⁠⁠Economia

Sicurezza stradale, Salvini: numeri incoraggianti ma la sfida continua

Agente della polizia locale controlla un’auto ferma mentre il conducente guarda lo smartphone
Controllo su strada: un agente si avvicina a un’auto mentre il conducente usa lo smartphone, tema centrale della sicurezza stradale.

La sicurezza stradale in Italia registra un calo delle vittime nei primi cinque mesi del 2026, ma il quadro resta lontano da una vera svolta. I dati diffusi dal Viminale e rilanciati dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini mostrano un miglioramento, accompagnato però da infrazioni ancora molto diffuse, soprattutto su velocità, cinture e uso del cellulare alla guida.

Un calo che segnala una tendenza ma non basta

Tra gennaio e maggio di quest’anno le persone morte in incidenti stradali sono state 449, contro le 464 dello stesso periodo del 2025. La riduzione è contenuta, ma si inserisce in una tendenza già emersa lo scorso anno, quando i decessi avevano fatto segnare un calo di 96 casi. Per il governo, il dato conferma gli effetti del nuovo Codice della strada entrato in vigore nei mesi scorsi. Salvini parla di numeri “incoraggianti”, aggiungendo però che il margine di miglioramento resta ampio. È un passaggio rilevante perché fotografa bene la situazione italiana: da una parte c’è un segnale positivo, dall’altra la strada resta uno spazio quotidiano in cui comportamenti scorretti e distrazioni continuano a produrre conseguenze molto pesanti. Dietro la flessione statistica, infatti, non c’è ancora un cambiamento così netto da poter parlare di emergenza superata.

Le infrazioni più comuni raccontano dove si gioca la partita

Se si guarda all’attività della Polizia Stradale e dei Carabinieri, il quadro diventa ancora più chiaro. Nei primi cinque mesi del 2026 le violazioni più contestate hanno riguardato il superamento dei limiti di velocità, con 193.071 casi accertati. Molto distanti, ma comunque numericamente rilevanti, il mancato uso delle cinture di sicurezza, 36.929 violazioni, e l’utilizzo del cellulare al volante, 15.367 casi. Sono numeri che descrivono abitudini radicate, non episodi isolati. La velocità resta il fattore più evidente, quello che aumenta il rischio e la gravità degli impatti. Ma il dato sulle cinture e soprattutto quello sul telefono dice altro: molti automobilisti continuano a sottovalutare gesti apparentemente ordinari che invece riducono drasticamente la soglia di attenzione. Non a caso, sulle oltre 31mila patenti ritirate, più di 15mila sono state tolte proprio per uso del cellulare alla guida. Seguono 6.707 ritiri per guida in stato di ebbrezza e quasi mille per assunzione di stupefacenti. La sensazione, leggendo questi numeri, è che la leva sanzionatoria da sola non basti se non viene accompagnata da una pressione culturale più forte, soprattutto su quei comportamenti percepiti ancora come tollerabili.

Campagne, controlli e nuove regole per cambiare le abitudini

Il ministro ha annunciato una nuova campagna di sensibilizzazione, misure dedicate alla tutela dei bambini in auto e un nuovo incontro del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica. La linea è quella di tenere insieme prevenzione, controlli e applicazione delle norme. In questo quadro rientra anche il capitolo monopattini: a poco più di un mese dall’entrata in vigore dell’obbligo previsto dalla nuova disciplina, sono già stati rilasciati 130.217 contrassegni, mentre altri 19.484 sono in consegna. È un segnale di adeguamento rapido a regole che puntano a rendere più tracciabile e ordinato un mezzo sempre più presente nelle città. Per chi si muove ogni giorno in auto, in moto o sui mezzi leggeri, la questione non riguarda solo i numeri diffusi dai ministeri. Riguarda tempi di reazione, attenzione, protezione dei passeggeri più fragili, convivenza negli spazi urbani. Il punto vero è capire se questa fase riuscirà a tradursi in comportamenti più prudenti e stabili nel tempo. Il leggero calo delle vittime è una notizia positiva, ma resta soprattutto un promemoria: la sicurezza stradale migliora davvero soltanto quando le regole smettono di essere percepite come un obbligo esterno e diventano parte della guida di ogni giorno.