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Fentanyl, l’ondata dei nuovi oppioidi sintetici: in Europa 7 nuove sostanze già nel 2025

Mani con guanti blu esaminano blister di pillole, una bustina con compresse bianche e fiale su un tavolo di laboratorio
Controllo in laboratorio di compresse e fiale sequestrate, simbolo del rischio dei nuovi oppioidi sintetici e dei farmaci contraffatti in Europa.

Il fentanyl finito al centro delle cronache italiane dopo il furto di 80 fiale all’ospedale Israelitico di Roma è solo il nome più noto di un quadro molto più ampio. L’European Drug Report 2026 fotografa infatti un mercato degli oppioidi in rapida trasformazione, dove accanto all’eroina avanzano metadone, buprenorfina, antidolorifici usati fuori controllo e soprattutto nuove molecole sintetiche ad altissima potenza.

Un mercato che cambia più in fretta dei controlli

Il dato che emerge con più forza dal rapporto dell’Agenzia europea sulle droghe è che gli oppioidi restano il gruppo di sostanze più spesso coinvolto nei decessi correlati all’uso di droghe, quasi sempre insieme ad altre sostanze. Ma oggi il problema non coincide più soltanto con l’eroina. Dal 2019, in Europa i derivati del fentanyl sono stati in larga parte rimpiazzati dai nitazeni, oppioidi sintetici benzimidazolici, e più di recente da un’altra famiglia ancora meno conosciuta, quella delle orfine. Solo nel 2025 il sistema di allerta precoce dell’Ue ha notificato sette nuovi oppioidi sintetici, tra cui tre nitazeni e tre orfine, segno di una circolazione che si rinnova continuamente e rende più difficile rincorrere il fenomeno con strumenti tradizionali. Il problema è anche quantitativo: sostanze così potenti richiedono dosi minime, quindi piccolissimi volumi possono alimentare un numero elevato di compresse o miscele nel mercato illecito. Per i servizi sanitari e per chi si occupa di dipendenze questo significa trovarsi di fronte a consumi più imprevedibili, poliabuso più frequente e margini di intervento più stretti quando arriva l’intossicazione.

Il rischio dei farmaci contraffatti e delle overdose invisibili

Tra gli aspetti più allarmanti c’è la crescita di medicinali contraffatti che contengono nitazeni e che imitano l’aspetto di farmaci da prescrizione autentici. È un passaggio cruciale, perché allarga il perimetro del rischio oltre i consumatori abituali di droghe illegali. Chi cerca un antidolorifico, chi convive con un dolore cronico o chi acquista compresse fuori dai canali ufficiali può esporsi a sostanze molto più forti del previsto, con il pericolo concreto di depressione respiratoria, la complicanza che più spesso porta all’overdose mortale. I numeri raccontano bene l’accelerazione: nel 2024 dieci Paesi europei hanno sequestrato oltre 50mila compresse contenenti nitazene, contro le 23mila del 2023 e appena 380 nel 2022. Nel frattempo la Bulgaria ha segnalato più di 100 decessi correlati al fentanyl tra 2024 e 2025, mentre cinque Stati europei hanno registrato casi di avvelenamento acuto e 18 morti con esposizione confermata agli oppioidi orfinici tra giugno 2024 e gennaio 2026. Il punto è che molte di queste sostanze possono circolare senza essere immediatamente riconosciute né da chi le consuma né, almeno in una prima fase, da chi deve identificarle nei laboratori o negli ospedali.

Perché riguarda anche l’Italia e cosa può cambiare

Il rapporto non parla di un’“epidemia” europea sovrapponibile a quella statunitense, ma indica diverse spie rosse. Nel 2024 i Paesi Ue hanno segnalato 1.063 sequestri di oppioidi sintetici per un totale di 35,5 chilogrammi, in aumento rispetto ai 22 chilogrammi dell’anno precedente. Alcuni indicatori mostrano inoltre una maggiore disponibilità di fentanyl in Paesi come Bulgaria, Spagna e Paesi Bassi, mentre i sequestri di precursori chimici suggeriscono che la filiera potrebbe evolvere rapidamente. Anche le dinamiche internazionali pesano: il divieto imposto dai talebani alla coltivazione del papavero da oppio in Afghanistan ha ridotto l’offerta di eroina e potrebbe favorire, in alcuni mercati, l’ingresso di sostanze sintetiche sostitutive. Per il lettore italiano questo si traduce in una questione molto concreta. Significa che il rischio non passa soltanto dallo spaccio tradizionale, ma anche da farmaci sottratti, compresse falsificate, consumo combinato con alcol o benzodiazepine e accesso a sostanze di cui spesso non si conosce nemmeno il nome. Gli esperti europei chiedono per questo sistemi di allerta più rapidi, laboratori capaci di identificare nuove molecole e strategie di riduzione del danno aggiornate a uno scenario che cambia mese dopo mese. Anche perché nei pronto soccorso sentinella europei l’eroina resta l’oppioide più segnalato, ma in alcune città è già stata superata da altri oppioidi, legali o sintetici, e circa sette overdose mortali su dieci nell’Ue continuano a coinvolgere proprio questa famiglia di sostanze. Il vero nodo, ormai, è arrivare prima che il mercato cambi ancora.