Attualità

Caldo record senza tregua: oggi allerta massima in 18 città

Turisti al Colosseo si riparano dal caldo, bevono acqua e usano un ventaglio sotto nebulizzatori
Turisti cercano sollievo dal caldo vicino al Colosseo, tra ombra, acqua e nebulizzatori durante l’ondata di calore.

Il caldo non rallenta e sabato si annuncia come un’altra giornata critica, con 18 città italiane in bollino rosso e nessun capoluogo fuori dall’emergenza. L’ondata che sta investendo soprattutto il Centro-Nord non sta cambiando solo le abitudini quotidiane, ma anche l’organizzazione di luoghi simbolo e servizi pubblici, dal Colosseo alla Casa di Giulietta.

Diciotto città in rosso e un’allerta che riguarda tutti

Il dato più netto arriva dal bollettino del ministero della Salute: oggi, venerdì 26 giugno, sono 18 le città in allerta massima e lo stesso scenario si ripeterà anche sabato 27. Il bollino rosso, livello 3, non segnala soltanto disagio per anziani, bambini o persone fragili, ma condizioni che possono avere effetti negativi anche su persone sane e attive. È questo il punto che rende l’ondata in corso diversa dalla percezione comune del “gran caldo estivo”: l’afa prolungata diventa un fattore sanitario, non solo meteorologico. Le città più esposte sono Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo, mentre nelle altre restano comunque livelli di attenzione tra giallo e arancione. L’Oms ha parlato apertamente di emergenza sanitaria e il quadro europeo, con temperature estreme anche in Francia, Spagna e Regno Unito, conferma che non si tratta di un episodio isolato. Per i cittadini, questo significa rivedere orari, spostamenti, attività fisica e permanenza all’aperto, soprattutto nelle ore centrali della giornata, quando il rischio cresce anche in assenza di patologie pregresse.

Roma corre ai ripari tra presidio medico e nebulizzatori

A Roma l’impatto del caldo si misura anche sul turismo, in uno dei luoghi più visitati d’Italia. Il Parco archeologico del Colosseo ha rafforzato il piano estivo con un presidio sanitario fisso attivo dal 15 giugno al 15 settembre, dalle 10 alle 18, con medico e infermiere in tre postazioni dell’area archeologica. Accanto all’assistenza, sono stati installati nebulizzatori mobili e impianti fissi nei punti di maggiore afflusso, dal Colosseo al Foro Romano fino agli accessi su via di San Gregorio e largo della Salara Vecchia. La scelta non è solo organizzativa: dentro un’area di circa 40 ettari che nel 2025 ha superato i 15 milioni di presenze, la gestione del caldo diventa parte della sicurezza ordinaria. Nei giorni di massimo allarme è prevista anche la collaborazione con la Protezione Civile di Roma Capitale nelle zone limitrofe. Per chi visita la città, il messaggio è chiaro: i grandi siti culturali restano aperti, ma si stanno adattando a condizioni climatiche che impongono nuove cautele. In pratica, l’esperienza di visita cambia, con più assistenza, più punti di ristoro climatico e una soglia di attenzione che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata eccezionale.

A Verona chiusure ai piani alti e cresce la rete di assistenza

Gli effetti concreti dell’afa si vedono anche a Verona, dove il Comune ha deciso di chiudere temporaneamente il terzo e il quarto piano della Casa di Giulietta per proteggere personale e visitatori. Restano accessibili il cortile, il primo piano con il balcone e il secondo, ma il provvedimento segnala bene come il patrimonio storico e gli edifici meno attrezzati alla climatizzazione stiano diventando spazi critici durante le ondate di calore. Parallelamente si muove anche la macchina sanitaria nazionale. Dal 22 giugno il ministero della Salute ha attivato il numero 1500, pensato per dare informazioni ai cittadini: nelle prime giornate sono arrivate circa 300 chiamate, molte da anziani, familiari e datori di lavoro in cerca di chiarimenti su ordinanze e rischi per la salute. I bollettini aggiornati restano disponibili ogni giorno sul sito del ministero fino al 20 settembre, insieme alla campagna informativa sui comportamenti da adottare. Il punto, però, va oltre il consiglio pratico di bere di più o evitare il sole: quando musei, città d’arte e servizi pubblici iniziano a rimodulare accessi, orari e spazi, il caldo smette di essere uno sfondo stagionale e diventa un elemento che incide sulle scelte collettive. Ed è proprio su questo terreno che le prossime settimane diranno quanto il sistema sarà capace di reggere un’estate che, almeno per ora, non sembra concedere tregua.