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Afa sull’Italia, oggi allerta arancione in 10 città

Persone cercano sollievo dal caldo in una strada di pietra: donna si sventola, uomo beve acqua, anziano seduto
Persone in un centro storico cercano refrigerio nelle ore più calde, mentre aumenta l’allerta per l’ondata di afa in Italia.

Il caldo rialza la testa e l’Italia si prepara a una nuova fase di afa intensa, con Firenze che da domani passa al bollino rosso. Il quadro aggiornato del ministero della Salute segnala un peggioramento diffuso, destinato a coinvolgere gran parte dei capoluoghi monitorati.

Già oggi il livello di attenzione è salito in molte città, ma è nelle prossime 24 ore che la situazione cambierà davvero passo. Il ritorno dell’allerta massima non riguarda soltanto chi è più fragile: quando scatta il livello 3, gli effetti possono farsi sentire anche su persone sane e attive, soprattutto nelle ore più calde e nei centri urbani più esposti.

Firenze entra in rosso e la mappa del rischio si allarga

Il dato più rilevante del nuovo bollettino è il passaggio di Firenze al bollino rosso per giovedì 9 luglio, unica tra i 27 capoluoghi monitorati a raggiungere il livello massimo di allerta. Significa condizioni di emergenza legate a un’ondata di calore con possibili ripercussioni sulla salute non solo per anziani, bambini molto piccoli o persone con patologie croniche, ma anche per chi in genere non è considerato a rischio. Oggi, mercoledì 8 luglio, le città in arancione sono dieci: Ancona, Bologna, Brescia, Firenze, Milano, Perugia, Pescara, Torino, Venezia e Verona. Altre dieci restano in giallo, mentre sette sono ancora in verde. Da domani, però, il verde si restringe a soli cinque capoluoghi, il giallo sale a diciotto e l’arancione riguarda Perugia, Pescara e Torino. È il segnale di una fiammata che torna a stringere la Penisola in modo più netto, soprattutto nelle aree urbane dove cemento, traffico e scarsa ventilazione amplificano la temperatura percepita.

Perché l’allerta riguarda anche chi sta bene

Quando si parla di ondate di calore, il rischio viene spesso associato quasi automaticamente alle categorie fragili. In realtà il bollino rosso descrive uno scenario più ampio. Temperature elevate per più giorni consecutivi, tassi di umidità alti e notti tropicali, nelle quali il termometro non scende abbastanza da permettere al corpo di recuperare, possono provocare disidratazione, cali di pressione, spossatezza, difficoltà di concentrazione e aggravamento di disturbi già presenti. Il problema si fa concreto per chi lavora all’aperto, per chi si sposta nelle ore centrali, per chi vive in case poco isolate o senza climatizzazione. Nelle città, poi, l’effetto “isola di calore” può far percepire diversi gradi in più rispetto alle aree periferiche o verdi. Per questo il bollettino del ministero non è un avviso formale da consultare distrattamente, ma uno strumento pratico che serve a capire quando modificare abitudini quotidiane che normalmente sembrano innocue.

Cosa cambia nella vita quotidiana con la nuova ondata

L’impatto più immediato si misura nei gesti ordinari. Nelle giornate da bollino arancione o rosso diventa prudente limitare attività fisica e spostamenti tra tarda mattina e primo pomeriggio, bere con regolarità anche senza avvertire sete e prestare più attenzione a chi vive solo. Per molte famiglie cambia anche l’organizzazione della giornata: uscite anticipate, commissioni rimandate, finestre chiuse nelle ore più torride e case da mantenere il più possibile fresche. Sullo sfondo c’è una tendenza che ormai si ripete con maggiore frequenza: le ondate di calore non sono più episodi isolati, ma fasi ricorrenti dell’estate italiana, spesso intervallate da brevi tregue. Il passaggio di Firenze in rosso arriva dentro questo schema e ricorda quanto rapidamente una situazione di semplice disagio possa trasformarsi in un’emergenza sanitaria locale. Nelle prossime ore l’attenzione resterà puntata sui nuovi aggiornamenti, perché con l’afa bastano poco tempo e pochi gradi in più per cambiare il livello del rischio.