani, bambini piccoli e persone con malattie croniche, cioè le categorie che pagano il prezzo più alto durante le ondate di calore prolungate.

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni

La svolta meteo della seconda metà della settimana non cancella del tutto l’estate più intensa, ma segna una correzione sensibile rispetto ai picchi dei giorni scorsi. Il fatto che non risultino città in arancione e che il rosso si concentri soltanto in Sardegna entro venerdì indica una riduzione diffusa dello stress termico. Per molti lettori questo si traduce in scelte molto pratiche: attività fisica meno rischiosa nelle ore serali, spese energetiche leggermente più contenute dove si potrà limitare l’uso continuo dei condizionatori, minore pressione sui pronto soccorso per i malori legati al caldo. Resta però prudente non abbassare troppo la guardia nelle aree ancora sotto osservazione, in particolare tra Sicilia, Calabria e Sardegna, dove i bollini gialli e rossi segnalano che il disagio non è del tutto rientrato. Le estati degli ultimi anni hanno mostrato quanto rapidamente il quadro possa cambiare, e proprio per questo il bollettino quotidiano del ministero resta uno strumento utile non solo per chi è fragile, ma per chiunque debba organizzare lavoro, spostamenti e tempo all’aperto. Per ora la notizia è chiara: l’afa arretra, e in buona parte d’Italia si torna a respirare.