La Lega del Filo d’Oro chiude il 2025 con i numeri più alti della sua storia: 1.405 persone con sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale hanno ricevuto almeno un servizio, mentre crescono ricoveri, presìdi territoriali, volontari e donazioni. Il quadro emerge dal bilancio sociale presentato a Milano, e racconta un’espansione che ha effetti concreti soprattutto per le famiglie, spesso costrette a orientarsi in percorsi assistenziali complessi e frammentati.
Più utenti seguiti e servizi in aumento
Il dato centrale del bilancio sociale 2025 è l’aumento del 10% delle persone assistite rispetto all’anno precedente. In totale sono 1.405 gli utenti raggiunti dalla Fondazione insieme alle loro famiglie, un risultato che si accompagna a un altro record: 74.174 giornate di ricovero erogate nei cinque centri residenziali, tra tempo pieno e degenza diurna, con una crescita del 3% sul 2024. Sono numeri che fotografano un bisogno reale, spesso poco visibile nel dibattito pubblico, ma molto presente nella vita quotidiana di chi convive con disabilità complesse. Per le famiglie, infatti, la possibilità di contare su servizi continuativi significa alleggerire il carico assistenziale, avere un riferimento stabile e non restare sole davanti a problemi che richiedono competenze specialistiche. A crescere sono stati anche i servizi territoriali, che hanno seguito 1.120 persone, il 12% in più rispetto all’anno precedente. È un passaggio decisivo perché sposta l’assistenza più vicino ai luoghi in cui le persone vivono, evitando che il sostegno si concentri soltanto nelle strutture residenziali.
La rete sul territorio si allarga
Una parte di questa crescita è legata all’apertura della sede di Rende, in provincia di Cosenza, primo presidio della Fondazione in Calabria. Dal giugno 2026 si è aggiunta anche Nuoro, che rafforza la presenza in Sardegna e porta la rete in 13 regioni. L’espansione territoriale non è un dettaglio organizzativo: per chi vive lontano dai grandi centri, poter accedere a un servizio di prossimità può fare la differenza tra avere un supporto concreto o rinunciare del tutto. Il presidente Rossano Bartoli ha parlato di “scelte organizzative coraggiose” e di un percorso che punta ad avvicinarsi sempre di più alle persone. Nel bilancio questa traiettoria si vede anche sul fronte interno. Al 31 dicembre 2025 i dipendenti erano 802, in aumento del 4%, con il 90% dell’organico assunto a tempo indeterminato. Un dato che suggerisce continuità e stabilità in un settore dove il turn over rischia spesso di compromettere la qualità della relazione educativa e assistenziale. Anche i volontari hanno raggiunto il valore più alto mai registrato: 769 attivi, +16% in un anno, per oltre 64 mila ore donate, gran parte delle quali a contatto diretto con gli utenti.
Donazioni, diritti e riconoscimento normativo
Il bilancio 2025 racconta anche una struttura economicamente solida. Le donazioni complessive hanno raggiunto 72,71 milioni di euro e, al netto dei lasciti testamentari, segnano un aumento del 12%. Crescono pure i donatori attivi, arrivati a 469.460. Per un ente del Terzo Settore questo significa poter programmare servizi e investimenti con maggiore autonomia, senza limitarsi a una gestione dell’emergenza. Ma accanto ai conti c’è un altro elemento che rende questo passaggio rilevante: il fronte dei diritti. Nel 2025 è arrivata l’approvazione definitiva del Ddl Semplificazioni-bis, che aggiorna la definizione normativa di sordocecità e supera il vecchio vincolo legato all’età di insorgenza. In termini pratici, il riconoscimento della condizione non dipende più da quando viene acquisita, un cambiamento atteso da anni da associazioni e famiglie. La Lega del Filo d’Oro rivendica di aver contribuito a questo risultato con un lavoro costante di sensibilizzazione istituzionale. È un passaggio meno visibile dei numeri di bilancio, ma probabilmente tra i più incisivi, perché interviene sul modo in cui lo Stato guarda a questa disabilità e quindi su accesso ai diritti, presa in carico e politiche future. Il senso del 2025, alla fine, sta tutto qui: crescita organizzativa e riconoscimento pubblico stanno cominciando a muoversi nella stessa direzione, e per molte famiglie è un segnale che pesa più di qualsiasi slogan.








