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Terza ondata di caldo al culmine: il weekend più rovente sull’Italia

Donna all’ombra con cappello e bottiglia d’acqua in una strada quasi deserta sotto il sole cocente
Una passante cerca riparo e si rinfresca in una strada del Sud, mentre l’ondata di caldo raggiunge il culmine.

Il picco della terza ondata di caldo arriva tra oggi e venerdì, con valori estremi soprattutto al Sud e nelle aree interne delle Isole maggiori. La vera tregua, secondo le ultime previsioni, dovrebbe cominciare solo da lunedì, quando l’aria sahariana inizierà finalmente a perdere forza su buona parte dell’Italia.

Caldo al massimo con punte fino a 46 gradi

Le piogge violente che nelle ultime ore hanno colpito alcune zone del Nord non bastano a cambiare il quadro generale: il caldo resta il protagonista assoluto e venerdì 17 luglio si annuncia come la giornata più pesante di questa fase. Le temperature più alte sono attese nel Mezzogiorno, dove città come Cagliari, Nuoro, Caltanissetta e Foggia potranno spingersi tra i 41 e i 42 gradi, mentre Ascoli Piceno toccherà i 40. In molte altre aree si resterà appena sotto, ma sempre su valori molto elevati, con 39 gradi previsti tra Agrigento, Terni, Firenze, Forlì, Frosinone, Macerata e Isernia. Proprio il dato di Isernia colpisce, perché arriva in una località di collina e conferma quanto il surriscaldamento non riguardi più soltanto le pianure o le grandi città. Il quadro più critico, però, riguarda le zone interne di Sardegna e Sicilia, dove secondo le stime si potranno raggiungere rispettivamente i 46 gradi e sfiorare i 45. Sono numeri che in Italia non sono del tutto inediti, ma la loro frequenza crescente rende ogni nuova ondata meno eccezionale e molto più preoccupante.

Weekend ancora pesante e sollievo rimandato

Chi sperava in un cambio rapido dovrà aspettare. Sabato il caldo resterà intenso quasi ovunque, con un lieve ridimensionamento solo al Nord, nell’ordine di uno o due gradi, mentre al Centro e al Sud la situazione cambierà poco. Anche domenica si resterà su livelli di forte disagio, con 41 gradi attesi ancora a Caltanissetta e valori diffusi intorno ai 39 tra Sicilia, Sardegna e Calabria. In Umbria e in Puglia si scenderà con fatica verso i 38, che restano comunque temperature molto alte per la seconda metà di luglio. Il Nord dovrebbe iniziare a respirare un po’ di più grazie a maggiore nuvolosità e a qualche temporale, specie sulle aree alpine e localmente al Nordest, ma si tratterà di un beneficio parziale. Per milioni di persone questo significa notti ancora difficili, consumo più alto di energia per ventilatori e condizionatori, maggiore affaticamento per anziani, bambini e chi lavora all’aperto. È il lato più concreto di queste ondate: non soltanto record o mappe rosse, ma una pressione continua sulla vita quotidiana, sulle città e perfino sull’organizzazione delle giornate.

Da lunedì calo graduale ma il segnale resta forte

La svolta dovrebbe arrivare tra lunedì e martedì, quando le temperature inizieranno a scendere in modo graduale ma abbastanza diffuso. Secondo le proiezioni, molte zone d’Italia potranno riportarsi persino sotto le medie climatiche del trentennio 1991-2020, con massime più vicine ai 32-33 gradi, valori che fino a qualche anno fa sarebbero stati considerati normali in piena estate. L’eccezione riguarderà soprattutto l’estremo Sud e le Isole maggiori, dove il caldo continuerà a farsi sentire, anche se in forma meno opprimente. La notizia, quindi, è doppia: da una parte si intravede una tregua concreta, dall’altra resta la conferma di una tendenza che si ripete sempre più spesso. I precedenti di Floridia nel 2021 e di Jerzu nel 2023 avevano già mostrato quanto il limite dei 48 gradi non sia più una soglia remota. Oggi ciò che colpisce non è solo il dato estremo, ma la continuità con cui queste fiammate africane si ripresentano da fine maggio in avanti. Per il momento il Paese si prepara a superare il punto più duro di questa fase, con l’attesa di un ricambio d’aria che potrà alleggerire il presente, ma difficilmente chiudere il discorso aperto da un’estate che continua a spingere sempre più in alto l’asticella del caldo.