Saverio Valentino è il nuovo presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. La nomina è arrivata oggi dai presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, e porta alla guida dell’Antitrust un giurista che da anni lavora dentro i meccanismi, spesso poco visibili al grande pubblico, che regolano concorrenza, prezzi e correttezza del mercato.
Una nomina che pesa oltre il profilo tecnico
La scelta di Valentino non riguarda soltanto un incarico di vertice. L’Antitrust interviene su dossier che toccano da vicino la vita quotidiana, dalle pratiche commerciali scorrette alle concentrazioni tra grandi gruppi, fino ai nodi sempre più delicati del digitale, delle telecomunicazioni, dell’energia e dei servizi. Avere alla presidenza una figura già interna all’Autorità, e con una specializzazione costruita tra diritto italiano ed europeo della concorrenza, segnala la volontà di dare continuità a un’istituzione che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente anche nel dibattito pubblico. Non è un dettaglio: quando l’Antitrust si muove, può incidere su offerte ai consumatori, rapporti tra imprese, campagne pubblicitarie e perfino sul modo in cui una piattaforma online tratta utenti e concorrenti.
Il profilo di Saverio Valentino
Avvocato, classe 1971, Valentino è attualmente componente della stessa Autorità e ha alle spalle un percorso molto legato al diritto della concorrenza in chiave nazionale e comunitaria. Si è laureato in giurisprudenza alla Sapienza di Roma, ha poi conseguito un master in diritto comunitario al Collegio d’Europa di Bruges e un Master in legge alla University of Chicago Law School, un passaggio che ne rafforza il profilo internazionale. Nel corso della sua attività professionale ha patrocinato davanti alle corti dell’Unione europea, alle giurisdizioni amministrative e civili italiane, alla Commissione europea, all’Autorità garante e ad altre autorità della concorrenza in diversi Paesi. A questo si aggiunge un periodo di collaborazione con l’allora Direzione generale I della Commissione europea, nell’unità che seguiva le politiche commerciali multilaterali e i dossier legati all’Organizzazione mondiale del commercio e all’Ocse. Tradotto in termini meno tecnici, si tratta di un profilo che conosce sia la dimensione regolatoria italiana sia quella sovranazionale, oggi sempre più decisiva quando si parla di mercato.
Cosa può cambiare per imprese e consumatori
Per chi legge, la nomina potrebbe sembrare lontana dai problemi concreti, ma non lo è affatto. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato è chiamata a vigilare su equilibri che incidono sul costo dei servizi, sulla trasparenza delle offerte e sulla possibilità per i cittadini di scegliere davvero tra operatori diversi. In una fase in cui l’economia è attraversata da forti concentrazioni, dall’espansione delle grandi piattaforme e da un’attenzione crescente verso algoritmi, pubblicità online e uso dei dati, la guida dell’Antitrust diventa un osservatorio strategico. Un presidente con esperienza europea può avere un ruolo rilevante soprattutto nella lettura dei nuovi conflitti tra innovazione e regole, tra libertà d’impresa e tutela del mercato. Per le aziende significa confrontarsi con un’autorità che conosce bene i margini del diritto della concorrenza, per i consumatori può voler dire controlli più incisivi su pratiche scorrette e posizioni dominanti. Molto dipenderà, naturalmente, dai primi dossier che arriveranno sul tavolo di Valentino e dal modo in cui saprà tenere insieme rigore giuridico e capacità di leggere i cambiamenti dell’economia reale, quella che ormai passa sempre più spesso da uno schermo.








