Le Borse europee chiudono in terreno positivo in una seduta condizionata dall’assenza di Wall Street, ferma per la festa del 4 luglio. Il risultato è un mercato meno profondo ma comunque indicativo, con gli investitori che hanno premiato soprattutto tecnologia ed energia mentre restano sotto osservazione valute, materie prime e titoli di Stato.
Europa in rialzo con Madrid davanti a tutti
La piazza migliore di giornata è stata Madrid, salita dell’1%, seguita da Francoforte a +0,8%, Milano a +0,7%, Parigi a +0,35% e Londra appena sopra la parità con un +0,1%. In un contesto privo del riferimento americano, il segnale più interessante arriva dalla tenuta complessiva dei listini continentali, sostenuti anche dal miglioramento dei dati Pmi compositi in gran parte dell’area euro. L’Italia torna sopra la soglia dei 50 punti, a 50,2, livello che separa contrazione ed espansione dell’attività economica; la Germania risale a 49,5 e l’indice aggregato dell’Ue si assesta a 50. Resta invece più debole il Regno Unito, in calo a 49,3. Per il lettore il punto è semplice: questi numeri non raccontano ancora una vera accelerazione dell’economia, ma indicano che la frenata dei mesi scorsi potrebbe essere meno pesante del previsto, ed è uno degli elementi che aiutano i mercati a mantenere un tono costruttivo.
Tecnologia ed energia guidano gli acquisti
A spingere le Borse sono stati soprattutto i titoli legati ai semiconduttori, comparto che continua a essere considerato strategico dagli investitori europei. Aixtron ha guadagnato il 5,5%, Soitec il 4,7%, Be il 4,6% e Stm l’1,37%, confermando che la filiera dei chip resta tra le aree più dinamiche del mercato. Bene anche l’energia, con Saipem in rialzo del 4,25% e Technip del 3,35%, mentre tra i grandi gruppi petroliferi i movimenti sono stati più prudenti: Bp +0,55%, Eni +0,42%, TotalEnergies +0,3%, Shell invariata. Il petrolio, infatti, si è mosso poco, con il Wti a 68,57 dollari e il Brent a 71,87, mentre a sorprendere è stato soprattutto il gas naturale ad Amsterdam, in crescita di oltre il 3% a 45,41 euro al megawattora. Un dato che in Europa viene seguito con attenzione perché può riflettersi, anche se non in modo immediato, sui costi energetici per imprese e famiglie. Giornata più contrastata invece per l’auto: Porsche, Volkswagen e Renault hanno chiuso in rialzo, mentre Stellantis ha perso oltre il 3,5%, frenata dal giudizio negativo di Hsbc. È il segnale di un settore che continua a muoversi tra pressioni sui margini, transizione elettrica e domanda ancora incerta.
Spread stabile ma mercato attento a euro, oro e rendimenti
Sul fronte obbligazionario, il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi si è assestato a 77,7 punti base, livello contenuto che conferma una percezione di rischio sotto controllo sull’Italia. I rendimenti, però, sono risaliti: il decennale italiano è al 3,71%, quello tedesco al 2,93% e il francese al 3,72%. Per chi ha mutui, prestiti o guarda ai rendimenti del risparmio gestito, questa è una dinamica da non sottovalutare, perché tassi di mercato più alti tendono a propagarsi lentamente anche fuori dalle sale operative. Intanto il dollaro appare debole, con l’euro a quota 1,14, mentre l’oro è balzato del 2,73%, movimento che spesso segnala una domanda di beni rifugio o comunque una ricerca di copertura in una fase di incertezza. Più misto l’andamento delle banche, con acquisti su Mps, Bper, Banco Bpm e Intesa, mentre Commerzbank e Unicredit hanno chiuso leggermente in calo. Nel complesso, la seduta europea lascia un’impressione precisa: il mercato regge e trova spunti selettivi, ma resta in equilibrio tra segnali di ripresa, costo del denaro ancora elevato e un quadro internazionale che può cambiare tono molto rapidamente già al ritorno degli scambi pieni negli Stati Uniti.








