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Più infortuni senza acqua: crescono dell’11,3% le malattie professionali, l’allarme dai dati Inail

Operaio in magazzino con casco e gilet alta visibilità beve acqua seduto accanto a pallet di scatole
Una pausa per idratarsi in un magazzino: fatica e caldo possono ridurre l’attenzione e aumentare i rischi sul lavoro.

La sicurezza sul lavoro continua a misurarsi con un nodo spesso sottovalutato: il calo di attenzione legato a fatica, stress e idratazione insufficiente. È su questo terreno, molto più quotidiano che eccezionale, che si concentra una parte crescente degli infortuni e delle malattie professionali.

Quando la stanchezza diventa un rischio concreto

Il punto non riguarda soltanto i grandi incidenti o le violazioni evidenti delle regole, ma quella zona grigia in cui il corpo rallenta e la mente perde lucidità. Quando l’organismo entra in deficit energetico, la soglia di vigilanza si abbassa, i tempi di reazione si allungano e anche un gesto abituale può trasformarsi in errore. Nei luoghi di lavoro dove il ritmo è serrato, le temperature sono elevate o lo sforzo fisico è continuo, questo meccanismo pesa ancora di più. Sabrina Piancone, presidente di Helvetica e da tempo impegnata nel settore della sicurezza, richiama i numeri del bilancio Inail: le malattie professionali sono cresciute dell’11,3%, con oltre 98mila casi ricondotti anche a stress e condizioni ambientali. È un dato che allarga il campo della prevenzione: non basta evitare il pericolo visibile, bisogna intervenire anche su affaticamento, disconnessione e perdita di concentrazione, fattori che nella pratica quotidiana incidono direttamente sulla sicurezza.

Il legame tra benessere aziendale e margine di errore

La questione, infatti, non è solo fisiologica ma organizzativa. Se un lavoratore percepisce di essere lasciato solo davanti a carichi eccessivi, turni impegnativi o condizioni ambientali difficili, cresce il rischio di burnout e cala la tenuta complessiva. Piancone cita anche i report di Gallup sul workplace, secondo cui chi avverte una reale attenzione da parte dell’azienda ha fino al 49% di probabilità in meno di cercare un altro impiego ed è meno esposto all’esaurimento psicofisico. Tradotto nella vita concreta dei reparti, dei cantieri e dei magazzini, significa che la qualità del clima interno incide anche sulla probabilità di errore. Quando si perde motivazione, l’attenzione tende a calare; quando aumenta l’errore, cresce lo stress e si entra in un circolo vizioso che rende il lavoro più fragile per tutti. Per questo i protocolli più aggiornati sulla prevenzione stanno spostando l’attenzione dalla sola conformità formale a una lettura più ampia del fattore umano.

Idratazione e prevenzione oltre l’acqua generica

Uno degli aspetti più discussi riguarda l’idratazione. La letteratura scientifica, ricordata nel testo di partenza, segnala che anche una perdita di liquidi pari all’1% può avere effetti immediati su concentrazione, capacità decisionale e attenzione ai dettagli. Nei contesti esposti a caldo intenso o forte attività fisica, come logistica, manutenzione e cantieri, la sudorazione può arrivare fino a due litri l’ora. In queste condizioni, osserva Alex Viola, ideatore del protocollo Alkaenergy, non tutta l’acqua agisce allo stesso modo, perché i consumi metabolici cambiano in base alla mansione e la semplice assunzione di acqua può non bastare a reintegrare sali ed elettroliti persi con la sudorazione. Il tema è delicato e richiede prudenza, anche perché ogni soluzione proposta in azienda dovrebbe poggiare su evidenze solide e valutazioni tecniche serie, ma il punto di fondo resta: la prevenzione passa anche dalla gestione del corpo sul posto di lavoro. Se un addetto è disidratato, affaticato o esposto a sbalzi termici continui, la sua capacità di reagire diminuisce e con essa si riduce il margine di sicurezza. Per le imprese il tema non riguarda soltanto il welfare o l’immagine interna, ma la qualità reale dell’organizzazione. E con estati sempre più dure e ambienti produttivi sotto pressione, è probabile che questa frontiera della sicurezza peserà sempre di più.