Anthropic ha presentato Claude Science il 5 luglio 2026, negli Stati Uniti, come nuova piattaforma di ricerca scientifica basata sull’intelligenza artificiale pensata per università, laboratori e centri di ricerca: l’obiettivo, ha spiegato l’azienda, è ridurre la frammentazione dei flussi di lavoro e rendere più rapida la produzione di risultati affidabili e riproducibili. In sostanza, un solo ambiente per tenere insieme dati, codice, letteratura scientifica e analisi, senza il consueto passaggio continuo da un software all’altro. È qui che Anthropic prova a giocare la sua partita, in un settore dove il tempo perso tra strumenti diversi pesa ancora molto.
Claude Science di Anthropic, come funziona la piattaforma AI
Il cuore di Claude Science è uno spazio di lavoro unificato in cui il ricercatore può aprire dataset, interrogare la letteratura, scrivere script e generare output nello stesso flusso. Secondo quanto comunicato da Anthropic, la piattaforma integra oltre 60 competenze scientifiche specializzate e connettori per aree come genomica, proteomica, biologia strutturale, analisi a singola cellula e chemoinformatica. Non è un dettaglio: nei laboratori, spesso, il nodo non è solo l’analisi ma il continuo cambio di ambiente. Solo allora si perdono ore, a volte giornate.
Analisi dati, codice e figure riproducibili per la ricerca scientifica
Tra le funzioni più rilevanti c’è la possibilità di analizzare dataset complessi, eseguire codice e produrre grafici e figure pronti per una pubblicazione scientifica. La piattaforma, spiega l’azienda, mantiene anche una traccia trasparente dei passaggi usati per arrivare a un risultato, un punto sensibile per chi lavora sulla riproducibilità degli esperimenti. Eppure è proprio qui che molte soluzioni AI, finora, si fermavano a metà: assistenza testuale sì, ma poco supporto nei passaggi tecnici. Claude Science, almeno nelle intenzioni, entra invece nel lavoro quotidiano del banco e del server.
Controlli automatici e visualizzazioni 3D: le funzioni annunciate
Anthropic ha inserito in Claude Science anche sistemi di verifica automatica per controllare citazioni, calcoli e coerenza degli output, con l’idea di limitare errori che possono compromettere un paper. C’è poi il capitolo delle visualizzazioni avanzate, inclusi modelli molecolari e proteine in 3D, strumenti utili soprattutto in ricerca farmaceutica e biologia strutturale. In quel momento il dato smette di essere solo tabella e torna oggetto osservabile. Un ricercatore, in pratica, può passare dall’analisi numerica alla rappresentazione visiva senza uscire dalla stessa piattaforma.
Beta a pagamento e strategia Anthropic sulla scoperta di farmaci
Per ora Claude Science è disponibile in beta per gli utenti dei piani a pagamento Pro, Max, Team ed Enterprise di Claude. Può girare in locale su macOS e Linux, ma anche collegarsi a infrastrutture di calcolo remoto ad alte prestazioni, quelle usate da grandi atenei e centri di ricerca. È una doppia strada che allarga il pubblico, dal singolo gruppo accademico fino alle strutture più attrezzate.
Parallelamente, Anthropic ha annunciato attività interne legate alla scoperta di nuovi farmaci, con un focus su malattie rare e patologie poco coperte dal mercato. L’azienda sostiene che questo lavoro servirà anche a migliorare la piattaforma su casi reali. Un passaggio che dice molto della direzione presa: l’intelligenza artificiale nella ricerca scientifica non viene più proposta solo come supporto, ma come parte operativa dell’intero processo.








